(L’)ODE AL MAIALE

Pubblicato: 25 novembre 2009 da Willoworld in ALIMENTAZIONE, HUMUR, NARRATIVA, RIFLESSIONI
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Ecco, io qui voglio elencare le dolci motivazioni che mi portano ad addurre il fatto che, il caro animale quadrupede suino, altresì detto comunemente Maiale, sia per me la bestia che più si avvicina alla perfezione divina.

Mi soffermerò poco sulla grande catena di distribuzione e sugli allevamenti intensivi, che non fanno altro che degradare l’animale divino, rendendolo più simile all’uomo che a se stesso.
Mi voglio invece dedicare a quelle piccole perle di saggezza che ancora ci sono in giro per il mondo, e che allevano con cura e amore questa siffatta bestiola. Iin particolar modo mi voglio dedicare agli abili norcini che rendono ancor più divino questo,e qui ci stà una ripetizione, divino animale.
Sì, perchè solo tra le abili mani dei norcini, che ancora macellano e lavorano le carni e il resto di questo animale dalla rosea pelle, esso assume la perfezione più assoluta. PErchè per i norcini è una missione, non un lavoro, essi scelgono con cura le bestie, solo quelle allevate meglio diventeranno opere dal gusto raffinato.
Salsiccie, prosciutti, bistecche pancetta… quante bontà sgorgano da questa bestia che il nostro signore ci ha voluto donare.

Riflettiamo sulle banalità che sempre si ascoltano ma che, come ogni banalità, altre non sono che semplici e quindi formidabili verità.
Del maiale,tutti sanno, non si butta via nulla, la carne si mangia, il sangue si fa dolce, il pelo pennello ecc…s olo per questo andrebbe esaltato in mille maniere.

Il maiale è, inoltre, economico da nutrire. Qualcuno potrebbe avere da ridire, ma ragioniamo.
Se invece di dargli pastoni comprati, e dilapidare così capitali, per ottenere un animale dalle carni mediocri, pieno solo di grasso e di chissà quali intrugli chimici noti per il loro potere di annientare le cellule di chiunque ne venga in contatto, pensate, a chi lo lascia placidamente grufolare in un bosco, libero di cibarsi delle più pregiate ghiande, e quando il freddo incalza gli butta i propri scarti. Si sà che il maiale è onnivoro e mangia tutto, ben lo sapevano pure i mafiosi quando gli davano in pasto le loro vittime per farne sparire il corpo.
Ah! Pensate allora, a che meraviglia del signore potrete avere davanti, a che carni deliziose con il prelibato grasso che, messo su una buona brace fatta di ottimo legno diventi croccante e delicato e, una volta a contatto con la saliva si sciolga in un crogiuolo di delizie elevando così noi poveri esseri di dubbia intelligenza al massimo livello di illuminazione divina.
Potremmo anche parlare della scrofa che intelligentemente mette alla luce una quantita di piccoli atta a pensare che sappia già come stanno le cose al mondo. Alcuni verranno egreggiamente portati su tavole imbandite quando ancora sono maialini da latte (i sardi in questo sono veri maestri!), altri verranno tenuti per diventare grandi e creare le massime opere dell’arte culinaria. Poi ovviamente alcune saranno femmine e diventeranno altre procreatrici di altri divini maiali e uno verrà tenuto come verro per la riproduzione e quindi farà la vita del maiale gaudente(o godente?).

Potrei andare avanti per ore ma mi limito a questo dicendo inoltre a coloro che sono vegetariani: anche io quando ero giovine lo sono stata, per anni e anni(10 per l’esattezza) ho snobbato qualsivoglia tipo di carne e di nutrimento animale, perchè sostenevo che gli allevamenti intensivi,la macellazione indiscriminata portasse alla morte spirituale nostra e alla degradazione di ogni essere vivente nonchè all’inquinamento della nostra madre terra. Ancora sostengo questa tesi, e ancora sono convinta di ciò, ma quando entrai nel tempio dei norcini e vidi, ma soprattutto potei annusare quella meraviglia di odori,e potei ascoltare la filosofia di chi di questo mestiere fa un’arte sublime scegliendo, allevando amando questa sacra bestia, ecco lì allora le mie remore sono cadute lasciando il posto ad una filosofia che si avvicina quasi più a una religione.
Quindi ora io dopo aver parlato a lungo, alzo le braccia al cielo e grido la mia (L’)ode al Maiale!

Giulia Riccó – Altre diavolerie

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commenti
  1. […] risposta giocosa al recente intervento della Signora […]

  2. Obi ha detto:

    Dopo quello che ho letto c`é poco da aggiungere.
    Se é vera la congettura: “sei quello che mangi” ecco spiegata la maialaggine insita nell’animo umano.
    Per non parlare di quel proverbio popolare, tesoro di saggezza emiliana: “Capodanno non vale se non fai un pó il maiale”.

  3. Giulia ha detto:

    mwahahahah come se quello che ho letto è vero???? ghghghg.. EVVIVAIL PORCO!!!!

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