I Silenti

La comunitá virtuale di un gruppo di balordi

IL FANATISMO DELL’ATEISMO

religiolus

“Quando l’ateismo raggiunge vertici di fanatismo
paragonabile solo a quello dei bigotti religiosi.”

E’ stata questa la mia reazione dopo aver visto il film: “religiolus”.

Dare del “pazzo” ad un credente,
qualsiasi sia il suo credo,
è un altro modo per essere fanatici

In pratica, tutto quello che dice il conduttore è LA verità,
e chi dice il contrario viene ridicolizzato…

Mah…se vi va di perdere un oretta nel vedere questo film,
ovviamente osteggiato dalla stampa nazionale,
questo è il titolo: religiolus.

Nel film si affrontano i temi essoterici come se fossero gli unici insegnamenti,
anche se fin troppa gente ci crede ciecamente! ;)

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LA STORIA SI RIPETE

Sede del parlamento europeo.
Davanti ad esso, una folla di fedeli cristiani manifesta contro l’ultima decisione di abolire, per legge, dalle aule delle scuole pubbliche il crocifisso. D’un tratto la folla si apre al passaggio di un uomo. L’aspetto di quest’ultimo non è proprio dei migliori: scalzo, con una tunica sdrucita addosso, barba e capelli incolti, emaciato, un poveraccio insomma.
Privo d’ogni qualsivoglia oggetto di stile e di moda ha con se però una forza carismatica che alle persone più sensibili non potrebbe sfuggire, ma le persone sensibili, a questo mondo, si contano sulla punta delle dita, infatti, i più allontanano i bambini da lui con aria disgustata e si mettono a parlare sottovoce col vicino di quello strano individuo che si sta facendo largo tra loro.
“Fratelli!” Improvvisamente la voce del mendicante interrompe il brontolio dei presenti.
“Fratelli ascoltatemi, sono tornato tra voi per portarvi l’ammonimento di nostro Padre. Fratelli cosa fate? Perché siete qui? A combattere per cosa? Per la mia immagine morente? No fratelli così dimenticate il vero insegnamento che vi lasciai. Il Padre nostro vuole che ascoltiate nuovamente le sue parole per mia bocca. Spogliatevi dei vostri averi terreni, abbandonate il materiale, la fede la troverete nei vostri cuori. E’ l’amore incondizionato per i propri fratelli che bisogna coltivare. Non quello per il bene materiale momentaneo. Ricordatevi le mie antiche parole: E’ più facile che un cammello passi attraverso la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno di Dio. Venite,dunque, venite con me, seguitemi. Abbandonate il superfluo e il materiale e riconquistate l’amore di Dio ….”
La folla, alle parole di questo poveraccio vestito di stracci, che li redarguiva sul loro modo di essere dei cristiani, ebbe una profonda indignazione, poi una voce di un uomo si alzò tra la folla: “Bestemmiatore…come osi crederti il figlio di Dio?!”
Il mendicante non fece nemmeno in tempo  a rispondere che una folla inferocita di amorevoli cristiani lo travolse. Mancavano solo i forconi e le torce poi sembrava di stare in una scena di un qualche film di mostri.

Alla fine della rivolta il pover’uomo giaceva esanime sul marciapiede.
Qualcuno, con un sasso, lo aveva colpito alla testa.
Una donna, che passava casualmente di là, e che aveva assistito alla scena, teneva la testa del poveretto e chiamava aiuto perché qualcuno avvertisse i soccorsi.
“Io ti  ho creduto, la  tua parola non sarà sprecata.” sussurrò poi piano all’orecchio del morto.
Passato che fu un po’ di tempo, però, tutto tornò come sempre e nessuno parlò più di quel mendicante pazzo, delle sue parole e dei suoi moniti.

“Ecco la storia che si ripete! Babbo, la prossima volta che vuoi salvare questi umani che hai creato, per favore mandaci Gabriele o chiunque altro ma non me. Io mi sono stufato di prenderle di santa ragione, per poi farmi ascoltare dai soliti due cani e gli altri addio, capiscono solo quello che vogliono capire, o non capiscono proprio.”
“Hai ragione figliolo. Pensavo che questa volta avessero imparato e che ti sapessero riconoscere meglio, in fondo sono più 2000 anni che ci venerano. Mi sono nuovamente sbagliato vabbè dai nessuno è perfetto. Lo so, lo so io dovrei essere perfettissimo ma voglio vedere te figliolo a creare il mondo e tutto il resto in sette giorni, la stanchezza si faceva sentire anche per me sai!? Sai una cosa? Facciamo così, fra qualche tempo, se non si riprendono, li affoghiamo tutti e li progettiamo da capo ci stai?”
“Si ma questa volta niente arca a salvarne qualcuno, si riparte dal fango!”
“Concordo figliolo, concordo!”

Giulia Riccó

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LO STRANO CASO DELLA SIGNORINA PARISI

Questo raccontino di Aeribella Lastelle, pseudonimo femminile per il progetto La Giostra di Dante, é venuto fuori all’indomani della visione di questo bel documentario. Guardatelo, é davvero interessante. Qui trovate la seconda parte poi seguite i link su youtube.

LO STRANO CASO DELLA SIGNORINA PARISI
di Aeribella Lastelle

La Terra scrive sul mio corpo.
La gente ammira i miei tatuaggi, segni tribali e simboli simmetrici, poi mi chiede chi me li abbia fatti ed io rimango interdetta. Mi piacerebbe dire loro la verità ma non posso perché mi prenderebbero per matta. Allora m’invento qualcosa per non destare sospetti.
L’ultimo di questi, una serie di cerchi concentrici all’interno di un triangolo (anche se secondo me si tratta di una freccia), me lo sono fatto in Portogallo la scorsa estate. È questo quello che ho raccontato in giro e i miei amici l’hanno bevuta. Se invece sapessero la verità, probabilmente smetterebbero di chiamarmi e mi consiglierebbero un buon dottore. Ma io non ho bisogno di dottori, sto benissimo. Anzi, non mi sono mai sentita meglio.
Ammetto che all’inizio la faccenda mi disturbava alquanto. Svegliarmi sudata nel mio letto dopo strani incubi che non riuscivo mai a ricordare, e poi guardarmi il corpo allo specchio per scoprire se il sogno aveva lasciato il segno, come succedeva quasi sempre. Sono due anni che va avanti questa storia, esattamente dal giorno in cui mi persi nel bosco. Proprio come Pollicino, dannazione… Che scema! Gettai nel cestino dei ricordi tre anni di relazione, sbattendo la porta in faccia a Nicco dagli occhi verdi, gran bell’affare! Ubriaco alla festa di ognissanti si era buttato sulla sua ex e poi era venuto con la coda tra le gambe a chiedermi scusa. Il minimo che si meritava era che lo mandassi al diavolo, ed è quello che feci. Schiumante di rabbia incominciai a girare a vuoto col motorino, per le strade di una periferia che non conoscevo. Poi mi lasciai alle spalle anche le case e mi ritrovai sulle colline. Sentii la marmitta scoppiettare e solo in quel momento mi resi conto che ero rimasta senza benzina. Che stupida… Lasciai il motorino sul bordo della statale e provai a tornare indietro a piedi, ma la strada saliva ripidamente e le luci della città erano sulla mia destra, oltre gli alberi. Così lasciai la strada con l’intenzione di tagliare per il bosco. E feci la fine di Pollicino… Il buio mi sorprese che ero ancora tra la vegetazione. Non vedevo più niente, né strade né luci, solo alberi, rami ed arbusti. Nonostante tutto provai una strana sensazione di quiete. Mi sedetti su un letto di foglie secche per riprendere fiato ed invece mi addormentai. Fu la prima volta che sognai quelle cose che non riesco mai a ricordare. Quando mi svegliai era giorno e mi rimisi subito in cammino. Non potevo credere di aver passato la notte nel bosco, da sola. Era tutto molto strano. Era come se mi fossi appena appisolata, anche se mi sentivo fresca e riposata, e non come se avessi appena passato la notte sulla terra umida di un bosco alla fine di ottobre.
Quando tornai a casa mi buttai sotto la doccia e lo vidi, poco sopra la caviglia destra. Era il primo messaggio della Madre sul mio corpo, una farfalla stilizzata, poco più grande di un’unghia. Da quel giorno è successo altre ventitre volte. Il mio corpo è il foglio bianco della mia signora, che piange per le pene inflittele dai suoi figli. Ella ci parla in molti modi, ma noi continuiamo ad ignorarla.
Per due anni mi sono chiesta perché io. Perché la Madre ha scelto di parlare specificatamente a me. Ancora non conosco la risposta, ma so che il giorno in cui riuscirò ad afferrare il senso dei miei sogni, sarò in grado finalmente di leggere i simboli di cui il mio corpo è ormai disseminato.
E fino a quel giorno sarà un onore per me essere la carta da lettere della mia signora.

Questa nota è stata ritrovata nel diario della signorina Parisi, il giorno dopo il tragico attentato in cui hanno perso la vita alcuni dei personaggi più influenti del panorama economico ed industriale del paese. La signorina Parisi ricopriva da circa un anno la funzione di “personal assistent” per l’ingegner Damiani, noto imprenditore anche lui vittima dell’esplosione di venerdì scorso. Gli inquirenti presumono che la ragazza abbia agito da sola e che il suo gesto sia stato il risultato di una lunga e convulsa escalation di stati mentali deviati. Qualcuno invece sospetta che la storia dei tatuaggi possa aver a che fare con altri strani fenomeni che si stanno ripetendo negli ultimi tempi, come i sempre più numerosi casi inspiegabili di cerchi di grano nel nord Europa. Purtroppo l’esplosivo indossato dalla Parisi ha completamente divelto il suo corpo e non è stato possibile accertare la presenza di questi peculiari tatuaggi, anche se i conoscenti della ragazza dichiarano di averli visti in più occasioni.
Ci si chiede a questo punto, nel caso la favola della Parisi contenesse un minimo di verità, a quante altre persone la Terra sta parlando in questo momento, e quante altre bombe ad orologeria sono pronte a saltare in aria?

LA GIOSTRA DI DANTE

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L’ULTIMA MISSIONE DI COCISSE (DETTO DIO) E LA NASCITA DELLA LUNA

Cocisse

Tutti credono che esista ma nessuno lo ha mai visto
Tutti lo chiamano ma lui non risponde mai
Tutti dicono che è buono e onnipotente…
…e di sicuro non gli manca il senso dell´umorismo.

Il capitano Cocisse fece atterrare l´astronave su un promontorio abbagliato dalla luce di quella stella appena nata, che lui aveva immediatamente battezzato col nome di “Sole”. Il razzo a forma di triangolo bruciò un po’ d’erba coi reattori, fece due balzelli e poi rimase immobile, primo ed unico battello spaziale ad aver toccato la superficie di quello strano pianeta pieno d’acqua.
«Siamo arrivati. Potete raccogliere le vostre cose e prepararvi allo sbarco» disse il capitano, e la sua voce rimbalzò in tutti gli altoparlanti dell’astronave. L’equipaggio, un centinaio di persone in tutto equamente divise in uomini e donne, incominciò a prendere posizione vicino allo sportello d’uscita, brontolando e lamentandosi come solo gli uomini sanno fare. Qualcuno diceva che il viaggio era stato terribile, che il cibo servito faceva schifo, che il capitano Cocisse, che tutti chiamavano col curioso soprannome di “Dio”, non sapeva guidare e che era stato un miracolo, o semplice fortuna, che non era andato a sbattere contro un nugolo di asteroidi quando ormai erano quasi arrivati a destinazione.
Il capitano s’infiló tra la calca che attendeva impaziente di scendere e prese posto davanti allo sportello. Indossava la divisa con i gradi ben in mostra sulle spalle e la barba bianca e lanuginosa gli ricadeva sulle medaglie vinte in gioventù, quando era stato un pilota provetto. Ne era passato di tempo da allora. Le mani non erano più ferme come il giorno in cui uscì dalla scuola di volo, ed era stato per davvero un miracolo, o forse solo fortuna sfacciata, che era riuscito a scansare quei maledetti asteroidi. Sarebbe stata una grande beffa inciampare nella sua ultima missione, prima della meritatissima pensione.
Azionò la leva che apriva lo sportello e attese con gli occhi abbassati che i meccanismi, con suoni stridenti e sbuffanti, facessero il loro lavoro. Il sole splendette sul suo volto e su quello degli uomini e delle donne che attendevano alle sue spalle.
«Ecco la vostra nuova casa!» dichiarò Cocisse, accendendosi subito una sigaretta. Non che fosse vietato fumare a bordo, intendiamoci, ma nessuno fumava per rispetto di quelli che non fumavano, ed era sempre stato così.
I passeggeri discesero lentamente la scaletta dell’astronave trascinandosi dietro ogni sorta di bagagli, borse, zaini, portacappelli, gabbie per uccelli e via dicendo. Andarono a disporsi in semicerchio sul pratino del promontorio lamentandosi subito dell’umidità, del vento, del sole, e delle nubi all’orizzonte che secondo qualcuno avrebbero portato pioggia. Perché si sa, gli uomini non si accontentano mai.
Cocisse rimase ai piedi della scaletta pronto a dare istruzioni. Appena ci fu un po’ di silenzio il capitano iniziò a parlare al popolo impaziente.
«Mi auguro che vi siate letti bene le regole durante il viaggio. In ogni caso le ripeterò adesso, prima di congedarmi da voi. Allora…-
Qualcuno tra i cento indicò in cielo un uccello e molti si distrassero, ma Cocisse non ci badò e proseguì. Ve ne furono molte di distrazioni durante il suo discorso.
«Regola numero uno: non litigate. Cercate sempre di andare d’accordo e risolvete le vostre incomprensioni con le parole e non con la forza. Rispettatevi a vicenda, sempre…»
L’uccello, che era un tucano, era scomparso nel frattempo dentro i boschi della valle.
«Regola numero due: godete dei frutti di questo mondo. Non sprecateli, non sfruttateli oltre il necessario, non inquinateli e neanche banditeli. Questo mondo non è vostro, è solo in affitto, ricordatevelo…»
Intanto qualcuno si era messo a prendere il sole e poco sentiva di quello che veniva detto.
«Regola numero tre: riproducetevi e divertitevi nel farlo. Se per caso qualcuno di voi preferisse divertirsi con compagni dello stesso sesso, allora che si diverti pure senza riprodursi, che di sicuro non ce ne sarà bisogno…»
Qui alcuni starnutirono e persero metà della frase, ma erano troppo arroganti per chiedere ai vicini che cosa era stato detto.
«Regola numero quattro: aiutatevi. Se qualcuno è in difficoltà, dategli una mano. Ricordate che la vita è un gioco, non una competizione…»
E a questo punto molti alzarono la mano per chiedere spiegazioni perché non riuscivano a capire la differenza tra gioco e competizione. Cocisse provò a spiegarglielo e tutti annuirono soddisfatti, per non ammettere di non aver capito un bel nulla.
«Infine, quinta ed ultima regola: amatevi e amate il vostro mondo!» Ma a questo punto molti si erano già dileguati perché pensavano che le regole fossero finite. Davanti al capitano erano rimaste solo una decina di persone con le mani alzate le per domande di rito. Qualcuno chiese se si poteva eleggere un capo, ma un altro disse che era meglio formare un governo. Una donna che aveva freddo domandò se si potevano usare le pelli degli animali per vestirsi, e un uomo distinto invece parlò di qualcosa di assolutamente astratto che si chiamava denaro e che di sicuro avrebbe semplificato la vita di tutti. Non mancarono frasi di elogio al capitano e un gruppo di quattro ammiratori chiese si poteva erigere un effige in suo onore, per ringraziarlo di averli portati su quel nuovo mondo. Cocisse, che tutti chiamavano Dio, rispose educatamente a tutte le domande ma nessuno davvero lo ascoltò. Poi giunse finalmente il tempo di ripartire. Risalì la scaletta, salutò le poche persone rimaste sul promontorio (le altre si erano già allontanate per ispezionare il territorio e alcuni di queste incominciarono a pensare al concetto di “proprietà privata”) e riprese posizione nella cabina di comando. Il razzo a forma di triangolo descrisse un arco nel cielo e in pochi istanti sparì all’occhio dell’umanità.
“Finalmente! Ora potrò riposarmi e godermi la pensione” pensò il vecchio capitano mentre si lasciava alle spalle il pianeta azzurro. Peccato che non fu altrettanto fortunato come all’andata, e appena oltrepassò un pianeta tutto rosso andò a schiantarsi su un grosso asteroide, deviandone la traiettoria e portandolo su una nuova orbita.
«Che cos’è quello?» domandò la sera stessa uno degli uomini sbarcati sul nuovo pianeta.
«Un satellite, credo…» rispose un altro.
«Ma non ci avevano detto che questo posto era tranquillo. Lo sai come sono i satelliti, con le maree e gli sbalzi di umore…»
«Non ci si può mai fidare delle agenzie planetarie! Comunque, almeno di notte si riesce a vedere qualcosa. Che ne dici se la chiamiamo Luna?»
«Luna? E che razza di nome è? E poi è un satellite, cioè un maschio. Chiamiamolo Armando, un nome importante…»
«Armando! Ma tu sei scemo!» Così iniziarono a litigare, infrangendo subito la prima regola.
E non furono gli unici.

GM Willo 2009 – Immagine di: http://dehearted.deviantart.com/

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KYMATICA

Trova te stesso…

Qui la seconda parte, poi segui i link su youtube.

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ORALE, NON ORATORIA

Ricordate quando parlai della proposta culturale di RAIEDU che previde la maratona di lettori della bibbia che si alternavano leggendo ciascuno un brano di questo “manuale per addomesticare il gregge”  fino a coprire un arco orario di 150 ore?

Beh, tra i lettori vi era, oltre a Benigni e a Benedetto XVI in persona ,la Mara Carfagna Ministro e penso che questo montaggio (ehm…entriamo in un ambito dove ogni parola puo’ sollevare il dubbio di un doppiosenso) esprima l’essenza perfetta del clericofascismo che si manifesta nella luce piu’ pura (nel senso che dà papi a questo termine) della sua ipocrisia e volgarità. Quella stessa di un partito (votato dal 36 % degli italiani) in cui “se non hai le poppe non hai futuro” e dove le competenze richieste sono relative all’abilità orale, e NON intendiamo quella che serve per fare discorsi politici.

FONTE: http://www.cloroalclero.com/

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I LOVE SATAN

Buongiorno!

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CI RISIAMO…

Ci risiamo… bombe sui civili, bambine uccise al check point, violenza, tortura e pratiche di morte. Ormai le notizie di questo tipo ci entrano da una parte e ci escono dall’altra. Siamo diventati immuni alle ingiustizie di guerra. Assimiliamo le notizie come fossero pezzi di pasticceria, le addentiamo, le digeriamo e poi le risputiamo fuori dal culo. Ci ricordiamo solo delle più succulente, quelle ripiene alla crema, le avventure del Bilosco con le ragazzine, il vincitore del Grande Fratello, il finale del campionato. Tutto ciò è deplorevole, gente. Si, esattamente. Tutto questo è assolutamente inammissibile.

Riappropriamoci di un po’ di coerenza, e smettiamola di aver paura. Tendiamo la mano. Facciamo qualcosa di utile, di giusto, di vero. A volte mi fermo a riflettere su quello che questa gente c’ha dentro, giornalisti, politici, professionisti, imprenditori, banchieri, poliziotti… possibile che ci sia solo merda? No, non ci voglio credere…

Potrei sembrare patetico, ma oggi mi va di sfogarmi e di parlare di quello che sento. Condividerlo, con parole semplici, in questi dieci minuti che mi sono ritagliato per il blog. Niente paroloni. Ne conosco pochi e poi ultimamente le parole mi stanno antipatiche. Preferisco comunicare un blues, non so se rendo l’idea. Un’idea, una scintilla, una fiammella di cambiamento. Infonderla insieme a una canzone, come questa che ho allegato al post.

Cambiare si può! Cambiare si deve… non sto parlando del fumo negli occhi di Obama. Il cambiamento non avviene dall’oggi al domani. Il cambiamento non è una faccia. Il cambiamento non è mai dall’alto. Per prima cosa iniziamo a piacerci. Riguadagniamo la nostra dignità. È il passo più importante, più difficile… se ci piacciamo diventa più facile dimostrare il nostro apprezzamento per gli altri.

C’è un’escalation di intolleranza che mette i brividi. Bisogna stare attenti… Una parola di troppo e ti lanciano addosso le peggiori ingiurie. E insieme a questo fanatismo troviamo la frivolezza dei tabloid. Chiesa e Veline, Crocifissi e Campionato, Porta a Porta e la Santa Messa. Connubi esplosivi!

Si cambia rincominciando da zero. Non è necessario buttare via tutto, ma è indispensabile iniziare a fare un bel ripulisti. Rincominciamo ad ascoltarci. Cos’è che davvero sentiamo? Che cosa veramente vogliamo? Se riusciremo a risponderci in sincerità, avremo fatto il primo passo.

Buona giornata a tutti!

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CHE COS’É IL CRISTIANESIMO?

È la credenza che un ebreo zombi nato duemila anni fa ti possa far vivere in eterno se mangerai simbolicamente la sua carne e telepaticamente gli dirai di accettarlo come tuo signore, così lui potrà rimuovere le forze del male dalla tua anima che hanno infestato l’intera umanità a causa di una costola di donna che fu persuasa da un serpente parlante a mangiare una mela colta su un albero magico in un paese incantato.

FONTE: http://puhi.iki.fi/

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Scuola, la grande fuga verso le private, che aumentano alunni

La Stampa: Genitori “disorientati” da riforma Gelmini

Roma, 23 mar. (Apcom) – Aiuti finanziari pubblici che hanno reso meno onerose le rette. Ma anche disorientamento dei genitori per la riforma Gelmini. Il risultato è che almeno 15-20 mila alunni passeranno alla scuola privata il prossimo anno. Tutto era iniziato lo scorso novembre con un taglio dei fondi alle scuole parificate cattoliche: scomparsi 133 milioni di euro per il 2009 e i 140 milioni di anticipo per il 2008/2009. I vescovi avevano subito protestato e incassato la promessa di Berlusconi di risolvere tutto.
Ma le promesse in Italia – scrive oggi il quotidiano La Stampa che dedica all’argomento un’inchiesta – sono quello che sono, ed allora alcune Regioni e enti locali avevano preferito intervenire. E, quindi, è andata a finire che non solo le scuole cattoliche non saranno in crisi ma un primo bilancio delle iscrizioni le vede in deciso aumento. «Soprattutto al Nord – precisa Ernesto Mainardi tesoriere dell’Agesc, associazione che rappresenta i genitori delle scuole cattoliche – dove sono state attuate politiche di aiuto: penso alla Lombardia ma anche al Piemonte o all’Emilia Romagna».
Ed infatti in Lombardia alle elementari le richieste per gli istituti non statali crescono all’incirca del 15%, alle medie del 10%. Le iscrizioni per il prossimo anno sono ancora aperte, ma per il momento il prossimo settembre nella sola Lombardia oltre 8mila studenti passeranno alle paritarie. Una cifra destinata a raddoppiare se si considera tutto il centro-nord. I motivi di questo aumento? In parte gli aiuti finanziari che hanno reso meno onerosa la retta, in parte le incertezze legate ai cambiamenti introdotti dal ministro Gelmini che hanno creato molto disorientamento fra i genitori.
In prima fila negli aiuti – scrive ancora il quotidiano torinese, nell’articolo firmato da Flavia Amabile – è Roberto Formigoni, governatore della regione Lombardia e ciellino da sempre. Già lo scorso anno aveva previsto 45 milioni di euro di finanziamento. Li aveva chiamati «dote per la libertà di scelta» e trovato un modo per estendere i contributi anche a famiglie non particolarmente disagiate. Infatti il 73,55% dei beneficiari ha un reddito lordo annuo che va da 30 mila fino a 198.000 euro. Aiuti pienamente riconfermati per il nuovo anno scolastico.
Ma a dare una mano alle scuole private sono in tanti. Ad Omegna, in Piemonte, la giunta comunale ha previsto 18 mila euro per gli istituti non statali. Anche la Regione Piemonte non si è mostrata meno generosa: alla fine del 2008 ha dato il via libera a un buono scuola che prevede il 40% di contributo in più (con punte dell’80%) rispetto allo scorso anno per le famiglie che iscrivono i figli alla scuola paritaria.
Il risultato non si fa attendere. Le iscrizioni aumentano. Gli ultimi dati ufficiali disponibili mostrano 700.118 iscritti alle scuole non statali con un aumento dello 0,8% e 952.571 iscritti alle scuole statali, pari ad un calo dell’1,5%.
Il problema è che gli istituti privati, almeno quelli cattolici, diminuiscono. In media chiudono una decina l’anno già da alcuni anni, e quindi il numero di alunni per classe nelle scuole non statali aumenta sempre di più. Alle elementari nell’anno scolastico 2005/06 in media negli istituti statali si contavano 18,45 alunni per classe, cifra più o meno invariata due anni dopo (18,64). Nelle scuole non statali, invece, da 19,43 si passa a 20,10: vale a dire quasi un alunno in più per classe in due anni. Lo stesso alle secondarie: da 15,41 alunni si passa a 16,21 dopo due anni contro i 21,27 pressocché invariati degli istituti statali. Nelle scuole di primo grado il numero degli alunni delle statali è in lieve calo (da 21,02 a 20,92 dopo due anni) mentre aumenta nelle scuole non statali (da 21,76 a 22).
La scuola pubblica, insomma – conclude La Stampa – appare in crisi e le associazioni che rappresentano le scuole cattoliche ora chiedono una riorganizzazione del settore. E’ necessaria una legge per la parità scolastica, ha chiesto Maria Grazia Colombo, presidente dell’Agesc. «Occorre lasciarci alle spalle il modello della scuola unica», ha spiegato. E il ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini ha promesso una legge «molto prima della fine della legislatura» ricordando che al ministero è al lavoro una «commissione sulla parità» per affrontare la questione.
Fonte: msn.it
Sto realmente cominciando ad odiare la Chiesa Cattolica
Saluti

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LA NOSTRA VERA NATURA

Vi hanno fatto credere al mito del denaro.
Vi hanno fatto credere alla democrazia.
Vi hanno fatto credere alla guerra di pace.
Vi hanno fatto credere ai terroristi.
Vi hanno fatto credere agli infedeli.
Vi hanno fatto credere alla luna.
Vi hanno fatto credere che tutto va bene.
Vi hanno fatto credere a Lee Harvey Oswald.
Vi hanno fatto credere alla droga.
Vi hanno fatto credere alla TV.
Vi hanno fatto credere all’inferno.
Vi hanno fatto credere alla famiglia.
Vi hanno fatto credere al male ed al bene.
Vi hanno fatto credere alla crisi.
Vi hanno fatto credere alla guerra fredda.
Vi hanno fatto credere a Hollywood.
Vi hanno fatto credere al calcio.
Vi hanno fatto credere alla patria.
Vi hanno fatto credere a Dio…

…non vi sembra che sia venuto il momento di dubitare, miei piccoli umani?
E quando si incomincia a dubitare, si affilano gli artigli, e ci si riappropria della nostra natura…
… perché lo sapete che siamo tutti un po’ demoni.

FONTE: Nekradamus.blogspot

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MANIFESTAZIONE DI FONDAMENTALISTI CRISTIANI AD AMSTERDAM

Riporto la notizia proprio perché il fatto é successo a pochi chilometri da casa mia. Durante la commemorazione per l’incidente aereo della Turkish Airlines avvenuto una settimana fa, una delegazione della Westboro Baptist Church ha manifestato, con i suoi soliti slogani omofobi, il suo disprezzo per l’Olanda (infatti, secondo loro, l’aereo é caduto per volere divino, per punire gli infedeli mussulmani e i peccatori olandesi). Vi rimando al video di Micheal Moore qui sopra per capire di chi stiamo parlando…

I fondamentalisti cristiani della Westboro Baptist Church hanno fatto parlare di se piu di una volta. La loro crociata contro gli omosessuali é ben documentata nel web, in primis nelle pagine del loro sito web. Andate a dargli un’occhiata a questo link. Roba da far rizzare i capelli!

Chissá se la promessa di Sean Penn, fatta mentre ritirava il premio oscar per la sua spettacolare interpretazione nel film Milk, sará mantenuta. Di sicuro non sara facile, perche di cristiani timorati da dio come quelli della chiesa battista di Westboro l’America ne é piena!

L’opinione non la lascio questa volta. Mi sembra quasi scontata, non vi pare?

Questo il volantino della manifestazione

Fonte dal quotidiano olandese De Telegraaf

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Eluana non c’è più, Berlusconi piange

thumb_news_1349_imageEluana, come desiderava, se ne è andata e ora, finalmente, potrà riposare in pace. E’ finita quella vergognosa violenza mediatica messa in piedi dai media su richiesta politica. E tutto per preservare gli interessi di poche persone… Indovinate chi!

Il nostro caro premier non poteva lasciarsi sfuggire un’occasione così ghiotta per tramare qualche invenzione contro la magistratura (ma quanta paura ha della legalità?) e così per soverchiare una sentenza definitiva -che ha stabilito la volontà di Eluana- si inventa un decreto d’urgenza che sarebbe andato a scardinare i principi della Costituzione. Naturalmente ciò con l’appoggio dell’opposizione: UDC in toto e PD nella parte cattolica.

Il Presidente della Repubblica non ha firmato il decreto bruciandosi future possibilità di contrasto alle malsane idee del nostro premier.
Come sempre Berlusconi casca in piedi. Intanto perché il clamore mediatico di Eluana ha permesso di far sommergere le luci sulla famigerata Riforma della Giustizia che si appresta a fare con l’aiuto dell’opposizione. Oppure per mettersi al riparo dal
processo Mills. Poi ha stabilito una linea guida sondando il terreno per la modifica della Costituzione e infine con una mossa geniale ha messo alle strette il dormiente Presidente della Repubblica…

In queste giornate nere ho trovato anche una piccola notizia che in parte mi ha rallegrato. Parlo della piccola postilla che obbligherà i medici a denunciare gli immigrati extracomunitari che vorranno usufruire di cure sanitarie italiane.
Ho scritto che mi rallegra in parte in quanto ho paura che dopo la denuncia non accadrà assolutamente nulla. Ora non dico di metterli al muro per la fucilazione, che in alcuni casi non sarebbe male, ma almeno di prodigarsi ad allontanare forzatamente questi soggetti sì. Dai voglio essere fiducioso per una volta…

Saluti, a lunedì


P.s.-
Sono stato un pochino assente vero? Oltre alla nascita di Giorgia (cresce proprio bene) ho finalmente acquistato anche l’xbox 360 con 2 titoli fantastici: Call of Duty 4 (che mi ha regalato il mio amico Cainos) e Gears of War 2. Non è mica facile staccarsi da 2 gemme di tale valore…

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L’AFASIA POLITICHESE

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Perchè l’Afasia di broca non colpisce anche i nostri politici?

Vergogna…Neanche in momenti come questi state zitti…

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Guerra israelo – palestinese? C’è chi ringrazia…

271In questi giorni l’intera informazione si è catapultata sull’infinita guerra israelo – palestinese. La vicenda è ciclica, si riapre inesorabilmente ogni tot di tempo perché i problemi di quella terra sono difficilmente superabili se entrambe le parti non rinunciano a qualcosa.
L’informazione si nutre di questi fatti, ne trae linfa vitale riuscendo a rendere remunerativa la guerra e la morte. L’Italia ringrazia.

Questa enorme onda mediatica che sta invadendo le nostre tv non fa altro che mettere in ombra dei problemi che dovremmo sentire più vicini.
Il nostro emerito governo sta sfruttando questa empasse per lavorare più pacificamente sugli obiettivi che si è prefissato;
La Riforma della Giustizia, la modifica della Costituzione. Nella seconda elencata il lavoro deve essere silenzioso e soprattutto passare inosservato, perché il PDL da solo non può cambiare la Costituzione senza l’appoggio di una parte di opposizione. Che fra l’altro è già orientata a questa idea, ma con un lavoro di convincimento fatto all’ombra potrebbe risultare ben più veloce dei tempi prefissati.

Anche in Rete la scia israelo – palestinese sta lasciando il segno. Gli articoli, i blog ed editoriali convergono quasi univocamente verso questa infinita guerra. Ne è stato colpito involontariamente anche Marco Travaglio, per delle e-mail di oltre 2 anni fa e per un editoriale sull’Unità del 1999 dove privatamente (sempre che le e-mail non siano state modificate) si schierava a favore della causa israeliana. Nei suoi blog non si parla di altro, come se avesse espresso un pensiero in questi giorni invece che anni fa. E’ vero che Travaglio è persona seria e coerente e probabilmente oggi la pensa come allora, ma forse andrebbe analizzato il contesto, il tempo e il modo in cui ha esternato queste idee. Annozero, una delle poche trasmissione serie rimaste, ha fatto la stessa cosa. Allora mi chiedo: se non ci pensano queste persone (tranne l’intro di Travaglio) a sputtanare le innumerevoli fregature che ci propinano i nostri governanti, chi ci pensa?

Di sicuro non Berlusconi, che anzi ringrazia. Di sicuro non Veltroni, che sonnecchiata beatamente.

Saluti

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