Si conclude così la grande avventura di Gary Gygax.
L’immagine del bambino che non invecchia mai,
la forza della fantasia che mantiene giovani,
la non rassegnazione a ruoli prestabiliti,
il coraggio di giocare in un mondo di “tristi adulti”,
dicono molto di più di ipocriti coccodrilli.
Mi piace ricordarlo così,
davanti ad un tavolo,
qualche scheda,
una manciata di dadi,
e l’immaginazione come compagna.
La sua morte segna la fine di un epoca,
non c’è niente da fare.
Mi sarebbe piaciuto vedere i miei ex compagni di gioco
invecchiare con quello spirito meraviglioso,
senza rinnegare o segregare in cantina il mondo ludico,
ma anzi, alimentando con la maturità la fiamma della fantasia,
ma a quanto sembra, in pochi ci riescono.
I ruoli, quando non si tratta di giochi di ruolo,
non sono liberi: sono gabbie, schiavitù autoimposte.
Se sei un genitore, non puoi giocare.
Se sei un nonno, non puoi giocare.
Se sei adulto, non puoi giocare.
Se sei vecchio, non puoi giocare.
E’ così che da millenni il gioco viene bandito dalla vita degli uomini,
per questo la nostra società è così triste e controllabile.
Trovare il tempo per fare tutto non è semplice,
ma credere di non avere tempo è un suicidio.
Solo chi non ha talenti si accontenta di “ammazzare il tempo”,
chi ha qualche talento, si preoccupa di come utilizzarlo,
magari con una bella partita a Dungeons and Dragons,
dove sperimentare, interpretare, relazionarsi.
Questo è il gap…Altro che digital-divide!
A presto, Gygax! E tieni in caldo i dadi!
















PROPONGO UNA GIORNATA DI LUTTO!
ADDIO GARY!! E GRAZIE!
http://www.nytimes.com/2008/03/05/arts/05gygax.html?ref=arts
Non ho resistito!
http://storiediruolo.wordpress.com/2008/03/05/addio-gary/
[...] VEDI ANCHE POST DEI SILENTI Posted in Personaggi | [...]
Belle parole. Ciao Gary.
[...] Altri tributi: Order of the Stick I Silenti [...]
from the battle i’ ve come …….. to the battle i’ll ride.
Pray for me to the sky,
Talk to wind, and think so am i
i hail you again when i’ll die!
Rip Gary