Archivio per la categoria ‘PLCCT’

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Pubblicato: 15 febbraio 2010 da Willoworld in PLCCT
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Spara fucile, spara, che altro non sei che l’estensione d’acciaio del mio braccio, e per quanto cerchi di essere tutt’uno insieme a te, una comoda sensazione di distacco ci separa. Il mio dito fa solo il suo lavoro, il tuo grilletto è solo un ingranaggio, e anche la pallottola che esplode nel corpo del bersaglio altro non è che un oggetto innocuo, un gingillo di metallo e polvere nera. Tutte queste cose insieme danno esito a un evento di morte, ma è un risultato soggetto a troppe variabili, una catena infinita di comandi, responsabilità e conseguenze che, una volta davanti al fatto di sangue compiuto, perde significato. Le responsabilità si assottigliano. Le regole del sistema sussurrano le parole al politico che le rigira alla TV, vengono riprese poi dai miei diretti comandanti, che fanno la voce grossa per stemperare le mie emozioni. Il mio dito è il loro dito. Il grilletto del mio fucile reagisce all’occhio della cinepresa dell’ultimo telegiornale. La pallottola è l’indice del politico, e il sangue che sgorga dal petto squarciato del mio nemico è l’inchiostro con cui si stampa la moneta corrente. Ecco perché non oso abbassare la mira e voltare le spalle. È un gioco troppo più grande di me.

PICCOLE LETTURE CON CARNE DI CUORE TRITATA

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Pubblicato: 14 gennaio 2010 da Willoworld in PLCCT
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Sporgo la testa, mi affaccio, mi allungo cercando di afferrare il senso, il movimento di questo assurdo domino che, nonostante continui a far cadere pedine, nessuno vuole fermare. Sono un pezzo che sta al di fuori, l’osservatore del mondo in caduta, additato come l’estraneo, il folle, segregato dentro muri di mattoni e batuffoli di cotone, curioso avvicino l’occhio allo spioncino di un gioco di specchi, che riflette il vero e lo distorce, lo amplifica e a volte le rende ancora più vero.
Il segreto è nel rimanere immobili, ascoltare le voci e decidere placidi, ogni volta, ogni singolo istante, perchè la vita è proprio questo, una scelta continua. Non esistono compromessi, la scelta rimane scelta, mai una condanna. Il peggio che ti può capitare è cadere, ma tanto cadrai lo stesso e allora meglio cadere da soli che essere spinti a terra dal gioco del domino.

Altre Piccole Letture con Carne di Cuore Tritata

Foto di Erika Marshall: http://www.flickr.com/photos/erica_marshall/

Pochi minuti dopo aver dato alla luce questa “piccola lettura di carne di cuore tritata”, progetto di pensieri e parole che porto avanti ormai dalla scorasa estate, mi sono imbattuto nella storia di questo affascinante personaggio, Benedetto Spinoza. Le mie riflessioni si avvicinano in maniera a dir poco sorprendente con quelle del famoso filosofo ebreo vissuto a metà del diciassettesimo secolo. E siccome c’è chi dice che le coincidenze non esistono…

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Ciò che tu immagini esiste già e le cose in cui credi sono più reali di quelle che ti vengono raccontate.
Un pensiero che si evolve da un universo delimitato porta a conclusioni circoscritte. Quello libero e privo di confini, che si basa sulla percezione dell’infinito, si sotiene attraverso un equilibrio assoluto, determinato da infinite variabili, infinite possibilità, infinite realtà. Per questo motivo ciò che tu immmagini esiste già, e la morte è esattamente come tu te l’aspetti.

Benedetto Spinoza riteneva che esistesse una sola ed unica infinita e divina “sostanza”, che è insieme creatrice e creata, pensiero e materia, Dio e Natura. Questa “sostanza” è infinita quanto infinito è Dio, e perciò si può esprimere in infiniti aspetti differenti, “infiniti attributi”, per usare le parole del filosofo ebreo. Di questi “infiniti attributi” però, l’uomo può conoscerne solo due: il pensiero e l’estensione, ovvero le due “sostanze” di Cartesio. E da questi due attributi deriva un infinità di “modi”, che sono ciò che noi percepiamo immediatamente con le nostre facoltà intellettuali e sensoriali. I “modi del pensiero” sarebbero le nostre idee, l’atto di pensare e il ragionamento. I “modi dell’estensione” sono il nostro corpo, la terra, le montagne, gli alberi, ovvero la materia. Ma questi due “modi” non sono assolutamente separati, perché appartengono sempre a quell’unica infinita sostanza (Dio) che è insieme pensiero ed estensione.

Potrei a questo punto pensare che lo spirito di Benedetto Spinoza mi abbia fatto visita, in una piovosa giornata di fine decennio. O forse è stata solo l’ennesima bizzarra coincidenza.

Buon 2010!

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Pubblicato: 2 dicembre 2009 da Willoworld in PLCCT, RIFLESSIONI
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La paura di essere buoni è uno dei mali del nostro tempo.
Gira il vento e l’aquilone che si porta appresso, fa una virata strana, sembra sul punto di sfracellarsi su un platano, spogliato dagli umori novembrini, poi s’impenna d’improvviso, vola alto sopra le case, il filo si strappa ed è finalmente libero…
Abbandonarsi all’amore è un lusso, non una debolezza.
L’aquilone è solo e ha un po’ di paura ma non si lascia scoraggiare. Prosegue la sua avventura, mentre il vento soffia più forte e la tempesta s’avvicina. L’aquilone sa che la pioggia lo sbatterà sul duro asfalto, ma sa anche che quella è la fine più giusta per un aquilone libero.
Accettare di fare parte di qualcosa di grande è come chiudere gli occhi e saltare…
L’aquilone è solo un puntino nel cielo ormai. Le prime gocce cominciano a cadere, la carta si bagna ma lui resiste ancora. Un‘ultima virata prima che, appesantito dall’acqua, si lasci precipitare.
Amare è intrepido e bellissimo. È come volare senza filo.

PICCOLE LETTURE CON CARNE DI CUORE TRITATA

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Pubblicato: 25 novembre 2009 da Willoworld in PLCCT, RIFLESSIONI
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L’inganno lo puoi svelare soltanto facendo un passo di lato.
Il treno prosegue la sua corsa, lanciato a cento all’ora su un tracciato ciclico; la valle, il mare, le praterie, la città e poi di nuovo la valle. Non te ne accorgi che stai girando introno perché quando guardi dal finestrino il paesaggio sembra sempre cambiare. Non ti soffermi sui dettagli, che immancabilmente ritornano, uno dopo l’altro.
Con il treno in corsa fare un passo di lato significa abbandonarsi ad una caduta azzardata. Puoi trovare dell’erba soffice sulla quale rotolare, oppure speroni rocciosi sui quali sfracellarti. Eppure il gioco può valere la candela.
Ti rialzi tramortito, dolorante per le contusioni, polveroso ed arruffato. Osservi il treno che continua la sua corsa e finalmente ti soffermi sul paesaggio. C’è un edificio in lontananza, un vecchio fienile e la fattoria di un contadino. C’è anche un fuoco che arde. Te ne accorgi dal fumo che fuoriesce dal comignolo. Forse c’è anche un bicchiere di vino che ti aspetta…
Di quello buono.

PICCOLE LETTURE CON CARNE DI CUORE TRITATA

Foto di: http://www.flickr.com/photos/drumsnwhistles/

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Pubblicato: 12 agosto 2009 da Willoworld in PLCCT, RIFLESSIONI
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barca

Siamo in balia di un grande equivoco, intrappolati da catene etiche spuntate d’improvviso sotto i nostri piedi. Le abbiamo accettate e pensate giuste: il rispetto per gli altri, la tolleranza, i diritti umani, il bene, il male, la grande comunità globale. Abbassiamo il capo davanti a una legge della società e non riconosciamo più le leggi dell’uomo. Il condividere, ad esempio.
La percezione che si ha del primo mondo è quella di un mare piatto, una superficie oleosa su cui sciaguattano barche senza meta.
Ieri ho visto un marinaio che soffiava sulla sua vela. Qualcuno lo ha creduto pazzo, e gli ha tirato addosso pesci morti. Io mi sono appollaiato sull’albero maestro e l’ho guardato soffiare. Ho fatto due versi e poi me ne sono andato verso oceani più movimentati, laggiù dove gabbiani e pellicani combattono continuamente per un pugno di sardine. Laggiù dove il caos genera nuove storie.

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Pubblicato: 10 agosto 2009 da Willoworld in PLCCT, RIFLESSIONI
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wind

Non c’é inizio né fine. C’é solo un fluire infinito di storie meravigliose.
L’oscuritá é uno stato di apnea. Prima o poi finisce, e la luce rifluisce.
Dio é una parola di tre lettere. Il Male invece ce ne ha quattro. Non farti influenzare da termini cosí piccoli. Pensa a cose Meravigliosamente Mirabolanti.
Prima o poi arriva il tempo del distacco. Ogni uomo é solo prima di ritornare ad essere parte.
Tutto questo me lo ha detto il vento.
E voi, vi fidereste del vento?

PICCOLE LETTURE CON CARNE DI CUORE TRITATA

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Pubblicato: 8 agosto 2009 da Willoworld in PLCCT, RIFLESSIONI
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after show

L’unico elemento a nostra disposizione che ci permette di analizzare concetti quali l’infinito e l’eternitá é la nostra immaginazione. Potremo fare l’esempio di una retta su un foglio, impossibile da rappresentare nella sua interezza ma indicabile con una semplice linea che attraversa la pagina. Perció potremo pensare che questi due concetti non appartengono alla realtá, nonostante influenzino continuamente la nostra vita reale.
Perché l’uomo moderno é cosí impegnato a delimitare i confini tra la realtá e la fantasia, sminuendo l’importanza della seconda? Dato che entrambe fanno parte della sua vita, non sarebbe meglio per lui percepirle come esperienze di pari impatto emotivo?
Siamo quello che siamo e anche quello che immaginiamo di essere.

Illustrazione di Charles Huxley

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Pubblicato: 7 agosto 2009 da Willoworld in PLCCT, RIFLESSIONI
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negroni

Dio é di moda. Dio é assolutamente cool, tanto quanto il diavolo. Gesú e Lucifero se ne vanno a braccetto per le strade del centro a farsi un aperitivo al bar. Spelluzzicano salatini ordinando due negroni, si appoggiano al bancone e si mettono ben in mostra. Gesú ha gli occhiali da intellettuale, alla moda, con la montatura nera e squadrata. Lucifero ovviamente porta due lenti a specchio. Arrivano i negroni, alzano i bicchieri e fanno cin-cin. Brindano al loro successo. Best sellers mondiali nelle librerie e tanto sano rock’n’roll. Le azioni della Jesus & Luxifer non potrebbero andare meglio, nonostante la crisi.
– Che ti avevo detto Lou… Son passati duemila anni e siamo sempre sulla cresta dell’onda. –
– Hai sempre avuto un grande fiuto per gli affari, J. –
– Propongo un altro brindisi… A noi! –
– A noi! –
Il clangore dei bicchieri provó ad assordare una manciata di atei, gli ultimi rimasti. Ma i senza-dio furono lesti a tapparsi le orecchie. “Non ci avrete mai!” pensarono. Poi tornarono a contemplare il vuoto.

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Pubblicato: 5 agosto 2009 da Willoworld in PLCCT, RIFLESSIONI
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esserci

Puoi fare quello che vuoi. Puoi essere quello che desideri essere. Puoi dire quello che ti senti di dire. A me importa poco… A me quello che interessa é esserti accanto, ascoltarti, magari anche prendere uno schiaffo o un cazzotto, ma esserci, comunque. E l’unica cosa che voglio in cambio é che ci sia anche tu.
Esserci significa essere pronti a ricevere. Anche uno schiaffo puó trasformarsi in oro ed arricchirti. Ma se vorrai venire da me solo per dare, ti prego, non farlo. Lo scambio é l’essenza del rapporto. Le strade che ci uniscono devono essere sempre e solo a doppio senso di marcia.
Per questo motivo ti prego di tendermi le mani e di accettare queste mie parole. Se ti fanno male, fai come diceva mia nonna; mettile accanto al bene.

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Pubblicato: 4 agosto 2009 da Willoworld in PLCCT, RIFLESSIONI
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Connessioni

Connessioni. L’impegno é minimo; una chiamata, un messaggio, una e-mail, magari anche solo un pensiero. Connettendoci creiamo sempre un qualcosa. Provochiamo l’occasione per sviluppare un’idea, immortalare un momento, smuovere un’intenzione, o anche solamente dare luogo a uno scenario per scatenare una battuta… ridere. Il fritto misto dell’universo. Una risata in compagnia puó valere quanto un romanzo epico.
Non bisogna avere paura di connettersi. Non bisogna rimandare. Possiamo farlo subito, adesso, in questo stesso momento. Basta un click.
– Pronto ciao, come stai? –
– No, ma senti chi c’é!! –
– Non potevo fare finta di dimenticarmi di te… –
– Vecchio balordo che sei… ah, ah, ah! –
Il fritto misto dell’universo.

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PLCCT é un progetto incominciato durante le vacanze nei ritagli di tempo all’ombra del solleone. Si tratta di brevi interventi di blogging abbinati ad un immagine evocativa, veloci da leggere e assimilare. Sono esercizi di prosa, lampi di saggi, riflessi di storie, pura fantasia alla deriva, mischiata con una bella dose di carne di cuore tritata. Non vi preoccupate, la carne di cuore é roba buona. Son le cose vere, per capirci…

Questi post appariranno regolarmente sul blog dei Silenti e su Willoworld Homepage per tutto il mese di agosto. Poi si vedrá. Forse, come succede spesso, anche questo progetto mi condurrá verso qualcos’altro. Qualcosa di nuovo…

Il numero che dá il titolo ad ogni intervento rappresenta la data al minuto esatto in cui l’espressione é stata conclusa. Va letto all’incontrario, ovviamente!

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Pubblicato: 2 agosto 2009 da Willoworld in PLCCT, RIFLESSIONI
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Pescatori

Ho raccolto nel vento marino il ricordo di un’altra vita, passata a trascinare le reti lungo le coste di un continente sconosciuto. Laggiù vissi in semplicità, col sole che m’induriva la pelle e il sale sulle labbra. Laggiù conobbi una donna che si chiamava Rosa. Veniva al molo con un cestino pieno di frutta e una brocca di vino annacquato. Noi pescatori la salutavamo da lontano, mentre rientravamo col peschereccio. Prima di scaricare il pesce ci mettevamo attorno a lei e mangiavamo le pesche rosate del suo giardino e bevevamo di gusto. Rosa rideva insieme a noi, ci chiedeva un paio di mormore o di saraghi da portare a casa e noi le davamo sempre i pesci più grossi.
Mi chiedo che bisogno c’era di evolversi in questo modo, di complicarsi così la vita. Computer, cellulare, lettore mp3, balocchi già vecchi l’anno dopo. Il vento invece é sempre lo stesso. Non invecchia mai. E lo sento ancora, profumato di mare…

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Pubblicato: 1 agosto 2009 da Willoworld in PLCCT, RIFLESSIONI
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River

In un mondo in cui la normalità é diventata l’eccezione, e la mente dell’uomo moderno é intrappolata nell’assurdo inganno del bis-pensiero, galleggiare sul mare dell’ambiguità diventa l’unica vera alternativa. Pensare e non pensare. Dire e non dire. Fare e non fare. Tutto é giustificabile e niente é definitivo. Per ogni giullare esiste un maestrino. Per ogni vanesio vi é un geloso. Per ogni voce urlata nel vento c’é un bisbiglio che alimenta odio e intolleranza. Il fiume diventa pericoloso solo quando rischia di andare fuori dagli argini. Ognuno di noi rappresenta una corrente. Scontrandoci ci annulliamo, creando vortici, ingoiando foglie cadute. Ma una moltitudine di correnti lanciate nella medesima direzione creano la piena. Evitiamo di confluire. Corriamo insieme, evitando di rompere gli argini.