THE PATROLMAN: Capitolo 4

Pubblicato: 2 aprile 2010 da Willoworld in NARRATIVA
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Una storia di Massimo Mangani ispirata a Rock City

Dopo quell’episodio le ombre non mi hanno più lasciato, tutte le sere vengono a trovarmi per pianificare meglio il mio destino ed io, lo confesso, mi sento maledettamente bene! Non penso più a Franky a Maria ed ai ragazzi, il mio unico scopo adesso è quello di portare a termine il piano; d’altra parte un uomo deve assolutamente avere un obiettivo chiaro nella vita! Così eccomi qui, lavato e sbarbato a dovere, l’uniforme perfetta con tutte le mostrine lucidate, pronto per una nuova giornata nella giungla di Rock City!
Come al solito guido moooolto lentamente osservando tutto quello che mi accade intorno, pronto ad intervenire, l’orecchio teso per captare eventuali chiamate radio, la 44 a pallettoni nella fondina, rigorosamente senza sicura! Mentre percorro Alvarado Street noto un tizio, un ciccione in maglietta bianca e calzoncini marroni, si muove con troppa circospezione ma, dopo un attimo di riflessione decido di lasciarlo perdere. Appena prima di lasciarmelo alle spalle sento un fruscio provenire dalla radio, poi un’inconfondibile voce inizia a sussurrare: “Il ciccione Joe, segui il ciccione!”
Lo sorpasso fingendo di andarmene, svolto a destra sulla Sesta e percorro ancora qualche metro, guardo lo specchietto aspettando che il ciccione attraversi, appena è fuori dalla vista scendo, chiudo la macchina e mi incammino. Con l’uniforme addosso devo stare attento a non farmi vedere; arrivo all’angolo e lo becco, faccio appena in tempo perchè con una mossa rapida si infila in quello che, da lontano sembra un negozio. Proseguo il cammino e quando arrivo davanti alla porta mi accorgo che si tratta di un “sexy shop”; sento la rabbia crescere dentro di me, rabbia per la voce che mi ha fatto seguire un uomo che, in fondo, non fa nulla di illegale, almeno non nella “liberale” California!
Torno indietro, svolto sulla Sesta, apro la macchina e riprendo il pattugliamento; dalla radio esce nuovamente una voce, non la stessa di prima ma sempre molto conosciuta: -“Non ti arrabbiare Joe, torna lì stasera, bussa sei volte e dì “CHICO DE ORO…..”
A casa mi cambio, indosso abiti anonimi e mangio un hot dog con maionese e ketchup, facendo attenzione a non sporcarmi. Ascolto alla radio le ultime notizie: a R.C. ci sono stati 10 omicidi e 21 stupri… merda! 10 milioni di abitanti non sono così facili da gestire, ci vorrebbe molta più disciplina… ordine e disciplina! Appena inizia a calare il sole, decido che è l’ora di muovermi, esco ed aspetto il bus, preferisco non prendere la mia macchina, non si sà mai qualcuno annotasse la targa.
Arrivo sull’Alvarado che ormai è notte; insegne luminose colorate lampeggiano segnalando i locali più disparati, si tratta per la maggior parte di circoli dove si ritrovano giovinastri appartenenti a quella merda chiamata “Beat Generation”… drogati e finocchi che si atteggiano ad intellettuali… Arrivato davanti al sexy shop, mi accorgo che l’insegna è spenta ma provo a bussare ugualmente. Dopo qualche minuto viene ad aprirmi un energumeno alto due metri e grosso come un armadio… merda, spero di essere svelto con la 44 in caso di possibile colluttazione: davanti ad un essere simile è bene mirare in mezzo agli occhi!
Il tizio mi guarda malissimo, fissandolo dico la parola d’ordine… cambia subito espressione e mi fa cenno di seguirlo. Attraversiamo una sala, deve essere il negozio, piena di falli e vagine di gomma, vestiti in lattice nero e fruste varie, roba da pervertiti! Alla fine di un corridoio ricavato in mezzo a degli scaffali pieni di libri e riviste pornografiche, dietro una tenda rossa c’è una porticina marrone. L’energumeno tira fuori una chiave, la infila nella toppa e fa scorrere la serratura quattro volte, poi mi dice di seguirlo e comincia a scendere per una scalla ripida e stretta. Man mano che scendiamo percepisco un fetore tremendo, non vorrei sbagliarmi ma sembra puzzo di sangue e pelle bruciata… alla fine della scala c’è una porta di acciaio simile a quelle che proteggono i caveau delle banche… è aperta e il gorilla sparisce dentro.
Prima di entrare sento suoni indistinti, ci sono alcune voci maschili, rumori che non riesco a decifrare e… quello che sembra un lamento. Non faccio in tempo a mettere piede nella stanza che lo stomaco mi si chiude… devo tirare fuori tutto il mio autocontrollo! Un gruppo di uomini stanno in cerchio completamente nudi e si masturbano selvaggiamente, al centro, su un palco rialzato ci sono due imbracature, una accanto all’altra. Su ciascuna delle imbracature c’è una donna appesa a testa in giù, una è stata completamente squartata, il sangue gocciola ancora lungo la testa, per terra una pozza enorme.
Le interiora sono ammucchiate da una parte… Gesù, è stata letteralmente macellata! Un uomo incappucciato tiene una fiamma ossidrica in mano e l’avvicina all’altra donna che, appena sente il contatto con il fuoco geme come un maiale che sta per essere sgozzato!
Gli uomini in cerchio continuano a masturbarsi, deve essere una specie di rito collettivo; l’uomo incappucciato, molto lentamente posa la fiamma ossidrica e prende un altro attrezzo che inizia a fare un rumore assordante; non mi rendo subito conto che si tratta di una sega circolare, di quelle usate per tagliare i mattoni, dagli uomini in sala si leva un’ovazione, vedo anche il ciccione che ride e se lo mena a più non posso.
Prima di essere colto dai conati di vomito, mi precipito alla porta ed inizio a salire le scale di corsa ma improvvisamente qualcuno mi parla: -“Visto Joe, hai fatto bene a seguirlo…”
-“Ordine e disciplina Joe, ordine e disciplina!”
-“E’ il tuo momento Joe….il Piano!”
Inizio a barcollare, vedo di nuovo tutto in bianco e nero, i miei sensi lentamente mi abbandonano, mi sento benissimo e svengo!

Mi sveglio nella zona di Culver City, steso per starda come un barbone, non so bene dove… è tardissimo, inizia ad albeggiare, mi alzo e mi metto alla ricerca di un taxi. Mentre vado verso casa incrocio macchine della polizia di Rock City che sfrecciano a sirene spiegate, poi anche alcuni colleghi motociclisti della CHP. Arrivato a casa ho la strana sensazione di aver dormito 10 ore, mi sento fresco e riposato… mi siedo in poltrona e subito sento i miei piccoli amici che vengono a trovarmi… le ombre: -“Bel lavoro Joe!”
Dopo aver parlato a lungo con loro, accendo la radio, sono le 7 e fra due ore devo essere in centrale: -“Efferata strage nella notte in un sexy shop di Alvaredo, almeno 10 cadaveri trovati orribilmente massacrati, fra loro anche due donne letteralmente squartate, probabilmente dopo essere state torturate.
Emergono altri particolari raccapriccianti che per ora gli investigatori non vogliono rivelare”
Raccapriccianti davvero, i primi poliziotti arrivati sulla scena del crimine erano stati ricoverati in stato di shock dopo essere scivolati su una poltiglia fatta di sangue, cervella ed interiora che ricopriva tutto il pavimento. (continua lunedì prossimo)

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