Archivio per la categoria ‘TECNOLOGIA’

di GM Willo

Ieri notte ho fatto un brutto sogno. Succede tutte le volte che mangio una pizza con il salamino piccante e i peperoni, e poi ci aggiungo anche l’olio al peperoncino perché quando la bocca mi prende fuoco mi piace da matti! Gli ingredienti aprono la porta di Oniria, il mondo dei sogni, ma il tema del viaggio ce lo mettono sempre le notizie in prima pagina, e ieri non si è fatto che parlare di pirateria informatica, di leggi repressive e di sistemi per controllare internet. E così, nella semioscurità della mia stanza da letto, ho chiuso gli occhi e i peperoni si sono messi a lavoro… (altro…)

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Conferenza del prof. Emilio Del Giudice, Fisico, ricercatore dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare e dell’International Institute of Biophysics di Neuss (Germania).
Roma, Camera dei Deputati, 28 febbraio 2008.
Tema: la ricerca scientifica sulle nuove armi, l’effetto Bridgman e la Fusione fredda.

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Purtroppo non credo che questo ultimo appello degli Adbusters riuscirà per davvero a fare implodere il social network più imponente del pianeta, ma è interessante notare come un nuovo e pandemico sentimento di antipatia verso Facebook stia maturando tra gli internauti. Non sono solo gli Adbuster a preannunciare, forse con un po’ di ingenuità, il collasso del colosso di Zuckerberg. Molti esperti in social network e social media sono abbastanza sicuri che nel giro di un paio di anni Facebook non dominerà più la rete.

Dal sito http://www.adbusters.org

Da quando Facebook è diventato un elemento indispensabile della nostra vita, c’è stato un crescente senso di presagio che qualcosa non andasse per il verso giusto, la premonizione che alla fine avremmo sentito il bisogno di rompere qualsiasi rapporto con il sito. (altro…)

L’avevamo annunciato un mese fa. Eccolo finalmente, il terzo capitolo di Peter Joseph, appena messo in rete. Per attivare i sottotitoli in italiano, guardatelo su youtube.

Potete anche guardarlo interamente a questo link.

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Sono ormai diversi mesi che giro su Ubuntu (Xubuntu sul mio vecchio laptop) e devo dire che Windows è ormai diventato un brutto ricordo. Nessun problema di spyware, virus, accensione superveloce, affidabilità, velocità… se si escludono alcuni piccoli problemi con gli hardware non supportati (ma ormai ve ne sono davvero pochi) il sistema operativo più semplice di Linux è l’alternativa migliore per chi vuole abbandonare Microsoft.

La nuova versione 10.04 Lucid Lynx ha sicuramente una marcia in più della precedente (nella versione Ubuntu, mentre quella light di Xubuntu, almeno sul mio laptop, dà qualche problema). Consiglio vivamente a tutti di provarlo in dual boot, cioè installarlo insieme a Windows e dargli un’occhiata senza compromettere nulla. Vi accorgerete subito della differenza.

Nel frattempo faremo finire l’estate e poi vedremo come si comporta questo attesissimo Chrome OS della Google. A me il browser Chrome piace molto; veloce e semplice. Il sistema operativo dovrebbe essere proprio così (7 secondi per l’accensione, non male vero?). L’altra cosa interessante del progetto Google è, almeno da quanto si dice, la sua applicabilità diretta con la rete. Chrome OS dovrebbe essere il sistema Operativo ideale per chi usa il computer prevalentemente per navigare su Internet. Direi proprio che mi calza a pennello!

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La decisione di Jason Rosenthal, nuovo amministratore della piattaforma NING per la creazione di social network, di tagliare il servizio gratuito creando delle tariffe agevolate per le piccole community (20 dollari l’anno recuperabili facilmente con gli ad-sense di Google) ha lasciato nel dubbio migliaia di utenti NING. Cosa fare? Cambiare piattaforma compromettendo un lavoro di mesi o addirittura anni, oppure sborsare questi miseri 20 dollari e accondiscendere al ricatto di Rosenthal? Anche io sono stato tra quelli che hanno dovuto prendere questa decisione, e non è stato facile.

La mia community Rivoluzione Creativa si occupa di creatività on-line e copyleft. Gli autori che vi partecipano pubblicano esclusivamente sotto creative commons permettendo così ai loro interventi di poter liberamente girare per la rete. È un progetto senza alcun ritorno, dal punto di vista economico. Ho lavorato 9 mesi alla community e sono riuscito a reclutare oltre 60 membri. L’opzione dei 20 dollari era certamente allettante, ma poi ho detto NO! Ho spostato la community su Social Go (ma ce ne sono molti di servizi simili gratuiti, basta cercare), compromettendo seriamente il lavoro e perdendo buona parte degli associati.

Se ho deciso di prendere questa strada è perché credo che se gli utenti dei servizi gratuiti in rete incominciassero a chinare la testa e a sottostare ai ricatti come quello di Rosenthal, Internet 2.0. come lo conosciamo diventerebbe presto un ricordo. Immaginate cosa succederebbe se WordPress o Blogger chiedessero una minima retribuzione, anche solo 5 euro l’anno a utente? La stragrande maggioranza dei blogger non si farebbe problemi a mettere mano al portafoglio pur di conservare il proprio diario on-line. Tutti gli altri servizi si adatterebbero di conseguenza e nulla su internet sarebbe più libero e gratuito.

Per questo motivo invito tutti gli utenti italiani di Ning a migrare come ho fatto io. Non fatevi corrompere… gratis, è meglio!:)

LA TV DEL FUTURO

Pubblicato: 26 gennaio 2010 da Willoworld in TECNOLOGIA
Tag:,



COSA STANNO FACENDO ALLE TUE SPALLE?

Pubblicato: 25 gennaio 2010 da eydorjack in TECNOLOGIA
Tag:, ,

Buona sera, Italia. Prima di tutto vi chiedo di scusarmi per questa interruzione. Come molti di voi io apprezzo il benessere della routine quotidiana, la sicurezza di ciò che è familiare, la tranquillità della ripetizione. Ne godo quanto chiunque altro…

A parte una parola forse avrai riconosciuto la parte introduttiva del discorso di V per Vendetta.

Un ottimo film. Dove qualcuno vuole imporre un regime, qualcun altro invece vuole combattere il regime.

Voglio affrontare un argomento molto simile: le controverse leggi sui copyright.

Perché controverse?

Perché ancora non si capisce quale fine perseguano e chi dovrebbero difendere. Il consumatore? L’autore? Gli autori morti? Le case produttrici in generale? Le major? In che ordine? Quali sono i limiti?

Attualmente i diritti d’autore durano tutta la vita dell’autore più 70 anni dalla sua morte. Un grande affare per le case detentrici dei diritti d’autore. Ma anche un’ottima scelta per qualsiasi autore che prevede di diventare non morto.

Undead by ~deligaris

by Deligaris

Molti lottano per imporre la loro visione delle cose.

Prendiamo la Francia.

Sarkozy si è imposto sul parlamento francese senza badare alle opinioni contrarie proposte dalla Corte Costituzionale Francese o dal Parlamento europeo.

Ha creato una legge, la Hadopi, per combattere la pirateria.

Quando la Corte Costituzionale la ha dichiarata incostituzionale Sarkopzy non si è arreso: ha promulgato la Hadopi II (la vendetta!).

Il premier francese ne ha fatto una lotta di principio. Ma a favore di chi vanno le sue azioni? Chi ci guadagna di più? E sono leciti questi guadagni?

Le domande da porsi aumentano ogni giorno.

La Hadopi (oltre a essere legge) è anche un’agenzia incaricata del controllo degli internauti.

Eppure.

La stessa agenzia Hadopi viene accusata di violare i diritti d’autore (copyright).

Infatti qualcuno ha accusato la Hadopi di aver usato un font che non aveva licenza di utilizzare.

i font di hadopi

Non è il massimo come prova di fiducia. Questa agenzia è incaricata di controllare l’attività degli utenti su internet e potrà bloccare l’accesso al web dalla terza infrazione.

Dovrebbero controllare il traffico web delle case dei francesi e non riescono a verificare il lavoro dei loro dipendenti?

Ma il vero problema non è la Hadopi. Non è questo che stanno nascondendo a noi utenti.

Quello che stanno nascondendo si chiama ACTA.

Cos’è l’ACTA?

Un accordo multilaterale tra 40 paesi di tutto il mondo.

Già il nome è un programma.

Anti Counterfeiting Trade Agreement

Counterfeiting? Contraffazione?

Immagino che siamo tutti d’accordo sul fatto che contraffare un prodotto sia sbagliato. Quindi perché lamentarsi di un progetto per fermare i contraffattori?

Non ci sarebbe motivo di contestare un accordo del genere.

Se non fosse che in questo caso counterfeiting è un false friend. Non stanno parlando di contraffazione. Stanno decidendo come comportarsi di fronte a TUTTI i diritti di proprietà intellettuale e relative eccezioni.

Perchè vogliono spostare l’attenzione sulla parola contraffazione?

Perchè non chiamarlo Copyright Enforcement Agreement? Vogliono sviare l’attenzione?

Esistono altri modi migliori per sviare l’attenzione. Lo sanno tutti.

by Simon Pow

Come mai gli accordi sono stati tenuti segreti? Come mai nessuno può vederli?

Cosa stanno facendo alle nostre spalle?

Le domande sono infinite.

Solo ultimamente (30 novembre 2009) è trapelato un documento dell’ACTA. Le voci che già circolavano purtroppo sono state confermate.

L’ACTA mira a imporre filtri su Internet, a creare misure penali per la violazione del copyright NON a scopo di lucro e alla soppressione di qualsiasi eccezione per l’aggiramento delle protezioni.

Non solo. L’ACTA vuole anche proibire l’incoraggiamento dell’interoperabilità per i contenuti. Cioè vuole mantenere la suddivisione regionale dei codici regionali. Se prendi un cd in America non puoi vederlo in Europa. Creare programmi che violano questi codici regionali è argomento tuttora dibattuto. Loro vogliono archiviarlo.

Vogliono perfino eliminare il fair use! Ad esempio fino ad oggi si possono usare parti di un testo per fare critica senza bisogno di pagare niente al detentore dei diritti d’autore. Se l’ACTA passa il diritto alla critica sarà lo stesso?

Ma anche educazione, ricerca e satira ne verranno influenzate.

E ancora. L’ACTA vuole eliminare il principio legale di mere conduit. In pratica il postino non è mai responsabile dei contenuti che trasporta. E’ così dai tempi dei romani. Oggi invece le major vogliono rendere responsabili i sistemi di trasferimento dati. Cioè Emule diventerebbe responsabile se qualcuno lo usa per scopi non convenzionali (far circolare prodotti piratati). In pratica può sembrare molto una PRESUNZIONE di colpevolezza. (Quando nei regimi democratici dovrebbe vigere il contrario: la presunzione di innocenza)

Come mai ho fatto riferimento alle major?

Perché sono loro a proporre queste richieste ai membri appartenenti all’ACTA.

Come faccio a dirlo se questi accordi sono segreti?

Perché so chi è invitato e chi no. (E lo saprai anche tu se continui a leggere. Non lo terrò segreto)

Questo accordo multilaterale non è tenuto segreto solo per i cittadini MA ANCHE il parlamento europeo ha dovuto insistere per ottenere l’accesso alle informazioni (tutt’ora non ho capito se effettivamente sono riusciti a ottenere l’accesso completo). Eppure le grande industrie del monopolio intellettuale hanno il pieno accesso a documenti e negoziati. Non ci credi. Guarda qua.

Se vogliono parlare di copyright perché non hanno invitato i membri del partito dei pirati? Anche loro avrebbero avuto sicuramente qualcosa da dire. E perché non invitare il pubblico? Un sacco di gente vorrebbe leggere i documenti.

Ma soprattutto perchè ascoltare SOLO le major? Non c’è un evidentissimo conflitto d’interessi?

Le major non vogliono mollare il loro osso.

by azlezoo

Con questo articolo non voglio certo affermare che violare il diritto d’autore sia giusto. Ci vogliono indubbiamente delle regole. Ma è da irresponsabili far decidere queste regole alle major. Cercare di farlo in segreto, nascondendolo agli occhi del pubblico significa essere in totale malafede.

In una sola frase: Va bene regolamentare i diritti d’autore. NON va bene farlo senza invitare tutti gli interessati.

Autore: Giacomo Mariani dr Jack – Fantasy Eydor


Fonti esterne:

ACTA impone la tutela del copyright al di sopra di tutto

Unione Europea: perplessità per ACTA, troppe incompatibilità con le leggi europee, se ti interessi di Unione Europea questo articolo ti spiega QUANTE leggi violerebbe l’ACTA per come lo si conosce oggigiorno.

Secret Copyright treaty debated in DR: must see video, l’ACTA è conosciuta da poco. Proprio nel gennaio 2010 è stato fatto un dibattito pubblico. Nel video vedrai l’avvocato delle Major che cerca di difendere l’ACTA e la sua segretezza.

OMG. Un regalo per tutti quelli che sono arrivati a leggere fino a qua. Questo era il link che volevo mettere per esprimere il concetto “sviare l’attenzione”.

Questo raccontino di Aeribella Lastelle, pseudonimo femminile per il progetto La Giostra di Dante, é venuto fuori all’indomani della visione di questo bel documentario. Guardatelo, é davvero interessante. Qui trovate la seconda parte poi seguite i link su youtube.

LO STRANO CASO DELLA SIGNORINA PARISI
di Aeribella Lastelle

La Terra scrive sul mio corpo.
La gente ammira i miei tatuaggi, segni tribali e simboli simmetrici, poi mi chiede chi me li abbia fatti ed io rimango interdetta. Mi piacerebbe dire loro la verità ma non posso perché mi prenderebbero per matta. Allora m’invento qualcosa per non destare sospetti.
L’ultimo di questi, una serie di cerchi concentrici all’interno di un triangolo (anche se secondo me si tratta di una freccia), me lo sono fatto in Portogallo la scorsa estate. È questo quello che ho raccontato in giro e i miei amici l’hanno bevuta. Se invece sapessero la verità, probabilmente smetterebbero di chiamarmi e mi consiglierebbero un buon dottore. Ma io non ho bisogno di dottori, sto benissimo. Anzi, non mi sono mai sentita meglio.
Ammetto che all’inizio la faccenda mi disturbava alquanto. Svegliarmi sudata nel mio letto dopo strani incubi che non riuscivo mai a ricordare, e poi guardarmi il corpo allo specchio per scoprire se il sogno aveva lasciato il segno, come succedeva quasi sempre. Sono due anni che va avanti questa storia, esattamente dal giorno in cui mi persi nel bosco. Proprio come Pollicino, dannazione… Che scema! Gettai nel cestino dei ricordi tre anni di relazione, sbattendo la porta in faccia a Nicco dagli occhi verdi, gran bell’affare! Ubriaco alla festa di ognissanti si era buttato sulla sua ex e poi era venuto con la coda tra le gambe a chiedermi scusa. Il minimo che si meritava era che lo mandassi al diavolo, ed è quello che feci. Schiumante di rabbia incominciai a girare a vuoto col motorino, per le strade di una periferia che non conoscevo. Poi mi lasciai alle spalle anche le case e mi ritrovai sulle colline. Sentii la marmitta scoppiettare e solo in quel momento mi resi conto che ero rimasta senza benzina. Che stupida… Lasciai il motorino sul bordo della statale e provai a tornare indietro a piedi, ma la strada saliva ripidamente e le luci della città erano sulla mia destra, oltre gli alberi. Così lasciai la strada con l’intenzione di tagliare per il bosco. E feci la fine di Pollicino… Il buio mi sorprese che ero ancora tra la vegetazione. Non vedevo più niente, né strade né luci, solo alberi, rami ed arbusti. Nonostante tutto provai una strana sensazione di quiete. Mi sedetti su un letto di foglie secche per riprendere fiato ed invece mi addormentai. Fu la prima volta che sognai quelle cose che non riesco mai a ricordare. Quando mi svegliai era giorno e mi rimisi subito in cammino. Non potevo credere di aver passato la notte nel bosco, da sola. Era tutto molto strano. Era come se mi fossi appena appisolata, anche se mi sentivo fresca e riposata, e non come se avessi appena passato la notte sulla terra umida di un bosco alla fine di ottobre.
Quando tornai a casa mi buttai sotto la doccia e lo vidi, poco sopra la caviglia destra. Era il primo messaggio della Madre sul mio corpo, una farfalla stilizzata, poco più grande di un’unghia. Da quel giorno è successo altre ventitre volte. Il mio corpo è il foglio bianco della mia signora, che piange per le pene inflittele dai suoi figli. Ella ci parla in molti modi, ma noi continuiamo ad ignorarla.
Per due anni mi sono chiesta perché io. Perché la Madre ha scelto di parlare specificatamente a me. Ancora non conosco la risposta, ma so che il giorno in cui riuscirò ad afferrare il senso dei miei sogni, sarò in grado finalmente di leggere i simboli di cui il mio corpo è ormai disseminato.
E fino a quel giorno sarà un onore per me essere la carta da lettere della mia signora.

Questa nota è stata ritrovata nel diario della signorina Parisi, il giorno dopo il tragico attentato in cui hanno perso la vita alcuni dei personaggi più influenti del panorama economico ed industriale del paese. La signorina Parisi ricopriva da circa un anno la funzione di “personal assistent” per l’ingegner Damiani, noto imprenditore anche lui vittima dell’esplosione di venerdì scorso. Gli inquirenti presumono che la ragazza abbia agito da sola e che il suo gesto sia stato il risultato di una lunga e convulsa escalation di stati mentali deviati. Qualcuno invece sospetta che la storia dei tatuaggi possa aver a che fare con altri strani fenomeni che si stanno ripetendo negli ultimi tempi, come i sempre più numerosi casi inspiegabili di cerchi di grano nel nord Europa. Purtroppo l’esplosivo indossato dalla Parisi ha completamente divelto il suo corpo e non è stato possibile accertare la presenza di questi peculiari tatuaggi, anche se i conoscenti della ragazza dichiarano di averli visti in più occasioni.
Ci si chiede a questo punto, nel caso la favola della Parisi contenesse un minimo di verità, a quante altre persone la Terra sta parlando in questo momento, e quante altre bombe ad orologeria sono pronte a saltare in aria?

LA GIOSTRA DI DANTE

QUANDO IL PEN AND PAPER INCONTRA LO SCREEN

Pubblicato: 21 ottobre 2009 da Willoworld in GIOCHI, TECNOLOGIA
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Per quanto questa dimostrazione risulti affascinante, non credo che questo nuovo device aggiunga niente al gdr vero e proprio, ovvero il Pen & Paper giocato alla vecchia maniera. Da quello che si vede nelle immagini di questo video, il surface funziona esattamente come lo screen in un normale videogioco, con la sola aggiunta delle miniature solide posizionate dai giocatori. Certo l’effetto é senza dubbio interessante, ma il fattore immaginazione ci perde ugualmente, come in tutte le simulazioni di gdr da computer.

Impossibile peró ignorare il fatto che questo ibrido potrebbe essere usato per avvicinare molti giocatori di videogame al gdr vero e proprio. Un passo alla volta, perché per il Pen & Paper bisogna essere pronti…

HUBBLE UPGRADING

Pubblicato: 11 settembre 2009 da Willoworld in SCIENZA, TECNOLOGIA
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Il telescopio spaziale Hubble é stato recentemente rinnovato, un restauro che ha permesso di accrescere le sue proprietà di acquisizione e risoluzione delle immagini. Guardare per credere…

Hubble01

Omega Centauri 2002 e 2009

Hubble02

Stephan’s Quintet 2000 – 2009

Hubble03

Nebula Butterfly prima e dopo

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HAR 2009

Pubblicato: 17 agosto 2009 da Willoworld in INTERNET, PENSIERO, TECNOLOGIA
Tag:, , , , , ,

In questi giorni in Olanda (Vierhouten, una cinquantina di chilometri da Amsterdam) si sta tenendo l’Hacking at Random 2009, una conferenza tecnologica internazionale su temi quali la sicurezza, il file-sharing e altri interessantissimi temi ideologici legati al fenomeno della rete.

Qui sopra riporto il video di uno dei dibattiti tra Tim Kuik, presidente dell’associazione BREIN in difesa del copyright, e alcuni  sostenitori del fenomeno del file sharing. L’audio è in inglese non sottotitolato.

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L’Ansa battuta qualche minuto fa a proposito della fiducia che il Governo chiederà sul Maxi-emendamento in materia di intercettazioni ha un significato sinistro e preoccupante per la Rete: il testo maxi-emendato, infatti, introduce nel nostro Ordinamento l’obbligo di rettifica entro 48 ore a pena di una sazione pecuniaria tra i 15 ed i 25 milioni di vecchie lire per tutti i titolari di “siti informatici”.

Ho già detto molto, se non tutto, qui e qui a proposito della questione e, per non ripetermi (troppo) credo debba solo aggiungere che il Governo sta mostrando, una volta di più, di non conoscere la Rete ma di temerla incredibilmente almeno fin tanto che sarà diversa da una televisione…

Il maxi-emendamento rischia di cambiare molto nelle dinamiche dell’informazione in Rete ed è un inutile sacrificio della libertà di espressione che comprimerà i diritti di molti senza arrecare alcun vantaggio neppure a pochi.

Parliamone, parliamone, parliamone…

FONTE: guidoscorza.it

Il colosso di Redmond ha presentato all’E3 di Los Angeles,
Project Natal…ed il Milo project.

E mi immagino…il futuro…
E mi immagino l’occhio che ci vedrà tutti, in ogni momento:
senza sperare di viverlo! 😉

T.

E-dentity

Facebook ce l’ha tolta, con la scusa di ritrovare vecchi compagni di classe, persone lontane, gente che per un motivo o per l’altro abbiamo perso di vista. Ma se c’era un motivo, allora che bisogno avevamo di ritrovare quella gente?

I Social Network sono il presente di Internet. Non ho molta simpatia per queste piattaforme, ma le uso perché è l’unica maniera per rimanere in contatto con la maggior parte dei miei conoscenti che navigano in rete. In realtà le funzioni importanti dei social network, condividere, scrivere, rappresentarsi, mandare messaggi, pensieri, caricare foto e video, erano già tutte alla portata del precedente fenomeno dei blog. Per quanto riguarda invece i giochi, le applicazioni, i test e i quiz, beh… stendiamo un velo pietoso. Abbiamo davvero bisogno di sapere “che personaggio dei Simson sei”? Sappiamo bene che tutta questa roba è la ragione per la quale ci viene dato gratuitamente l’uso di questi dispositivi. Informazione…

Ma a parte il discorso della pubblicità mirata e delle ricerche di mercato (oltre che a una giustificata paranoia da Grande Fratello), quello che più mi disturba di questo fenomeno di massa è la perdita della propria identità di navigatore dell’etere. Partendo dal presupposto che nessuno riuscirà mai a rappresentare pienamente se stesso neanche attraverso centomila funzioni, quello che ci rimane è un gigantesco equivoco di personalità. Crediamo di avere settemila amici, ma in realtà non ne abbiamo neanche uno. È il nostro personaggio, quello fatto di immagini, link, interventi, pensieri e note che ha tutti quei contatti. Se non distinguiamo i due mondi, rimaniamo perduti nel limbo tra la realtá e il ciberspazio.

Quello che siamo in rete non siamo noi. Dobbiamo ricordarcelo sempre questo, prima di metterci davanti alla tastiera. Riconoscere la nostra E-dentità è un passo fondamentale per l’utente che socializza dietro lo schermo.

Che fare allora? A questo punto abbiamo ritrovato i vecchi amici, ce ne siamo fatti di nuovi, viviamo una seconda vita dietro lo schermo, inconsapevoli di essere diversi da come realmente siamo. Chi siamo davvero? Questa è la domanda. Chi siamo realmente in rete? La persona che lavora, che va scuola, che alleva i suoi figli, che va in birreria o in discoteca, oppure l’avatar con il ciuffo e lo skateboard che abbiamo simpaticamente battezzato Frankie007? Rispondetevi e riappropriatevi della vostra e-dentità.

Fatto questo vi basterà solo comunicare ai vostri settemila amici chi siete realmente. Cancellate il vostro account e ricreatene un altro, col vostro vero nome, Frankie007 per essere chiari. Quello è ciò che siete e ciò che sarete sempre dentro il più grande gioco di ruolo mai esistito.

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