I MIGLIORI DISCHI DI ROCK PROGRESSIVO DEGLI ULTIMI 40 ANNI: 1979-1988

Pubblicato: 20 settembre 2009 da Willoworld in MUSICA
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Qualcuno mi ha fatto notare d’avere le traveggole, e forse solo per non ammettere a me stesso di cavalcare l’onda verso gli “anta”, ho scritto nel precedente articolo, poi corretto, che avrei stilato la classifica degli ultimi 30 anni di rock progressivo, scordandomi un intero decennio. Ma puó anche essere che mi sia inconsciamente dimenticato il periodo in questione. É risaputo infatti che con l’avvento del punk il rock progressivo venne letteralmente fatto a pezzi.

Nonostante gli anni ottanta abbiano rigettato il barocchismo del genere, l’underground progressivo ha continuato comunque a sfornare album. Questa é la selezione che ho fatto dal 1979 al 1988, rimanendo comunque sui grandi nomi.

1979: The Wall – Pink Floyd

1980: Drama – Yes

1981: Discipline – King Crimson

1982: 4 (Security o Mask) – Peter Gabriel

1983: 90125 – Yes

1984: Grace under pressure – Rush

1985: Misplaced Childhood – Marillion

1986: Gone to earth – David Sylvian

1987: Crest of a knave – Jethro Tull

1988: Spirit of Eden – Talk Talk

Vedi anche: I MIGLIORI DISCHI DI ROCK PROGRESSIVO DEGLI ULTIMI 40 ANNI: 1969-1978

Fonte: Colony of Slippermen

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commenti
  1. Raffaello ha detto:

    Non sono d’accordo con la vostra definizione di Rock Progressivo. I Talk Talk ??????

    • willoworld ha detto:

      In effetti la definizione di rock progressivo è molto ampia, ma ognuno è libero di interpretarla alla sua maniera. La classifica è strettamente personale e attinge dal database di rock progressivo più grande del web; progarchives.com. Raffaello, potrai constatare tu stesso che nel sito in questione compaiano band molto meno progressive, se così si può dire, dei Talk Talk, dei quali comunque ti consiglio l’ascolto di questo spirit of eden. Credo che realtà decisamente progressive dell’inizio del ’90, specialmente il delizioso episodio svedese dei Landberk, sentano molto l’influenza di questo album.

      Ciao e grazie per il commento!:)

      • francesco ha detto:

        Anche io credo che l’interpretazione di rock progressive sia uscita un pò dagli schemi… non necessariamente se prendiamo in considerazione una band prog dobbiamo poi conseguentemente considerare prog ogni album di quest’ultima. Ad esempio The wall pur essendo un album dei Pink Floyd non è esattamente progressive (a mio parere non è neanche un bell’album anche se viene sempre citato a discapito di Atom Heart Mother o The Division Bell) anche Crest of Knave dei Jethro Tull non è progressive ma metal (figlia di un discorso generato da Peter John Vettese insieme a Ian Anderson da Broadsword and the Beast fino ad Underwraps) in quello stesso arco di tempo dei Jethro si poteva considerare il bellissimo Stormwatch che segna la divisione totale del supergruppo causata dalla morte di John Glasgow* un album pieno di idee e prog folk da antologia come nei passati Heavy Horses, Songs from the wood e warchild. Avrei da ridire anche sulla classifica dal 69 al 78 ad esempio mancano gli inevitabili Pawn Hearts, Thick as a Brick, Octopus, Atom Heart Mother, Close to the edge e mi permetto di aggiungere Arbeit match frei tra gli assenti clamorosi ho potuto notare questi e tanti che non cito perchè vi sarete già rotti le palle… Comunque sia la musica è un arte ed essendo tale è puramente soggettiva, il prog è ancora più soggettivo in quanto nessuno conosce una definizione limpida e completa di questo genere musicale di conseguenza la tua classifica pur essendo nuda di diversi capolavori è comunque piena di tanti begli album che siano prog o no questo non importa… ciao!!

  2. francesco ha detto:

    Anche io credo che l’interpretazione di rock progressive sia uscita un pò dagli schemi… non necessariamente se prendiamo in considerazione una band prog dobbiamo poi conseguentemente considerare prog ogni album di quest’ultima. Ad esempio The wall pur essendo un album dei Pink Floyd non è esattamente progressive (a mio parere non è neanche un bell’album anche se viene sempre citato a discapito di Atom Heart Mother o The Division Bell) anche Crest of Knave dei Jethro Tull non è progressive ma metal (figlia di un discorso generato da Peter John Vettese insieme a Ian Anderson da Broadsword and the Beast fino ad Underwraps) in quello stesso arco di tempo dei Jethro si poteva considerare il bellissimo Stormwatch che segna la divisione totale del supergruppo causata dalla morte di John Glasgow* un album pieno di idee e prog folk da antologia come nei passati Heavy Horses, Songs from the wood e warchild. Avrei da ridire anche sulla classifica dal 69 al 78 ad esempio mancano gli inevitabili Pawn Hearts, Thick as a Brick, Octopus, Atom Heart Mother, Close to the edge e mi permetto di aggiungere Arbeit match frei tra gli assenti clamorosi ho potuto notare questi e tanti che non cito perchè vi sarete già rotti le palle… Comunque sia la musica è un arte ed essendo tale è puramente soggettiva, il prog è ancora più soggettivo in quanto nessuno conosce una definizione limpida e completa di questo genere musicale di conseguenza la tua classifica pur essendo nuda di diversi capolavori è comunque piena di tanti begli album che siano prog o no questo non importa… ciao!!

    • Willoworld ha detto:

      Ciao Francesco, grazie per la tua giusta analisi. Questa è una classifica che stilai qualche anno fa. In effetti adesso ne so un po’ di più di prog anni ’80 e forse cambierei qualche cosa… Se mancano dischi fondamentali nelle classifiche è perchè per ogni anno ho inserito quello che (per me) era l’album migliore, escludendo forzatamente dischi fondamentali… ad esempio, per il 1973 (anno incredibile!!!), avrei dovuto come minimo metterci una decina di dischi, invece ho inserito quello che reputavo più rappresentativo, ovvero Selling England.
      The Wall rimane un concept e a mio avviso ha tutti i requisiti per essere di genere prog. Che non sia il migliore dei Pink Floyd lo ammetto, ma nel contesto del 1980 lo reputo il lavoro più azzeccato. Crest of a Knave vinse se non sbaglio anche un premio come metal album, ma non lo definirei metal… basta sentirsi la splendida Budapest. E cmq, come hai detto giustamente tu, è una questione soggettiva.
      Un saluto!!! :)))

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