Scrivere questo post non sarà facile,
ma vi prego di avere pazienza e di non trarre conclusioni affrettate.
UTOPIA è una parola magica, capace di suscitare reazioni contrastanti,
un miraggio che affascina, un ideale che attira e seduce.
Se riflettiamo a fondo, in essa è sempre presente il germe della DISTOPIA,
tra l’utopia e la distopia non c’è un rapporto di contraddizione; tutt’altro.
Appartengono entrambe ad un particolare filone della fantascienza a sfondo sociale,
che descrive tanto luoghi immaginari dove regna il benessere e la felicità (utopia),
quanto terribili ipotesi di mondi futuri invivibili (distopia).
alla base di questi due atteggiamenti
c’è la denuncia di una realtà avvertita come dolorosa e oppressiva
e la sollecitazione costruttiva a porvi rimedio
attraverso l’esercizio della ragionevolezza.
Ovviamente ci sono delle differenze:
l’utopia recide i legami col passato e con il luogo presente,
opera una cesura tra la storia reale e lo spazio riservato alla progettazione utopica;
la distopia invece intende collocarsi in continuità con il processo storico
amplificando quelle tendenze negative operanti nel presente che,
se non vengono smascherate e ostacolate,
condurranno alle società perverse da essa tratteggiate.
Alcuni autori, spesso ignorati, ci hanno messo in guardia dall’utopia stessa;
Huxley e Berdjaev insistono sulla pericolosità della realizzazione materiale,
concreta, delle utopie: ed io mi chiedo…
Un mondo senza reati, è utopico o distopico?
E’ un mondo dove regna il benessere, la libertà e la felicità (utopico),
o un mondo futuro invivibile (distopico)?
Davvero vi affascina una società completamente trasparente,
dove ogni conversazione viene intercettata,
ascoltata, giudicata, interpretata, immagazzinata?
In questi giorni si parla molto di intercettazioni, del senso di sicurezza,
della necessità delle intercettazioni per individuare e arrestare i “cattivi”…
Molto utopico e idilliaco, a prima vista…come ogni utopia del resto…
Eccoci arrivati al punto dolente, amici silenti…
Siamo sicuri che dietro questa apparente soluzione per risolvere i mali del mondo
non si nasconda un male invisibile più diabolico del male stesso?
Che ci piaccia o no, il mondo è frutto di contraddizioni,
una società si basa spesso su assunti pragmatici,
dove legalità ed illegalità svaniscono,
lasciando il posto a ciò che è utile, a ciò che funziona.
Se ogni impresa, pubblica o privata, venisse intercettata,
l’intero sistema economico crollerebbe come un castello di carta…
Siete pronti a radere al suolo tutto, in nome della trasparenza?
Siamo coscienti che in ogni strumento di controllo
si nasconde uno strumento di potere?
Che un occhio che guarda per controllare
si può trasformare in un occhio che spia e giudica,
che sfrutta il suo potere per opprimere, reprimere,
censurare preventivamente, ogni dissonanza?
Barattare la propria LIBERTA’ con un miraggio di SICUREZZA,
mi appare, oggi più di ieri,
il più grande errore che un essere umano può compiere.
“Io non voglio essere sicuro: desidero essere libero”.
Quando questo si trasforma in “io non voglio essere libero: desidero essere sicuro”
qualcosa dentro di noi si rompe e la società si trasforma, inevitabilmente…
Ed intanto il grande fratello Orwelliano ci aspetta, dietro l’angolo…
Postato in: PENSIERO, POLITICA, RIFLESSIONI | Messo il tag: Distopia, Grande fratello, intercettazioni, libertà, orwell, Sicurezza, Società, Utopia

















Infatti ognuno é libero di non utilizzare un telefono per non essere intercettato.
Il discorso che hai fatto potrebbe aprire mille porte per mille discussioni. Sappi soltanto che una parte di me é daccordo con quello che hai scritto.
Peró…
Ipotizziamo di vivere in una societá funzionante, o meglio… facciamo finta di non sapere come stanno in realtá le cose, che la legge NON é uguale per tutti, che i governi fanno gli interessi delle multinazionali, che chi ha il potere lo sfrutta esclusivamente a suo vantaggio…
Una parte di noi, per poter vivere, prendere l’autobus, ordinare un caffé al bar, andare alle poste a pagare una bolletta, deve continuare a credere che esiste un certo ordine. Anche il piú anarchico tra noi, il piú scettico, deve aggrapparsi un pochino a questa speranza.
Se non avessimo questa minima sicurezza, potremo aspettarci di essere aggrediti, derubati, violentati ed uccisi sotto casa, senza che nessuno intervenga. Vivremo nel terrore (e in parte ci viviamo giá, ma non abbastanza da tenerci lontani dai centri commerciali). Quindi, una parte di noi, crede che lo stato ci sta proteggendo per davvero. Per fare ció, lo stato (forze dell’ordine-magistratura) si prende un certo potere su di noi. Se ha dei sospetti su una persona, ha il dovere di investigare IN QUALSIASI MODO. E allora mi chiedo, perché non dovrebbero avere la possibilitá di intercettare le chiamate di questi sospetti? Perché di questo si tratta, alla fine. Intercettare i sospetti. (poi ovviamente fanno come cazzo li pare…)
Il problema é che in Italia se ne parla troppo (grazie ai giornali, amici del nano, che ha interessi personali a far passare la legge), e a qualcuno li girano i coglioni perché non vuole essere spiato.
All’estero non se ne parla perché sono i servizi segreti che se ne occupano. Fanno il loro lavoro e, poiché segreti, nessuno li controlla.
Io credo fermamente nella libertá di espressione, e credo che un reato come la diffamazione non dovrebbe esistere. Quando incominceranno a bettere i bavagli alla gente (e giá ci siamo), saró il primo a protestare contro certi monitoraggi. Infatti, per alcuni argomenti trattati su questo blog ed alcune mie personali considerazioni, potrei giá essere sotto sorveglianza con la scusa di essere un potenziale anarchico-insurrezionalista-terrorista.
Personalmente, questa delle intercettazioni, credo sia l’ennesima assurda commedia di un’italietta sempre piú alla periferia del mondo occidentale.
Ehi ragazzi, non lo sentite che vi sta vibrando in tasca?
Andate a rispondere vai!!!
>Il discorso che hai fatto potrebbe aprire
>mille porte per mille discussioni
In verità era quello il mio fine, spero si sia capito!
>Una parte di noi deve continuare a credere
>che esiste un certo ordine.
>Anche il piú anarchico tra noi, il piú scettico,
>deve aggrapparsi un pochino a questa speranza.
E perchè?
Perchè non accettiamo il peso del nostro disordine?
Perchè una dolce illusione è preferibile alla realtà?
L’ordine che costituisce la nostra società occidentale
SI FONDA sul disordine che essa stessa crea:
Ordine e disordine sono gemelli,
riflessi della stessa unità.
Chi non accetta l’altra metà della realtà vive lo stesso,
ma non credo che comprenda la complessità e la ragnatela sociale che ci intrappola e che ci sostiene:
se salvi la farfalla dalla ragnatela,
ucciderai il ragno che l’ha tessuta…
Cinico? Freddo? Spietato? Sbagliato? Ingiusto?
INEVITABILE, avrebbe detto l’agente smith.
Preferisco una società che comprende quanto la ricchezza di un uomo derivi dalla povertà di un altro,
che accetti che l’opulenza di una società
si fonda sul predominio di un altra,
ad una massa di fanatici e ipocriti giustizialisti
che per un senso di colpa mai metabolizzato
non accetta la violenza della vita,
le sue contraddizioni, i suoi lati nascosti,
spesso terribili, MA INEVITABILI.
Che poi questo “disegno” di legge sia proposto per tutti altri fini ed interessi, mi pare ovvio…non credete?
Ma chi risponde “intercettatemi pure, non ho nulla da nascondere” mi fa sorgere un dubbio:è ovvio che la grande maggioranza delle persone non ha nulla da nascondere: NON CREA NULLA, non ha contatti, non ha interessi, non rischia, non ha vita sociale, SUCCHIA DENARO E RICCHEZZA senza domandarsi COME quella ricchezza venga prodotta, e poi si indigna (senza rinunciare al suo privilegio di parassita) se scopre che egli vive grazie all’ingiustizia:
ma non sarebbe mai disposto a rinunciare al privilegio di vivere una vita agiata.
E’ quanto di più ipocrita riesco ad immaginare.
“Mangio carne,
ma non ditemi che un animale è morto.”
“Vivo in una ricca società,
ma non ditemi da dove proviene questa ricchezza.”
“Prendo uno stipendio, ma non ditemi da dove arrivano i soldi nella mia busta paga.”
E’ salvarsi la coscienza, altro che sete di giustizia…
Belle le tue parole, ancora mi trovi daccordo su quasi tutta la linea.
Un paio di chiarimenti.
>Una parte di noi deve continuare a credere
>che esiste un certo ordine.
>Anche il piú anarchico tra noi, il piú scettico,
>deve aggrapparsi un pochino a questa speranza.
E perchè?
Perchè non accettiamo il peso del nostro disordine?
Perchè una dolce illusione è preferibile alla realtà?
Io scrivo che DEVE aggrapparsi a questa speranza, non che sceglie di farlo. Anche io. Anche te. Altrimenti, se fossimo un po’ coerenti ci riempiremo davvero di tritolo per andarci a far esplodere da qualche parte, oppure scapperemo su un isola deserta.
SECONDO: Io non voglio essere intercettato. Assolutamente no. Ma ci mancherebbe. Io voglio che la polizia, se ha dei sospetti su qualcuno, possa intercettare le sue chiamate, tutto qui.
Poi ripeto, sono daccordo su tutta la linea.
Ciao! Ci si sente in chat, tanto;))))
le parole che dici sono belle e giuste, anche se prettamente da lato filosofico della situazione che come sappiamo sempre mal si lega a quello pratico, dico che nello specifico qui difficilmente si applichi in quanto dovremmo partire dal concetto cittadino unico e uguale agli altri quindi prendendo un valore dato da tutti i cittadini piu’ o meno uguali si parte con una riflessione come quella da te fatta.
Questa sarebbe maggiormente accettabile in tutto il resto dell’ Europa ma non in Italiadove situazioni fraudolente finanziarie e possesso della comunicazione la fanno da padrona da ormai troppi anni.
Senza Intercettazioni e non mi riferisco al ragazzino che compra il panetto di fumo, L’ Italia andrebbe piu’ a rotoli di come gia e’, sicuramente nel mondo finanziario perche’ a quel punto chiunque possa fa quel cazzo che gli pare, e inoltre anche l’ altro mondo criminale prolificherebbe.
Risultato 1 setta massonica piu’ o meno vasta che continua a fare i propri interessi in casa coperta da alte mura e fuori tutti i disperati (insomma un po’ quello che succede in America dove ci sono i Ricchi e i Poveri (e non mi riferisco al famoso trio). Se vedete ci stanno riuscendo benissimo anche senza questo tipo di aiuto.
Nelle altre nazioni europee non e’ vero che si occupano di intercettazioni i servizi segreti, ci sono anche loro ma ci sono un sacco di enti che lo fanno in inghilterra addirittura gli ospedali lo fanno, In Italia se ne parla maggiormente o se ne ottiene maggior successo perche’ ve ne e’ piu’ obbiettivo bisogno.
Allora facciamo una cosa, ridiamo il lustro di 10 anni fa alla magistratura Italiana che era considerata la migliore e piu’ indipendente dell’ Europa, (e costituzionalmente lo sarebbe ancora se non fosse per legge traverse create per isolarla e minarla senza intaccare la costituzione) mandiamo a casa questi Bricconi che distruggono l’ Economia mettiamo il numero massimo di candidature a 2 (non 6 7 8 10 14 come e’) in modo da limitare le emissioni di legge for parte, e rivitalizzare volta volta il governo.
E poi tornero’ felicemente a trattare l’ argomento da un punto di vista piu’ filosofico.
Le intercettazioni non sono necessarie al momento per minare la liberta’ del cittadino medio ne controllarlo, sono per evitare che chie’ gia al potere e che abbondantemente controlla il cittadino medio con l’ informazione la smetta!!