Archivio per la categoria ‘PENSIERO’

La prima cosa che voglio capiate, se davvero intendete svegliarvi, è che non volete svegliarvi. Il primo passo verso il risveglio è essere sufficientemente sinceri da ammettere di fronte a se stessi che non è piacevole. Voi non volete essere felici. Che ne dite di sottoporvi a un piccolo test? Proviamo: ci vorrà un minuto esatto. Potete chiudere gli occhi, mentre lo fate, oppure potete tenerli aperti: non ha grande importanza. Pensate aqualcuno che amate molto, qualcuno a cui siete vicini, qualcuno che vi è prezioso, e provate a dire a quella persona, nella vostra mente: «Preferisco la felicità a te». Osservate quel che accade. «Preferisco la felicità a te. Se dovessi scegliere, non avrei dubbi: sceglierei la felicità». Quanti di voi si sono sentiti egoisti, pronunciando questa frase? Molti, a quanto pare. Capite fino a che punto siamo stati sottoposti a un lavaggio del cervello? Il risultato è che ci costringono a chiederci: «Come ho potuto essere tantoegoista?». Ma pensate a un attimo a chi è veramente egoista. Immaginatevi qualcuno che venga a dire a voi: «Come hai potuto essere tanto egoista da anteporre la tua felicità a me?». Non vi verrebbe forse da rispondere: «Scusa tanto, ma come puoi tu essere tanto egoista da pretendere che anteponga te alla mia felicità!?». Una donna mi disse una volta che, quando lei era bambina, un suo cugino gesuita aveva organizzato un ritiro nella chiesa gesuita di Milwaukee. Egli apriva ogni incontro con le parole: «La prova dell’amore è il sacrificio; la misura dell’amore è l’altruismo». Splendido! Le chiesi: «Vorresti che io ti amassi a costo della mia felicità?» «Sì» rispose lei. Non è una situazione deliziosa? Non sarebbe meraviglioso? Lei amerebbe me a costo della sua felicità, e io amerei lei a costo della mia felicità. E così, avremmo due persone infelici, ma viva l’amore!

Anthony De Mello

Immagine di Willoclick 

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LA FAVOLA DEI DUE LUPI

Pubblicato: 14 febbraio 2012 da Willoworld in PENSIERO, RELIGIONE, RIFLESSIONI
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Si narra di un vecchio Cherokee seduto davanti al tramonto con suo nipote:
“Nonno, perché gli uomini combattono?”.
Il vecchio parlò con voce calma.
“Ogni uomo, prima o poi, è chiamato a farlo. Per ogni uomo c’è sempre una battaglia che aspetta di essere combattuta, da vincere o da perdere. Perché lo scontro più feroce è quello che avviene fra i due lupi”.
“Quali lupi nonno?”.
“Quelli che ogni uomo porta dentro di sé. Ci sono due lupi in ognuno di noi. Uno è cattivo e vive di odio, gelosia, invidia, risentimento, falso orgoglio, bugie, egoismo. L’altro è il lupo buono. Vive di pace, amore, speranza, generosità, compassione, umiltà e fede”.
Il bambino rimase a pensare un istante a quello che il nonno gli aveva appena raccontato. Poi diede voce alla sua curiosità e al suo pensiero:
“E quale lupo vince?”.
Il vecchio Cherokee si girò a guardarlo e rispose con occhi puliti:
“Quello che nutri di più”.

Foto di: http://www.flickr.com/photos/laenulfean/

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Dopo l’inchiesta del Pm Palazzi è giustificato pensare che lo scudetto assegnato all’Inter dal commissario straordinario Guido Rossi (ex consigliere e dirigente finanziario dell’Inter) sia da revocare.

Se è vero che le accuse portate dall’ inchiesta di Palazzi dovrebbero essere poi concretizzate in un tribunale è altrettanto vero che nello sport uno dei cardini fondamentali è l’etica sportiva e questa, dati alla mano, è stata abbondantemente aggirata dall’Inter ed è per questo che dovrebbe in primis restituire lo scudetto e in secondo luogo rinunciare alla prescrizione e difendere se stessa e Facchetti in un dibattimento di un tribunale.
Mi auguro che il 18 luglio, giorno che deciderà la sorte dello scudetto 2005-2006, vinca il buon senso a dispetto dei soliti compromessi italiani del salviamo il salvabile e che sia revocato lo scudetto all’Inter per non essere assegnato a nessuno.
Va anche detto che se le colpe dell’Inter e dei suoi dirigenti dovessero venire accertate oltre ogni ragionevole dubbio (le intercettazioni sono com pubbliche, basta cercarle, ascoltarle, per farsi una opinione…) questo non alleggerirebbe in alcun modo la posizione né della Juventus né di Moggi né delle altre squadre!

Saluti

Questa intervista, fatta per un blog satellite e mai pubblicata, racchiude in poche parole tutte le ragioni e le idee dietro Rivoluzione Creativa e gli altri progetti che porto avanti online. Per questo motivo la propongo oggi sulla pagina ufficiale di RC e gli altri miei blog. Buona lettura!

1. Chi é GM Willo?

Non posso definirmi davvero uno scrittore. Come dice Baricco, lo scrittore ha quella rara capacità di “portare a casa le parole”, ovvero riesce a metterle tutte al posto giusto. Io non ne sono capace. Ci provo ormai da diversi anni, ma credo di averne ancora di strada da fare. Questo non vuol dire che non ci riuscirò mai, ovviamente… Mi piace più definirmi un raccontastorie, un inventore di mondi, insomma un menestrello… e dato che il mio palcoscenico è quello della rete, l’appellativo di Menestrello Virtuale mi sembra calzi a pennello… (altro…)

Le teorie sul gioco di ruolo sono studi accademici e critici sul GdR come fenomeno sociale o artistico. Le teorie cercano di comprendere cosa siano i giochi di ruolo, come funzionino e come il metodo di gioco possa essere raffinato per migliorarne l’esperienza e produrre nuovi e più utili prodotti di gioco.

La prima riflessione critica organizzata sui giochi di ruolo e la relativa ricerca accademica dalla loro nascita nella metà degli anni 1970 fino alla fine degli anni ’80, puntava ad esaminare e confutare le prime polemiche nate in quel periodo attorno all’hobby. Probabilmente, il primo studio tecnico sull’argomento si è avuto con la pubblicazione di Shared Fantasies: Role Playing Games as Social Worlds di Gary Fine. Gary Gygax, co-ideatore dell’hobby insieme Dave Arneson, pubblicò due libri sulla sua filosofia del gioco di ruolo, Role Playing Mastery: Tips, Tactics and Strategies nel 1989, e Master of the Game nel 1990. (altro…)

Segui i link su Youtube per le altre parti.

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A CHE GIOCO GIOCHIAMO

Pubblicato: 15 aprile 2011 da Willoworld in FILOSOFIA, PENSIERO, RIFLESSIONI
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di Mondart

Ecco un metodo semplice e pratico per capire e dominare le dinamiche interattive della comunicazione verbale

E per una volta non parliamo di immagini e simboli, non di linguaggi preverbali e immaginario collettivo, ma proprio di comunicazione verbale: della cara, vecchia, tattile, concreta, ineludibile parola.
Ma anche qui le cose sono assai più complesse di quanto possa apparire a prima vista, anche qui le cose hanno molteplici sfumature e livelli di lettura, ed anche la comunicazione verbale non assomiglia affatto ad un indiscutibile monolite assiomatico di chiara ed univoca lettura, quanto piuttosto ad un labirinto di possibili interazioni ed interpretazioni che possono sia aprire la strada alla vastità del linguaggio poetico, come nascondere tranelli comunicativi anche nella più banale delle affermazioni.

Questo sostanzialmente per due motivi, da cercare uno all’ “interno” dello strumento stesso, e l’ altro all’ “esterno”, ossia nell’ interazione intercorrente tra i due interlocutori.
1 – interno ) Una parola ha sempre una “densità” di significati che oltrepassa il semplice significante. ( concetto studiato e descritto sostanzialmente dalla semantica di De Saussure e dalla psicanalisi Freudiana )
2 – esterno ) Anche essendo in 2 soli interlocutori, esistono ben 9 possibili modalità di interazione dialettica tra di essi, di cui solo tre saranno comunicativamente efficaci, mentre le altre 6 tenderanno a stabilire dei “giochi erronei”. ( concetto esposto nell’ Analisi Transazionale di Eric Berne, nella foto ). (altro…)

Padre, perdonali, perché non sanno quel che fanno…

…diceva un vecchio demone come me… ma il perdono non l’avranno, neanche nel caso ci fosse per davvero un Padre. Di chi parlo? Di Loro, pronome personale utilizzato per indicare quella schiera di egregi signori che manipolano i più deboli per fare i loro porci comodi. Politici corrotti e guerrafondai, miopi finanzieri, giornalisti bugiardi, avidi imprenditori, ecclesiastici accecati dal dogma, uomini ambiziosi votati al dio Denaro, facce schiave della vanità che vendono quotidianamente la propria anima per apparire sulle copertine dei giornaletti. E insieme a loro tutti quelli che li seguono, che li idolatrano, che muoiono di gelosia nei loro confronti, che li difendono e li sostengono, e anche coloro che li odiano. Perché è arrivata l’ora di smetterla con tutto quest’odio! (altro…)

VITA DOPO LA MORTE

Pubblicato: 7 marzo 2011 da Willoworld in FILOSOFIA, PENSIERO, RIFLESSIONI
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Quando affermo che la vita termina con la morte, dissentono da me i cristiani e gli ebrei, i quali credono a una vita dopo la morte. Ma su di un punto mi danno ragione: anche se si crede alla vita dopo la morte, non si tratta certo di un viaggio organizzato in un paese ignoto pagato in anticipo. Non si tratta affatto di un viaggio di piacere. C’è una vita dopo la morte sole se accade qualcosa già qui, nella nostra vita, che ci consenta di prendere parte a quel tipo di vita descritto dalle diverse religioni.

In sostanza, non dipende dal credere o meno in determinate affermazioni o dogmi religiosi su una vita dopo la morte, perché in ogni caso dovremo affrontare seriamente il problema della morte e non ci sarà consentito tentare di mascherarlo di sfuggirgli.

Erich Fromm – Problemi dell’invecchiamento

Immagine di: http://www.flickr.com/photos/familymwr/

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AMORE E LIBERTÀ

Pubblicato: 24 febbraio 2011 da Willoworld in FILOSOFIA, PENSIERO
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Liebe, amore, ha la stessa radice di Lob, lode, apprezzamento, ma anche di Freude, gioia, e Freiheit, libertà. Queste parole esprimono un’esperienza, un complesso di esperienze. Non c’è amore che non sia accompagnato anche da gioia, libertà e apprezzamento.

C’è un’antica canzone popolare francese che recita “L’amour est l’enfant de la liberté”, l’amore è figlio della libertà. In questa canzone amore e libertà aono accomunati. Oggi questo rapporto intimo, profondissimo tra amore e libertà viene completamente misconosciuto. La maggior parte degli uomini hanno paura di perdere la libertà amando, e non riescono a credere che l’amore rappresenti allo stesso tempo il più grande potenziamento della libertà.

Erich Fromm – Leggi altri pensieri

Immagine di Lord Khan: http://www.flickr.com/photos/lordkhan/

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TIPI UMANI

Pubblicato: 15 febbraio 2011 da Willoworld in FILOSOFIA, PENSIERO
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Tutto é diventato business, ogni cosa deve funzionare ed essere utilizzabile. Non esiste un sentimento di identitá: esiste un vuoto interiore. Non si hanno convinzioni né scopi autentici. Il carattere mercantile é l’essere umano completamente alienato, privo di qualunque altro interesse che non sia quello di manipolare e di funzionare.

É proprio questo il tipo umano conforme ai bisogni sociali. Si puó dire che la maggior parte degli uomini diventano come la societá desidera che essi siano per avere successo. La societá fabbrica tipi umani cosí come fabbrica tipi di scarpe o di vestiti o di automobili: merci di cui esiste una domanda. E giá da bambino l’uomo impara quale sia il tipo piú richiesto.

Erich Fromm – 1977

Immagine di Snedegar3: http://www.flickr.com/photos/edmondsonlifeimages/

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Sono esterrefatto. Davvero, non riesco a credere ai miei occhi. Eppure questi miei occhi hanno visto cose che voi umani… non pensate male, questa frase l’ho coniata molto prima del film di Ridley Scott. Non dimenticatevi che sono svariati secoli che sono a giro, io…

Comunque, vi stavo dicendo che non riesco a credere che, nonostante tutto quello che è stato detto, mostrato, fatto, voi umani continuiate a spingere a tavoletta sull’acceleratore. Lo sapete vero dove vi condurrà questa corsa sfrenata, no? Malgrado ciò, fate finta di nulla e andate avanti… Sfornate neonati come conigli, rosicchiando briciole del loro futuro. Come lo immaginate questo vostro mondo tra venti anni, o tra quaranta?
Che importa, si vive adesso, e poi le cose cambieranno, certo… si sistemeranno da sole…

Com’è possibile che siate ancora a rincorrere le false chimere del denaro e della popolarità? Come riuscite a dormire la notte sapendo che per ogni vostro giorno vissuto nell’incoerenza e nello spreco, ne spetterà uno di miseria per i vostri figli? Com’è che, con tutta la vostra creatività, non siete capaci di reinventarvi la vita?

Ma che sciocco che sono… si, anche i demoni come me possono illudersi, cadere nella trappola che i vostri signori vendono col nome di “speranza”. La speranza degli stolti, dico io… Le cose non si rimettono a posto da sole. Servono cambiamenti, sacrifici, evoluzioni. Serve dire Basta. Serve dire No. Siete ancora capaci di dire “No”, come ripetevate di continuo quando eravate dei bambini?

Oh, io adoro i bambini… è la parte di voi umani che preferisco. Il problema è che quando crescete vi trasformate, come il processo inverso della crisalide. Da splendide farfalle piene di colore e vitalità, vi tramutate in esseri privi di spina dorsale, capaci soltanto di strisciare. Vermi, ecco casa siete… E ve l’ho già detto più volte!!

E vabbè, non ci posso fare nulla. Tornerò al mio lavoro, mentre sono sicuro che voi tornerete al vostro folle auto annientamento. Anche per oggi mi sono sfogato… È un periodo strano, dev’essere il grigiore sopra la foresta, e il freddo che penetra attraverso le rocce umide della mia torre. Gor si è dimenticato anche oggi di accendere i fuochi, o forse lo ha fatto di proposito. Sta coltivando un sogno necrofilo. Vuole assaggiare la gelida carezza della dolce signora, ed ogni giorno mi sta dando un pretesto per esaudire questo suo macabro desiderio.

Ma d’altra parte cosa potrei aspettarmi da un essere umano deturpato come lui?

FONTE: Nekradamus.blogspot

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UN ERRORE CHIAMATO UOMO

Pubblicato: 30 gennaio 2011 da Willoworld in FILOSOFIA, PENSIERO
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Da una prospettiva biologica l’uomo è un fallimento perché non è capace, come invece la donna, di generare una nuova vita. Rispetto alla sua esperienza l’uomo si sente sterile; il fatto che il suo seme sia necessario per mettere al mondo un figlio è un sapere puramente teorico. All’atto pratico il bambino è in tutto e per tutto una creatura della madre, che gli dona la vita.

La maggior parte degli uomini rimuovono il desiderio di generare un figlio perché vogliono mantenere l’illusione della propria superiorità. Per tale motivo devono mettere a tacere il proprio sentimento di inferiorità biologica per mezzo del potere, dominando e sfruttando le donne e dimostrando a se stessi, giorno dopo giorno, di non essere inferiori.

Erich Fromm

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LA PAURA DELLA MORTE

Pubblicato: 20 gennaio 2011 da Willoworld in FILOSOFIA, PENSIERO, RIFLESSIONI
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C’è una differenza tra l’avere un forte desiderio di vivere o l’avere una terribile paura della morte. La paura della morte cresce insieme al sentimento di non aver vissuto nel modo giusto, di aver condotto una vita senza gioia e senza senso. Un uomo davvero vitale non ha paura della morte perché trova la sua identità nel proprio essere e nella propria attività interiore.

Invece tutte le persone che, come la maggior parte di coloro che vivono nella nostra cultura, si identificano con ciò che hanno (con i beni materiali che posseggono, con la loro posizione sociale, con il loro prestigio, il loro potere e così via), si riconoscono nel motto: “Io sono ciò che ho”. Il loro Sé è la somma di ciò che hanno; la loro preziosa proprietà è il loro io, la loro persona. In loro la paura della morte non è tanto quella di non vivere più, ma la paura di perdere la cosa più preziosa che posseggono, la loro persona.

Bisogna prendere in considerazione le manifestazioni della paura della morte e del morire tanto consce che inconsce [tra cui vanno annoverati la negazione della morte, l’illusione dell’immortalità e il desiderio necrofilo di morte].

Molti uomini hanno infatti una grande paura di morire e perciò considerano un tabù la morte – in particolare la propria morte – tanto che hanno paura di fare testamento. Per tale motivo spesso questo atteggiamento patologico viene razionalizzato a livello conscio affermando che “non bisogna sfidare la sorte”. In realtà in ciò si annida un atteggiamento superstizioso: certe cose spaventose non possono essere nominate, perché già solo questo potrebbe farle accadere. Ci sono casi di persone che si suicidano perché hanno un’enorme paura della morte.

Erich Fromm – La Volontà di Vivere

Leggi anche: Da che parte stai?

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DA CHE PARTE STAI?

Pubblicato: 4 gennaio 2011 da Willoworld in FILOSOFIA, PENSIERO, RIFLESSIONI
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La distruttività come compensazione della noia è tipica della modalità esistenziale dell’avere. La creatività è un elemento distintivo dell’orientamento dell’essere. Distruttività e creatività sono entrambe risposte possibili al bisogno di trascendenza.

Vogliamo trascendere la nostra natura di creature, il nostro essere creati da altri, e lo possiamo fare in due modi. Da una parte possiamo creare la vita; le donne possono farlo comunque per natura, mentre gli uomini, non generando per via biologica, possono compiere questo atto grazie alle idee o con ogni sorta di altri mezzi.

Noi possiamo trascendere la vita con la creazione. Creare è difficile, però, per una lunga serie di motivi; e se non riusciamo a trascendere la vita con la creazione, possiamo farlo con la distruzione. Distruggere la vita è trascenderla, quasi quanto crearla.

La distruttività è, per così dire, una potenzialità alternativa per l’uomo. Se non ce la facciamo a venire a capo della vita in modo creativo e a trascenderla, allora proviamo a trascenderla distruggendola. Nell’atto della distruzione noi ci rendiamo più forti della vita.

Erich Fromm – “Anima e Società”

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