LA STORIA SI RIPETE

Pubblicato: 16 novembre 2009 da Willoworld in HUMUR, NARRATIVA, PENSIERO, RELIGIONE, RIFLESSIONI
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Sede del parlamento europeo.
Davanti ad esso, una folla di fedeli cristiani manifesta contro l’ultima decisione di abolire, per legge, dalle aule delle scuole pubbliche il crocifisso. D’un tratto la folla si apre al passaggio di un uomo. L’aspetto di quest’ultimo non è proprio dei migliori: scalzo, con una tunica sdrucita addosso, barba e capelli incolti, emaciato, un poveraccio insomma.
Privo d’ogni qualsivoglia oggetto di stile e di moda ha con se però una forza carismatica che alle persone più sensibili non potrebbe sfuggire, ma le persone sensibili, a questo mondo, si contano sulla punta delle dita, infatti, i più allontanano i bambini da lui con aria disgustata e si mettono a parlare sottovoce col vicino di quello strano individuo che si sta facendo largo tra loro.
“Fratelli!” Improvvisamente la voce del mendicante interrompe il brontolio dei presenti.
“Fratelli ascoltatemi, sono tornato tra voi per portarvi l’ammonimento di nostro Padre. Fratelli cosa fate? Perché siete qui? A combattere per cosa? Per la mia immagine morente? No fratelli così dimenticate il vero insegnamento che vi lasciai. Il Padre nostro vuole che ascoltiate nuovamente le sue parole per mia bocca. Spogliatevi dei vostri averi terreni, abbandonate il materiale, la fede la troverete nei vostri cuori. E’ l’amore incondizionato per i propri fratelli che bisogna coltivare. Non quello per il bene materiale momentaneo. Ricordatevi le mie antiche parole: E’ più facile che un cammello passi attraverso la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno di Dio. Venite,dunque, venite con me, seguitemi. Abbandonate il superfluo e il materiale e riconquistate l’amore di Dio ….”
La folla, alle parole di questo poveraccio vestito di stracci, che li redarguiva sul loro modo di essere dei cristiani, ebbe una profonda indignazione, poi una voce di un uomo si alzò tra la folla: “Bestemmiatore…come osi crederti il figlio di Dio?!”
Il mendicante non fece nemmeno in tempo  a rispondere che una folla inferocita di amorevoli cristiani lo travolse. Mancavano solo i forconi e le torce poi sembrava di stare in una scena di un qualche film di mostri.

Alla fine della rivolta il pover’uomo giaceva esanime sul marciapiede.
Qualcuno, con un sasso, lo aveva colpito alla testa.
Una donna, che passava casualmente di là, e che aveva assistito alla scena, teneva la testa del poveretto e chiamava aiuto perché qualcuno avvertisse i soccorsi.
“Io ti  ho creduto, la  tua parola non sarà sprecata.” sussurrò poi piano all’orecchio del morto.
Passato che fu un po’ di tempo, però, tutto tornò come sempre e nessuno parlò più di quel mendicante pazzo, delle sue parole e dei suoi moniti.

“Ecco la storia che si ripete! Babbo, la prossima volta che vuoi salvare questi umani che hai creato, per favore mandaci Gabriele o chiunque altro ma non me. Io mi sono stufato di prenderle di santa ragione, per poi farmi ascoltare dai soliti due cani e gli altri addio, capiscono solo quello che vogliono capire, o non capiscono proprio.”
“Hai ragione figliolo. Pensavo che questa volta avessero imparato e che ti sapessero riconoscere meglio, in fondo sono più 2000 anni che ci venerano. Mi sono nuovamente sbagliato vabbè dai nessuno è perfetto. Lo so, lo so io dovrei essere perfettissimo ma voglio vedere te figliolo a creare il mondo e tutto il resto in sette giorni, la stanchezza si faceva sentire anche per me sai!? Sai una cosa? Facciamo così, fra qualche tempo, se non si riprendono, li affoghiamo tutti e li progettiamo da capo ci stai?”
“Si ma questa volta niente arca a salvarne qualcuno, si riparte dal fango!”
“Concordo figliolo, concordo!”

Giulia Riccó

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