Posts contrassegnato dai tag ‘101 parole’

Ecco i nuovi interventi di prosa e poesia apparsi sul circuito www.willoworld.net e sulla community Rivoluzione Creativa.

BIANCA E LUCIDA

Il mio nome è Suzy, e sono una moto. Sono bianca, lucida e vado forte. Potrei andare forte, in teoria, ma non ci vado quasi mai. Appartengo, se così si può dire, ad una ragazza che mi usa per muoversi in città, andare a lavoro e uscire la sera con gli amici… continua a leggere…

LA COSA IN SOFFITTA

Jacopo non sapeva che in soffitta suo padre teneva una di quelle fino alla sera in cui lo sentì parlare al telefono con lo zio Vincenzo. Per un attimo il discorso era caduto, forse involontariamente, sui Tempi Bui e su tutte le cose brutte che erano accadute.
– Si, dovrei disfarmene uno di questi giorni, anche se ormai è praticamente innocua… continua a leggere…

2380

l vagone 2380 stava fermo sul binario di servizio. Era un binario senza arrivo che stava nella parte più esterna della Stazione, fra campi di sterpaglie e vecchie recinzioni, e dove i vagoni venivano riparati o puliti o lasciati là in attesa di attaccarsi a convogli orfani. Fredrick si tirò su la zip della tuta grigia e aprì e chiuse le mani perchè doveva fare qualcosa e tasche non ne aveva. Whilelm, dal canto suo, stava seduto sui gradini di accesso al vagone, col suo libro sulle ginocchia… continua a leggere…

VIA DEL QUERCIONE

L’avevano chiamata Via del Quercione perché un tempo vi cresceva un’enorme quercia all’angolo con la statale, ma ormai di quell’imponente albero che usava ombreggiare gran parte della strada che tagliava in due la collina, non rimaneva altro che un tronco mozzato alla base, e le radici che ancora deformavano l’asfalto nei pressi dell’incrocio… continua a leggere…

GRANFIORE

La città di Granfiore era un luogo perfetto sotto ogni punto di vista, abitata da gente semplice di modeste ambizioni. Era fatta tutta di casette bianche coi tetti rossi, strette strette che le strade erano giuste per camminare accanto ad un amico, e fragranti del profumo del pane sfornato, dei fiori sui balconi o dei dolci lasciati a raffreddare alle finestre… continua a leggere…

LE POESIE DI…

ACUSIA

SULLA LAPIDE

SCACCHI

E LE 101 PAROLE DI…

L’EMBOLO BIRBONE

IO SONO IL TEMPO

IL RITMO DELLA VENDETTA

Leggi anche: Letture d’aprile sull’erba

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Ecco i nuovi interventi di prosa e poesia apparsi sul circuito www.willoworld.net e sulla community Rivoluzione Creativa.

NESSUNA SENSIBILE SOLIDARIETÀ

Le giornate scorrevano tranquille, non c’era proprio niente che intervenisse almeno qualche volta a rompere anche solo di poco quell’ordinarietà delle cose che pareva si fosse innestata ormai da parecchio tempo. Già soltanto assistere dietro ai vetri della finestra a un pomeriggio di pioggerellina uggiosa sembrava un elemento di squilibrio, qualcosa che lasciava sbuffare tutti quanti per le scocciature degli ombrelli e degli impermeabili nel caso di dover uscire dalla propria abitazione… continua…

I CONTI DELLA VITA

D’inverno, in quelle giornate fredde ma di sole, mi piace andarmene al parco giochi. Non c’è quasi mai nessuno e le panchine sono tutte a mia disposizione, anche quelle a ridosso della rimessa, riparate dal vento e rivolte a sud, perciò posso godermi il sole dal mattino fino a metà pomeriggio… continua…

LE LUCI GIALLE DEL DESTINO

L’unica cosa che posso dire a nostra discolpa è che eravamo giovani.
Giovani di quella gioventù pura, che ti impedisce di aver paura, ti fa osare e ti fa vivere con quel fuoco dentro portandoti a perdere la ragione.
Eravamo giovani e sfrontati, giovani e belli, irrazionali, irriverenti peccatori, incoscienti del futuro, del destino, dei giorni che scorrono via senza che tu possa fermarli… continua…

TAKEN

Con le nocche diventate bianche a forza di stringere forte il lenzuolo, digrignava i denti per non urlare. Voci intorno le risuonavano nelle orecchie ma, a dirla tutta, non riusciva a badare al senso di quelle parole. Un dolore lancinante e una sofferenza acuta erano le uniche cose che riusciva a sentire… continua…

LA FINESTRA SOCCHIUSA

Lei lo ha visto, lo ha guardato solo un momento. Lui si è girato, come altre volte, a mostrarle che era attratto da quel suo viso, dagli occhi, dai suoi modi pacati… continua…

UNA BIRRA LEGGERA

Oggi ci sono sedici gradi fuori. Appena la temperatura si fa più mite, torno ad apprezzare la leggerezza di una pilsner, gustata in terrazzo con il maglione. Da ragazzo non amavo le birre forti… continua…

…LE POESIE DI…

TERRA

IL SUONO DELLA SUA PELLE

AL DIO DI OSSA FRAGILI

PRENDI E SCAPPA

…E LE 101 PAROLE DI…

ADDICTION

MAYA

Leggi anche: Letture aspettando la primavera

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Ecco i nuovi interventi di prosa e poesia apparsi sul circuito www.willoworld.net e sulla community Rivoluzione Creativa.

FEAR

Pum…
Pum…
Pumm…
Buio. Le palpebre si aprono di scatto. Altro buio
Pumm…
Si tira a sedere sul letto. Ansima.
Pumm… continua…

IL PROFUMO DI CIPOLLETTA

Quando sento il profumo di cipolletta mi sembra di entrare in casa di Lina.
Lina era una vecchietta che abitava al piano di sotto, classe millenovecentodieci, sempre pimpante fino al suo ultimo giorno, un torrido pomeriggio di due estati fa in cui il suo cuore, dopo quasi un secolo di incessante lavoro, aveva deciso di non battere più… continua…

TUTTI I GESTI DEL MONDO

C’è chi fa la guardia ai buchi, ai vuoti bianchi e a quelli oscuri, ai morti che smuovono l’aria mentre i vivi rincorrono i sogni… continua…

POMERIGGIO SOSPESO N.2

Si era vestita, togliendosi la sua vestaglia da camera e scegliendo con calma gli abiti adatti per una passeggiata nel suo quartiere, senza neppure una meta precisa… continua…

FIMPSY E FEMPSY E IL MISTERO DELLA PALLA CADUTA DAL CIELO

Fimpsy e Fempsy si conoscevano da quando erano nati, e da allora non si erano mai separati. Fimpsy e Fempsy potevano contare l’uno sull’altra. Stavano sempre insieme, ma a volte si chiedevano se fosse sbagliato… continua…

OSSERVARE

La vidi per la prima volta ad un mercatino nella piazzetta delle Erbe in una bella giornata di autunno. Era bellissima. Portava i capelli raccolti in una coda di cavallo e una maglietta azzurra, e il sole tingeva i suoi capelli di rosso. Stava camminando a passo veloce con uno zainetto in spalla scambiando qualche parola con una sua amica. Aveva grandi occhi gentili… continua…

LE 101 PAROLE DI….

CIBO PAZZO

TRA I BANCHI DI SCUOLA

FIABA DALLA LUNA

QUANDO SI SPENGONO LE LUCI

E LE POESIE DI…

POZZANGHERE DI NOTTE

NERA DI TERRA

IL DESTINO DI UN MATTINO

Leggi anche: Letture tra i cuscini

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3 STORIE IN 303 PAROLE

Pubblicato: 19 gennaio 2011 da Willoworld in NARRATIVA, PROGETTI
Tag:,

101 Parole è un progetto di scrittura creativa per composizioni brevissime (101 parole appunto). Tutti possono parteciparvi, basta inviare le storie a info@willoworld.net. Naturalmente devono essere di esattamente 101 parole.

Eccone tre, pescate a caso…

INCUBI

di Fida

Betty era una ragazza giovane e bella da mozzare il fiato: capelli biondi e vaporosi, labbra carnose e pelle candida.
La sua era una vita da regina; amava la perfezione e ne faceva il suo vanto.
Eppure, c’era un neo, un imperfezione che rattristava la sua vita: la notte, ogni notte, si alzava di scatto per un incubo che le interrompeva le otto ore di sonno.
Quella notte successe di nuovo: si alzò, gettò via la maschera occhi rinfrescante e lenitiva e tremante si guardò le mani.
L’unghia, quella dell’indice, era ancora lì, non si era rotta fortunatamente.

L’OCCHIO PRIVATO

di Morgendurf

Una vibrazione musicale attirò la sua attenzione.
Roberto sotto la doccia, guardò il display illuminarsi.
“Ti penso, baci.”
Un nome femminile per un sms, ad un’ora improbabile per un amico, un collega, un cliente.
Simulare indifferenza per giorni, attivarsi con le amiche, ottenendo informazioni su colei che portava il suo stesso nome.
Sapeva quasi tutto: età, indirizzo, sposata, una figlia.
Gli unici tasselli mancanti: la professione ed il volto.
Un giorno le disse che doveva scendere in città, una riunione nella sede centrale.
Partì prima di lui, attese davanti alla casa dell’altra.
Lo vide suonare un campanello ed entrare.

IL TERAPISTA

di GM Willo

Mirella veniva da me ogni venerdì pomeriggio, dopo il corso di danza. La facevo accomodare sul divano, mentre io rimanevo dietro la scrivania ad osservare dalla finestra i platani del viale. Mi parlava del lavoro che odiava, delle amiche gelose e del suo uomo che la tradiva. Alla fine della seduta scoppiava sempre a piangere, ed io accorrevo all’istante coi fazzolettini. La consolavo parlandole dei suoi progressi, poi fissava un nuovo appuntamento con la mia segretaria.
Sullo stesso divano, una sera di giugno, Mirella ed io facemmo l’amore. Non fu un gesto professionale, il mio, ma la feci sentire subito meglio.

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LETTURE TRA I CUSCINI

Pubblicato: 14 gennaio 2011 da Willoworld in NARRATIVA, POESIA
Tag:, , ,

Ecco i primi interventi dell’anno apparsi sul circuito www.willoworld.net e sulla community Rivoluzione Creativa.

LA SCELTA MOTIVATA

Che importa, in fondo, pensa Gabriele, non comprendere qualcosa di tutto ciò che è stato detto, magari soltanto perché qualcosa nell’insieme è stato espresso male, confusamente, con furbizia, proprio per non lasciare la possibilità di capire, almeno non del tutto… continua…

CUORE FREDDO

Un cuore freddo, insensibile a tutto. È cresciuto nei giorni apatici dell’ultimo autunno, durante quelle notti passate a fissare il soffitto buio, nei silenzi rotti soltanto dal ronzare inarrestabile della TV della vicina di casa… continua…

DYING LIZARD

Il sole rosso, enorme, deforma l’aria limpida lungo l’orizzonte. Le macchine sfrecciavano veloci verso e dalla circonvallazione. Una folata fresca rimesta l’aria tiepida strappando qualche brivido… continua…

LA FOTO

Non riesco a stare fermo, non più. Anche mentre tutto tace, e il respiro del mondo si fa sottile, attutito dallo spessore di queste porte-finestre dai doppi vetri, odo il rintoccare dell’orologio in cucina, lo scorrere inesorabile della giornata… continua…

IL CUOCO MARCELLO E LA SINFONIA DELL’ARCOBALENO

Marcello faceva il cuoco nelle cucine del palazzo reale, e cucinava piatti prelibatissimi per il re Anselmo e la regina Filomena. Sapeva fare gli gnocchi ai mille formaggi e la crostata di cioccolatatissima, che non era una normale crema di cacao, perché lui aveva una ricetta segreta e riusciva a preparare la cioccolata più buona di tutto il paese… continua…

LE POESIE DI…

LA SVOLTA

NON SO PIÙ AMARE

ESSERE L’IMPOSSIBILE

…E LE 101 PAROLE DI…

PAPÀ NOEL

IL TERAPISTA

AMANDA

CAPODANNO AL BAR

Leggi anche: Letture di Fine Anno

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Auguro a tutti i lettori dei Silenti una buona fine e un ottimo inizio. Nel trascorrere le ultime ore di questo 2010, vi invito a leggere gli ultimi interventi apparsi di recente sul circuito www.willoworld.net e sulla community Rivoluzione Creativa. Auguri!

UN NATALE COI FIOCCHI

Io al calendario non ci bado, almeno che non ci si avvicini al Natale, perché quello è un periodo molto delicato, non solo per via delle bollette del gas, che casomai a qualche poco di buono gli venisse in mente di tagliarti la fornitura prima del 25 ti tocca a fare tutte le feste all’addiaccio. Mi ricordo l’inverno di due anni fa… continua…

ALICE

Alice aveva freddo. Alice aveva un freddo fottuto. Le mani di Alice si stavano congelando, le dita si irrigidivano, non le sentiva più. Chiudere il pugno era una sofferenza atroce. Chiudere e aprire il pugno era come stringere lame affilate, ancora e ancora. Alice stava facendo amicizia con il dolore… continua…

SCENA N. 13 – Disegno di Famiglia

La donna seduta guarda avanti a sé, come cercando, in ciò che ha di fronte, in un segno sul muro, forse in un soprammobile di quel soggiorno, il senso dei propri pensieri. L’uomo, muovendosi in silenzio, con il bambino per mano, entra nella stanza con lentezza, cercando quasi di non apparire, con l’impermeabile addosso e l’espressione di chi sta subendo qualcosa… continua…

PIERLUIGI IL BACO

Questa è la storia di un baco di nome Pierluigi, con tutti i problemi annessi dell’essere baco. Un baco in effetti è poco roba, ma a volte conta più la volontà che la stazza. Pierluigi, che molti chiamavano affettuosamente Pierlù, scorrazzava in su e in giù per il suo mondo, che non era un mondo grande e complesso come il nostro, ma che comunque pareva sconfinato per un esserino minuto come lui… continua…

SOCIAL NETWORK

In mezzo ad un cumulo di macerie radioattive, ormai alla fine della mia breve esistenza, cerco di capacitarmi su come ciò sia potuto accadere. In fondo tutto era iniziato come un gioco, un’idea originale, un “Sistema” per passare il tempo, all’apparenza una cosa davvero innocua… continua…

PROVE TECNICHE DI PRIMAVERA

Non ho motivo di rimanermene in casa, non oggi che è una giornata di sole. Per decidermi ad uscire devo vincere una guerra interiore, la stessa che da oltre un mese mi tiene prigioniero dentro queste quattro mura. Ho dato la colpa all’inverno, ma oggi è il primo giorno di primavera, anche se il calendario non lo dice. Niente torna come è stato. Non posso cristallizzare la mia angoscia nei ricordi di lei. Devo uscire… continua…

…E LE 101 PAROLE DI…

LA FABBRICA DI MANICHINI

VENDETTA

NATALE

…E NON CI INDURRE IN TENTAZIONE

Leggi anche: Letture sul Treno

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LA GIACCA SOPRA LE SPALLE

Sto bene in questi ultimi tempi. Al medico ho detto che mi sento in grado di riprendere con il mio lavoro, la depressione ormai è alle spalle, soltanto una brutta fase della mia vita. Adesso frequentemente indosso una giacca, una bella giacca che ho comperato per caso, dopo averla vista in una vetrina mentre passavo davanti al negozio… continua…

LA SCELTA

Portavo a passeggio Yashin, il bastardino fulvo della mia vicina, in una giornata come le altre, vestita dell’opaco colore di mezza estate. A dispetto di una routine quanto mai comune, mi attendeva quel giorno un’avventura ricca di sorprese e significati, qualcosa di apparentemente irrilevante… continua…

GIUSTO IL TEMPO DI UNA CANZONE

– A quarant’anni sono un uomo sano! – Mimì stese in avanti i palmi delle mani.
– Ma talmente sano – continuò – che delle vostre pippe su che-cos’é-normale? francamente me ne fotto. – Fece una pausa e si guardò in giro: la massa scura degli amici era accalcata intorno al tavolino, l’unica zona d’ombra fuori dal bar.Si facevano vento con le ultime notizie ridotte a brandelli… continua…

ADDIO

Potrei non tornare. Dico potrei, perché non esiste niente di certo. Neanche il marciapiede su cui cammino, neanche il vento freddo di dicembre che mi penetra sotto la giacca di velluto, neanche lui sa se riuscirà a sopravvivere a stanotte, se domani ci sveglieremo sotto un sole accecante, cullati da uno scirocco inatteso ma sempre piacevole… continua…

E IL MONDO NON FU PIÙ LO STESSO

Ero al bar a farmi il solito gotto delle tre meno dieci… Non sto dietro ai tempi, io… continua…

LETTURE INTERROTTE

I ragazzini giocavano per strada davanti a casa, con un pallone sgonfio e un vecchio boomerang di legno… continua…

Leggi anche: Letture sul Fiume

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DIARIO DI CASA

Quando aziono lo scarico del bagno uno stridore rugginoso percorre i muri, sottocutaneo, ingoiando in un urlo il buio della stanza. Scivolo appena pochi passi sul pavimento verso la cucina, apro lo sportello del frigo che rimane tutto scuro, lo sento solo vibrare meccanicamente mentre afferro una bottiglia d’acqua… continua…

IN FONDO A UN BICCHIERE SVUOTATO

Niente è cambiato, lo so, me ne rendo conto. Avevo cercato mille volte di concentrarmi, di far forza su me stesso, di tenermi a distanza da quei soliti bar dove trovi sempre qualcuno che sorride e ti fa compagnia… continua…

PICCOLA FAVOLA SULLA LIBERTÀ

Un corvo, nero come le notti d’inverno, osò affacciarsi alla finestra di un negozio che vendeva uccelli. Era la fame che lo aveva spinto così vicino agli affari degli uomini. Per un po’ se ne stette ad osservare i grassi pennuti che si sbafavano, al riparo delle loro gabbie, ciotole stracolme di semi, semini e grani prelibati… continua…

SULLA CASSIA

Paolo non era un motociclista, cioè non di quelli fissati che non si perdono neanche un motorshow. Gli piaceva andare in moto, questo si, ma non cercava né l’ebbrezza della velocità, né l’appartenenza ad un circolo di amatori… continua…

A DIFESA DEL GENERE UMANO

Il numeroso gruppo degli uomini di forza si era radunato in mezzo allo spiazzo, mentre gli altri, gli anziani, le donne, i bambini di tutto il villaggio si erano posizionati ad una certa distanza. La giornata era grigia, le nuvole giocavano a rincorrersi spinte da un vento freddo e continuo, quasi fastidioso… continua…

AVATAR

Quando la conobbi lei era solo un avatar e una serie di lettere digitate al pc: ma già mi aveva affascinato… continua…

E LE POESIE DI…

IO CHE ANCORA RIDO DEL GIORNO

PER OGNI INDOMANI CHE VERRÀ

DINOSAURO

SVEGLIAMI

Leggi anche: Letture con le Scarpette Rosse

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IL VECCHIO ULIVO

I ragazzi saltarono giù dal motorino e procedettero a piedi sullo sterrato che in quel punto diventava più insidioso, con rocce aguzze che spuntavano dappertutto minacciando di bucare qualche ruota… continua…

PORTOFERRAIO

Se non sapete neanche dove si trova, non preoccupatevi, ve lo dico io, Portoferraio è il capoluogo della minuscola Isola d’Elba, ridente isoletta dell’Arcipelago Toscano… continua…

SIAMO TUTTI PERDENTI

Avevano trascorso la serata in un bar, uno di quelli dove l’aperitivo si fonde assieme alla cena, poi avevano salutato i ragazzi a voce alta con i modi di fare di chi ha qualche impegno impellente, ed erano saliti sopra la moto di uno dei due, a caccia di qualcos’altro da fare… continua…

BEPPINO IL GATTO

Tra i cassonetti ed i luridi vicoli della città viveva Beppino, un gattino tigrato magro magro, con gli occhi gialli come la luna e quattro zampine rapide che lo facevano zampettare a destra e a sinistra, su e giù e poi ancora di lato, e non c’era randagio o altro felino della città che riusciva mai a stargli dietro… continua…

LA PORTA MAGICA

Io sono un viaggiatore e lungo il mio percorso ho visto tante porte. Ho sempre pensato che le porte esistono per essere aperte. Per questo hanno cardini e pomelli. Tu metti una barriera e qualcuno prima o poi l’attraverserà. È la natura umana a volere sapere cosa c’è dall’altra parte ed ad ignorare la ovvia chiusura… continua…

GLI INTERVENTI DI PROSA E POESIA DI…

RE-SPIRALI

L’ULTIMA STAZIONE

E LE 101 PAROLE DI…

MATER

LA VALIGIA SUL LETTO

IL PAESE SENZA EROI

COMPLEANNO

Leggi anche: Letture sul Tappeto 2

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REALTÀ PER ANNUSKA

Era dannatamente bella.
I capelli neri, lucidi, le scendevano morbidamente sulle spalle infrangendosi su di esse come una cascata sulle rocce. Era avvolta da un vestito nero attillato che lasciava intendere le sue forme sinuose. Le labbra rosse e piccole come un bocciolo di rosa erano tirate in un sorriso perfido mentre mi guardava e gli occhi erano due pozzi neri, profondi, che portavano direttamente all’inferno… continua…

IL PROFUMO DELLA MAGNOLIA

Il profumo della magnolia è tutto ciò che ricordo di quell’estate, tutto quello che mi sono permessa di ricordare. Conosco il suo significato, il vento caldo pieno delle sue bugie, le notti sopra le lenzuola a sorseggiare un bicchiere di prosecco con la mente confusa, inebriata. Un calore all’altezza dello stomaco, e poi più giù, nel pensiero di lui. Arriverà stanotte? Quante volte me lo sono chiesta… continua…

LA REALTÀ FUORI DA QUI

Solo, tra queste stanze che conosco a menadito, mi intrattengo con i pensieri di sempre mentre cerco di trovare una forma diversa alle mie giornate. Viene una donna ogni giorno per un paio d’ore, mi porta qualcosa per pranzo, si occupa della mia casa… continua…

IL DRAGO CHE AVEVA PAURA DEL FUOCO

C’era una volta un drago, grosso come una collina e rosso come il sole al tramonto. A differenza dei suoi simili, che amavano fare razzie e bruciare villaggi, lui se ne stava nella sua grotta, lontano dagli affari degli uomini. Usciva di rado e solo per cacciare… continua…

IL PROFUMO DEL SANGUE

Guardo fuori dalla finestra, è una splendida giornata estiva, di quelle da passare sdraiati sulla spiaggia senza pensieri che inquinano la mente. Le sbarre di ferro creano uno spiacevole contrasto con il cielo azzurro, le voci delle altre detenute non permettono alla fantasia di poter spiccare il volo, la sezione femminile del carcere di massima sicurezza viaggia imperterrita con il suo tran- tran… continua…

LE POESIE E PENSIERI DI…

GIOCHI DI RUOLO

COSA VUOI CHE SIA…
OMBRE
VITTORIA

MOLESKINE

E LE 101 PAROLE DI…

LA TITTA

RICORDI

Leggi anche: Letture Perlate

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BELFAST

Ricorderò sempre l’arrivo a Belfast, era l’Agosto del 1995 e con una ragazza conosciuta a Dublino decidemmo di saltare sopra un pullman della “Green Line” e varcare il confine con l’Ulster… continua…

UN PANINO IN COMPAGNIA

Erano passati cinque anni dall’ultimo incontro con Marchino. C’avevo passato l’infanzia insieme, i pomeriggi alla sala giochi e le serate sulle panchine, specialmente d’estate. Nel quartiere rimanevamo solo noi due perché i nostri genitori potevano appena permettersi una settimana al mare di ferragosto, una vera tortura… continua…

PER IL RESTO DEL CORPO

Lo spio in lontananza, per non corrergli incontro con le solite scuse. Sono dispiaciuta per averlo lasciato un po’ da solo anche ieri notte, tra le lenzuola del suo letto a fissare il soffitto e le sue umide facce. Non mi manca il corpo, le sue solitudini da appagare, le compagnie ossessive, gli specchi, i costumi e le sue apparizioni. Il corpo mi chiama il resto. Io sono solo l’anima, forse… continua…

CASTAGNETO

Per andare a casa di Paola facevo la strada del castagneto, uno sterrato dissestato che era diventato col tempo il terrore di tutti gli automobilisti del paese. Tre diverse amministrazioni comunali avevano promesso di asfaltare quella strada, ma in dieci anni nessuno ha mai fatto niente. In Italia cose come queste sono la normalità. Io preferivo così… continua…

NEI COLORI DEL TRAMONTO

I braccianti di colore si erano riuniti tutti tra loro alla fine dell’orario di lavoro, ed erano rimasti lì, in silenzio, come non avessero nessun posto dove recarsi. Infine si erano incamminati lungo la strada sterrata, costeggiando la stalla delle vacche, e svogliatamente erano andati ad infilarsi nelle loro baracche di legno, oltre il rimessaggio degli attrezzi… continua…

E LE 101 PAROLE DI…

INCUBI

ADDIO AL CELIBATO

IL SAGGIO

DAVANTI AL GREGGE

LA BALLERINA

Leggi anche: Letture col Ciuffo

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LA CALMA ARTIFICIALE

L’uomo camminava per strada insieme a tutti i pensieri che gli giravano nella testa, ed i suoi passi cercavano di scansare i piccoli accumuli d’acqua che si erano formati sui marciapiedi, dopo la pioggia insistente di quel pomeriggio… continua…

NUVOLE

Ho imparato a guardare il cielo, a leggerlo cogliendone il significato. Anche oggi sono qui, da questa finestra vedo il cielo e le nuvole… continua…

IL DISEGNO PER LA COPERTINA DI UN LIBRO

La lampada illumina il piano dello scrittorio in modo implacabile, con la sua luce decisa, definita. Osservo i pochi oggetti là sopra, le carte disordinate, le matite, i piccoli abbozzi di disegno che ho già tentato più volte… continua…

UNA PENNA A SFERA DI NOME LINDA

C’era una volta una penna a sfera, di colore blu e col cappuccio, di quelle semplici ma che funzionano sempre bene, e corrono veloci tra le righe piroettando come ballerine. Si chiamava Linda e sapeva il fatto suo, perché si era già figurata che sarebbe diventata famosa… continua…

DUBLINO

Dublino credo sia l’unica città al mondo dove anche un razionalista come me può convincersi che i fantasmi esistono davvero… continua…

SOLO UN MURO CHE SI ABBASSA E LA TERRA CHE AVANZA

Non so bene come spiegartelo, ma con una matita posso schizzare sul vuoto lo scorrere delle vite che crescono, dal piccolo bocciolo alla maturazione piena… continua…

UN CAMPO DI CALCI

Quando entrai nel campo sportivo così piatto e liscio d’erba rasata, forse appena troppo alta ai margini, ma rada e quasi inesistente nelle zone più calpestate, mi parve subito troppo grande per me, per quei miei piedi piccoli, serrati nelle scarpe troppo nuove, da calcio, appena comperate per l’occasione, soltanto un numero più grandi in considerazione della mia crescita veloce… continua…

E LE 101 PAROLE DI…

L’OCCHIO PRIVATO

FILI D’ERBA

FEÉ VERTE

PAROLE CATTIVE

IL PROFUMO DEL SORRISO DEI BAMBINI

UNA BOLLA FATTA DI SILENZIO

Leggi anche: Letture con lo smalto

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DOLCE SUCCO DI MELA

Seduta in sala d’attesa, le ginocchia accavallate, le gambe leggermente inclinate verso sinistra, i polpacci a contatto, l’uno contro l’altro, il tutto avvolto in un paio di Wolford nere, racchiuso dentro a stivali Studio Pollini, neri, a punta, con nove centimetri di tacco, rigorosamente a spillo. Sfogliava distrattamente alcune riviste, aspettando di essere ricevuta… continua…

SCARPE PER CORRERE

Oggi ho messo le scarpe da strega cattiva, quelle col tacco alto. Non sono l’ideale per correre ma io oggi non devo correre; sono stata a perdermi un pò in libreria dopo il caffè con Giulia. Niente di nuovo pare. Tutti mi guardano mentre cammino trafelata, mi sembra così… continua…

25 APRILE – UNA COSCIENZA DI CIVILTÀ

L’uomo passò buona parte del pomeriggio sprofondato nella sua comoda poltrona. Aveva sfogliato un giornale lasciandosi catturare da alcuni articoli sulla politica, e in seguito aveva letto qualche pagina di un libro che portava avanti da un mese ricordando purtroppo ben poco delle pagine precedenti… continua…

ABITO ME STESSA

Il presente sfoglia una verità : tutto ciò che si scopre di essere è già dentro, un segreto che si svela semplice e regalmente troneggia. Illumina il buio, beffeggia le cose finte ma senza rabbia, adesso comprende quanto sia facile spogliare l’illusione con uno scoppio di risa dando valore all’improvviso e al pianto… continua…

LE FANTASIE DELL’INCENDIARIO

-Ha una sigaretta per favore?– Nico si rivolse all’uomo stretto nel vicolo con lui. Attese il gesto o una risposta, ma non arrivarono. Anzi l’uomo fu svelto ad allontanarsi, col passo irritato del critico musicale che capti il rumore di una nota stonata nell’aria tersa… continua…

SOLTANTO DIECI MINUTI

“Non sono nervoso; solo mi pare tu abbia messo sulle labbra un rossetto troppo vistoso, per esempio…”, aveva detto lui con parole tese, senza guardarmi. Io ero rimasta in silenzio, continuando a camminare al suo fianco e cercando come di mordere sulla mia bocca quel colore che a lui aveva dato tanto fastidio… continua…

IL CONIGLIO E L’ARMADILLO

C’era una volta un coniglietto di nome Filippo che viveva in una buca sotto la collina, insieme a tutta la sua comunità di coniglietti, che erano un bel po’… continua…

…LE POESIE DI…

FARMI SPAZIO PERCHÈ DEVO PASSARE

OPERA BUFFA

…E LE 101 PAROLE DI…

FAME DI LUCE

RIGENERATORE DI SANITÀ

L’ERBA DELLE STREGHE

SWEET DREAMS

COME PETALI SFOGLIATI

UOMINI SOLI

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Ecco i nuovi interventi apparsi recentemente sul sito della community Rivoluzione Creativa e sulle pagine degli altri progetti di Willoworld.

UNA SERATA BENE INIZIATA

Fredda e piovosa sera invernale; il bar di via Pistoiese è praticamente deserto, il ticchettio della pioggia sull’asfalto si confonde con la musica della radio all’interno del locale.
Mario è seduto ad un tavolino, uno di quelli di plastica bianca da quattro soldi ricoperto da una tovaglia a fiori mezza bruciacchiata dalle cicche di sigaretta… continua…

COME UN FILO DI MIELE STRETTO IN PUGNO

Mi preparai con la massima cura. Cercavo spasmodicamente un vestito bianco, da indossare in quell’occasione. Lo trovai nell’armadio di mia madre. Strappati via i nastri che appesantivano la sagoma, tagliai via l’ultimo lembo che copriva le ginocchia, poi piegai con garbo le maniche sin quasi ai gomiti. Di fronte allo specchio infilai me stessa in un immagine diversa che nei suoi riflessi raccontava di un desiderio alimentato e nutrito come un avido figlio, un figlio che ai primi morsi della fame urla nello stomaco il suo bisogno d’abbandono… continua…

UNA DONNA ESTROVERSA

La donna allo specchio si osservava i piccoli difetti del viso. Avrebbe dovuto uscire di casa tra non molto, ma siccome si doveva incontrare con alcune persone tra cui un uomo che lei reputava bello, tutto questo la metteva in forte disagio. I loro rapporti erano soltanto di lavoro, non sussistevano dubbi su questo, però ciò non significava affatto che lei dovesse sfigurare al suo fianco, recandosi a quella colazione tra colleghi d’ufficio… continua…

STILETTO

Seduta sul lettino, nel giardino di casa, guardava i propri piedi nudi accarezzare l’erba soffice, morbida ed umida. Le sensazioni che ne riceveva erano seducenti, anche se avrebbe preferito sentirli stretti ed avvolti in un paio di décolleté di vernice. Come quelle che aveva indossato quella volta.
Da giorni si stava chiedendo come fosse finita in quella storia. Entrata, scivolata, catapultata… continua…

IL PIFFERAIO DELLE STEPPE

Oltre le montagne si trova il deserto, ed una strada lunga e polverosa che taglia in due il continente. A sud di questa la vegetazione diventa selvaggia, le strade intricate, i villaggi sporadici e pieni di misteri. Laggiù i giovani sognano Rock City, mentre i vecchi siedono sui porticati a cantare vecchi pezzi blues… continua…

WHITE AS THE SNOW

Biancaneve si affacciò alla finestrella della piccola casetta sperduta nel bosco, guardò l’orizzonte e si convinse che fortunatamente la sua matrigna non l’aveva ancora scovata.Chissà che colpo sarebbe stato se la povera vecchiarella avesse scoperto che i sette nani erano in realtà spogliarellisti rimorchiati un giorno di tempesta nel pub vicino al porto, e che per rendere la storia della sua vita adatta ai bambini aveva mentito tutti quegli anni… continua…

ROOSTER CRANE

Il concerto degli Abyss era terminato in un tripudio di urla di disperazione e pianti isterici. La band più “scura” di Rock City aveva lasciato il palco tra i rintocchi di campana della tenebrosa e bellissima “Funeral”, dopo un concerto di quasi tre ore. Per l’occasione il cantante e leader della band si era fatto rinchiudere in un cofano d’ebano posizionato al centro del palco. Un becchino smilzo e incappucciato scandiva il tempo del finale per solo piano conficcando dei lunghi chiodi d’acciaio nella bara. I quarantacinquemila dell’Arena Nord erano in estasi… continua…

LE 101 PAROLE DI…

LA FINESTRA DI FRONTE

DANCE

È PRIMAVERA

L’ERBA DEL VICINO È SEMPRE PIÙ VERDE

TRAUMA

FARFA E SHAULA

VIAGGIO AL CENTRO DELLA TERRA

AFFOGATI ALLA NUTELLA

ASK NOT

E INFINE LA POESIA DI

CARNI E ACCIAIO

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20 mesi di attività, 15 autori, 267 piccole storie per un totale di 26967 parole… un progetto nato per gioco, come tutto del resto d’altronde, che lentamente sta diventando un vero e proprio fenomeno. 101 parole è un formato ermetico per la composizione di racconti brevissimi.

Il limite metrico compositivo è la sfida proposta da questo strumento creativo. Riuscirà l’autore a concentrare in appena 101 parole una storia che stia in piedi? Beh, provateci anche voi e mandatemi il risultato a info@willoworld.net.

Visitate la pagina ufficiale del progetto con il nuovo header appena inserito.
PS: Anche questo articolo ne ha 101.