Posts contrassegnato dai tag ‘film’

Un elfo scuro costretto a traslocare per colpa dell’uragano Katrina. Un addetto ai servizi igienici-sanitari che attira gli amici in una Sfera di Annientamento. Un supercriminale fallito che si mette a girare uno show televisivo a cui partecipano ninja e burattini, il tutto inframmezzato da alcuni suggerimenti di cucina. (altro…)

Non piú di 8 righe di commento si merita la notte degli Oscar, fastidioso balletto dei nuovi dei dell’Olimpo, facce di cellulosa e sguardi persi nel vuoto… otto righe per esternare il mio modesto parere su alcuni delle pellicole premiate, quelle che sono riuscito a vedere finora. King’s Speech, film impeccabile ma totalmente inutile, vince a mani basse, cosí come la Portman che fa tutto in Black Swan e forse se lo merita davvero… Tre bamboccioni dorati a The Social Network del bravissimo Fincher, che peró, a mio avviso, si lascia sfuggire una buona occasione per parlare dell’evento tecnologico e di costume piú importante del decennio (di Zucky ce ne puó fregar di meno, sono quei 500 milioni di account che dicono tutto!). Inception vince solo negli effetti, come succede sempre ai film davvero geniali. True Grit é il grande sconfitto… ma ancora non sono riuscito a vederlo.

And the Winners are…

1. Best Picture: “The King’s Speech.”
2. Actor: Colin Firth, “The King’s Speech.”
3. Actress: Natalie Portman, “Black Swan.”
4. Supporting Actor: Christian Bale, “The Fighter.”
5. Supporting Actress: Melissa Leo, “The Fighter.”
6. Directing: Tom Hooper, “The King’s Speech.”
7. Foreign Language Film: “In a Better World,” Denmark.
8. Adapted Screenplay: Aaron Sorkin, “The Social Network.”
9. Original Screenplay: David Seidler, “The King’s Speech.”
10. Animated Feature Film: “Toy Story 3.”
11. Art Direction: “Alice in Wonderland.”
12. Cinematography: “Inception.”
13. Sound Mixing: “Inception.”
14. Sound Editing: “Inception.”
15. Original Score: “The Social Network,” Trent Reznor and Atticus Ross.
16. Original Song: “We Belong Together” from “Toy Story 3,” Randy Newman.
17. Costume Design: “Alice in Wonderland.”
18. Documentary Feature: “Inside Job.”
19. Documentary (short subject): “Strangers No More.”
20. Film Editing: “The Social Network.”
21. Makeup: “The Wolfman.”
22. Animated Short Film: “The Lost Thing.”
23. Live Action Short Film: “God of Love.”
24. Visual Effects: “Inception.”

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THE CATHEDRAL

Pubblicato: 14 dicembre 2010 da Willoworld in ANIMAZIONE
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Questo film è stato nominato agli Oscar nel 2002 come miglior cortometraggio di animazione.

Altri corti consigliati dai Silenti

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THX 1138

Pubblicato: 6 ottobre 2010 da Willoworld in CINEMA
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Il George Lucas più Orwelliano…

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OKTAPODI

Pubblicato: 2 settembre 2010 da Willoworld in ANIMAZIONE
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L’UOMO OMBRA (The Ghost Writer)

Pubblicato: 28 luglio 2010 da Willoworld in CINEMA
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È il torrent più scaricato in questi giorni. Si tratta di un buon lavoro di Polansky che vede come protagonista il solito impeccabile Ewan McGregor accanto a Pierce Brosnan. Politica, mistero, cospirazioni e moltissima atmosfera, in stile Polansky. Consigliato, senza pretese…

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DUE DOCUMETARI IN UNA SERA

Pubblicato: 15 maggio 2010 da Willoworld in CINEMA
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Ierisera i sono visto un paio di documentari on-line. Il primo, Stoned in Suburbia, è un allegra riflessione su come l’uso della marjuana nel Regno Unito sia praticamente raddoppiato negli ultimi dieci anni e di come siano molti gli over 60 a fare uso di questa pianta considerata ancora illegale. L’altro documentario, quello riportato qui sopra, si occupa di “snuff movies” ed ha un taglio  decisamente più commerciale. Ci viene fatto credere che queste morbose pellicole possano essere semplicemente un mito, ma la realtà è sicuramente un’altra. Afferarmare che ad oggi non è mai stato accertato un documento attendibile in merito agli snuff è come liquidare con una semplice alzata di spalle le migliaia di avvistamenti UFO mai stati spiegati.

Il documentario rimane comunque interessante fino a tre quarti. Si parla della nascita del mito dello “snuff” con un particolare omaggio al Cannibal Holocaust di Diodati, di cui avevamo parlato anche in un altro articolo.

Purtroppo i due documentari sono in inglese e non sottotitolati…

Vedi gli altri documentari consigliati dai Silenti

All’indomani della deludente visione dell’acclamato The Book of Eli, film con Denzel Washington ambientato in un futuro post atomico che ricorda fin troppo Mad Max, non posso fare a meno di condividere un paio di considerazioni sul messaggio della pellicola. Il protagonista Eli viaggia verso ovest attraverso una terra desolata e violenta, portando con se quella che è, con tutta probabilità, l’ultima copia della bibbia sopravvissuta ai roghi. Carnegie, il cattivo di turno interpretato da Gary Oldman, si parerà sulla sua strada. Vuole a tutti costi il libro perché è consapevole con con le parole in esso contenute potrà regnare indomito sul nuovo mondo, manipolando a suo piacere gli uomini.
(altro…)

IRON MAN 2

Pubblicato: 8 marzo 2010 da Willoworld in CINEMA
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L’ennesima festa della pacchianità USA. Ma quando la finiranno, dico io…. 😉

Se invece volete vedervi un bel film, sempre americano, guardatevi l’ultimo dei fratelli Coen, A Serious Man. Ritratto semi-ironico di una community ebraica alla fine degli anni 60′, corredato da una serie di messaggi profondi su dio e la vita.

GARUDA

Pubblicato: 27 febbraio 2010 da Willoworld in CINEMA
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Se non parte visitate l’url: http://vimeo.com/8956325

È una delle cose che odio di più. Avete mai provato a tenere fermi tre bambini piccoli ai quali avete appena promesso la visione di un DVD? Beh, questa è una situazione che mi capita molto spesso e posso assicurarvi che non è semplice, come d’altronde niente è semplice con tre bimbi piccoli, specialmente se sono maschi scatenati come i miei. Il DVD è l’ultima risorsa, prima dello sclero totale.   Con qualche rimorso li sbatti davanti allo schermo, o come usa dire un mio caro amico, li “intubi”, dopo di che puoi finalmente tirare il fiato, se non fosse che…

Prendete un DVD pagato, infilatelo nel lettore e cosa succede? Guardatevi la vignetta! Mentre scorrono le immagini della pubblicità e delle immancabili avvertenze contro la pirateria, i bimbi ti urlano negli orecchi, saltano sul divano e chiedono disperatamente di vedere il film. Te intanto stringi  tra le mani tremanti il telecomando, cercando inutilmente di saltare i contenuti che partano in automatico all’inizio di ogni DVD, ma non succede niente. Te li devi sorbire fino all’ultimo. Smadonni, insegnando ai tuoi figli il senso della vita, e pensi: ma chi me lo fa fare a comprarli, questi maledetti aggeggi.

Ecco un altro splendido motivo per scaricarsi i film. Perché se proprio dobbiamo parlare di etica, spiegatemi che metro di etica usano le etichette quando mettono in vendita un prodotto che ti forza a visionare un sacco di roba di cui non te ne frega niente.

Premessa: credo che esistano due tipologie distinte di “opere”, quelle nate per amore, con l’unico fine di esistere, e quelle “prodotte” per essere vendute. Questa non è una critica a un’opera d’amore ma ad un prodotto del mercato cinematografico. Non mi piacciono le critiche, ma valutare un prodotto è un gesto dovuto. Riflettere su un evento o un costume dei nostri tempi, invece, è assolutamente necessario.

Ieri sera ho visto Avatar, un film-prodotto che mi è parso completamente inutile. Storia banale, recitazioni facili, messaggi fuorvianti e tantissimi effetti speciali, che dopo venti minuti non fanno neanche più tanto effetto. Se un film dovrebbe raccontarci una storia attraverso immagini e suoni, farci sognare, riflettere e toccarci da qualche parte dentro, credo proprio che questo polpettone in 3D di James Cameron non riesca in nessuno di questi intenti.

Una storia già vista, preparata in mille salse, falsamente impregnata di buonismo, così piena di cliché da provare un po’ di vergogna per gli sceneggiatori. Avatar è sostanzialmente un film di guerra futuristico, un videogioco fantascientifico, una fiera per presentare gli ultimi ritrovati della tecnica di animazione. Nessun personaggio è in grado di bucare lo schermo, di farci sentire una minima emozione.

La relazione tra l’avatar umano e la nativa non convince minimamente, il colonnello è un cattivo privo di sfumature, il ruolo della dottoressa è praticamente inutile, il protagonista è il classico eroe americano, apparentemente ignorante ma col cuore grande, così insipido che anche un menomato mentale ci si potrebbe immedesimare fin dalla prima scena.

Il messaggio del film è, come dicevo, fuorviante. La storia, che ha la pretesa di essere un’accusa alle barbarie dell’uomo bianco sulle popolazioni indigene perpetrate attraverso secoli di storia, è invece una celebrazione della rivalsa del bene sul male… insomma, la solita novella della zia. È irrealistica perché, come sappiamo, non è mai accaduto che le popolazioni indigene scacciassero via l’uomo bianco dalle proprie terre. Il fatto poi che sia un umano ad essere il prescelto per guidare tutte le popolazioni dei nativi contro i colonizzatori è un messaggio molto arrogante, come dire “si è vero, siamo dei bastardi noi bianchi-occidentali-americani, però se vogliamo sappiamo essere i migliori!”

La cosa più interessante di questo evento cinematografico è il successo che sta avendo, l’ennesima conferma di quanto in basso sia caduta la coscienza dell’uomo medio occidentale e le sue aspirazioni. L’ennesima conferma del reale valore dei titoli di prestigio che vengono assegnati a questo tipo di prodotti, oscar e golden globe vari. Un po’ come i nobel, che si danno non per merito ma per figura. Cala il sipario, si torna a casa al solito tram tram, lieti di aver spento il cervello per 150 minuti! Il problema è che il cervello non si è mai acceso…

GRANDE FRATELLO 2010

Pubblicato: 22 gennaio 2010 da Willoworld in CINEMA, POLITICA
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Una grande produzione dei Silenti in corsa al prossimo Festival di Berlino…

E qui la seconda parte…

…quante sono le mie dita?

ALMA, BELLISSIMO ED AGGHIACCIANTE!

Pubblicato: 8 gennaio 2010 da Willoworld in CINEMA
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Alma, di Rodrigo Blaas

PUOI VEDERLO ANCHE QUI