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L'Albero delle Parole cop p

Esce finalmente L’Albero delle Parole, il secondo libro di Willoworld, a celebrazione dei due anni di attività del sito www.willoworld.net. Questo nuova pubblicazione dà un seguito al precedente “Complici di un gioco di dadi“, uscito alla fine del primo anno, e presenta in versione cartacea e in PDF (scaricabile gratuitamente) molte delle opere apparse negli ultimi 12 mesi sulle pagine di Rivoluzione Creativa e Willoworld. La copertina è opera di Kirsten Wagenaar (www.kartworks.net).
Come tutti i libri della Edizioni Willoworld, anche questo si avvale della licenza del Creative Commons. Potrete acquistarlo attraverso due differenti servizi per l’autopubblicazione; Blurb, in versione più economica ma con maggiori spese postali, oppure quello di Lulu, in versione più grande e ad un costo più elevato ma con spese postali inferiori. A voi la scelta.

VISITATE LA PAGINA UFFICIALE DEL LIBRO

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DUE ANNI DI WILLOWORLD (Introduzione al libro)

Sono passati due anni dall’apertura di Willoworld, il mio mondo virtuale, una piccola oasi fatta di byte, nella quale posso liberare la mia voglia di creare, comunicare, mettermi in gioco e rappresentarmi. Esattamente così, il gioco della rappresentazione, quello che continua fuori dal tavolo su cui ruzzolano i dadi. Questo libro dà un seguito al precedente “Complici di un gioco di dadi”, anche se a dire il vero i giocatori se ne sono andati da tempo. Rimangono invece le intuizioni e la voglia di raccontare.
Ma il gioco ha sempre una parte importantissima in tutto quel che faccio. Se scrivo per gioco non significa che non lo faccia con passione o convinzione. Il significato della parola “gioco” può distorcersi, se visto da altri punti di vista. Giocare non è solo divertirsi, ma anche sperimentare, testare i nostri limiti, capire il mistero, rischiare, imparare, misurarci con gli altri. Insomma, il gioco va avanti, insieme a vecchi e nuovi giocatori… continua…

FONTE: Willoworld Homepage

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LA SINDROME DEL SENSO DI COLPA

Carey Wolf apre gli occhi alle sette e trentacinque in punto. L’impulso viene da una zona circoscritta del cervelletto, quella destinata alle connessioni. La sveglia interna lo informa dell’ora, del giorno, dell’anno e degli appuntamenti in agenda. In meno di tre secondi Wolf è a conoscenza della temperatura esterna, di quella interna, della probabilità percentualistica di precipitazione e delle ultime news, settate secondo priorità: cronaca, politica, sport, annunci-incontri… continua…

LACRIME DI SILENZIO

É giorno, di nuovo…
Come falene impazzite gli uomini cavalcano i loro obblighi per soddisfare i loro deviati desideri. Sogni sepolti dall’abitudine e della noia, uomini che scansano il loro riflesso per la propria insicurezza.
Mi alzo stanco… continua…

VELDULE MISTE E LISO

La città é una maschera grigia di nebbia. Copre ogni cosa col suo silenzio. Sembra dormire la città, sotto una soffice coltre. Ma la città non dorme mai, nemmeno alle quattro del mattino, in quelle nottate invernali lunghe e gelide. Neanche i gatti per i vicoli, i semafori lampeggiano d’arancio, un neon rotto e una sirena il lontananza… continua…

LA DESSERTE

La famiglia Santi è venuta a casa per cena.
Siamo tutti seduti intorno al tavolino imbandito nella stanza col camino: uno stanzone che fa da camera, cucina e sala… continua…

IL MARE

A volte d’inverno vado al mare…
Sei lattine, un panino al prosciutto, otto euro e cinquanta il biglietto dell’autobus e in meno di un’ora sono in spiaggia. Da solo, perché il mare non vuole distrazioni… continua…

PIACERE, SON GANO!

Torno ad ascoltare
Le parole del cuore
Il gusto e l’odore
Dell’arte d’amare

Mi perdo nel sole
Abbraccio l’abbaglio
Di certo non sbaglio
Tentare non duole… continua…

LEGGI ANCHE: LETTURE DIETRO LA TENDA

LETTURE NEL BOSCO

Pubblicato: 15 marzo 2009 da Willoworld in NARRATIVA
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EURIDICE ELETTRICA

Il rumore dei macchinari dell’ospedale, sottile e fastidioso: un insieme di piccoli ronzii di fondo uniti a odiosi bip e respiri artificiali. La maestosa architettura neogotica dei corridoi, le luminose vetrate… non possono nascondere l’odore di medicine e di etere nell’aria… continua…

UNA PARTITA A BILIARDO

Chiusi gli occhi e le luci si accesero.
Mi trovavo in una sala da biliardo, dieci, dodici tavoli disposti in fila, pareti ricoperte di stecche, gessetti blu, lampade verdi sopra i teli, mattonelle marroni, sedie di formica, finestre su una strada buia. Era quella la sala d’attesa… continua…

NARCISO

Via Calzaioli sembrava una vasca di piranha frenetici…
Il Mare con leggere onde scuoteva il branco che si perdeva nei suoi flutti. Capelli soffocati dal gel, irti come spine dorsali di uno Scorfano. Stupide aguglie di mare, sottili come alghe che si agitavano nella corrente. Pesci-palla, obesi e lenti che si gonfiavano per incutere paura, Neri-pulitori dalla bocca a ventosa che all’arrivo dei pesci-carabineri, ripulivano il fondo dai loro rifiuti… continua…

MORALE SU UOMINI E GNOMI

«Sono sicuro che quest’anno vincerò io!»
«Anche lo scorso anno dicesti così, Droll, e ti ricordi come andò a finire. La scampammo per un pelo.»
«Kit, devi fidarti di me. Questa volta la mia invenzione stupirà tutti quanti. Non potranno fare a meno di darmi il primo premio e di portarmi in trionfo da Re Gnhor… continua…

LA MIA VERA NATURA

Le urla sono la parte migliore.
Mi credete pazzo? Eppure i dottori continuano a dire che non ho nulla. Certo, loro mica lo sanno quello che faccio alle ragazze come Sara… continua…

PARAPETTO

Anche oggi mi ha picchiato, solo perchè ho dimenticato lo zucchero nel caffè: colpa del mal di testa che mi porto da ieri, da quando mi ha schiaffeggiato per non avergli fatto trovare la cena alle otto in punto… continua…

PROTESI CEREBRALE

Spalancò gli occhi. Bruciavano come dopo una madornale sbronza; la testa sul punto di esplodere tanto pulsava. Non riusciva a muoversi, come se dal collo in giù non avesse più un muscolo… continua…

LETTURE LEOPARDATE

Pubblicato: 18 febbraio 2009 da Willoworld in NARRATIVA
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L’ULTIMA CICCA

«Che diavolo sei venuto a fare qui se non abbiamo più niente da dirci?»
«Lo sai che non sono venuto qui per parlare.»
Lo vidi frugare nervosamente nelle troppe tasche del giaccone imbottito, fino a quando un accenno di sorriso sancì il successo della sua ricerca… continua…

LA SOLUZIONE DI JESSIE

Ci sono cose nella vita che cambiano; altre invece non cambieranno mai.
Nonostante i miei cinquant’anni di servizio non riesco ancora ad abituarmi a scene come queste, povera Jessie… continua…

LA STORIA DI FRIDO DEI MONTI E LARA DEL FIUME

Questa è la storia di Frido dei Monti e Lara del Fiume, e di come essi si amarono lontano dalle loro case e dalle loro famiglie, al solo cospetto della più antica quercia del mondo.
Frido era il giovane figlio di un pastore, e viveva sulle Montagne Raminghe. Lara era una sacerdotessa di un antico culto, e viveva nel monastero sul fiume Vegre… continua…

SERATA FM

La radio quella sera sputava pezzi jazz, roba acid tipo Jimmy Smith, oppure il vecchio Coltrane.
Vecchia buona radio, ricordo ancora quando la comprai, ormai saranno passati quasi dieci anni. Era un po’ nascosta dietro agli imponenti stereo di nuova generazione, ma mi chiamò, come fanno le cose quando scelgono un padrone… continua…

UNA SOTTILE LINEA DI FUMO

Ci sono momenti in cui la memoria è un luogo da cui bisognerebbe solo scappare, invece io ero lì, piantato come un chiodo arrugginito su uno sgabello appiccicoso di chissà quali umori. Pensavo davvero di aver ripagato il mio debito, di aver cancellato anche tutti quelli che ne erano a conoscenza, e invece mi ritrovai Lui a cinque centimetri dal viso… continua…

DESIDERIO DI PROLE

“Siete disposti ad accogliere con amore e responsabilmente i figli che Dio vorrà donarvi?”.
Ricordo, come se fosse ieri, quelle parole a cui non avevo mai dato tanto peso perché credevo fosse naturale che, dopo qualche anno dal fatidico sì, si cominciasse a pensare alla maternità… continua…

LA NEBULOSA DEL CANCRO

Che cosa nasconde quel messaggio, quell’assurda accozzaglia di simboli, quel suono ipnotico sparato da una distanza di milioni di anni luce?
Ve lo dico io cosa nasconde… è la voce di Dio, quella. E sapete cosa ci sta dicendo? Che siamo proprio dei coglioni!! continua…

NETTURBINI

Mi chiamo Alvin, quarantetreanni, faccio il netturbino, e che cazzo, penserai adesso, ma aspetta che ti racconti di quella sera in cui trovai la ragazza, una morona da urlo, calze bianche e culo all’aria. Eh già, mica sto scherzando. Io le stronzate non le dico. Non sono come quel deficiente di Fester, il mio collega… continua…

…e ancora tre 101 PAROLE…

IL SALICE PIANGENTE

TERRA ROSSA

L’AVVENTO

LETTURE IN CALZAMAGLIA

Pubblicato: 10 febbraio 2009 da Willoworld in NARRATIVA
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SOLITARIO
di Gano

Serata sul divano
Televisore spento
Mi basta la mia mano
Inizia il movimento

Ripenso all’altra sera
Gigliola si chiamava
Sui cinquanta, donna vera
La schiena mi baciava… continua…

IL DIAMANTE DI PARDISIA
di GM Willo

Per alcuni il corpo è un’estensione; per altri una zavorra. Di sicuro andava nutrito, ma a quello ci pensava il Sanoxan, due barrette di cioccolato sintetico ultravitaminico prima di attaccarsi al processore.
Poi c’era la mente; anche lei andava nutrita se si voleva viaggiare veloci e stare dentro a lungo.  Vi erano molti modi per farlo. Kelos (questo era ormai il suo nome, sia dentro che fuori) mischiava 400mg di Targan insieme a due cucchiai di sciroppo Dhuran a base di oppiacei. Poi viaggiava fluido per due giorni interi, cavalcando attraverso le foreste di Freesia, penetrando in Pardisia senza farsi fermare dai suoi temibili guardiani… continua…

L’EVOCAZIONE FATALE
di Jonathan Macini

Krisha, evocatrice dell’Ombra, rimase dentro i confini dei disegni; cerchi e simboli tracciati col gesso sotto la navata del tempio. Domandava i servigi di Ukrodrolhak, Ombrato del settimo cerchio… continua…

LE LUCI DELLA CITTÁ
di Marco Filipazzi

Le luci della città facevano capolino oltre il guardrail della tangenziale intasata. Era così ogni sera… continua…

L’ULTIMA CICCA
Progetto “Passami la storia”

«Che diavolo sei venuto a fare qui se non abbiamo più niente da dirci?»
«Lo sai che non sono venuto qui per parlare.»
Lo vidi frugare nervosamente nelle troppe tasche del giaccone imbottito, fino a quando un accenno di sorriso sancì il successo della sua ricerca… continua…

LA SOLUZIONE DI JESSIE
Progetto “Passami la storia”

Ci sono cose nella vita che cambiano; altre invece non cambieranno mai.
Nonostante i miei cinquant’anni di servizio non riesco ancora ad abituarmi a scene come queste, povera Jessie.
E pensare che l’ho vista crescere: mi sembra ieri che correva felice nel giardino davanti casa e mia moglie…ah! come si arrabbiava quando le calpestava con i suoi piedini minuti le orchidee… continua…

NOTTE BIANCA
di Marco Filipazzi

Un’altra notte bianca stava volgendo al termine. In lontananza, oltre le cime dei palazzi, il cielo iniziava a schiarirsi timido… continua…

L’ATTESA
di Fida

Un’ora di attesa e ancora non è il mio turno. Mi annoio, mi guardo intorno ed ho già letto tutte le riviste. Un bimbo esuberante, che tiene banco, attira la mia attenzione… continua…

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Agadez. Che cazzo significa?
La follia… ecco cosa significa. Sprofondare nel divano potrebbe essere una buona idea. Quando hai in circolo la roba giusta non ti rimane altro da fare…
Agadez, chi diavolo sei? Un dio? Un altro maledetto dio?

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Occhi grigi, pelle lattea. Che diavolo sono?
Non bisogna fidarsi del deserto. Ti manda in paranoia. E poi la doppia tequila era più che doppia. Forse mi sono bevuto il cervello.

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Sono ormai due anni che, come ogni giorno, siedo qui accanto a mia madre: segno una crocetta sull’agenda, un’altra, è la settecentesima.

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Oh, mio dio, perché mi chiedi questo? Forse semplicemente perché non esisti. Perché non può esistere un dio buono che permetta a certe creature di camminare sulla terra. È una follia…

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202 PAROLE DOMENICALI

Pubblicato: 9 novembre 2008 da Willoworld in INTERNET, NARRATIVA
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Riporto gli ultimi interventi del progetto 101 Parole. Buona domenica a tutti!

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IL LAMENTO DI CASANOVA – di Fida

“Mi ha detto NO. Ma è solo un sogno, un brutto sogno. Un incubo.
Mi ha detto NO. Anche oggi come ieri, l’altro ieri e un mese fa.
Mi ha detto NO. Io che non ho mai ricevuto un rifiuto da nessuno.
Mi ha detto NO ed io oggi le dico ADDIO.”
Nel silenzio della notte, un rumore, uno sparo e poi nulla più.
In un angolo, un gatto nero come la pece, spaventato, soffia e scappa via
mentre il moderno Casanova cade lì a terra goffamente.
E lui non saprà mai che lei, forse un giorno, gli avrebbe detto NI.

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L’OCCHIO DELLA GALASSIA (Dodicesimo episodio della saga: La Leggenda degli Astromanti) di GM Willo

Le celle per gli Astromanti erano prive di feritoie. Un fazzoletto di cielo stellato era sufficiente a richiamare un potere distruttivo. Ma Tielsin non aveva bisogno delle stelle per realizzare il suo piano.
Nelle dieci città si respirava la paura. Con le menzogne e con la forza, il popolo era stato sedato. Tutto era pronto per l’avvento dei figli di Jiman, la progenie strisciante.
Nell’oscurità della sua cella, Tielsin percepiva la presenza del re. Camminava nelle sue stanze, pochi metri di roccia più sopra.
Attingendo ad ogni suo potere, compose il codice per aprire il cancello. Uno spiraglio sull’occhio della galassia…

FONTE: http://101parole.blogspot.com/