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Ieri il Papa Benedetto XVI, mentre era in visita a Barcellona, ha difeso strenuamente le famiglie tradizionali e i diritti del nascituro, attaccando direttamente le leggi spagnole che consentono il matrimonio gay, il divorzio fast-track e un più facile accesso agli aborti.

È la seconda volta in altrettanti giorni che Benedetto critica le politiche del governo socialista spagnolo, chiedendo all’Europa nel suo insieme di riscoprire gli insegnamenti cristiani ed applicarli alla vita quotidiana.

Mentre si dirigeva alla basilica, circa 200 gay e lesbiche hanno organizzato un ‘kiss-in’ per protestare contro la sua visita e le politiche di Chiesa che considera gli atti omosessuali “intrinsecamente disordinati”. Più tardi, alcune centinaia di donne hanno sfilato per protestare contro il loro status di seconda classe nella chiesa e l’opposizione del Vaticano al controllo delle nascite.

La domanda sorge spontanea: ma i soldi dei viaggi per fare certe figure di M. chi glieli dà, l’8 per mille?

Ecco alcune immagini della bella protesta di ieri.

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Ci risiamo… bombe sui civili, bambine uccise al check point, violenza, tortura e pratiche di morte. Ormai le notizie di questo tipo ci entrano da una parte e ci escono dall’altra. Siamo diventati immuni alle ingiustizie di guerra. Assimiliamo le notizie come fossero pezzi di pasticceria, le addentiamo, le digeriamo e poi le risputiamo fuori dal culo. Ci ricordiamo solo delle più succulente, quelle ripiene alla crema, le avventure del Bilosco con le ragazzine, il vincitore del Grande Fratello, il finale del campionato. Tutto ciò è deplorevole, gente. Si, esattamente. Tutto questo è assolutamente inammissibile.

Riappropriamoci di un po’ di coerenza, e smettiamola di aver paura. Tendiamo la mano. Facciamo qualcosa di utile, di giusto, di vero. A volte mi fermo a riflettere su quello che questa gente c’ha dentro, giornalisti, politici, professionisti, imprenditori, banchieri, poliziotti… possibile che ci sia solo merda? No, non ci voglio credere…

Potrei sembrare patetico, ma oggi mi va di sfogarmi e di parlare di quello che sento. Condividerlo, con parole semplici, in questi dieci minuti che mi sono ritagliato per il blog. Niente paroloni. Ne conosco pochi e poi ultimamente le parole mi stanno antipatiche. Preferisco comunicare un blues, non so se rendo l’idea. Un’idea, una scintilla, una fiammella di cambiamento. Infonderla insieme a una canzone, come questa che ho allegato al post.

Cambiare si può! Cambiare si deve… non sto parlando del fumo negli occhi di Obama. Il cambiamento non avviene dall’oggi al domani. Il cambiamento non è una faccia. Il cambiamento non è mai dall’alto. Per prima cosa iniziamo a piacerci. Riguadagniamo la nostra dignità. È il passo più importante, più difficile… se ci piacciamo diventa più facile dimostrare il nostro apprezzamento per gli altri.

C’è un’escalation di intolleranza che mette i brividi. Bisogna stare attenti… Una parola di troppo e ti lanciano addosso le peggiori ingiurie. E insieme a questo fanatismo troviamo la frivolezza dei tabloid. Chiesa e Veline, Crocifissi e Campionato, Porta a Porta e la Santa Messa. Connubi esplosivi!

Si cambia rincominciando da zero. Non è necessario buttare via tutto, ma è indispensabile iniziare a fare un bel ripulisti. Rincominciamo ad ascoltarci. Cos’è che davvero sentiamo? Che cosa veramente vogliamo? Se riusciremo a risponderci in sincerità, avremo fatto il primo passo.

Buona giornata a tutti!

scuola1La riforma Gelmini comincia a dare i suoi frutti. Forse anche i più ottusi e disinformati cominceranno a capire i motivi per i quali è stata fatta quella riforma e soprattutto perché è stata scritta in quella determinata maniera!

Sembra che per il prossimo anno 15-20 mila bambini si sposteranno dalla scuola pubblica a quella privata. I motivi di tale esodo sono presto detti e si possono riassumere in 2 punti:

  • 1) Aiuti finanziari pubblici (per le scuole private) che hanno reso meno onerose le rette.
  • 2) Genitori “disorientati” da riforma Gelmini.

Tolgono al pubblico e danno al privato, ma non un privato qualunque, bensì quello Cattolico. Sembra proprio che queste ultime siano in netto aumento come iscrizioni scolastiche e siamo solo all’inizio…
Un altro motivo sono gli aiuti delle regioni che sostengono a forza le scuole cattoliche private a discapito di quella pubblica. Il primo condottiero è Roberto Formigoni (PDL), ciellino da sempre, ma non solo lui!

Ed infatti in Lombardia alle elementari le richieste per gli istituti non statali crescono all’incirca del 15%, alle medie del 10%. Le iscrizioni per il prossimo anno sono ancora aperte, ma per il momento il prossimo settembre nella sola Lombardia oltre 8mila studenti passeranno alle paritarie. Una cifra destinata a raddoppiare se si considera tutto il centro-nord. I motivi di questo aumento? In parte gli aiuti finanziari che hanno reso meno onerosa la retta, in parte le incertezze legate ai cambiamenti introdotti dal ministro Gelmini che hanno creato molto disorientamento fra i genitori. In prima fila negli aiuti – scrive ancora il quotidiano torinese, nell’articolo firmato da Flavia Amabile – è Roberto Formigoni, governatore della regione Lombardia e ciellino da sempre. Già lo scorso anno aveva previsto 45 milioni di euro di finanziamento. Li aveva chiamati «dote per la libertà di scelta» e trovato un modo per estendere i contributi anche a famiglie non particolarmente disagiate. Infatti il 73,55% dei beneficiari ha un reddito lordo annuo che va da 30 mila fino a 198.000 euro. Aiuti pienamente riconfermati per il nuovo anno scolastico. Ma a dare una mano alle scuole private sono in tanti. Ad Omegna, in Piemonte, la giunta comunale ha previsto 18 mila euro per gli istituti non statali. Anche la Regione Piemonte non si è mostrata meno generosa: alla fine del 2008 ha dato il via libera a un buono scuola che prevede il 40% di contributo in più (con punte dell’80%) rispetto allo scorso anno per le famiglie che iscrivono i figli alla scuola paritaria. Il risultato non si fa attendere. Le iscrizioni aumentano. Gli ultimi dati ufficiali disponibili mostrano 700.118 iscritti alle scuole non statali con un aumento dello 0,8% e 952.571 iscritti alle scuole statali, pari ad un calo dell’1,5%.

Naturalmente ne faranno le spese le classi sociali più modeste, che si ritroveranno una scuola pubblica sempre più impoverita e lasciata a se a discapito di una privata sempre più sostenuta dal governo!

Se sei ignorante è più facile manovrarti e farti credere le favole. E’ questo che vogliono, eliminare la cultura, privilegiare pochi e sostenere quella vergogna chiamata Chiesa!


Come ripeto sempre: se sei informato e culturalmente preparato sarà più difficile prenderti per il culo… Da domani i nostri figli lo saranno sempre di meno!

Saluti

Riporto la notizia proprio perché il fatto é successo a pochi chilometri da casa mia. Durante la commemorazione per l’incidente aereo della Turkish Airlines avvenuto una settimana fa, una delegazione della Westboro Baptist Church ha manifestato, con i suoi soliti slogani omofobi, il suo disprezzo per l’Olanda (infatti, secondo loro, l’aereo é caduto per volere divino, per punire gli infedeli mussulmani e i peccatori olandesi). Vi rimando al video di Micheal Moore qui sopra per capire di chi stiamo parlando…

I fondamentalisti cristiani della Westboro Baptist Church hanno fatto parlare di se piu di una volta. La loro crociata contro gli omosessuali é ben documentata nel web, in primis nelle pagine del loro sito web. Andate a dargli un’occhiata a questo link. Roba da far rizzare i capelli!

Chissá se la promessa di Sean Penn, fatta mentre ritirava il premio oscar per la sua spettacolare interpretazione nel film Milk, sará mantenuta. Di sicuro non sara facile, perche di cristiani timorati da dio come quelli della chiesa battista di Westboro l’America ne é piena!

L’opinione non la lascio questa volta. Mi sembra quasi scontata, non vi pare?

Questo il volantino della manifestazione

Fonte dal quotidiano olandese De Telegraaf

L’OLOCAUSTO CANADESE NASCOSTO

Pubblicato: 18 dicembre 2008 da Willoworld in RELIGIONE, STRAGI
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Sono rimasto molto colpito dalla visione del documentario “Unrepentant: Kevin Annett and Canada’s Genocide”, che descrive la storia personale di Kevin Annett quando, nelle veste di reverendo, si è scontrato con la Chiesa Unita per il suo interessamento ai fatti accaduti nelle scuole residenziali canadesi e il genocidio commesso dai responsabili religiosi di queste scuole, dove centinaia di migliaia di bambini Nativi sono stati rinchiusi, dopo essere stati rapiti alle famiglie, e costretti a parlare solo inglese, a dimenticare la propria cultura e a professare la religione cristiana. Qui hanno subito violenze fisiche e sessuali, elettroshock, sterilizzazioni e, in molti casi, la morte. Il film ha ricevuto numerosi premi, al New York Independent Film and Video Festival nel 2006 e come miglior documentario al Los Angeles Independent Film Festival nel marzo 2007.
Potete visionare la versione sottotitolata in italiano a questo indirizzo.

Più sotto ho voluto riportare un documento estratto dal sito http://www.nativiamericani.it che riassume nei dettagli la vicenda. Buona lettura.

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Riassunto tratto da Nexus http://www.nexusitalia.com
Per approfondimenti: http://canadiangenocide.nativeweb.org/

Quello che segue è un compendio tratto dal rapporto “Hidden From History: The Canadian Holocaust – The Untold Story of the Genocide of Aboriginal Peoples by Churc and State in Canada – A Summary of an Ongoing, Indipendent Inquiry into Canadian Native “Residential Schools’ and their Legacy”, del Rev. Kevin D. Annett, MA, Mdiv.

Il rapporto è pubblicato da The Truth Commission into Genocide in Canada, un ente investigativo pubblico che prosegue l’opera dei precedenti tribunali riguardo alle scuole residenziali per i nativi, ovvero: The Justice in the Valley Coalition’s Inquiry into Crimes Against Aboriginal People, riunitasi il 9 dicembre 1994 a Port Alberni, british Columbia, e The International Human Rigths Association of American Minorities Tribunal into Canadian Residential Schools, tenutasi a Vancouver, BC, dal 12 al 14 giungo 1998. Il Direttore.

PREFAZIONE

Jasper Jospeh è un nativo sessantaquattrenne di Port Hardy, British Columbia. Gli occhi gli si riempirono ancora di lacrime quando ricorda i suoi cugini, uccisi nel 1944 con iniezioni letali dal personale del Nanaimo Indian Hospital. Avevo soltanto otto anni, e ci avevano mandato dalla scuola residenziale anglicana di Alert Bay al Nanaimo Indian Hospital, quello gestito dalla Chiesa Unitaria. Li mi hanno tenuto in isolamento in una piccola stanza per più di tre anni, come se fossi un topo da laboratorio, somministrandomi pillole e facendomi iniezioni che mi facevano star male. Due miei cugini fecero un gran chiasso, urlando e ribellandosi ogni volta. Così le infermiere fecero loro delle iniezioni, ed entrambi morirono subito. Lo fecero per farli stare zitti. (10 novembre 2000) A differenza del popolo tedesco dopo la seconda guerra mondiale, noi canadesi dobbiamo ancora venire a conoscenza, per non parlare di fare ammenda, del genocidio che abbiamo perpetrato nei confronti di milioni di individui conquistati: uomini, donne e bambini indigeni deliberatamente sterminati dal nostro stato e dalla nostra chiesa, convinti della loro supremazia razziale. Già dal novembre del 1907 la stampa canadese attestava che il tasso dei decessi all’interno delle scuole residenziali indiane superava il 50%(vedere Appendice, articoli giornalistici chiave).Tuttavia negli ultimi decenni la realtà di un tale massacro è stata rimossa dalla storia e dalla coscienza pubblica del Canada. Non c’è da stupirsene, perchè quella storia occultata rivela un sistema il cui scopo era quello di distruggere la maggior parte della popolazione nativa tramite malattie, trasferimenti e omicidi belli e buoni, “assimilando” nel contempo una minoranza di collaborazionisti che venivano addestrati a servire quel sistema genocidi. Questa storia di genocidio deliberato coinvolge ogni livello governativo del Canada, la Royal Canadian Mounted Police (RCMP), ogni chiesa principale, grandi corporazioni e polizia, medici e giudici locali. La rete di complicità di questa macchina assassina era, e rimane così estesa che il suo occultamento ha richiesto un altrettanto elaborata compagna di copertura, organizzata nelle più alte sfere di potere del nostro paese; una copertura che continua tuttora, in particolare adesso che i testimoni oculari degli omicidi e delle atrocità, perpetrati presso le “scuole” residenziali per nativi gestite dalla chiesa, si sono fatti avanti per la prima volta. Perché erano le “scuole” residenziali a costituire i campi di sterminio dell’olocausto canadese e all’interno delle cui mura, secondo statistiche governative, circa la metà dei bambini lì spediti per legge morirono o scomparvero. Secondo un sopravvissuto queste 50.000 vittime svanirono, così come i loro cadaveri – “come se non fossero mai esistiti”. Ma esistevano eccome. Erano bambini innocenti, uccisi da percosse e torture e dopo essere stati deliberatamente esposti a tubercolosi e ad altre malattie da dipendenti salariati delle chiese e del governo, in base ad un progetto generale di “Soluzione Finale” concepito dal Dipartimento Affari Indiani e dalle chiese cattolica e protestante. Con tale approvazione ufficiale del massacro, emanata da Ottawa, le chiese responsabili dell’annientamento dei nativi in loco si sentirono incoraggiate e protette a sufficienza da dichiarare per tutto il 20mo secolo una guerra totale alle popolazioni indigene non cristiane. Le vittime di tale guerra non furono soltanto i 50.000 bambini morti delle scuole residenziali, ma anche i sopravvissuti, la cui attuale condizione sociale è stata descritta dai gruppi per i diritti umani delle Nazioni Unite come quella di “una popolazione colonizzata al limite della sopravvivenza, con tutte le caratteristiche di una società dal terzo mondo”. (12 novembre 1999)

PER CONTINUARE A LEGGERE SCARICATE IL PDF

FONTE: www.nativiamericani.it

CENSURA OMOFOBA

Pubblicato: 17 ottobre 2008 da Willoworld in RELIGIONE, RIFLESSIONI
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Sono rimasto male quando ho saputo che questa locandina è stata censurata in Italia. Si trattava di una campagna per la sensibilizzazione degli omofobi, una brutta realtà del nostro macho-bel-paese. Ovviamente c’è di mezzo la chiesa (che i diavoloni della Guzzanti se li portino via tutti quei pretacci!) che non accetta minimamente la prova scientifica che non si è omosessuali per scelta ma lo si è per natura. Ma si sa, la chiesa non accetta tante cose che la scienza ci insegna… Povero Galileo, mi vien da pensare….

Vivendo in una società che su questa questione ha una posizione d’avanguardia, vi confesso che mi sento non poco in imbarazzo. Banana Republic perdipiù omofoba! In Olanda si frequentano più da vicino le realtà gay, perchè non si ha paura di venire allo scoperto. Io e mia moglie conosciamo almeno quattro coppie omosessuali, due delle quali sposate e una con un figlio. Non saprei cos’altro aggiungere al riguardo. La gente quassù non ne parla nemmeno. Anni fa ci fu un referendum e il 75% della popolazione era daccordo a far sposare i gay e farli crescere un figlio. Democrazia, tutto qui, quella che si sbandiera quando ci fa comodo.

Tornando alla foto di questa campagna pubblicitaria, io la trovo molto profonda, davvero bella. È un peccato che sia stata censurata. Un altro passo indietro del vecchio (ormai quasi medioevale) stivalone. Un’altra occasione persa.
Peccato!

zak

Il nuovo prete era molto nervoso per la sua prima messa e quasi non
riusciva a parlare.
Domandò quindi all'Arcivescovo come poteva fare per rilassarsi
e questi gli suggerì
di mettere un pochino di Tequila nell'acqua della messa.

Così fece.
Si sentì così bene che avrebbe potuto dare la predica
in mezzo ad un tempesta.
Però quando tornò in canonica, trovò la seguente lettera
dell'Arcivescovo:

"Caro Don Angelo,
qualche appuntospicciolo:
  • La prossima volta, metta un po’ di Tequila nell’acqua non viceversa,
  • e non sta bene mettere limone e sale sul bordo del calice.
  • La manica della tonaca non deve essere usata come tovagliolo.
  • Ci sono 10 comandamenti e non 12. ci sono 12 discepoli e non 10.
  • I vizi capitali non sono i peccati degli abitanti di Roma.
  • Non ci si riferisce a Gesù Cristo e ai suoi discepoli come “JC e la sua rock band”.
  • Non ci si riferisce a Giuda come “quel figlio di puttana”,
  • e sua madre e suo padre non erano rispettivamente una zoccola e un ricchione.
  • Il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo non sono “Il Vecchio, il Junior e il fantasmino”.
  • La toilette dove ha orinato a metà messa in realtà era un confessionale… e non è bello bestemmiare perché non hanno messo lo sciacquone.
  • L’iniziativa di chiamare il pubblico a battere le mani è stata lodevole, però ballare la macarena e fare il trenino mi pare esagerato.
  • L’acqua santa serve per benedire e non per rinfrescarsi la nuca sudata.
  • Le Ostie vanno distribuite ai fedeli che si comunicano, non devono essere considerate alla stregua delle patatine come antipastini e accompagnate dal vino santo.
  • Quello sulla croce, anche se con la barba assomiglia a Che Guevara, non era lui ma Nostro Signore Gesù Cristo, Berlusconi è il proprietario di Mediaset ma non ancora il “boss” della Chiesa Cattolica.
  • Cerchi di indossare le mutande, e quando ha caldo eviti di rinfrescarsi tirando su la tonaca.
  • I peccatori quando muoiono vanno all’inferno, non “a farsi fottere”.
  • La messa deve durare 1 ora circa e non 2 tempi di 45 minuti, e quello che gira vestito di nero è il sagrestano, non “quel cornuto dell’arbitro”.
  • Quello che le stava seduto di fianco ero io, il suo Arcivescovo, non “…una checca in gonna rossa”.
  • La formula finale corretta è “La Messa è finita, andate in pace” e non “Che mal di testa, andate tutti fuori dai coglioni”.
Per il resto mi pare andasse tutto bene.

L'Arcivescovo."

Donzauker