SERGIO CAMMARIERE: Carovane

Pubblicato: 31 ottobre 2009 da Willoworld in MUSICA
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2dv4tpt

Uno dei musicisti italiani che apprezzo di piú. É uscito in questi giorni il suo ultimo album, Carovane. Questa che segue é la tracklist e questo un link trovato in rete per scaricarlo.

Tracklist:

01. Carovane
02. Insensata Ora
03. Senti
04. Senza Fermarsi Mai
05. I Quadri Di Ieri
06. La Mia Promessa
07. Non C’è Più Limite
08. Varanasi
09. Paese Di Finti
10. Storia Di Un Tale
11. Tre Angeli
12. La Forcella Del Rabdomante
13. La Rosa Filosofale

FONTE: Colony of Slippermen

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commenti
  1. Mariapia ha detto:

    La mia recensione…

    CAROVANE : il nuovo viaggio musicale di Sergio Cammariere

    Dal 30 ottobre, nei migliori negozi di musica, è disponibile CAROVANE, il nuovo lavoro di Sergio Cammariere … musica inedita , di ricerca, vibrante, cangiante, caleidoscopica, incontro tra diverse culture che abbraccia il mondo …
    Perché CAROVANE è molto più di un CD, è un viaggio complesso e trascinante in terre lontane, nel senso e nel dissenso, nella storia e nella vita, nella ricerca del sé, dell’oltre, dell’ imponderabile, del detto e del non detto, un viaggio galoppante nel tempo e nei suoi meandri più inesplorati, nel futuro e in un presente di dubbio , nella scoperta di ampie distese di terra, di oblio, di sogno, di libertà, di pace, di fratellanza tra i popoli. E anche musica ricca di ansia spirituale, che dà un senso di respiro profondo, di spazi aperti, di cieli da esplorare in volo…
    Creando e sperimentando la poesia di intriganti contaminazioni musicali , Sergio ci porge questa volta un messaggio quasi cosmico, universale, sulle tematiche più importanti della società e della vita , cercando palesemente un appiglio mistico e spirituale che possa rappresentare la salvezza dell’ uomo. Affermo con convinzione che è il suo primo vero concept album , soprattutto percepibile immediatamente dal punto di vista musicale perché ha una narrazione senza sbavature, emozionante, ariosa, ricca di sonorità apparentemente disomogenee ma condotte con mano sicura verso un nucleo tematico ed una sintesi di straordinaria intensità che si esprime proprio nel brano che dà il titolo all’ album e si conclude con le stesse carovane nella magica canzone che chiude il viaggio, “La rosa filosofale”. Carovane senza luogo e senza tempo , carovane di note e pensieri, di sogni e delusioni, di migranti , di lingue e linguaggi, di storie e non storie, di speranze e illusioni perdute, di teorie e sentimenti … questo album è un nucleo complesso, avvolgente, ma immediatamente penetrante.
    Sergio Cammariere rafforza e non smentisce le sue grandi doti di compositore, arrangiatore, pianista e cantore (trovo riduttivo chiamarlo genericamente cantante) che in CAROVANE matura la voce e il suono, avvalendosi dei testi di Roberto Kunstler, spesso non facili ma tematicamente in linea con il viaggio.
    Le sonorità spaziano verso le terre d’oriente, il ritmo ora di ballata, ora di swing, la musica rinascimentale, la tradizione etnica, quasi una world music che si avvale di strumenti inediti, di tocchi elettronici, di una ritmica sempre incalzante e raffinatissima, dei fiati splendidi di Fabrizio Bosso e Javier Girotto, delle leggerezze vaporose del violino di Olen Cesari e di meravigliose aperture liriche date dalla presenza dell’ orchestra. Resta un sentore di jazz, in alcuni brani, ma lieve e carezzevole.
    Tra i più significativi, Carovane, title track, che immerge immediatamente con la sua potente musicalità in una atmosfera di travolgente cammino, un brano che danza, che ha sapore di sudore, di polvere, di strade, di umanità. Sergio si cimenta con un testo difficile e un po’ ermetico, scritto con lo schema tipico del poema epico, rendendolo melodia e ritmo coinvolgente. Importante, nel brano, il contributo del sax di Javier Girotto.
    Insensata ora è lo scorrere del tempo, musica fremente di aria , un pianoforte più libero che mai, bellissime e struggenti rifiniture di Fabrizio Bosso, un testo tra i più riusciti dell’ intero album. E poi, a seguire, Senti, dove la voce di Sergio Cammariere si esprime al massimo livello, quasi in un recitato accorato che profuma di luce, pace, tolleranza, di acqua che scorre, di miraggi e di ricerca dell’anima, di terre lontane e misteriose, dove il pianoforte tocca vette altissime , accompagnato da sonorità elettroniche molto accattivanti. Senza fermarsi mai è il brano in cui maggiormente si rincontra la vena jazz ,tanto cara all’artista. I quadri di ieri narra il tempo e le sue insidie, mentre La mia promessa si arricchisce di suoni orientaleggianti molto suggestivi che esprimono l’idea del sogno . E’ un brano dove la musica si fa quasi messaggio universale e affascina con il suo toccante incanto mistico. E poi Non c’è più limite, una canzone piena di ritmo che accenna nel testo a tematiche ambientali , sociali e di dignità umana, il sogno di un mondo migliore che solo la forza dell’ amore, anche se dubitativamente, potrebbe cambiare. Varanasi è uno stupendo brano strumentale, un omaggio alla omonima città indiana, più nota come Benares, che si affaccia sul Gange … E il pianoforte di Sergio Cammariere, qui esprime con grande leggerezza e intensa partecipazione, una melodia struggente, accompagnato soltanto da lievi tocchi di percussioni. Arrivando poi, con un salto / contrasto che la dice lunga, al Paese di finti, uno strepitoso swing dal gusto un po’ ironico e retrò, in cui la denuncia si fa leggibile … l’ipocrisia, i cervelli vuoti, i media, l’impostura, i mali della politica, il nostro paese di finzione e mala società. Notevole, nel brano, l’apporto della tromba di Fabrizio Bosso. Arriva, con ritmo di ballata e con un incipit tipico della tradizione dei cantastorie di un tempo, Storia di un tale, motivo intrigante , ironico, che resta impresso nell’orecchio . Altra ballata, dal gusto un po’ rinascimentale che ricorda certe atmosfere care al grande Fabrizio De Andrè,è Tre angeli, dove colgo un grande senso dell’infinito. Poi, immediatamente, il nucleo già magmatico di questo album davvero innovativo e fuori da ogni schema, si addensa negli ultimi due brani, due veri straordinari capolavori .
    Sergio Cammariere comincia a svelare ancor più la propria ricerca con La forcella del rabdomante, un riferimento colto per una musica dalla bellezza indescrivibile. I rabdomanti, per tradizione, cercavano metalli , siti archeologici, sepolture umane ma soprattutto acqua nel sottosuolo, servendosi di una bacchetta a forcella … la loro era una vera e propria divinazione , una pratica empirica e paranormale, con risvolti religiosi poco riconosciuta dalla scienza ufficiale e tuttora in qualche caso, ancora praticata. Affascinante … come le note di questo brano strumentale, in cui si sente il camminamento, questo cercare che incalza, che anima il respiro. Un crescendo del pianoforte, qui davvero toccante e suadente accompagnato dalla ritmica in movimento, con lievi tocchi di violino … note liquide che si fanno sempre più magiche, sempre più intense, fino a raggiungere davvero la profondità e la vastità dell’ essere .
    E tornano, come per incanto , le carovane nel brano che chiude questo lavoro , La rosa filosofale. Qui, si giunge all’ermetismo , all’ esoterismo puro. Ma forse, anche alla luce più piena. Questo brano è mistero e magia. La rosa a otto petali, significante la rigenerazione interiore, è una delle simbologie della pietra filosofale, la pietra alchemica capace di risanare, secondo il significato esoterico, la corruzione della materia. La trasposizione , nella psicanalisi , assume il significato della trasformazione dell’essere indirizzata alla sua parte più spirituale, al proprio vero se stesso. Ed è proprio questo il concetto che, sia pure con ritmi e sfumature diverse e mutevoli, percorre tutto l’album. Rappreso in questo ultimo brano incantevole e incantato, dove il pianoforte si fa anima e la voce quasi preghiera , in un ricco concentrato di sonorità che tanto mi hanno ricordato certe rasserenanti musiche tibetane.
    La fine del viaggio lascia stupiti, emozionati, con l’ animo avido ancora di musica, in un silenzio pieno e avvolgente, in cui le CAROVANE di ieri e di oggi, restano, a calpestare il nostro cuore nonostante i tanti deserti attraversati.

    CAROVANE musica e arrangiamenti di Sergio Cammariere, testi di Roberto Kunstler.
    Sergio Cammariere: pianoforte, hammond B4v, Keyboard WS station, emu, melodica soprano-alto voce; Amedeo Ariano: batteria; Luca Bulgarelli: contrabasso; Fabrizio Bosso: tromba e flicorno; Bruno Marcozzi: percussioni; Simone Aggiag: percussioni; Olen Cesari: violino; Michele Ascolese: guitar; Xavier Girotto: sax baritono e soprano, moxeno; Gianni Ricchizzi: vina, sitrat e tampura ; Sanjai Kansa Banik tabla, Jimmy Villotti: giutar; Eugenio Vatta: udu, campionamenti.
    Orchestra d’Archi DIMI diretta da Marcello Sirignano

    MARIAPIA GIULIVO

  2. PAOLA BELLETTI ha detto:

    CAROVANE interiori di SERGIO CAMMARIERE
    Note che vibrano e fanno volare in alto, ma allo stesso tempo una linea melodica e un caldo e dolce cantato che danno sensazioni di sicurezza, tranquillità interiore. Testo e musica di “Carovane” fanno pensare, con un briciolo di malinconia, al nostro passato il quale insegna a conoscerci e a lasciarci andare a nuove esperienze senza pretese materiali inutili, apprezzando ciò che la vita ci vuole ancora regalare.

    • Mariapia Giulivo ha detto:

      A PROPOSITO : IL PREMIO INTERNAZIONALE MUSICA NEWS 2010 A SERGIO CAMMARIERE PER LA CARRIERA

      Torna un nuovo corso per il Centro Jazz Calabria di Cosenza, dopo un incendio accidentale, che, oltre a distruggere l’archivio storico, ne aveva reso inagibili i locali. Dal 1991 aveva organizzato eventi e concerti con nomi di spessore nel panorama della musica internazionale (Gaslini, Fripp, Noa, Lester Bowie, Art Ensemble of Chicago, e molti altri). Nel 1994 ha creato la rivista MUSICA NEWS, una free press, a cui, da quell’ anno è stato legato un premio internazionale. Cito a caso qualche premiato: Al di Meola, Mimmo Locasciulli, Tiziana Ghiglioni, Stefano Bollani, Diane Schuur…
      Il Premio a Sergio Cammariere ha la seguente motivazione:
      “La redazione della rivista musicale Musica News, edita dal Centro Jazz Calabria ha colto l’occasione straordinaria della riapertura del Centro per insignire del riconoscimento il grande musicista. Valido e talentuoso pianista, compositore eccellente, e, non ultima, voce di grande intensità, Sergio Cammariere rappresenta oggi uno dei migliori artisti noti a livello nazionale ed internazionale per la sua raffinatezza espressiva e la sua consolidata bravura. Una carriera di spicco e brillante a cui va riconosciuto tutto il suo indiscutibile valore.
      Il Premio è motivato dall’apprezzamento unanime nei confronti delle sue grandi doti interpretative, della innata capacità di rendere jazzy la canzone d’ autore itaiana con un giusto equilibrio tra testo e musica, ma, soprattutto, per la grande poesia e straordinarietà del suo suono.”
      “Il trenino musicale è stato il mio primo gioco ed il vero approccio con qualcosa che esprimesse note. Un pomeriggio, all’inizio degli anni ’60, mio cugino Francesco portò a casa quel magnifico “trenino”…il gioco consisteva nel seguire una partitura molto ma molto particolare: ogni nota aveva un suo colore e ogni melodia era una serie di colori. Il trenino passando suonava un refrain di una canzone americana, una specia di loop circolare. E’ cosi’ che ho cominciato a comporre da giovanissimo le prime cose: giocando col trenino!”
      Questo affermava Cammariere in una intervista. Un “enfant prodige” con il pianoforte nell’anima che continuerà a viaggiare sul grande treno della musica d’autore.
      La cerimonia della premiazione, prossimamente presso la sede del Centro Jazz Calabria. Con caparbietà, determinazione, Franco Stezzi e Amedeo Furfaro, responsabili del Centro, hanno ridato un volto ed una dignità a quel luogo, dimostrando che nessun fuoco può bruciare le idee, la passione e la voglia di fare.

      MARIAPIA GIULIVO

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