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Siamo arrivati realmente a raschiare il barile. Questo uomo pur di portare a casa dei voti fa delle promesse assurde a chi realmente soffre per una malattia terribile. Basta!!! Incazziamoci per Dio!!!

Saluti

CANCRO: LE CURE PROIBITE

Pubblicato: 7 gennaio 2010 da Willoworld in CINEMA, SALUTE, SCIENZA
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Per quanto riguarda l’informazione in rete siamo entrati in una fase in cui diamo per scontata l’inattendibilità di qualsiasi notizia “non ufficiale”, guardiamo sempre più spesso alle firme degli articoli e non al contenuto, tendiamo a fare di tutta l’erba un fascio e ci ritroviamo sempre più spesso a gettare la spugna e ad ammettere che la verità è irraggiungibile. Questo almeno succede a quella parte di utenti che non pende totalmente dalle bocche dei Guru della controinformazione.

Questo è esattamente quello che alcuni personaggi vogliono. Chi sono questi personaggi? Ancora con questi complottismi, qualcuno dirà… Si accusano infatti i giornalisti improvvisati della rete di voler vedere l’uomo nero (il man in black) da tutte le parti. Cospirazioni, governi ombra e lucertoloni alieni, un melting pot da brividi… Eppure esistono esempi lampanti di persone capaci di tutto che rivestano importantissime posizioni, basta pensare all’apparentemente innocuo Emilio Fede, che quotidianamente lava il cervello ad oltre un milione di italiani.

Come non credere che esistano persone con delle visioni distorte di come la vita debba essere vissuta, non in armonia con gli altri e con il pianeta ma come una corsa sfrenata verso il successo e l’autoglorificazione. Ed è più che naturale che in un sistema come il nostro siano proprio queste persone a rivestire le posizioni più prestigiose.

Chiudo qui questa premessa e vi lascio all’ennesimo lavoro di ricerca di Massimo Mazzucco, un interessantissimo documentaro sulle cure alternative al cancro. Provate a guardarlo evitando di cadere nei soliti pregiudizi.

Vedi gli altri documentari consigliati dai Silenti

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900 PAGINE
1.500 piante menzionate
1.800 riferimenti bibliografici scientifici riportati in nome della EVIDENCE BASED MEDICINE
e 60 ALLEGATI

Edizione Giugno 2009

E’ consentita la libera diffusione del presente libro da parte di chiunque, a mezzo stampa e/o su supporto elettronico (CD-ROM o INTERNET), purchè non a scopo di lucro o di profitto.

Giuseppe Nacci, nasce nel 1964. Laureatosi in Medicina e Chirurgia con la tesi: L’Immuno-scintigrafia nella diagnosi tumorale, vince una Borsa di studio e frequenta il Servizio di medicina nucleare dell’Istituto Scientifico dell’ospedale San Raffaele di Milano, collaborando alla ricerca e alla preparazione in laboratorio di liposomi Stealth radioattivi per la diagnosi e la terapia oncologica, conseguendo in seguito la specializzazione in Medicina nucleare presso la Cattedra di Medicina nucleare del Prof. Gian Luigi Tarolo con la tesi La scintigrafia con radiofarmaci ad emissione di positroni e ad emissione di fotoni singoli: loro rapporto dosimetrico con la radiologia trasmissiva a raggi X in alcune indagini diagnostiche.

La sua attività presso il San Raffele intervallata da funzioni di ricerca presso il Dipartimento di Medicina nucleare dell’Istituto Europeo di Oncologia gli fornisce una particolare specializzazione inerente la Radio-Immuno-Terapia (R.I.T.) con anticorpi monoclonali nell’ambito di una nuova tecnica di pre-targeting adottata in collaborazione con altri Istituti europei e americani fra cui la University of California, tanto da raggiungere risultati altamente positivi.

Nel maggio 2000, Giuseppe Nacci pubblica, con il sostegno editoriale della Fondazione Callerio Onlus-Istituto di Ricerche Biologiche, il risultato di una sua sorprendente scoperta. Si tratta del libro, fuori commercio, La Terapia dei tumori con Gadolinio 159 in Risonanza Magnetica Nucleare, edizioni Italo Svevo, fissando, con apposito brevetto, l’impiego dell’importante radio-isotopo.

Nell’agosto del 2002 la rivista scientifica Minerva Medica (vol. 93, n.4, pp. 227-276) ospita un suo “review sugli Effetti biologici di un’esplosione nucleare”, che introduce un  nuovo sistema in scala colorimetrica, di valutazione semplice e immediata, dei danni provocati dal Fall out sulla popolazione civile, fornendo indicazioni sulle linee di condotta raccomandate per un Progetto di Protezione Civile a lungo termine.

Attualmente il dott. Giuseppe Nacci svolge la sua attività presso il Servizio Sanitario Regionale del Corpo della Guardia di Finanza, funzione che ha assunto in qualità di Dirigente, sin dall’ottobre del 1998.

FONTE: http://www.procaduceo.org

Grazie a Matteo C. per la segnalazione e la fornitura del testo.


LE AVVENTURE DI SMILING BUSH 01

Pubblicato: 2 luglio 2009 da Willoworld in FUMETTI, GUERRA, POLITICA
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Le Avventure di Smiling Bush01

Clikka sul fumetto per ingrandire.

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SPOSARSI PRIMA DI MORIRE DI CANCRO

Pubblicato: 4 aprile 2009 da Willoworld in FOTOGRAFIA
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Questo reportage fotografico in cui mi sono imbattuto per caso mi ha colpito profondamente. Questa é una di quelle situazioni in cui una manciata di immagini possono dire tutto e di piú. L’ultimo scatto é qualcosa di devastante.

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STORIA DI RENÉ CASSIE

Pubblicato: 23 marzo 2009 da Willoworld in SALUTE, SCIENZA
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L’ennesimo documentario da “brividi” di luogocomune.net.

Fonte: Luogocomune.net

IL CANCRO NON É UNA MALATTIA

Pubblicato: 7 giugno 2008 da Willoworld in SALUTE
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Estratto dal libro Cancer is not a disease di Andreas Moritz
Traduzione di Gianluca Freda

Ciò che state per leggere potrebbe sconvolgere o smantellare dalle fondamenta tutto ciò che credete di sapere sul vostro corpo, sulla salute e sulla guarigione. Il titolo [di questo libro], Il cancro non è una malattia, potrà essere spiazzante per molti, provocatorio per alcuni, certo incoraggiante per tutti. Questo libro rappresenterà una rivelazione per coloro che possiedano una mente sufficientemente aperta da prendere in considerazione la possibilità che il cancro e altri disturbi debilitanti non siano vere e proprie malattie, bensì un ultimo disperato tentativo del corpo di restare in vita finché le circostanze lo permettono.

Forse resterete stupiti nell’apprendere che una persona affetta dalle principali cause del cancro (che sono poi la vera malattia) morirebbe probabilmente molto in fretta se non sviluppasse cellule cancerose. In quest’opera, cercherò di fornire le prove di questo fatto.

Affermo anche che il cancro compare soltanto dopo che tutte le altre difese e tutti gli altri meccanismi di guarigione dell’organismo hanno fallito. In circostanze estreme, l’esposizione a quantità massicce di agenti in grado di causare il cancro (carcinogeni) può provocare un collasso delle difese dell’organismo nell’arco di qualche settimana o qualche mese e permettere la crescita rapida e aggressiva di un tumore. Normalmente, però, ci vogliono molti anni, o perfino decenni, perché questi cosiddetti “tumori maligni” si formino.

Sfortunatamente, l’incomprensione di base o l’assoluta mancanza di conoscenza sulle ragioni che stanno dietro alla crescita dei tumori hanno trasformato i tumori “maligni” in mostri spaventosi senza altro scopo che quello di ucciderci per punirci dei nostri peccati o di aver abusato del nostro corpo. Invece, come state per scoprire, il cancro è dalla nostra parte, non contro di noi. Se non modifichiamo la nostra percezione di ciò che il cancro è realmente, esso continuerà a resistere alle cure, soprattutto ai metodi più “avanzati”. Se avete il cancro, e se il cancro è davvero parte di un complesso meccanismo di sopravvivenza del corpo e non una malattia – come io sostengo – dovrete trovare delle risposte alle seguenti, pressanti domande:

– Quali ragioni spingono il vostro corpo a sviluppare cellule cancerose?

– Una volta identificate queste ragioni, sarete in grado di modificarle? Che cos’è che determina la tipologia e la gravità del cancro da cui siete affetti?

– Se il cancro è davvero un meccanismo di sopravvivenza, cosa bisogna fare per impedire al corpo di ricorrere a questa drastica misura difensiva?

– Poiché il design genetico originale del corpo favorisce sempre la preservazione della vita e la protezione contro le avversità di ogni tipo, perché il corpo dovrebbe permettere l’autodistruzione?

– Perché quasi tutti i tipi di cancro tendono a scomparire da soli, senza bisogno di interventi medici?

– Le radiazioni, la chemioterapia, la chirurgia, servono davvero a curare il cancro oppure coloro che sopravvivono al cancro guariscono per altre ragioni, NONOSTANTE questi trattamenti radicali e pieni di effetti collaterali?

– Che ruolo giocano la paura, la frustrazione, l’autocommiserazione e la rabbia repressa nell’origine e negli esiti del cancro?

– Qual è la lezione di crescita spirituale che viene dal cancro?

Per affrontare le cause che stanno alla radice del cancro, dovrete trovare risposte concrete e soddisfacenti alle domande suddette. Se sentite in voi l’urgenza di dare un senso a questo evento in grado di cambiare la vita (il cancro è appunto questo), probabilmente ne guarirete. Il cancro può essere la vostra più grande opportunità di ripristinare l’equilibrio in tutti gli aspetti della vostra vita, ma può anche essere messaggero di traumi e sofferenze di enormi proporzioni. In un caso o nell’altro, siete sempre voi che controllate il vostro corpo.
(altro…)

I SUCCESSI DELLA MEDICINA UFFICIALE SUL CANCRO

Pubblicato: 22 aprile 2008 da Willoworld in SALUTE
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Alcuni brani tratti dal libro Kankropoli, di Alberto Mondini,

“Iniziamo a vedere cosa realmente viene fatto a chi oggi si ammala di cancro.
Nella stragrande maggioranza dei casi si usano, dove è possibile, unicamente tre metodi: l’asportazione chirurgica, la chemioterapia e l’irradiazione.
Il primo rimedio è del tutto inutile, perché il tumore non è che lo stadio finale e più visibile di una situazione patologica che coinvolge tutto l’organismo. Pertanto, dopo l’asportazione, la recidiva è quasi la regola, in quanto le difese immunitarie del paziente saranno ulteriormente indebolite dal trauma delle ferite, dall’intossicazione dell’anestesia, dagli antibiotici e dagli altri medicinali.
Gli altri due metodi si basano sul fatto che le cellule cancerose sono più deboli di quelle sane, pertanto, sotto l’azione di veleni o di radiazioni ionizzanti, sono le prime a morire.
Questa constatazione porta però a una delle pratiche più insensate della storia della medicina: avvelenare ed irradiare il paziente per guarirlo! Anche la persona meno informata, riesce a comprendere che guarigione significa miglioramento della salute.
Nessuno pensa che l’inquinamento, gli esperimenti atomici o l’incidente di Chernobyl siano i provvidenziali vantaggi dei nostri tempi per mantenerci sani.
Nei fatti, anche con la chemioterapia e l’irradiazione, dopo un iniziale, apparente successo, il malato, con il sistema immunitario massacrato, indebolito nel corpo e nella mente, svilupperà generalmente in breve tempo un nuovo tumore, questa volta ancor più difficile da curare.
Eppure, specialmente negli ultimi mesi, in occasione dei vari dibattiti sulla cura Di Bella, avrete sentito fior di luminari, illustri primari, grandi ricercatori, sostenere che le critiche alle attuali terapie oncologiche non hanno ragione di esistere, che la medicina ha fatto enormi passi in avanti, che le percentuali di guarigione sono già nell’ordine del 50% e che tale percentuale è in fase di crescita.
In conclusione, la medicina sta facendo il proprio dovere ed i soldi assegnati alla ricerca hanno dato i frutti sperati.

Vediamo ora quali sono, in realtà, i grandi progressi che da alcuni anni la scienza sta compiendo nel campo della lotta ai tumori.
Riunione del settembre 1994 del President’s Cancer Panel:
“Tutto sommato, i resoconti sui grandi successi contro il cancro, devono essere messi a confronto con questi dati” aveva detto Balair, indicando un semplice grafico che mostrava un netto e continuo aumento della mortalità per cancro negli Stati Uniti dal 1950 al 1990. “Torno a concludere, come feci sette anni fa, che i nostri vent’anni di guerra al cancro sono stati un fallimento su tutta la linea. Grazie”.
Chi è questo personaggio che esprime idee così eretiche, un medico alternativo? Un ciarlatano come è stato definito Di Bella? Un guaritore che approfitta dei poveri malati? Uno che non conosce le percentuali di guarigione?
Purtroppo per loro, niente di tutto questo. Risulta difficile definire ciarlatano o incompetente, John C. Balair III, insigne professore di epidemiologia e biostatistica alla Mc Gill University, uno dei più famosi esperti di oncologia degli Stati Uniti e dell’intero pianeta.
Non parlava del resto ad una platea di sprovveduti; il President’s Cancer Panel è nato in conseguenza del National Cancer Act, un programma di lotta contro il cancro, firmato dal presidente americano Richard Nixon il 23 dicembre 1971 e per cui si sono spesi fino al 1994 ben 25 miliardi di dollari.
I dati relativi alla situazione delle lotta al cancro vengono forniti direttamente al Presidente degli Stati Uniti.
La conclusione principale di Balair, con cui l’NCI (National Cancer Institute) concorda, è che la mortalità per cancro negli Stati Uniti è aumentata del 7% dal 1975 al 1990.
Come tutte quelle citate da Balair, questa cifra è stata corretta per compensare il cambiamento nelle dimensioni e nella composizione della popolazione rispetto all’età, cosicché l’aumento non può essere attribuito al fatto che si muore meno frequentemente per altre malattie.
La mortalità è diminuita per tumori quali quelli del colon e del retto, dello stomaco, dell’utero, della vescia, delle ossa, della cistifellea e dei testicoli. La mortalità per cancro nei bambini si è quasi dimezzata fra il 1973 e il 1989, in gran parte grazie alle migliori terapie.
Tuttavia, dato che i tumori infantili erano comunque rari, questo miglioramento – e quello più lieve registrato nei giovani adulti – ha avuto solo un effetto assai ridotto sul quadro generale.
In totale, gli incrementi della mortalità per cancro sono circa il doppio delle riduzioni.

Edward J. Sondik, esperto di statistica dell’National Cancer Institute, sostiene che vi sarebbe un aumento di oltre il 100% dei casi di cancro al polmone nelle donne fra il 1973 e il 1990. Anche il melanoma e il cancro alla prostata hanno avuto incrementi considerevoli, di oltre l’80%, in quel periodo. Sondig ha concluso che l’incidenza totale del cancro è aumentata del 18% fra il 1973 e il 1990.

“Nessun esperto del settore può continuare a credere che dietro l’angolo vi sia necessariamente tutta una serie di magnifiche terapie contro il cancro in attesa di essere scoperte” asserisce Balair ribadendo di averne abbastanza della continua sfilata di notizie sensazionali che fanno credere che una cura risolutiva stia per essere messa a punto.
Le chemioterapie esistenti, nonostante i progressi, sono ancora armi a doppio taglio. Alcuni dei trattamenti per il linfoma e la leucemia inducono altri tumori, dopo il completamento della terapia per la malattia originaria.

Non notate una leggera disparità tra i dati che avete letto ora e le statistiche trionfalistiche che avete sentito dai famosi clinici italiani? Forse può dipendere dal lasso di tempo intercorso, in fondo questi dati risalgono al 1993, magari la situazione è notevolmente migliorata.
Vediamo allora cosa afferma Balair nel 1997 su New England Journal of Medicine, una delle più prestigiose riviste mediche a livello mondiale: “La guerra contro il cancro è lontana dall’essere vinta. L’efficacia dei nuovi trattamenti contro sulla mortalità è molto deludente”. Il Giornale – Inchiesta sul cancro n°1

Se non siete ancora convinti, o semplicemente desiderate ulteriori dati, eccone altri due. Il primo è la vasta indagine condotta per 23 anni dal Prof. Hardin B. Jones, fisiologo presso l’Università della California, e presentata nel 1975 al Congresso di Cancerologia, presso l’Università di Barkeley. Oltre a denunciare l’uso di statistiche falsificate, egli prova che i cancerosi che non si sottopongono alle tre terapie canoniche sopravvivono più a lungo o almeno quanto chi riceve queste terapie. Come dimostra Jones, le malate di cancro al seno che hanno rifiutato le terapie tradizionali, mostrano una sopravvivenza media di 12 anni e mezzo, quattro volte superiore a quella di 3 anni raggiunta da colore che si sono invece sottoposte alle cure complete.
Il secondo caso riguarda uno studio condotto da quattro ricercatori inglesi, pubblicato su una delle più importanti riviste mediche al mondo: The Lancet del 13/12/1975 e che riguarda 188 pazienti affetti da carcinoma inoperabile ai bronchi. La vita media di quelli trattati con chemioterapia completa fu di 75 giorni, mentre quelli che non ricevettero alcun trattamento ebbero una sopravvivenza media di 220 giorni.

FONTE: Pensierolaterale.blog