NOLI IRE, FAC VENIRE

Pubblicato: 1 marzo 2008 da guzzostain in PENSIERO, RIFLESSIONI

Vorrei riuscire ad esprimermi,
ma qualsiasi cosa che scriverò,
sarà interpretata da altre menti:
la comprensione perfetta sarà l’anomalia,
la norma, invece, l’incomprensione più totale.

Pregiudizi, preconcetti, dogmi,
barriere indistruttibili della comunicazione.

La tecnologia altera i nostri cervelli,
a seconda dell’uso che ne facciamo,
limita o amplia il nostro grado di comprensione,
la capacità di interpretazione, di ascolto,
che ognuno di noi possiede in potenza.

Ma quando due menti sono separate da un gap insanabile,
ha ancora senso parlare di comunicazione?

Può un Hacker parlare di filosofia della rete
con un 90enne che non sa accendere un rasoio elettrico?

Chi subisce l’informazione, invece di crearla,
può capire la gravità della sua condizione?

Anni fa pubblicare un libro era un costoso autofinanziamento,
ora è una possibilità, alla portata di tutti, per altro gratuita.

Condividere foto, immagini, filmati,
pareri, idee, concetti, critiche,
ovunque nel mondo, era mera utopia,
oggi una realtà in costante evoluzione.

Comunicare ed esprimere non è mai stato così facile,
forse è per questo che la gente ha paura…
E si rinchiude in nuclei sempre più ermetici,
come paguri alla ricerca di un guscio…

Mi volto indietro per un momento: tanti sono caduti,
incapaci di afferrare la grandezza del nostro tempo,
il dramma della nostra epoca, la sua ricchezza…
Il divario è ormai irrecuperabile.

“NOLI IRE, FAC VENIRE”

Non fare premura ai ritardatari
per obbligarli a camminare loro malgrado.
contentati di precederli, incoraggiandoli:
ti seguiranno.

E se non ti seguiranno, pace:
tu hai camminato, crescendo.

Ma l’amarezza rimane,
per chi si è convinto di aver scelto,
per chi si convince di aver ragione,
per chi non riesce a vincere il rancore,
per chi invidia l’altro senza saperlo.

Rimane l’incomprensione, l’anomia,
la ferita profonda che divide gli uomini.

La soluzione?
Cercare cosa unisce, non cosa divide…

Ma cosa ci unisce, adesso?

Sinceramente ritengo molte delle “scelte” che sono state compiute
un misero alibi per fuggire dal “selvaggio dolore di essere uomini”.

E lo sapete bene.

Mi dispiace, ragazzi,
ma questa è l’ultima goccia di questo vaso stracolmo.

La vostra apatia mediatica,
il vostro menefreghismo nei confronti di chi,
come il Willo, prova a vivere il cambiamento,
a condividere la sua esistenza, le sue speranze,
i suoi timori, i suoi talenti, non è più sopportabile.

Saremo pure vittime inconsapevoli di un gap,
e di questo nessuno, forse, ne ha colpa…
Ma oltre all’incomprensione, quì si somma la malafede.

Un vostro (vecchio) amico si avventura in un percorso meraviglioso,
donando al mondo spicchi della sua essenza,
e non solo non lo incoraggiate,
ma lo sminuite, ridicolizzando i suoi sforzi!

Il tempo farà il lavoro che io non posso fare,
ma il tempo senza azioni è una ruota che gira a vuoto…

chi non ha il coraggio di uscire da se stesso,
dai limiti che si è autoimposto,
chi baratta la sua libertà per un miraggio di sicurezza,
non mi interessa…a voi si?

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