Posts contrassegnato dai tag ‘Demiurgus’

Nato per gioco in un weekend invernale dalla fervida mente di Demiurgus, il gioco di ruolo Avalon (f) è ispirato alla trilogia di Mamoru Oshii. Il film è ambientato in un futuro tetro, dove la popolazione si collega ad un videogioco, Avalon appunto, che utilizza una tecnica di virtualizzazione della realtà più che credibile. Nonostante la sua popolarità questo videogioco può essere mortale, lasciando i videogiocatori come vegetali nel mondo reale.

Le regole necessitano di ulteriori test, ma tutto il materiale di cui avrete bisogno per divertirvi ad esplorare il mondo creato da Oshii si trova nel manuale, consultabile e scaricabile gratuitamente a questo link. Si consiglia ovviamente la visione dei tre film, Avalon, Assoult GirlKiru Kill. Un grazie, come al solito, al grande Demiurgus per avermi fatto conoscere questo folle e affascinante scenario di gioco.

Consulta o scarica il manuale Avalon (f) 1.0

FONTE: Storie di Ruolo

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IL LIBRO DEGLI ENT

Pubblicato: 18 maggio 2010 da Willoworld in FANTASY, GIOCHI, LIBRI
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Il Libro degli Ent è un omaggio particolare a quelle splendide creature arboree del Signore degli Anelli e un simpatico strumento per giocare il gioco di ruolo GiRSA. Redatto da Demiurgus per una campagna sulla Quarta Era, la Edizioni Willoworld lo ripropone in versione digitale scaricabile gratuitamente. Questo libro fa parte di una serie di progetti editoriali che la EW porta avanti dall’inizio della sua apertura, come il precedente Liber Invocationis. Si accettano collaborazioni e idee per nuove splendide intuizioni editoriali: info@willoworld.net.

SCARICA GRATUTAMENTE IL LIBRO IN PDF (12 pagine a colori – 8,1 MB)

Fonte: Edizioni Willoworld

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Diciannovesimo numero del Corriere di Willoworld, e-nzine dedicata alla scrittura creativa. Continuano le avventure cthuloidi di Sebastian Claw. Seguono le metafisiche esperienze di Demiurgus, un racconto cyberpunk di GM Willo, tre brevi immagini di 101 Parole e le poesie di Grazia Longo e GM Willo. Scaricate il PDF a questo link.

STAMPATE, SPILLATE E FATE GIRARE!

Per gli arretrati consultate la pagina del corriere.

FONTE: www.willoworld.net

L'Albero delle Parole cop p

Esce finalmente L’Albero delle Parole, il secondo libro di Willoworld, a celebrazione dei due anni di attività del sito www.willoworld.net. Questo nuova pubblicazione dà un seguito al precedente “Complici di un gioco di dadi“, uscito alla fine del primo anno, e presenta in versione cartacea e in PDF (scaricabile gratuitamente) molte delle opere apparse negli ultimi 12 mesi sulle pagine di Rivoluzione Creativa e Willoworld. La copertina è opera di Kirsten Wagenaar (www.kartworks.net).
Come tutti i libri della Edizioni Willoworld, anche questo si avvale della licenza del Creative Commons. Potrete acquistarlo attraverso due differenti servizi per l’autopubblicazione; Blurb, in versione più economica ma con maggiori spese postali, oppure quello di Lulu, in versione più grande e ad un costo più elevato ma con spese postali inferiori. A voi la scelta.

VISITATE LA PAGINA UFFICIALE DEL LIBRO

ALTRE EDIZIONI WILLOWORLD

DUE ANNI DI WILLOWORLD (Introduzione al libro)

Sono passati due anni dall’apertura di Willoworld, il mio mondo virtuale, una piccola oasi fatta di byte, nella quale posso liberare la mia voglia di creare, comunicare, mettermi in gioco e rappresentarmi. Esattamente così, il gioco della rappresentazione, quello che continua fuori dal tavolo su cui ruzzolano i dadi. Questo libro dà un seguito al precedente “Complici di un gioco di dadi”, anche se a dire il vero i giocatori se ne sono andati da tempo. Rimangono invece le intuizioni e la voglia di raccontare.
Ma il gioco ha sempre una parte importantissima in tutto quel che faccio. Se scrivo per gioco non significa che non lo faccia con passione o convinzione. Il significato della parola “gioco” può distorcersi, se visto da altri punti di vista. Giocare non è solo divertirsi, ma anche sperimentare, testare i nostri limiti, capire il mistero, rischiare, imparare, misurarci con gli altri. Insomma, il gioco va avanti, insieme a vecchi e nuovi giocatori… continua…

FONTE: Willoworld Homepage

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Siamo arrivati al quarto numero del Corriere di Willoworld che si apre con i primi 4 capitoli del racconto a otto mani (ottomano) Il Caso Khorner. Seguono i lavori di G., Aeribella Lastelle, GM Willo, Tapigora, Charles Huxley, Marco Filipazzi, Gano e Jonathan Macini.
Mi raccomando… SCARICATE IL PDF, STAMPATE, SPILLATE E FATE GIRARE!

Per i numeri arretrati consultate la Pagina del Corriere.

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EVOCAZIONI PERVERSE (Terzo episodio del Ciclo di Udrien)

Gridia era una di quelle città tagliate fuori dalle grandi strade mercantili dell’Impero, sorta secoli fa in un territorio aspro, appollaiata alle rocce come un falco di montagna. Era il luogo ideale per portare avanti subdoli giochi di potere, lontano dagli occhi indiscreti della Guardia Reale… continua…

L’ANELLO

«Amore, hai visto per caso il mio anello?»
«Ce l’hai al dito…»
«Ma no, non la fede. L’anello che avevo al mignolo, quello fine d’argento…»
«Avevi un anello al mignolo?»
«Ma certo… che fai, mi prendi in giro?»
«Ti giuro che non te l’ho mai visto… ma sei sicuro?»
«Certo che sono sicuro… continua…

ULTIMA LACRIMA

Il SUO AMORE per ME… IL MIO AMORE PER LUI…
Il vento accarezzava i miei capelli.
Non un abito nero.
Il nero dell’angoscia.
Il nero della rabbia.
Il nero dell’ODIO.
L’odio che avevamo SCONFITTO INSIEME… continua…

LE SETTE REGINE (Quarto episodio del Ciclo di Udrien)

«Guerriero, perché ti interessano le terre del sud?»
«Non ho alcun interesse per quelle terre. Ho solo bisogno di rimanermene lontano dall’impero per un po’…»
E così il capitano del Migrante, una nave mercantile che trasportava metalli e altre materie prime, invitò a bordo lo straniero e la sua spada. Si chiamava Udrien, e il suo nome precedeva già la leggenda… continua…

GIORNATA NO

Mattina di pioggia
Umida e fredda
Neanche le cosce di Lola
Fan passare la tristezza
Oggi mi sento così
Sotto scacco alla vita
Succede a volte
E menomale
Se fosse sempre rose e fiori
Chissà che palle… continua…

FIRENZE, IL SOCIAL FORUM E LA FINE DEL 2002

Spesso mi domando se potrò mai cambiare qualcosa con le cose che scrivo. Anche una singola mente di questo triste pianeta. Chissà…
Il giorno è terminato. Il lavoro ci ha sfinito, come di consueto, e noi raccogliamo i frutti del solito ciclo. Un caldo blues che ti canta le cose giuste, l’amore, l’amicizia, e le tristi conseguenze della vita. Non si piange mai abbastanza per un buon blues… continua…

…E LE 101 PAROLE DI:

DIECI ANNI

LA LOCOMOTIVA GRASSA

Leggi anche: Letture da Spiaggia

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LA FORESTA VAMPIRA

Platani e querce secolari torreggiavano sopra la minuta figura di Mishan, cacciatore delle marche di ponente, ricordandogli le antiche leggende. La foresta era sempre stata lì, prima che l’uomo mettesse piede sul continente, prima che le navi lasciassero le sponde dell’Impero Caduto, e molto prima che le antiche guerre scoppiassero e gli uomini dimenticassero di essere stati tutti fratelli… continua…

SIAMO NATI OGGI… SIAMO!

(Barcellona, 27 Novembre 1999)

Migliaia di anni. Secoli. Un istante. Paesaggio surreale. Un posto lontano da tutto. Un luogo dove è facile perdersi d’incanto come in una fiaba. Splendida cena. I palati ne sono ancora estasiati… continua…

IL CUORE DELLA LUCERTOLA

«Ciao, come stai?»
E come cazzo dovrei stare, mi andrebbe di dirle. Invece rispondo “bene”, e sorrido pure. Non mi va di darle vantaggi. Ai suoi occhi voglio apparire forte, anche se dentro sono a pezzi, come se il cuore me l’avessero gettato nel tritacarne. Stronza… continua…

LO STREGONE RIPUDIATO

«Volete sapere perché ho abbracciato l’Ombra? Ebbene, voglio raccontarvi una storia…
…la storia di un ragazzo diverso eppure uguale, con un talento particolare per la magia… continua…

LA CHIAMATA DI CTHULHU

“O Tu che giaci morto ma eternamente sogni, odi il Tuo servo Ti chiama. Odimi, o possente Cthulhu… continua…

L’ASINO E IL POZZO

C’era una volta un asino che era caduto dentro un pozzo. Il fattore lo sentì ragliare e andò a vedere cos’era successo, ma dato che l’animale era vecchio e il pozzo andava comunque coperto, si convinse che non valeva la pena salvarlo… continua…

LETTURE IN SEPPIA

Pubblicato: 21 marzo 2009 da Willoworld in NARRATIVA
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UNO STRANO INCONTRO

É stato come se in un attimo mi avessero strappato il cuore…per fortuna la sensazione di dolore passò subito; tempo di piegare la schiena e portarsi le mani al petto che tutto era già passato. Subentrò subito però un’altra sensazione più allucinante: tutti i colori erano sfasati… continua…

STELLE MARINE

C’era una volta un vecchio uomo che amava scrivere, e per trovare la giusta ispirazione si recava vicino al mare. Prima d’iniziare a comporre usava fare delle lunghe passeggiate sulla spiaggia… continua…

IL BAGNETTO DI MIMÍ

Dagli atolli equatoriali ai freddi mari del nord, dal remoto oriente fino all’oceano aperto, evitando scogli ed iceberg, in barba ai pirati e alla flotta della regina, la nave del capitano Martin continua la sua avventura, spingendosi sempre più in là… continua…

VAMPIRO UBRIACONE

Adesso lo so: sono un Vampiro.
Non succhio sangue ma bevo vino… continua…

UNICORNI E ASTRONAVI

Corro, la terra sotto i piedi scalzi, le foglie umide e il muschio, rametti, frasche, e il profumo di humus… continua…

PRIMAVERA

Primavera, un bicchiere di vino, un bagno di sole…
«Ciao Gano, come ti butta?»
«Tutto bene… continua…

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CHELATNA LAKE
di Davide Bandinelli

Ormai sfinito dal lungo viaggio, lascio cadere le borsa impermeabile nera sul pianerottolo di Freedom House in modo scomposto. Mi tolgo lo zaino con fatica e cerco nella tasca della giacca militare le chiavi del mio piccolo Chalet. Nonostante sia iniziata l’estate la temperatura non è certo la stessa di quella che ho lasciato in Italia, e lo capisco più dal respiro affannato che si trasforma in leggere nuvole di vapore, che dalla percezione del corpo, ancora caldo dopo il lungo cammino intrapreso. Mi sembra che il viaggio sia durato un mese, sono stanco… continua…

LA MOGLIE DEL TRIPPA
di Gano

Fuori pioveva e stare dentro al bar era una bellezza. Avete presente quelle giornate di febbraio, fredde e buie, e magari tira anche un vento bastardo dal nord, di quello che ti gela dentro, e porta sempre una pioggerella fina, che sembra innocua ma poi te la ritrovi anche nelle mutande. Insomma, era giornata di quelle, e fare due chiacchiere con la Giorgia mentre mi prepara il corretto a stravecchio è come stare in paradiso. Della Giorgia ve ne ho già parlato, mi sembra… continua…

LA METAMORFOSI DI NARCISO
di Demiurgus

Bagliori bluastri di pigre sirene, un cielo piombato di pioggia che non vuol piangere su di me. Mani guantate mi frugano addosso, mi scuotono, mentre sudato li lascio fare, non m’importa…
Ho gli occhi secchi e la faccia di un morto, livido, freddo…
“…Capo, dia un’occhiata…”
Il poliziotto estrae il foglio giallastro umido di morte, l’ultimo mio scritto.
Lo estrae dal cappotto che ho indosso, madido di fango grigiastro… il suo cappotto dalle piume nere… continua…

L’URNA DEL SACRO TÉ
di Aeribella Lastelle

Nella città di Clarabia, presso il palazzo reale della principessa Gigliola, si trova l’Urna del Sacro Tè, il cui prezioso contenuto altro non è che la cosa più desiderata dell’intero continente emerso (infatti gli abitanti dei Mari non usano prendere il tè!). Il pregiato contenuto dell’Urna è un estratto di foglie incantate provenienti da una pianta sconosciuta, proveniente da una remota dimensione dello spazio. Tali foglie possono essere utilizzate infinite volte e l’infuso che ne deriva possiede poteri illimitati. Per questo motivo viene chiamato il Tè dei Desideri… continua…

RANDAGIO
di Gano

Cerchi un pasto tra i cassonetti, Fido. Un osso, avanzi di pane, o al limite lecchi il sugo che sgocciola. Non te la passi poi così male, dai!… continua…

E infine due poesie di Gano

CULO

UN MONDO A GAMBE APERTE

L’EREMITA

Pubblicato: 7 novembre 2008 da Willoworld in APPELLI, FOTOGRAFIA, NARRATIVA
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Da un’idea pescata nella Pergamena (scrivi una storia ispirata da una fotografia) mi é venuto fuori questo oggettino che é una dedica speciale a Demiurgus. La foto infatti l’ho scattata durante un soggiorno in sua compagnia all’Eremo di Camaldoli, nell’estate 2006. É probabile che questo scatto comparirá anche sulla copertina della mia nuova raccolta di racconti, in uscita a natale. Grazie Demiurgus e un augurio grande di veloce guarigione!

leremita

All’emporio di paese i bambini giocavano a dadi su un tavolino della sala comune. Fuori era una giornata di quelle da rimanere davanti alla stufa, a raccontarsi storie di fantasmi. In montagna, d’inverno, ve n’erano diverse di giornate così. Freddo, ma non abbastanza per nevicare, nebbia fitta da tagliare col temperino e una pioggerella insistente che penetrava le ossa. Meglio starsene insieme all’emporio di Aldo, che tanto la scuola era chiusa. Mancavano due giorni a capodanno.
Al tavolo dirimpetto ai ragazzi sedeva Luigi il macellaio. Chiacchierava con un signore che non si era mai visto prima. Forse era uno venuto dalla città con il bus del mattino. Al paese arrivava solo un autobus, due volte al giorno, alle sette e alle quattro di pomeriggio. Neanche la nebbia lo fermava quello!
I due parlavano del mondo e bevevano china calda. Nella sala dell’emporio, che faceva da bar, edicola, tabacchi, ricevitoria e ufficio postale, la TV era accesa, ma il volume era smorzato. Davanti vi sedeva Pierino, novantottotenne cuor di leone. A lui il volume non serviva. Era sordo come le campane.
I bambini giocavano con tre coppie di dadi, una bianca, una nera e una rossa. Il gioco era semplice, come tutti i giochi di dadi. Si tiravano quelli bianchi e bisognava superare il risultato con i rossi, mentre con quelli neri occorreva fare un totale inferiore.  I giochi di dadi, proprio per la loro semplicità, alimentavano interessanti chiacchierate.
«Chissà cosa farà l’eremita?» si chiese un bambino.
«Ha acceso la stufa. Ho visto il fumo mentre uscivo di casa» rispose un altro.
«A pensarci mi vengano i brividi…» confessò un terzo.
L’eremita viveva sulla montagna, in una casettina di pietra, accanto a un vecchio monastero abbandonato. Dal paese un sentiero si arrampicava per un chilometro attraverso un bosco di abeti, fino alla sua dimora. Ma nessuno lo aveva mai visto. Alcuni bambini pensavano che fosse solo una leggenda, altri dicevano che aveva fatto un voto a dio, perciò non poteva uscire di casa. La moglie di Aldo gli portava ogni tanto un sacchetto di provviste. Ma c’erano anche altre storie…
«Mio padre mi ha detto che è un uomo molto pericoloso…» esordì un quarto bambino.
«Anche il mio lo dice» confermò un altro.
«Non è pericoloso… è pazzo!» Queste ultime parole furono pronunciate dal bambino più grande del gruppo. Aveva dieci anni e già pensava di essere un’autorità. Perciò si arrogò il diritto di spiegare agli altri la verità sull’eremita.
«Hai capelli grigi, lunghi ed ispidi, perché non si lava mai, e una barba lanuginosa piena di pidocchi. Si ciba degli animali del bosco e li mangia crudi. Uccelli, scoiattoli, persino i ratti. Se ti avvicini alla sua casa lo puoi sentire parlare da solo. Dice cose incomprensibili, all’apparenza senza senso, ma mio padre mi ha detto che sono preghiere per il diavolo.»
Quando il bambino terminò la sua descrizione, il silenzio era calato sul gruppo, e i dadi avevano smesso di ruzzolare. In quel momento fuori il vento sembrò cantare un nuovo motivo, una canzone che metteva i brividi. L’amico del macellaio non poté fare a meno di sorridere. Aveva sentito tutto, e non perse l’occasione per intervenire, spezzando quel silenzio imbarazzante.
«L’eremita è un buon uomo…»
Tutti i bambini si voltarono verso il tavolo accanto. Era un signore distinto di una certa età, con un maglione rosso e una zazzera striata di grigio. Portava un paio di occhiali dalla montatura delicata, come quella che hanno sempre i grandi professori. Luigi sedeva accanto a lui, sorseggiando la sua china. Sotto i baffi nascondeva un sogghigno.
«Tanto saggio non deve essere se se ne sta tutto solo» dichiarò il ragazzino, cercando l’approvazione dei suoi compagni.
«Ah, ma non è da solo…» rivelò lo straniero. Chi era costui? Come mai sapeva tutte queste cose sull’eremita? I bambini adesso morivano dalla curiosità, così l’uomo riprese a parlare.
«In verità non esiste compagnia migliore della sua, ed è proprio per questa compagnia che se ne sta sulla montagna.»
«Mia nonna mi raccontava di un’arpia che gli faceva da moglie, e di un figlio nano» esordì uno del gruppo. Gli altri si girarono a guardare il compagno, pronti a sostenerlo. Perché i ragazzi, quando fanno gruppo, si azzuffano come dei gatti, ma davanti ad un adulto rimangono più uniti dei denti di una cerniera.
«È vero, lo diceva anche mia zia…» ribadì un altro.
L’uomo col maglione rosso fece una risata così grossa che si girò perfino Aldo, che se ne stava a leggere il giornale dietro al bancone. I bambini rimasero in silenzio, intimoriti più di prima.
«Non ci sono né arpie né nani lassù. C’è solo un uomo insieme a se stesso, e come vi ho già detto, non esiste compagnia migliore.»
Adesso i ragazzi si sentivano davvero confusi. Che cosa voleva dire quello straniero? Che l’eremita era solo con se stesso? Se era solo, era solo, punto e basta. Lo sconosciuto con gli occhiali da professore li stava prendendo in giro, ma nessuno aveva il coraggio di controbattere. Allora lui riprese a parlare.
«L’eremita ha avuto una lunga vita e gli sono capitate cose belle e cose meno belle. Ha avuto una moglie, che non era un’arpia ma una donna bellissima, e tre figli, che non erano nani ma dei ragazzi sani e intelligenti. Ha viaggiato molto, ha avuto tantissimi amici, è stato amato e rispettato. Col passare del tempo ha avuto anche degli insuccessi, ha perso degli amici importanti, è stato costretto a lasciare la sua città natale e a vivere di espedienti. I figli nel frattempo sono cresciuti e la moglie si è ammalata e lo ha lasciato. A quel punto lui si era accorto di essersi perduto, e l’unico modo per ritrovarsi era starsene da solo. Per questo è venuto su questa montagna. Ha comprato la casa più in disparte, quella vicina al vecchio monastero, e ha vissuto in solitudine per molti anni. Ma non è vero che non esce mai di là. Spesso scende giù all’emporio, ed è un signore distinto, al quale piace fare due chiacchiere con Aldo oppure con Luigi. Si beve la sua china calda, prende la borsa con la spesa e risale su. Se non l’avete mai visto, è solo perché pensavate che fosse un vecchio con i capelli arruffati e la barba piena di pidocchi…»
I bambini erano rimasti a bocca aperta. Le loro piccole testoline stavano ricomponendo il puzzle, ma ci sarebbe voluto ancora qualche minuto. Nel frattempo lo straniero si alzò dal tavolo, salutò prima il macellaio e poi i ragazzi. Da dietro al bancone Aldo gli passò una borsa piena di provviste. Lui pagò e se ne andò.
A Luigi scappò una risata così forte che anche Pierino, assorto davanti al televisore, riuscì a sentirla. Si girò e disse: «Ma statevene un po’ zitti laggiù!»
E così i bambini si rimisero a giocare a dadi.

FONTE: Willoworld Creativity

non doveva essere proprio cosi’ nella esportazione del filmato sono avvenute un po’ di interferenze quindi soesso si sovrappongono le immagini, ma alla fine l’ effetto sebbene non propriamente voluto non stona, sopratutto dopo l 10 volta che ho tentato di rislvere il problea alla fine ci si rassegna!! come dico per i miei post scritti in fretta e furia pieni di errori , con la punteggiatura e i discorsi che non tornano, non e’ importante la forma, ma il Contenuto!

X te Willy

Inspirato dal racconto delizioso dello Sventrapapere riposto un mio vecchio racconto di un anno fa postato nelle pagine di cainos.blogspot.com

Che sia di buon augurio per tutti noi! 😉

albero

Uhhhmmm che bello, come mi sento forte, ho appena finito di vedere la nuova Puntata di KenShiro, con tutta probabilita’ nella prossima vedro’ Ken combattere contro Rahoul, adesso e’ l’ ora di andare a fare un giretto, mi metto una maglietta rossa,come quella di ken, dovrei riuscire a convincere mia madre a comprarmene una strettissima, cosi’ forse facendo un po’ di Pesi potrei trattenendo il respiro e con un po’ di muscoli romperla, sai che spettacolo davanti agli altri bambini del giardino di Piazza Cavour……..
I pesi li ho visti al Crazy Sport ci sono in saldo, non avevo molti soldi con me, non ne ho mai, a parte la mamma che ogni tanto mi da qualcosa, papa’ mi passa 400 lire al giorno per una partita a duble Dragon, o eventualmente 2 a pacman 3d che costa 200 lire.
Comunque mi sono comprato dei polsini da tennis in spugna e me li sono messi cosi’ sembrano le fasce che ha Kenshiro, Con la faccia seria e fiera esco di casa e scendo le scale, nel tragitto che va dal portone di via di Signano n°3 fino alla Piazzetta, incomincio a canticchiarmi in testa la theme song di ken!!!!
Arrivo in Piazzetta subito un gruppo di ragazzini mi viene a salutare, e’ da un mesetto che vado e sono subito risaltato all’ occhio, sono un tipo Ganzo, e ho una buona abilita’ nello scegliere giochi divertenti, ………….. Per quello di oggi comunque, ho gia deciso.
Beh quasi scontato sara’ un gioco dove simuleremo i combattimenti del Cartone animato, se no che me li sono messi a fare i Polsini !! Chissa’ se c’e’ qualcun altro che vede kenshiro……
Ciao Matteo, ciao Massimo, come va?? che inventiamo Oggi? (domanda di cortesia)
No giocare a pallone non mi va, e poi guarda ci sono 3 4 vecchiettini poi incominciano a bofonchiare, potremmo fare finta che eravamo i personaggi di ken!
L’ idea Piace il cartone probabilmente lo vedono anche loro.
Dai su ragazzi chiamate qualcun’ altro.
Vedo Matteo, che e’ quello piu’ piccol e svelto che corre a chiamare degli altri bambini, gli dice di venire a giocare a fare finta di essere i personaggi di Ken!!! Loro chiedono con chi!!
Con Jury risponde Massimo, il Bambino che assomiglia a Kenshiro!!!
Cominciamo a Giocare, ma dopo circa una mezz’ ora notiamo dall’ altra parte del giardino del trambusto, all’ appello manca Matteo, che interpretava Burt dato che e’ il piu’ piccolo e svelto,
mentre attraversiamo il Giardino vedo Matteo, che subito mi corre incontro.
Cosa cavolo stai facendo?
Guardo la!!!!mi risponde.
Do un’ occhiata e vedo all’ inizio solo un albero Ritorto, poi osservando meglio, una figura che agile come un Gibbone si sta destreggiando fra i rami!!!
Ma Chi E’ Quello!!!!!? chiedo!!
Come chi e’!!! risponde quasi stupito Matteo, E’ Tommaso il Bambino che sa arrampicarsi sull’ Albero!
Ah si ehhh!!! mmmm, sembrava proprio una Sfida!!!!!!
MI dirigo verso l’ Albero quando sento una Voce squillante allo stesso tempo Ovattata! Decisa! Rapida!
Tommaso! Tommaso! Scendi dall’ Albero!!! Scendi dall’ Albero t’ ho detto!
Il bambino blatera qualcosa!!!!
Tommaso! Scendi Scendi t’ ho detto! lo diho ai babbo!
Il bambino si decide a scendere, la mamma fa per dargli uno schiaffone, lui lesto e veloce la schiva e sgattaiola via, cavoolo come e’ veloce, forse e’ anche piu’ veloce di Matteo.
La mamma Impreca,…………….. Tommaso sei un Crethino!
lui se ne va sbeffeggiandola.
Mi avvicino a Lui e gli dico bruscamente! Ehy tu!!!
MI chiamo Jury Vuoi giocare con noi a Kenshiro???
Si dai!! Posso Fare Ken!!!!
NO! e con uno sguardo arcigno e deciso gli mostro i Polsini!!!!
iL RESTO SONO TANTE, MA TANTE, MA TANTE sTORIE!!!