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Non so quanto ancora ci vorrà prima di essere scoperto.
Attendo trattenendo il respiro, nascosto dietro questa tenda damascata.
Nella stanza i tredici vecchi parlano con voci gravi.
Sono quasi difficili da capire le loro parole, come contornate da atichi saperi.
Lo stato di angoscia va sempre aumentando mentre la cadenza di ogni singola parola rallenta, rallenta, rallenta.
Percepisco distintamente il passare dei secondi tra ogni sillaba.
Non hanno fretta di farsi capire.
Nessuna fretta di comunicare.
Sembra più un gioco al massacro: vince chi inganna di più lo scorrere del tempo.
Voci gravi e lente, lente e accordate, sicure, pesano e misurano ogni sillaba, lentamente.
Temo di non sopportare ancora per molto l’immobilità in cui mi sono costretto.
Ho paura di essere rapito da l’istinto di saltar fuori da questo mio nascondiglio e urlare.
Solo per rompere questo rituale infinito.
Non so quanto tempo mi rimane o quanto ci vorrà ad essere scoperto.
Peggio ancora ad abituarmi a questa nenia di voci; assopirmi e farmi cullare dalla melodia assassina.
Poi una luce che rischiara la tenebra.
L’idea che salva la mia mente preda dell’oblio.
Apro la finestra che mi sta alle spalle.
Un veloce sguardo alla luna.
E spicco il volo.
“Il Mostro”
Sulle note di “D’angelo” dei Diablo swing orchestra
From: NOVOCAINA

La leggenda della Diablo Swing Orchestra risale al sedicesimo secolo DC, o almeno così ci dice la biografia di questa interessantissima band svedese che propone la sua musica su Jamendo e perciò abbraccia la filosofia del creative commons. Potete ascoltare oppure scaricare gratuitamente legalmente il loro disco The Butcher’s Ballroom a questo link.

Indiscutibile il talento di questo gruppo che propone un metal-jazz orchestrato con influenze classiche e tanta vena gipsy. Potrebbero addirittura ricordare gli Unexpect, band canadese che con il disco “In a flash aquarium” ha attratto un sacco di attenzioni sia nel panorama progressive che in quello metal.

Ma torniamo alla leggenda. Le prime apparizioni risalgono al 1501, nella fredda e buia Svezia. Grazie al loro inusuale talento, s’ingraziarono velocemente il consenso del popolo e anche quello della nobiltà. Ma la chiesa li additò quali adoratori di Satana e fece bruciare i loro spartiti. Nel 2003 due discendenti dell’originaria formazione, ritrovandosi casualmente in un negozio di dischi, decisero di far rinascere l’Orchestra del Diavolo. Non li ci volle molto per riunire i discendenti degli altri membri.

Ed eccoli qui, con tanto di leggenda (biglietto da visita davvero singolare) e le loro affascinanti melodie. Ascoltate, scaricate e godetene tutti. Ma attenti ai preti, mi raccomando!

FONTE: The Colony of Slippermen