THE PATROLMAN: Capitolo 13

Pubblicato: 15 aprile 2010 da Willoworld in MUSICA, NARRATIVA
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THE PATROLMAN: Cap. 13

Nel silenzio della mattina Maria mi fa accomodare sul divano in soggiorno, sto tremando, non voglio pensare a quali siano le cattive notizie su Franky… mi faccio coraggio -“Non vorrai mica dirmi che Franky è…”
-“No Joe, l’ho sentito ieri sera, ancora non è morto… spero… ma… credo si trovi in un brutto guaio…”
-“Che diavolo gli è successo?”
-“Dopo che è fuggito da Perrineville si è messo con della brutta gente, una banda di trafficanti di Vancouver, droga, armi… forse prostituzione… sai com’è, ogni tanto ci sentiamo, è lui che chiama… ieri sera si è fatto vivo, aveva la voce strana… era spaventato Joe, impaurito da morire… mi ha detto che se gli fosse capitato qualcosa avrei dovuto in tutti i modi avvertirti… ho cercato di capire cosa gli stesse succedendo, poi ho sentito una specie di colpo secco… ha urlato… qualcuno gli ha strappato il telefono di mano… ho sentito delle voci, gli urlavano che gliel’avrebbero fatta pagare, gli davano del bastardo… l’ultima cosa che ho sentito è stata la sua voce straziata… chiedeva aiuto!”
Maria non riesce a trattenere le lacrime, dentro di me sono consapevole che ha sempre amato Franky, per la verità la cosa non mi turba assolutamente… trattengo il fiato: -“Ti ha detto da dove chiamava?”
-“Ci eravamo sentiti anche la mattina, era a Saskatoon…”
-“Andrò a cercarlo, devo andare ma ti avverto, se lo trovo lo riporto quaggiù e lo consegno alla polizia…”
-“…Preferisco averlo in galera a Perrineville piuttosto che cadavere in Canada… ti prego Joe… ti amo Joe!”
Percepisco dei passi, qualcuno sta scendendo le scale… un ragazzino biondo con indosso un pigiama celeste mi guarda, pare abbia visto un fantasma, sgrana gli occhi, le labbra gli tremano vistosamente: -“Papà?”
I miei occhi si arrossano, Dio, Johnny è cresciuto molto dall’ultima volta che l’ho visto, adesso avrà 13 anni… è bellissimo: -“Figliolo!”
Corro verso di lui, lo abbraccio, sento il suo respiro sulla mia faccia… rimane rigido e la cosa mi fa alquanto male… mi accorgo di star bagnando il suo collo di lacrime… -“Perdonami figliolo… perdonami!”
Lentamente sento le sue mani scorrermi lungo la schiena, mi cingono il collo e cominciano a stringere… anche lui sta piangendo… -“Ti voglio bene pà… perché ci hai lasciati?”
-“Te lo spiegherò figliolo, te lo prometto!”
Alzo lo sguardo, dietro di noi, immobile, un’altra figura ci sta fissando… Thomas…. ancora lacrime… l’ho lasciato adolescente e lo ritrovo adulto… sembra meno emozionato del fratello… -“Perdonatemi!”
A tavola facciamo colazione tutti insieme come ai vecchi tempi, spiego ai ragazzi che nel pomeriggio dovrò andarmene di nuovo, devo cercare lo zio Franky ma tornerò presto e… non me ne andrò mai più! Mi sembra di aver ritrovato quella serenità perduta anni prima, presto il cerchio si chiuderà… riporterò mio fratello a casa e finalmente potrò mandare al diavolo Rock City e compagnia bella!
Guardo mangiare i ragazzi, sorridono, paiono felici di rivedermi… anche Maria sembra molto serena ma un’ ombra le oscura il volto… Trascorro il resto della mattina a parlare con Thomas e con Johnny, racconto loro di Rock City, della California, del Messico… ovviamente tralascio la storia delle ombre… Thomas sta prendendo la patente, mi dice che vorrebbe fare un viaggio da quelle parti… forse figliolo… forse. Mi butto sul letto e dormo un paio d’ore; arriva il momento di ripartire, Maria mi prepara una valigia, mi accompagna alla porta: -“Stai attento Joe…”
-“Lo farò”
-“Riporta Franky… ti prego!”
Di nuovo in viaggio, è trascorsa appena mezz’ora da quando ho lasciato Maria, il mio pensiero adesso è riportare nel New Jersey Franky sano e salvo… accendo la radio… She’s a Rainbow esce come un torrente dagli altoparlanti… improvvisamente un fruscio assordante… un dolore improvviso, lancinante mi esplode nella testa, accosto la Chevy… non riesco a tenere gli occhi aperti, mi porto le mani alle tempie… sento le voci. -“Non pensavi mica che ti avremmo lasciato solo eh Joe?”
-“Dove pensavi di andare tutto solo Joe?”
-“Le regole del gioco le stabiliamo noi, Joe!”
-“Joe Joe, hai fatto il cattivo!”
Il dolore si fa sempre più insopportabile, gli occhi mi esplodono, vedo migliaia di colori che mi ballano davanti… “cosa diavolo voleteeeee???”
-“Ormai dovresti averlo capito Joe!”
-“Il piano dovrebbe esserti chiaro!”
Sento che sto perdendo conoscenza… il dolore si fa insopportabile… sto morendo!” Comincio a sentire voci confuse… le ombre… persone… una sirena…

Massimo Mangani – Altri capitoli

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