All’interno della interpretazione di Copenaghen della meccanica quantistica,
il principio di indeterminazione è inteso come il fatto che a un livello elementare,
l’universo fisico non esiste in forma deterministica,
ma piuttosto come una collezione di probabilità, o potenziali.
La probabilità di distribuzione prodotta da milioni di fotoni
che passano attraverso una fessura di diffrazione,
può essere calcolata usando la meccanica quantistica,
ma il percorso esatto non può essere predetto da nessun metodo conosciuto.
L’int. di Copenaghen sostiene che non può essere predetto da nessun metodo.
Ed è questa interpretazione che Einstein metteva in discussione con la famosa frase:
“Non credo che Dio abbia scelto di giocare a dadi con l’universo”.
Bohr (uno degli autori dell’interpretazione di Copenaghen) gli rispose:
“Einstein, smettila di dire a Dio cosa deve fare”,
a cui Feynman aggiunse
“Non solo Dio gioca a dadi, ma li lancia dove non possiamo vederli”
Dietro un god-screen infiniti d100, d20, d666 ruzzolano incessanti e invisibili?
che avventura straordinaria ragazzi, che regolamento perfetto!
E’ vero…i PNG sono pacchiani, spesso inverosimili, ma è risaputo:
l’Architetto è unico, ma è davvero un power player come master!
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Che sollievo esistere e non esistere al tempo stesso…
la mia esistenza richiedeva troppe responsabilitá.
Mi spingo oltre… la riproduzione virtuale della casualitá é diversa dalla casualitá di un lancio di dado, oppure di una carta che esce da un mazzo. é una casualitá piú attendibile, piú vera.
Il lancio di un dado sottostá a impercettibili condizionamenti quali peso (la scavatura del numero determina una minima alterazione per ogni singola faccia), lunghezza degli angoli da spigolo a spigolo, e mi piace pensare anche a una certa influenza psicocinetica del lanciatore.
Il programma invece si attiene a una formula prescritta, e il risultato puó essere considerato casuale al 100% (almeno che non ci sia crakkato, ovviamente!!!)
Mmm…
mi permetto di scrivere l’ennesima guzzata pedante!
La casualità generata da un sistema,
o “Pseudocasualità”, è la tipologia di casualità che si ottiene utilizzando generatori di sequenze numeriche,
ad esempio partendo da un SEED e sviluppando su di esso un algoritmo.
Ci sono numerosi algoritmi (basati sull’aritmetica o sull’automazione cellulare) che generano numeri pseudocasuali. Alcuni ottengono il seed iniziale dai secondi dell’orologio, altri semplicemente richiedono al loro avvio un seed deciso dall’utente, di solito un numero intero.
Per questo Il comportamento del sistema può in qualche modo essere previsto conoscendo lo stato iniziale e l’algoritmo utilizzato…
In pratica SIMULA la casualità di ambiente .
Secondo l’opera di Stephen Wolfram “a new kind of science” la casualità basata su software è in realtà pseudocasualità (pseudorandomness), dal momento che non c’è un modo semplice di ottenere reale casualità di variabili.
IMPREVEDIBILITA’, quindi,
la casualità è dietro lo screen!
SEMPRE CHE ESISTA!
NUOVA DROGA
Voglio uno stimolo
Desidero il vento
Sembra un unguento
Penso a un esperimento?
Vorrei un lamento.
6 aprile 2008
…MORE POEMS ARE REQUIRED…
Ciao.
Scrivi cose interessantissime.
Pero’ non riesco a comprendere tutto cio’ che scrivi.
In particolare vorrei sapere cosa sono i PNG e poi l’interpretazione della frase:
l’Architetto è unico, ma è davvero un power player come master!
Grazie per la risposta
Provo a risponderti io:
Il post faceva una riflessione sulla casualitá della vita e quella riprodotta dai dadi nel contesto di un gioco di ruolo, in cui un gruppo di giocatori impersonificano un personaggio facendolo muovere all’interno di un mondo creato dalla fantasia del master (colui che conduce il gioco). Non é facile spiegare il fenomeno con poche parole…
I PNG (presonaggi non giocanti) sono dei personaggi creati dal master che appartengono alla storia.
Per quanto riguarda l’ultima frase, non sono totalmente sicuro del senso che gli ho dato…
Aspettiamo il demiurgus per altre delucidazioni….
Spesso contamino i miei post con un lessico incomprensibile per me,
figuriamoci per gli altri!
In ogni caso,
la frase si riferisce ad un particolare atteggiamento
(il power play’n, appunto) che molti giocatori
sviluppano verso un gioco dalle regole condivise…
In cosa consiste?
In pratica il power player accetta inizialmente le regole,
per poi manipolarle sistematicamente,
anche a scapito del buonsenso e del realismo interpretativo.
Non è un comune “baro”: egli sfrutta i lati “deboli” del regolamento,
i “bug” non osservati dagli sviluppatori del gioco,
cercando lui stesso queste combinazioni particolari
per sfruttarle a suo esclusivo vantaggio…
L’eccessivo sbilanciamento che egli apporta al gioco,
fa si che gli altri giocatori, per essere competitivi,
siano praticamente costretti ad imitarlo…
E questo porta ad una eccessiva escalation di patch,
limitazioni e regole aggiuntive sempre più invasive,
per porre rimedio alle “trovate” del power player…
Ma ovviamente,
per la legge della propagazione dell’errore,
anche queste “patch” aumenteranno i bug del gioco,
generando altre sbilancianti combinazioni inattese,
che l’inflessibile power player non esiterà a sfruttare,
a cercare, in una spirale infinita di buche e toppe,
fino a quando il livello di complessità del regolamento
non diverrà così macchinoso e burocratico
da non risultare più un gioco divertente e scorrevole,
ma una ragnatela di leggi, regole, postille, limitazioni,
dove il mero aspetto ludico passa in secondo piano.
Riferendomi all’Architetto,
faccio solo notare che se esistesse un god-master
(l’arbitro del mondo) che tira i dadi dietro uno schermo,
sarebbe nientemeno che il power player definitivo,
in quanto NON PERMETTEREBBE A NESSUNO,
in nessun caso, di sfuggire alle sue regole implicite.
Nessun gioco potrà emulerà mai la perfetta ragnatela causale
(e forse anche casuale) di questo mondo!
Indi arriviamo ad almeno due conclusioni:
o questo god-master non esiste affatto,
o se esiste E’ VERAMENTE POWER PLAYER,
oltre che straordinariamente perfetto e imparziale!
Che poi questo Mondo sia abitato da PNG
(personaggi secondari, comparse) davvero grotteschi,
che non intuiscono la meraviglia
che si cela dietro l’apparente normalità della realtà,
non conta nulla: se esiste,
l’Architetto umilia ogni tentativo di imitazione…
Altro che “la Settimana Enigmistica”!
La mimesi non è che un pallido specchio della Realtà:
nessun quadro, videogioco, regolamento, scultura,
renderà mai grazia alla struggente bellezza del Mondo,
alla sua perfezione armonica, al suo tragico splendore…
Insomma…God-Master…se ci sei…
SEI DAVVERO BRAVO!
A presto, th66!
Stay tuned!
Ti ringrazio tanto.
Ora e’ tutto chiaro.
Nel leggerti, mi si e’ aperta straordinariamente la mente.
Grazie veramente.
Grazie anche a Te willoworld, gia’ la Tua anteprima mi aveva fatto intuire qualcosa.