Posts contrassegnato dai tag ‘corruzione’

In questo video pongo 4 domande a chi vota il PDL e mi chiedo come sia possibile che Berlusconi esaudisca le promesse che lancia quando ciò recherebbe danno proprio alla sua persona…

Chi detiene così tanti conflitti di interesse come può realmente fare il nostro bene? Naturalmente non è l’unico, anche a sx ne hanno molti e devono farci i conti ma forse lui ha i più macroscopici…

Attendo qualche risposta dagli elettori PDL.

Saluti

Leggendo un articolo sul Corriere mi sono reso conto di quanto sia lapalissiano il voler salvare a tutti i costi anche David Mills dal processo! Non ce lo nascondono neanche più, viene detto e fatto tutto alla luce del sole come se fosse la cosa più naturale di questo mondo!

Chi ha un briciolo di onestà intellettuale si è reso conto che il Lodo Alfano è stato fattoesclusivamente per salvare Berlusconi dai suoi procedimenti giudiziari e che queste ultime manovre (prescrizione breve) viene fatta con l’unico scopo di salvare Mills, avvocato corrotto per non dire tutta la verità in dei processi a favore di Berlusconi!
 
E’ indubbio che se dovesse venire confermata la sentenza anche in Cassazione (e ci sono tutti gli elementi per pensarlo) ci sarebbe una sentenza che inequivocabilmente condannerebbe anche Silvio Berlusconi, perché se c’è un corrotto c’è anche CHI lo ha corrotto!
 
Qui non basta più una rivolta dei sensi, per spiegare alla gente cosa ci stanno facendo per preservare i loro traffici ci vuole non so che, non ne ho davvero idea, stiamo cadendo sempre più in basso e ogni volta volta l’indice della sensibilizzazione per questi eventi, che ci colpiscono TUTTI, viene stabilizzato sempre uno scalino sotto!
 
Saluti

RAPPRESENTANTE D’ITALIA

Pubblicato: 21 maggio 2009 da Willoworld in FUMETTI, POLITICA
Tag:, , , ,

PRESIDENTE CORRUTTORE

“Mentì per salvare Berlusconi” Per questo l’avvocato inglese David Mills è stato condannato a Milano a 4 anni e 6 mesi dai giudici milanesi. Il legale, condannato per corruzione in atti giudiziari agì “da falso testimone “per consentire a Berlusconi e alla Fininvest l’impunità dalle accuse, o almeno, il mantenimento degli ingenti profitti realizzati”. E’ questo uno dei passaggi delle motivazioni (leggi il documento completo), circa 400 pagine, della sentenza con la quale il tribunale di Milano ha motivato la condanna del legale inglese. Motivazioni delle quali si parlerà anche in Parlamento: il premier ha annunciato che riferirà sulla vicenda alle Camere.

Mills, scrivono i giudici nelle motivazioni, “ha agito certamente da falso testimone da un lato per consentire a Silvio Berlusconi e al gruppo Fininvest l’impunità dalle accuse, o, almeno, il mantenimento degli ingenti profitti realizzati attraverso il compimento delle operazioni societarie e finanziarie illecite compiute sino a quella data, dall’altro ha contemporaneamente perseguito il proprio ingente vantaggio economico”. I giudici milanesi ricordano che oltre ai 600mila dollari ritenuti “il prezzo della corruzione”, Mills nel 1996 percepiva direttamente da Berlusconi almeno 45mila sterline dichiarate al fisco inglese. “Enormi somme di denaro, estranee alle sue parcelle professionali” che il legale riceveva da Berlusconi.

In pratica, scrivono ancora i giudici, “la condotta di Mills era dettata dalla necessità di distanziare la persona di Silvio Berlusconi dalle società off shore, al fine di eludere il fisco e la normativa anticoncentrazione, consentendo anche, in tal modo, il mantenimento della proprietà di ingenti profitti illecitamente conseguiti all’estero, la destinazione di una parte degli stessi a Marina e Piersilvio Berlusconi”. In sostanza, per i giudici, “il fulcro della reticenza di Mills, in ciascuna delle sue deposizioni, sta nel fatto che egli aveva ricondotto solo genericamente a Fininvest, e non alla persona di Silvio Berlusconi la proprietà delle società off shore, in tal modo favorendolo in quanto imputato in quei procedimenti”.

La condanna per l’avvocato inglese era arriva nel febbraio di quest’anno. A conclusione di un’inchiesta che tirava in ballo il premier e che aveva visto una prima ammissione di colpa di Mills. Il legale nel luglio del 2004 aveva raccontato ai pm di aver ricevuto 600mila dollari dal gruppo Fininvest per dire il falso nei processi in cui era coinvolto Berlusconi: le tangenti alla Guardia di finanza e All Iberian.

Poi, nel gennaio 2009, la ritrattazione e il tentativo di discolpare il presidente del Consiglio (la cui posizione è stata stralciata in seguito all’approvazione del “Lodo Alfano” che garantisce l’imminutà alle alta cariche dello Stato). Una svolta che permise al premier di evitare il rinvio a giudizio per corruzione chiesto dia giudici nel 2006.

Per giustificare la retromarcia Mills disse di aver temuto guai con il fisco inglese (“temevo che scoprisse dei miei versamenti non dichiarati”). Poi le scuse a Berlusconi. Una ricostruzione che, però, non ha convinto i giudici.


Saluti

censuraHo aspettato un po’ di giorni.
Martedì c’è stata la sentenza sul
processo (Berlusconi) Mills ma a quanto pare questa notizia non ha destato particolare clamore, almeno in Italia, dove le tv e giornali hanno praticamente ignorato l’evento. Eppure era importante; si condannava un avvocato che ha reso falsa testimonianza in due processi per agevolare le aziende di Berlusconi. L’avvocato è stato condannato per aver incassato 600 mila dollari da un famigerato signor B.

Al processo non era presente nessuna delle nostre tv, ad eccezione della locale Telelombardia, come se tutto ciò non stesse accadendo. I telegiornali (molti hanno del tutto ignorato la notizia) nei loro titoli non hanno messo questa notizia e l’hanno sbrigata velocemente con qualche minuto all’interno di essi. I quotidiani stessa cosa, basti pensare che il Corriere della Sera ha risolto la faccenda mettendola in un mini spazio in prima pagina, senza neanche nominare Berlusconi per poi darla intera, ma in formato ridotto, oltre la ventesima pagina.

Eppure che la notizia fosse importante lo dimostra il fatto che tutti i paesi del mondo ne hanno parlato, dando ampio spazio all’evento… e il giorno della sentenza c’erano tutte le tv europee e mendiali… Tranne le nostre!

Come dicevo ad inizio articolo ho aspettato un po’, per vedere se magari nel tempo qualche specialino fosse stato fatto. Niente di niente. Hanno avuto anche la scusa buona, più di una a dire il vero… Dalle dimissioni dell’inutile Walter al Festival di Sanremo.

Mi domando: ma in Italia del processo Mills quante persone ne saranno a conoscenza?

Saluti

IMPORTANTE

Vi lascio un link dove ho riportato un articolo interessante che riguarda i diritti d’autore, dove Barbareschi ha fatto una proposta aberrante con l’unico scopo di voler censurare Internet. Ci provano in tutti i modo. Leggetelo e diffondetelo.

I SILENTI

berlusconi_mills01gLa notizia è di quelle importanti. David Mills è stato condannato a 4 anni e 6 mesi per corruzione in atti giudiziari. Dovrà pagare anche 250.000 € alle parti civili e sostenere le spese processuali.

Secondo i giudici milanesi, i 600mila dollari bonificati a Mills dalla Fininvest del ’98 sono dunque serviti a corrompere il legale inglese per testimoniare il falso – cosi’ come sostenuto dalla Pubblica accusa – in due processi che vedevano imputato l’attuale presidente del Consiglio Silvio Berlusconi (tangenti alla Gdf e All Iberian).

In un paese normale molto meno sarebbe bastato per spazzare via un politico. In Italia ho paura che neanche una condanna basterà… Va ricordato che l’altro imputato a questo processo era Silvio Berlusconi, poi uscito in quanto immunizzato dalla legge (fatta da lui) Lodo Alfano.

La carta vincente del processo per incriminare Mills probabilmente è stata la lettera in cui era scritto che il Signor B. aveva dato dei soldi all’avvocato per testimonianze “morbide”. Staremo a vedere quando saranno rese pubbliche le motivazione di sentenza.

Saluti

FONTE: asca.it

lapr_13425179_57440Quando uno è inquisito, condannato o complice in qualche affare truffaldino la nostra politica (in particolar mondo quella del PDL ma anche del PD) pensa che sia giusto dargli una seconda (o terza, quarta, quinta, dipende da quanti reati ha commesso e da quante volte lo hanno beccato…) possibilità. Ed è quello che fa sempre Berlusconi, perché lui è un uomo dal cuore grande e agli inquisiti non dice mai di no…

La notizia è questa: Del Turco ha espresso la volontà di volersi candidare nel PDL alle prossime europee, se il partito lo accetterà. Del Turco è quella persona che fu arrestata e inquisità per sanitopoli quando era governatore dell’Abruzzo per conto del centro sx. Ha anche aggiunto che non voterà Carlo Costantini (anzi si augura che perda, sarà troppo onesto per i suoi gusti?), ma penso che quest’ultimo ne sia ben felice.

Cmq il cerchio si è chiuso, o meglio si chiuderà quando il PDL accoglierà l’inquisito Del Turco nelle fila del suo partito. La morale è sempre quella; quando sei condannato, inquisito o sporco e ti cacciano da qualche poltrona; non preoccuparti, perché un posto nel parlamento italiano o in quello europee non si nega a nessuno!

ARTICOLO

Saluti inquisiti.

ITALIANI, FATE COME ME: EMIGRATE!

Pubblicato: 15 aprile 2008 da Willoworld in POLITICA
Tag:, , ,

ECCO COSA PENSANO ALL’ESTERO DEL NOSTRO PAESE, DEI NOSTRI POLITICI E DI QUESTE INUTILI ELEZIONI.

In Italia il reato paga, e ti può portare in parlamento

Tracy Wilkinson, Los Angeles Times, April 13, 2008

Quando voteranno in questo weekend, gli italiani potranno scegliere fra una vasta gamma di condannati, oppure la solita ballerina a go-go della TV. Per non parlare di amici personali, parenti e in un caso anche del massaggiatore personale dei leader di partito che mettono insieme i loro possibili governi.

I reati in questo paese non ti impediscono di candidarti, né sembra necessario avere delle qualifiche effettive per farlo.

La campagna elettorale per eleggere il sessantaduesimo governo in 63 anni ha messo in luce la lunga lista di problemi irrisolti che penalizzano il paese, impediscono importanti cambiamenti, e sminuiscono quella che una volta era una favolosa icona culturale.

Uno splendido paese romantico, fatto di panorami di ulivi e di antiche piazze di ciottolato, noto per il suo cibo, la sua moda e la bella apparenza, l’Italia è oggi un paese pervaso dalla corruzione, dalla crisi economica, dalla stanchezza politica e dall’impunità rampante, con un livello di vita che sta declinando rapidamente. L’inflazione è fra le più alte dell’Europa occidentale, la crescita economica la più bassa. Quantità sempre maggiori di persone denunciano di non essersi mai sentite così povere.

Lavorare in Italia è un’esperienza torbida e frustrante, a meno di appartenere alla Mafia, l’industria numero uno oggi in Italia, che secondo la Confindustria rappresenta il 7% del prodotto nazionale lordo.

Il sistema giudiziario non funziona quasi mai. Le cause possono languire non per anni, ma per decenni. I parlamentari italiani sono i più pagati di tutta Europa, ma secondo molta gente sono i meno efficaci, una elite intenta a replicare se stessa, che sembra diabolicamente intenzionata a portare a fondo il paese insieme a loro.

Con la sua tradizione politica bizantina e decadente, l’Italia è giunta a un punto di non ritorno – ha detto il sociologo Luca Ricolfi, autore della critica intitolata “L’arte del non governo”.

Impossibilità di attribuire responsabilità taglia alla radice ogni intento di dovere civico. E nessuno può illudersi che delle elezioni politiche possano cambiare le cose dall’oggi al domani.

L’uomo che in questo momento è in testa agli exit-poll, Silvio Berlusconi, è un chiassoso industriale miliardario che a 71 anni sta per diventare primo ministro per la terza volta. Per quanto abbia introdotto una certa stabilità, è accusato da più parti di governare allo scopo di arricchire se stesso, il suo impero mediatico e i suoi compari.

Berlusconi guida una lista che include il suo massaggiatore e un fascista irriducibile, come molte donne di centro destra che Berlusconi ha definito la settimana scorsa “sicuramente più carine” di quelle di sinistra. Fra di loro c’è anche una voluttuosa ballerina che normalmente appare in abiti succinti sulle sue reti nazionali.

Il suo maggiore antagonista è Walter Veltroni, popolare sindaco di Roma ed ex-comunista che ha cercato di riproporsi come fonte di cambiamento, nonostante i decenni passati in politica. Veltroni è alla guida di un raggruppamento informale della notoriamente frastagliata coalizione dei partiti di sinistra e di centro sinistra.

L’entusiasmo fra gli elettori è penosamente basso. Gli ascolti televisivi dei recenti interventi di Berlusconi e Veltroni sono stati frantumati dall’ennesima riedizione di un poliziesco italiano.

Gli italiani hanno assistito al naufragio di un governo dopo l’altro: dal disperato e maldestro tentativo di vendere la compagnia aerea nazionale, alla crisi della spazzatura alimentata dalla Mafia, che ha sepolto il sud e rovinato le riserve della famosa mozzarella locale, alla prematura caduta del governo uscente dovuta ad un singolo politico rimasto impigliato in faccende di corruzione dopo l’arresto della moglie.

Gli italiani si arrabbiano per questa situazione, ma la rabbia non porta automaticamente al cambiamento. Vi sono molti motivi per questo, compreso l’importanza che si dà alla priorità regionali rispetto alla coscienza nazionale, la fiducia cieca nella famiglia soltanto, ma non nelle autorità, il ruolo palliativo dell’ancora imperante Chiesa cattolica. Nonostante tutte le lamentele, gli italiani fino poco tempo fa non se la passavano nemmeno tanto male.

La reazione è quindi di rassegnazione, apatia e impotenza. Gli elettori italiani sentono di non aver una vera scelta e sanno che il governo non porterà loro alcun beneficio, e questo allontana molti di loro da un ruolo attivo nella democrazia. Una classe dominante corrotta, con chiari interessi nel mantenimento dello status quo, blocca ogni riforma effettiva.

“Questo è un sistema che sfrutta gli italiani, che succhia le migliori energie del paese, che impedisce alla meritocrazia di crescere, e obbliga chiunque ad adattarsi alle regole del gioco – dice Alexander Stille, un accademico specializzato in questioni italiane – l’Italia è sempre stato un paese in cui la gente pensa che a meno di frodare o infrangere le regole il destino è contro di te”.

Lo scorso anno, un libro per la prima volta ha messo nero su bianco la corruzione ufficiale a lungo nascosta. “La Casta” è divenuto un bestseller ed ha aperto un dibattito che ha coinvolto la nazione per mesi. Il termine casta è diventato parte del lessico nazionale ed è ora utilizzato universalmente per descrivere una elite politica indolente e straviziata.

Tra le esasperanti rivelazioni del libro:

– i membri del Parlamento italiano lo scorso anno hanno intascato i più alti stipendi in Europa (di oltre il 50% superiori a quelli dei loro colleghi britannici, tedeschi e francesi).

– il Parlamento italiano costa più di qualunque altro in Europa – 10 volte più di quello spagnolo. Nella scorsa legislatura, 16 legislatori hanno ricevuto condanne (e sono rimasti al loro posto) e un’altra decina avevano processi in corso.

– “E’ impossibile cambiare la situazione finchè le persone sono le stesse” afferma Sergio Rizzo, un giornalista e coautore di “La Casta” col collega Gian Antonio Stella. Sull’onda del malcontento, l’irriverente comico Beppe Grillo ha tenuto enormi raduni lungo il paese, raccogliendo centinaia di migliaia di firme per chiedere un limite di due legislature per i parlamentari e l’espulsione dei condannati dal loro posto. Ha evitato i tradizionali media televisivi e la stampa (sostiene siano controllati da interessi particolari) ed ha utilizzato Internet e la parola verbale per rivolgersi in particolare ai giovani. Oggi Grillo è parte di un vero movimento, e schiera anche candidati locali.

Gli italiani hanno tollerato il loro rancido sistema politico, [Grillo] afferma, essenzialmente come dei sonnambuli.

“Facciamo leggi sull’economia, ma non c’è economia”, ha detto. “Facciamo leggi sul lavoro, e non c’è lavoro. Abbiamo una costituzione che nessuno conosce. Siamo un paese che non si comporta come una nazione”.

Un socievole 59enne con una testa piena di ricci argentei, Grillo è in aspro contrasto con i politici italiani, che sfoggiano vestiti di marca e trucco perfetto. Cacciato informalmente dalla tv per il suo stile non-si-fanno-prigioneri, Grillo ha lanciato una campagna sollecitando l’Unione Europea a non inviare più fondi pubblici in Italia, che secondo lui il governo ruba o dilapida. In seguito, ha invitato la Germania ad invadere l’Italia per salvarla.

Per un momento, c’è stato un barlume di speranza che la rabbia popolare si sarebbe affermata in qualcosa di più catalitico.

Ma poi ad inizio anno il governo del primo ministro Romano Prodi è collassato in un dispetto di politici insignificanti, 20 mesi su un termine di 5 anni e prima che passasse una legge per riformare il sistema elettorale. Senza cambi ad un sistema pieno di difetti, gran parte degli analisti concordano, il paese è condannato ad un altro turno di leader politici incontentabili dediti alla lotta per il potere soffocando così riforme creative.

Tra i vari difetti, il sistema elettorale corrente dà un’influenza sproporzionata ai piccoli partiti, alcuni formati da non più di una singola persona con un po’ di soldi. E’ stato uno di questi partiti-persona a buttar giù il governo; un partito persino più piccolo, guidato da un politico di nome Pizza, ha quasi mandato a monte le elezioni del weekend quando ha scatenato un putiferio per l’utilizzo del simbolo del proprio partito.

Gli italiani vivono nel loro caotico sistema politico da generazioni.

L’indignazione è ora forte, tuttavia, poichè molti qui si aspettavano miglioramenti dopo la fine della Guerra Fredda e dopo che uno scandalo di corruzione nei primi anni 90 scosse l’establishment politico.

Invece, hanno avuto un cavalier Berlusconi e, dopo di lui, un sonnacchioso Prodi. La realizzazione che i problemi vanno oltre un singolo partito o leader è infine arrivata.

“Ci vorranno circa 10 anni per cambiare questa classe politica”, ha detto Ricolfi, il sociologo. “Ma il problema è che entro 10 anni saremo affondati così in basso che non riusciremo a venirne fuori di nuovo. Sarà troppo tardi, fine della storia”.

Questo è il link originale.

TRADUZIONE DI LUOGOCOMUNE