Pater, remitte illis, quia nesciunt quid faciunt

Pubblicato: 14 aprile 2011 da nekradamus in APPELLI, GUERRA, PENSIERO, POLITICA, RELIGIONE, RIFLESSIONI, STRAGI
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Padre, perdonali, perché non sanno quel che fanno…

…diceva un vecchio demone come me… ma il perdono non l’avranno, neanche nel caso ci fosse per davvero un Padre. Di chi parlo? Di Loro, pronome personale utilizzato per indicare quella schiera di egregi signori che manipolano i più deboli per fare i loro porci comodi. Politici corrotti e guerrafondai, miopi finanzieri, giornalisti bugiardi, avidi imprenditori, ecclesiastici accecati dal dogma, uomini ambiziosi votati al dio Denaro, facce schiave della vanità che vendono quotidianamente la propria anima per apparire sulle copertine dei giornaletti. E insieme a loro tutti quelli che li seguono, che li idolatrano, che muoiono di gelosia nei loro confronti, che li difendono e li sostengono, e anche coloro che li odiano. Perché è arrivata l’ora di smetterla con tutto quest’odio!

L’evoluzione non deve passare dall’odio, semmai dalla compassione. É compassione quella che dovete provare per coloro che credono nelle guerre di pace, per chi continua a macinare milioni nel nome di questa insana economia, per chi è schiavo dei soldi e si riduce a fare le cose più infime per aggiungere un insignificante zero al proprio patrimonio. Compassione per coloro che non riescono a vedere più in là del proprio naso, per chi, anche inconsapevolmente, muove fili che diventano nodi scorsoi, per chi inneggia alla violenza, chi giustifica le bombe e chi nasconde la mano.

Bisogna che incominciate a provare compassione per tutte queste vittime del vostro strano mondo. Esattamente, sono Loro le vittime, perché non sanno quello che Li aspetta. Se lo sapessero, non farebbero quello che fanno. Nessuna punizione divina; non fatevi ingannare dalla retorica ipocrita del Vaticano. É solo l’elementare legge della ciclicità dell’universo, per la quale tutto quel che viene fatto ha una sua conseguenza, e state certi che queste persone dovranno un giorno fare i conti con ogni torto da Loro commesso. Per alcuni, che voi tutti conoscete bene, l’Inferno di Dante a confronto sembrerà una passeggiata nel parco.

Questo non significa che dovete smettere di denunciare le loro malefatte e di combattere, sempre in modo pacifico, quei gruppi di potere che vi tengono sotto il tacco, per potervi risvegliare dal vostro sonno di crisilide. Dico solo di continuare a farlo senza odio. Usate la compassione, che puó essere molto piú gratificante… perché davvero, Loro non sanno quello che fanno.

Firmato: Il Nekra in versione magnanima..

FONTE: http://nekradamus.blogspot.com/

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commenti
  1. […] …diceva un vecchio demone come me… ma il perdono non l’avranno, neanche nel caso ci fosse per davvero un Padre. Di chi parlo? Di Loro, pronome personale utilizzato per indicare quella schiera di egregi signori che manipolano i più deboli per fare i loro porci comodi. Politici corrotti e guerrafondai, miopi finanzieri, giornalisti bugiardi, avidi imprenditori, ecclesiastici accecati dal dogma, uomini ambiziosi votati al dio Denaro, facce schiave della vanità che vendono quotidianamente la propria anima per apparire sulle copertine dei giornaletti. E insieme a loro tutti quelli che li seguono, che li idolatrano, che muoiono di gelosia nei loro confronti, che li difendono e li sostengono, e anche coloro che li odiano. Perché è arrivata l’ora di smetterla con tutto quest’odio!.. continua  a leggere… […]

    • roberto acciai scrive:

      oh,sanno esattamente quello che fanno!e mettono in atto tutti quei meccanismi che consentono loro di far pagare agli altri le conseguenze delle loro azioni.E questo perchè sono intimamemnte convinti che la selezione naturale giustifichi le loro sopraffazioni,e scambiano la nostra eventuale compassione per debolezza e ne traggono l’intima convinzione della giustezza del loro agire.Per questo non meritano il nostro compatimento:perchè non esiterebbero un attimo a coinvolgerci nella loro perdizione.”Stavano la rana e lo scorpione in riva al fiume,in fuga dall’incendio.Disse lo scorpione:-portami sul tuo dorso all’altra riva-fossi matta-replicò la rana-tu sai solo pungere a morte-.perchè dovrei?affogheremmo insieme..-e la rana,mossa a compassione,si lasciò convincere.E quando in mezzo al fiume l’altro la trafisse,chiese il perchè.E lo scorpione,affondando con lei,rispose:è la mia natura….

      • willoworld scrive:

        Parole comprensibili le tua, caro Roberto, eppure credo ancora nella natura umana… sono alcuni comportamenti umani che lasciano molto a desiderare😦

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