Archivio per la categoria ‘ARTE’

“Ha detto che ballerà con me se le porto rose rosse esclamò il giovane Studente, – ma in tutto il mio giardino non c’è nemmeno una rosa rossa”.

Dal suo nido nel folto della Quercia l’Usignolo lo sentì e guardò attraverso le foglie e si stupì.

“Nemmeno una rosa rossa nel mio giardino! – ripeté e i suoi begli occhi si riempirono di lacrime. – Oh! Da che misere cose dipende la felicità! Ho letto tutto quello che i saggi hanno scritto, e possiedo ogni segreto della Filosofia; ma ora, poiché mi manca una rosa rossa, la mia vita è rovinata.” “Ecco, dunque, un vero innamorato! – disse l’Usignolo. – Notte dopo notte ho cantato per lui, anche se non lo conoscevo: notte dopo notte ho raccontato la sua storia alle stelle e, finalmente, lo vedo. I suoi capelli sono scuri come il bulbo del giacinto, e le sue labbra sono rosse come la rosa che bramerebbe avere; ma la passione ha reso il suo viso pallido come avorio e il dolore ha impresso il suo sigillo sulla sua fronte”.

“Il Principe darà un ballo domani sera – mormorò il giovane Studente, – e il mio amore ci andrà. Se le porterò una rosa rossa, lei danzerà con me fino all’alba. Se le porterò una rosa rossa, la potrò tenere tra le mie braccia e lei appoggerà il suo capo sulla mia spalla e la sua mano stringerà la mia. Ma non c’è nemmeno una rosa rossa nel mio giardino, cosicché io siederò da solo e lei mi passerà vicino. Non si curerà di me e il mio cuore sarà spezzato”.

“Ecco, dunque, un vero innamorato! – disse l’Usignolo. – Per ciò di cui io canto, lui soffre: ciò che è gioia per me, per lui è sofferenza. Certamente l’amore è una cosa meravigliosa. E’ più prezioso di uno smeraldo e più raro del più splendido opale. Le perle e i granati non riescono a comprarlo, e nemmeno si riesce a trovarlo al mercato. Non può essere acquistato dai mercanti, né può essere pesato su un bilancino per l’oro”.

… CONTINUA A LEGGERE …



Un’attenta riflessione di Tommaso Guzzo sul fenomeno dell’autopubblicazione intruduce il primo libro della community Rivoluzione Creativa. Scaricate il PDF del libro oppure acquistatelo alla pagina ufficiale.

INTRODUZIONE

Un amanuense, un giorno, si infuriò contro le macchine da stampa, perché il suo lavoro diventava lento, folle, inutile. I caratteri mobili avevano dato una spinta alla divulgazione delle idee, il mondo doveva apparire sull’orlo di una crisi epocale: a Venezia Aldo Manunzio (1449-1515) fondò la prima tipografia italiana e per tutto il 700 vi si stampava la metà dei libri prodotti in Italia. Non si pubblicava tutto, ovviamente: i costi erano ancora altissimi, i libri erano un bene di lusso, la conoscenza era per pochi, sia la sua fruizione, sia la sua produzione. Ed intanto compare la prima lista nera dei libri proibiti.
Passano secoli… compare l’informatica dai sogni di Turing: arrivano le prime stampanti ad aghi. Il suono quasi alieno di quelle macchine all’opera, che iniziano a produrre “istantaneamente” nella materia un’idea, a concretizzare una storia sotto forma di un bene tangibile. Stampanti a getto d’inchiostro, laser… I processori accelerano i loro battiti, aumenta lo spazio nei dischi fissi, in maniera esponenziale. L’editoria si moltiplica, il tutto durante l’arco di una vita umana.
Ed arriviamo ad oggi. Chi aveva dei privilegi a pubblicare un libro si infuria contro l’auto pubblicazione perché i suoi costi sono addirittura inferiori al prezzo finale del libro, se stampato attraverso una casa editrice ufficiale. Lulù, ilmiolibro, blurb, sono solo alcune delle isole felici in un cui un uomo può scrivere le sue idee, ed in pochi click, pubblicare in forma cartacea il suo libro.
Adesso ascoltatemi, lettori… È solo la tecnica che è cambiata, o si tratta anche e soprattutto di un cambiamento di vedute, di una rivoluzione dei costumi, di un mutamento epocale? Capisco le preoccupazioni delle case editrici ufficiali, così come capisco la rabbia dell’amanuense.
Sicuramente si troveranno in circolazioni dei libri che MAI sarebbero stati pubblicati prima di oggi, veri e propri idoli alla cattiva scrittura. Ma si troveranno ANCHE libri che trattano temi scottanti, libri che incorrerebbero in censure preventive, libri che parlano un linguaggio che l’uomo moderno sembra essersi scordato: la sincerità, l’onestà intellettuale che ogni Uomo dovrebbe indossare come una veste magica contro i vizi del mondo. Libri scomodi che infurieranno nell’umanità, alterando le nostre idee, cambiando i comportamenti. La reazione a questo mutamento? Lo sgomento o l’innamoramento, il rifiuto o l’accettazione. Sono tempi difficili, ma è mai esistito un tempo “facile” per l’umanità?
Copiamo, condividiamo, rubiamo all’altro le sue IDEE: è anche merito nostro se le ha potuto sviluppare, merito di quella cultura contemporanea di cui siamo attori e spettatori. E non sentiamoci derubati se qualcuno sviluppa un tuo romanzo, un tuo racconto: non era tua neanche quello, in fin dei conti… La scintilla vitale: quella era tua… Quella inesprimibile essenza che è la tua vita puoi usarla al meglio o non usarla affatto.
E quando un libro manifesta questa magnifica volontà, allora hai nelle mani un piccolo tesoro.

Tommaso Guzzo

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BLUES

Pubblicato: 18 gennaio 2010 da novocainamagazine in ARTE, POESIA
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Eccomi qua,
di nuovo…
strane sensazioni
e
chiare voglie
mentre il vecchio negro suona il blues.
Quanta gente…
Visti dall’alto
sembrano piccole,
frenetiche, formiche.
Strane sensazioni,
chiare, invece,
troppo chiare le voglie.
Rosa Rossa e Stella Nera,
abbracciano il destino,
finzione di una scelta.
Bevono e pensano,
fino a star male.
Bevono e pensano,
mentre il vecchio negro,
suona ancora il blues.
“Il Mostro”
FROM: NOVOCAINA

Keith Thompson

Pubblicato: 14 gennaio 2010 da novocainamagazine in ARTE
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ROMA – Domani nella Sala delle Conferenze della Camera dei Deputati di Palazzo Marini ci sarà a Roma il quarto appuntamento di Capitale Digitale, un ciclo di incontri promossi da Telecom Italia, Fondazione Romaeuropa, Comune di Roma e Wired per fare il punto sugli aspetti della cultura digitale insieme a esponenti di livello internazionale provenienti da settori ed esperienze differenti… continua…

Daikichi Amano

Pubblicato: 9 dicembre 2009 da novocainamagazine in ARTE, FOTOGRAFIA, PERSONAGGI
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Si chiama Daikichi Amano, è ossessionato dalla fusione di donna ed animale marino e quando parla di sé stesso si definisce la reincarnazione moderna del celebre pittore giapponese Katsushika Hokusai .

Alcune immagini:

LE CASE DISCOGRAFICHE, ACCUSATE DI PIRATERIA, DOVRANNO RISARCIRE GLI ARTISTI PER 6 MILIARDI DI DOLLARI

Mentre le major trascinano in tribunale gli utenti di BitTorrent per violazione dei diritti sul copyright, sono loro stesse ad essere citate in giudizio da un’associazione di artisti esattamente per lo stesso reato. Warner, Sony BMG, EMI e Universal dovranno rispondere fino a 6 miliardi di dollari di danni per aver piratato circa 300.000 brani.

Non è un segreto che le maggiori etichette discografiche usino due pesi e due misure quando si tratta di diritti d’autore. Da una parte cercano di mettere gli operatori dei siti BitTorrent in carcere e di rovinare la vita di madri e studenti chiedendo centinaia di migliaia di dollari in multe, e dall’altra vendono CD contenenti musica per i quali non hanno ottenuto il permesso dagli autori.

In passato abbiamo assistito a diverse contese tra gli artisti e le etichette per questioni di copyright. Solo pochi mesi fa uno dei più acclamati artisti dell’America Latina, Alejandro Fernández, ha chiesto l’intervento della polizia in un ufficio della Sony Music per confiscare oltre 6.000 CD che l’etichetta aveva rifiutato di ritornare, e questa è solo la punta di un iceberg.

Le etichette hanno preso l’abitudine di utilizzare le canzoni da una grande varietà di artisti per i CD di compilation, senza garantirne i diritti. Utilizzano la registrazione prendendone nota in “una lista di attesa”, in modo da poter affrontare la questione in un secondo momento. Questa pratica è in corso dal 1980 e da allora l’elenco dei brani non retribuito e le violazioni del copyright è cresciuto a 300.000 casi.

Stanchi di questa “pirateria delle etichette”, un gruppo di artisti ha depositato una class action in Canada nei confronti di quattro importanti case discografiche collegate alla CRIA, l’equivalente locale della RIAA. Nel mese di ottobre dello scorso anno Warner Music, Sony BMG Music, EMI Music e Universal Music sono state citate in giudizio per l’uso illegale di migliaia di brani e al momento la causa è ancora in corso.

Come e perché questa flagrante violazione del copyright possa andare avanti per anni è un mistero, ma questa condotta scorretta dei due pesi e due misure sembra sia stata recepita.  “Questo comportamento delle case discografiche è aggravato dal loro approccio rigoroso ed incessante quando si tratta dei loro interessi nei confronti dei consumatori,” sostengono gli artisti nella loro domanda di risarcimento danni.

La causa è ancora in corso, ma le etichette hanno già ammesso di dovere almeno 50 milioni di dollari per aver violato i diritti degli artisti, e questa cifra potrebbe crescere fino a 6 miliardi. Allora, chi sono i veri pirati qui?

FONTE: http://torrentfreak.com/

Traduzione di Willoworld

Sabato 28 novembre 2009 sarà celebrato il Party dedicato a Creative Commons Italia ed organizzato dal Centro Nexa su Internet e Società del Politecnico di Torino. Il Party si aprirà alle ore 20:00 presso il Cafè Liber, in Corso Vercelli n. 2 (angolo Lungo Dora Napoli), Torino, con un aperitivo accompaganto da dj set. Successivamente, alcuni artisti emrgenti si esibiranno sotto la direzione di Mao, affermato artista torinese. Infine la serata si concluderà nella sala dance. L’ingresso è gratuito per i possessori della tessera ARCI ed è ridotto (con consumazione) per tutti gli altri.

Il Party permetterà a tutti gli appassionati di Creative Commons di confrontarsi sui temi delle licenze libere e di condividere le proprie esperienze, nonchè a chiunque vi fosse interessato di accostarsi a questo progetto.

Il Party rappresenterà, in particolare, l’occasione per concludere CCIT2009, vale a dire la sessione dedicata ai risultati raggiunti ed ai progetti intrapresi da Creative Commons Italia che avrà luogo nel corso della Conferenza Annuale del Centro Nexa, in programma presso l’Aula Magna del Politecnico al Lingotto, in via Nizza, dalle ore 10 alle ore 18 dello stesso 28 novembre (ulteriori informazioni sulla Conferenza sono disponibili sul sito del Centro). Il Centro Nexa, infatti, coordina in Italia il progetto Creative Commons, nato nel 2001 alla Stanford University su iniziativa del Prof. Lawrence Lessig.

Per ulteriri informazioni e contatti è possibile rivolgersi ad Anna Piccitto (anna.piccitto@polito.it), responsabile Ufficio Stampa del Centro Nexa.

FONTE: http://creativecommons.it

A cuore aperto

Pubblicato: 8 novembre 2009 da novocainamagazine in ARTE, NARRATIVA
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L’apertura palpita.
Una grossa ferita come occhio si lascia notare,

 

Da quanto tempo è li?

Ripulita dalle pause da me stessa, e nei brevi momenti di luce.

Verrebbe voglia di coprirla o ricucirla, ma la posizione ed il suo ricordo hanno reso ormai possibile l’anomala geografia del cuore.

Chiudere gli occhi ma ricordandosi del respiro, del getto fresco di un bacio, la pressione leggera di una carezza.

Compiere salti nel buio, l’agile anima sollevarsi dagli inganni, sfumare dal rosso sangue al blu cobalto di un nuovo cielo.

Strapparsi con un taglio preciso dallo ieri per riaprirsi all’oggi, quello che è stato ormai chiuso, dietro una finestra, dentro una casa, che odora di un niente dimenticato.

L’amore si scopre un punto di vista, che non chiede contorti pensieri, giace spoglio, insegna senza avere, ti riempie nell’ovunque.

Questo corpo così piccolo, diviene cucchiaino per assaggiarne i sapori,
destinato a riempirsi per poi svuotarsi.

Uno slancio improvviso, magari solo un passo che ignora le distanze,
si cade ma ondeggiando verso l’incontro con un unico pensiero che tace.

Rinasci innamorato senza averlo mai toccato, con la semplice attenzione di una curiosità mai sazia, sorriderti tra i movimenti delle mani che sfiorano volubili l’aria che nell’ora soffia,
su un cuore che pur aperto,
non marcisce.

L’amore non è un mistero, ti conserva in un luogo dove la verità ha solo un giorno,
un punto di vista tra rosso sangue e un pensiero blu cobalto a guardarti dal cielo.

Si pensa a questo, e il cuore è salvo, l’amore resta e la sola guerra da fare è quella con se stessi,

sorridendo ancora,

concedendoci un po’ di luce,

nel grande buio che trabocca.


Testo: Miriam Carnimeo
Elaborazione grafica: Charles Huxley

«Muovi quelle gambe!» disse l’uomo senza capelli.
«Lo sto facendo, maledizione!» rispose il giovane, mentre cercava di evitare i fendenti del maestro.
«Solo quelle possono salvarti» aggiunse l’uomo disarmando alfine il suo allievo.
Tzadik si afferrò le ginocchia e provò a riprendere fiato. La sua spada di legno giaceva a qualche passo di distanza, sprofondata nell’alta erba delle piane. Riusciva a percepire lo sguardo di Nicon sopra di lui.
«Stai migliorando, ma non abbastanza…»
«Non è vero. Tre stagioni fa non riuscivo neanche ad impugnare una spada, mentre adesso…»
«Adesso la tieni in pugno, per pochi istanti» terminò per lui l’uomo calvo.
Il giovane avvertì la tentazione di abbandonarsi allo sconforto. Era una trappola del maestro, lo sapeva. L’addestramento non si limitava ad affinare le abilità fisiche dell’allievo, ma anche quelle psicologiche. Le lezioni finivano spesso con un litigio o con un pianto. Nicon era abilissimo a farti arrabbiare. Si stupì del fatto che nessuno aveva mai perso la testa al punto da volerlo uccidere, o forse qualcuno ci aveva anche provato, pagandone ovviamente le conseguenze… continua…

Nico si imbarca su Novocaina… Benvenuto!

Pubblicato: 5 novembre 2009 da novocainamagazine in ARTE
Ancora un folle viene imbarcato a forza di rum su questo galeone di svitati!
Si chiama Nico e con l’arte grafica ci sa proprio fare…
Date un’occhiata al suo portfolio “PAROLE QUADRATE”
Ciao a tutti,

mi chiamo niccolò, nome in codice CreativaMente:)

Amo da sempre tutto quello che è espressione, creatività, follia e creatività. Sono cresciuto con la passione per la comunicazione, per la grafica, per la fotografia e per tutto quello che esprime qualcosa, siano pensieri profondi, idee, concetti, colori, sogni e perchè no anche cose semplici o cazzate:)
Il desiderio di realizzarmi nel campo “dell’arte digitale”, è cresciuto sempre di più fino a diventare una necessità, un modo per esprimere tutto il mondo contorto che è dentro di me e che non sempre riesco a esprimere con le parole.
Sto cercando di crescere in tutto questo, grazie all’aiuto di tante persone che mi sono vicine, senza le quali sarebbe impossibile imparare, studiare e semplicemente trovare un senso a tutto questo.
Rimane un vuoto però, quello del confronto con le persone, niente cose chic, voglio solo che le mie immagini piacciano alla persone, quelle vere semplci e folli, voglio solo (e so che non è poco) suscitare emozioni.

Per questo mi fa molto piacere l’idea di entrare a far parte di questo blog molto, come dire, intrigante ed originale! Spero di trovare confronti, pareri, critiche e qualsiasi altra cosa anche negativa, a patto solo che sia costruttiva. Non ho ancora uno stile definito al 100% per cui mi scuso se le immagini sembreranno troppo varie e diverse l’una dall’altra, però sto crescendo e imparando da tutto quello che mi piace e mi incuriosisce, il che porta molto spesso a un grande insieme di stili, trattamenti e cosi via. Ringrazio i gestori del blog per questa occasione e voi tutti per il tempo perso a leggere questa mal scritta presentazione e per ogni cosa vogliate scrivermi.

http://novocainamagazine.blogspot.com/

É un fredda mattinata di gennaio al DC Metro Station di Washington. Un costante fluire di carne umana percorre i lunghi corridoi della metropolitana, illuminata asetticamente dai neon. È il plasma vitale di un assurdo sistema che ci vuole produttivi e consenzienti. Il brontolio sommesso di migliaia di zampette calzate di pelle o di gomma, è interrotto improvvisamente dal suono dolce e pungente di un violino.
Il violinista suona sei pezzi di Bach per circa quarantacinque minuti. Durante questo periodo più di duemila persone attraversano la stazione, involucri di energie sedate, trascinati quotidianamente ai loro posti di lavoro da invisibili fili. È l’assurda danza del bel mondo…
Dopo tre minuti un uomo di mezza età nota il musicista suonare. Come rapito per un attimo dalla vibrazione di quelle corde, l’uomo rallenta, si ferma per alcuni secondi e poi si affretta a tornare sulla sua strada.
Quattro minuti più tardi il violinista riceve il suo primo dollaro: una donna gli getta i soldi nel cappello e, senza fermarsi, continua a camminare. È forse un gesto istintivo, dettato dal suo inconscio?
Poco dopo un giovane si appoggia al muro ad ascoltare la musica, indeciso se farsi catturare o ritornare sui suoi passi. Guarda l’orologio e l’inganno lo sorprende nuovamente. Si allontana veloce accompagnato da un fraseggio di Bach.
Dieci minuti più tardi un bimbo di appena tre anni si ferma, ma la madre lo trascina via di fretta. Il ragazzo punta i piedi per poter guardare il violinista più da vicino, lui che non é attaccato ad alcun filo ma è appendice di una madre impegnata. Lei lo spinge, intimandogli di camminare, e lui non può fare altro che ubbidirle, ma continua a girare la testa in direzione di quella melodia, fino a quando la folla non gli sottrae alla vista le abili dita del musicista. Nell’arco della performance questo episodio si ripete molte altre volte con altrettanti bambini, ed ogni genitore, senza alcuna eccezione, trascina via di forza il proprio figlio.
Sono passati quarantacinque minuti e il musicista continua a suonare. Solamente sei persone si sono fermate ad ascoltarlo per un breve periodo. Una ventina gli ha dato dei soldi senza però fermarsi. L’uomo ha raccolto un totale di trentadue dollari.
Quando finisce di suonare nessuno lo nota. Nessuno applaude, né vi é alcun riconoscimento. Lo zampettio degli insetti riprende possesso dell’etere del corridoio.
Nessuno lo sa, ma quel violinista è Joshua Bell, uno dei più grandi musicisti al mondo. Durante quell’ora scarsa ha suonato uno dei pezzi più complessi che sia mai stato composto, con un violino del valore di tre milioni e mezzo di dollari. Due giorni prima Joshua Bell ha fatto il tutto esaurito in un teatro di Boston, dove i posti costano in media cento dollari.
Allora c’è da chiedersi, se non riusciamo a ritagliarci un momento per fermarci ed ascoltare uno dei migliori musicisti del mondo che suona gratuitamente alcune delle musiche più belle mai scritte, con uno degli strumenti più pregiati mai realizzati, quante altre cose meravigliose della nostra quotidianità ci facciamo mancare?

FINE

Questo episodio é realmente accaduto e ho deciso di costruirci sopra una piccola storia, come ho giá usato fare in passato. Il progetto l’ho chiamato “L’Orfanotrofio delle storie”, ovvero il riproporre episodi di vita o eventi con un nuovo abito.

Joshua Bell che suona in incognito alla stazione della metropolitana fu un evento organizzato dal Washington Post come parte di un esperimento sociale sulla percezione, il gusto e le priorità della gente.

Le questioni sollevate:

– In un ambiente affollato durante un’ora inopportuna, riusciamo a percepire la bellezza?

– Riusciamo a fermarci per apprezzarla?

– In un contesto inaspettato, riusciamo a riconoscere il talento?

FONTE: http://bitsofwisdom.org/2009/10/21/interesting/perception/

 

L’ORFANOTROFIO DELLE STORIE

lorfanotrofio-delle-storie

Se durante la vostra navigazione vi capitasse di imbattervi in una storia senza autore, anche magari solo una parabola di poche frasi, provate ad adottarla. Cucite addosso alla trama una nuova storia, arricchendola di particolari, dandole un nuovo nome, cambiando i personaggi, stravolgendola insomma. Può rivelarsi un esercizio davvero gratificante.

Come al solito, se vi va di pubblicare i vostri lavori, segnalateli a Willoworld (info@willoworld.net) che è sempre pronto a dare disponibilità di spazio ai suoi lettori. Potete anche semplicemente segnalare una storia anonima all’Orfanotrofio delle Storie. Ci penseranno poi gli autori di Willoworld a darle un nome e la dignità che si merita.

www.willoworld.net

Charles In Deviant

Pubblicato: 29 ottobre 2009 da novocainamagazine in ARTE
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Segnaliamo l’entrata del vecchio Charles Huxley nalla community di deviant art…
Fatevi un giro trai i suoi incubi, serpenti e belle donne…

Willo

Continuano le collaborazioni di Willoworld e le intrusioni dentro le pagine più creative delle rete italiana. Siamo i saltimbanchi dell’etere, sempre pronti ad ospitare chi ha voglia di esprimersi, comunicare, gridare, ridere e ballare. È la volta di Tooklife, un sito davvero interessante che oggi ha proposto uno dei miei racconti: l’Anello. Andatelo a leggere o a rileggere.

Un nuovo racconto dei miei è apparso anche recentemente su Factory 77, altra stazione di menti creative. S’intitola Il Tempo per Amare e potete scaricarvelo e votarlo a questa pagina.

Novocaina entra prepotentemente nel blog dei Silenti per segnalare quotidianamente le follie del freschissimo magazine borderline. Gli stessi Silenti si affacceranno di rimando sulle pagine di Novocaina, perché questa è la rete e più è intricata e più ci piace!

La community di Rivoluzione Creativa ha raggiunto i 24 membri. Si scrive, si crea, si commenta cercando sempre di ispirarci a vicenda. Il connubio Bruno-Giulia , ad esempio, è davvero esplosivo!

Qualcuno (anzi, probabilmente nessuno;) avrà notato che lunedì scorso il Corriere di Willoworld non è uscito, questo perché ho notato che l’e-nzine non veniva più scaricata. Il progetto presentava le opere di Rivoluzione Creativa in cartaceo, con lo scopo di promuovere gli autori. Poco male. Ho in mente invece delle nuove pubblicazioni digitali a tema. Stay tuned!

Infine Limbo. Domani uscirà un nuovo videoracconto di 101 Parole. La saga cyber-fantasy illustrata da Charles Huxley continua… Non perdetevelo!

GM Willo – www.willoworld.net

L'attillato

Illustrazione di Giulia Tesoro – Altri lavori

L’ATTILLATO
di Bruno Magnolfi

L’angoscia si era diffusa dentro di me giorno dopo giorno. Senza neanche sapere perché, mi ritrovavo a tremare, a stringere le ginocchia tra le braccia, a mettermi le mani dentro ai capelli, certe volte anche a piangere. Spesso desideravo con tutto me stesso che arrivasse qualcuno o qualcosa ad interrompere una situazione così negativa, anche se sentivo nel profondo che era impossibile. A volte facevo un giro a caso con la mia macchina e mi sembrava incredibile che ancora si costruissero case, strade, palazzi, sterminate periferie incolori dove la gente perdeva qualsiasi identità. I vestiti attillati mi erano sempre piaciuti, le pieghe e le grinze mi pareva deturpassero il corpo, dovevano essere addosso nel numero minore possibile, e piccole. La stoffa di troppo attorno alla pelle era qualcosa che rovinava l’estetica della persona, ne cambiava qualsiasi connotato, andava evitata. Qualcuno mi disse che dovevo conoscere gente, scambiare le idee, confrontare i pensieri con quelli di altri, così entrai dentro ai bar della zona cercando di essere un po’ spiritoso per attaccare bottone con qualche soggetto che si giocava la briscola o segnava i punti al biliardo, ma non legai con nessuno, e un paio di persone mi dissero di levarmi dai piedi. Non ci credevo, non credevo più a nulla, mi pareva tutta una fregatura continua, mi rendevo conto che nessuno aveva bisogno di me. Giravo per strada e vedevo persone che erano più corazzate di me, e quindi stavano bene. Spesso, con il mio abbigliamento attillato, io mi sentivo più nudo degli altri. Non avrei potuto cambiare i calzoni con un paio meno stretti, non era per me, non sarei stato lo stesso: alla mia identità ci tenevo. Quando mi misi con quel gruppo di persone completamente fuori di testa, lo feci perché mi sembrarono subito pieni di tanto entusiasmo, ma soprattutto perché non mi chiesero niente. Mi chiamavano, a volte, ci si ritrovava in luoghi improbabili, spesso c’era anche gente che non conoscevo, che non c’era la volta passata, e mi offrivano qualcosa da bere, dei panini imbottiti, erano tutti cortesi e parlavano, qualche volta parlavano anche con me. Ci si sistemava sull’erba, a volte seduti sopra le pietre, e poi si guardava il tramonto. Infine si tornava alle macchine e via, ognuno per sé. Una volta dissi a qualcuno che avevo iniziato a guardarlo anche da solo il tramonto, ma quello si arrabbiò, fece un mezzo casino, alla fine andò a dirlo anche al capo, un tipo che faceva il discorso per tutti, e quello venne da me, scuro in faccia come la notte, e mi disse che non dovevo tornare. Non capii dove avevo sbagliato, però fui contento lo stesso: avevo detto la mia, non ero stato del tutto a quello stupido gioco; e poi quella gente portava mantelli, giacconi, tuniche, tutti vestiti larghi e pieni di grinze e di pieghe, non avrei potuto andarci d’accordo parecchio, anzi forse era troppo anche quel poco di tempo che era appena trascorso. Me ne andai, e questo fu tutto.

Bruno Magnolfi – 19 agosto 2009 – Altri Lavori

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FONTE: RIVOLUZIONE CREATIVA