
Esistono pregiudizi negativi, ma ne esistono anche di positivi e di neutrali.
Un pregiudizio si basa spesso sulle paure del singolo individuo.
Quando si teme l’altro, quando si ha paura di un’altra cultura, ecco apparire lo spettro del pregiudizio…
L’ignoranza in un determinato campo è una delle cause primarie della sua nascita:
spesso fondato su una predilezione immotivata per un particolare punto di vista o ideologia, un pregiudizio può condurre ad accettare o rifiutare la verità di una dichiarazione non in base alla validità delle argomentazioni che supportano la dichiarazione stessa, ma in base alla corrispondenza alle proprie idee preconcette, senza nessuna riflessione.
Ciò non significa che sia necessario liberarsi da ogni pregiudizio prima di affrontare qualsiasi questione, (Raimon Panikkar ha dimostrato l’impossibilità di una tale operazione), ma solo che di ogni proprio pregiudizio vada assunta piena consapevolezza, al fine di relativizzarne il peso e di abbandonare ogni insostenibile pretesa di verità a priori.
Sarebbe molto più semplice instaurare un dialogo tra religioni, ad esempio, ma su questo preferisco glissare: quando al pregiudizio negativo, si somma l’intolleranza, solo il silenzio esprime l’indignazione verso simili atteggiamenti.
E voi?
Quanti e quali pregiudizi avete?
Siete coscienti dell’influenza che esercitano sulle vostre argomentazioni?
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Molto bello il post che tratta di una domanda che mi sono posto molto tempo fa,e dove senza conoscere Panikkar mi sono risposto, senza dunque nulla ripetere di cio’ che hai scritto, in cui mi trovo pienamente d’ accordo, mi faccio continuamente ammenda consapevole di avere Pregiudizio, anche involontari, chi sa chi me li avra’ instillati, ma la mia ricerca ricade sempre sulla obbiettivita’ nel bene o nel male che sia, difficile e mai facile che sia