Posts contrassegnato dai tag ‘fine del mondo’

LA SINDROME YK2

Pubblicato: 2 marzo 2010 da rivoluzionecreativa in PENSIERO, RIFLESSIONI
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Recentemente su Facebook mi sono imbattuto in un gruppo il cui nome è abbastanza curioso:

“Il mondo non finirà nel 2012 perché Marty McFly è stato li nel 2015 :)”
(alla data del 28/02/2010 questo gruppo contava già 1603 iscritti).

Il nome del gruppo è riferito palesemente alla profezia del popolo mesoamericano Maya. Questa profezia fissa nella data 21/12/2012 la fine del calendario di questa civiltà e con esso, anche la fine del mondo.

Leggendo di questo gruppo la prima cosa che mi è balzata per la testa è stata:

“Fantastico, ci voleva giusto Marty McFly per salvarci..” poi di seguito ..”ma di cosa discuteranno questi signori ?” (altro…)

L’IMPERATORE DEL MONDO

Pubblicato: 21 dicembre 2008 da Willoworld in NARRATIVA
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limperatore-del-mondo

I colorati vessilli dell’esercito brillarono illuminati dalle prime luci dell’alba, l’esercito era gia sveglio ed operoso, molte armature scintillarono illuminate dai raggi puri dell’astro nascente. Il suono cristallino di una tromba salutò il nuovo giorno e richiamò gli uomini nei ranghi, nel centro dell’accampamento da una tenda sfarzosa comparve l’Imperatore di tutti i Popoli, splendido nella sua armatura d’oro, imponente brandiva una spada dall’elsa gemmata e dalla lama scalfita da mille battaglie. Lo sguardo severo del sovrano passò in rassegna i suoi Cavalieri, disciplinati e fedeli sino alla morte, montavano su cavalli da guerra pronti al comando loro Signore, ma l’Imperatore ordinò ai suoi generali che quest’oggi avrebbe cavalcato da solo. Gli fu portato il suo cavallo e galoppò verso il sole nascente. Il vento soffiava da oriente portando con se uno strano odore salato, l’imperatore spronò il suo destriero attraversando la prateria verde quindi si arrestò dove la terra finiva bruscamente. Un’alta scogliera era l’ultimo confine della terra, poi davanti agli occhi del sovrano c’era solo acqua, una distesa infinita. Questo doveva essere il mare senza fine di cui aveva sentito parlare, solo acqua sino all’orizzonte dove mare e cielo si baciavano, questi erano gli ultimi confini del mondo.
Il conquistatore scese da cavallo e si guardò intorno con un misto di rabbia e sconcerto, si rese conto che le terre erano davvero finite e aveva conquistato l’intero mondo conosciuto. Eppure nell’uomo c’era una sorta di rammarico, era ancora insoddisfatto, gli mancava qualcosa a cui non sapeva dare un nome. Né il giacere con una donna né l’affondare la spada nel cuore di un nemico avrebbe placato questa inquietudine, eppure nessun uomo prima di lui aveva mai raggiunto un’impresa cosi grande. Lui era il signore del mondo venerato come un Dio, uno dopo l’altro popoli lontani si erano piegati alla sua spada, possedeva ogni ricchezza immaginabile e la sua parola era legge, eppure sentiva un senso di vuoto opprimente. Quell’immensa superficie liquida lo metteva a disagio, non poteva né conquistarla né poteva porvi dei confini.
Un gabbiano volteggiò sopra il sovrano, lanciò il suo grido nel vento, sembrò all’imperatore una risata beffarda, poi l’uccello si tuffò nel blu sottostante. L’uomo guardò l’uccello volare, in quel momento, in quel silenzio, finalmente solo, comprese la natura del suo sconforto, chinò la testa e pianse comprendendo la sconfitta e l’inutilità della sua vita. L’Imperatore del Mondo intese che la sua intera esistenza era senza significato. L’uomo cercò indietro nella memoria meravigliandosi di aver perso il conto delle battaglie vinte, possedeva così tante terre da non ricordane i nomi, come non ricordava più i nomi dei tanti che nel suo nome si erano sacrificati e per un suo ordine avevano ucciso. Quell’uomo aveva dedicato la sua intera esistenza a combattere e conquistare, poi osservando l’erba, il mare, le nuvole comprese che nulla di questo poteva essere rivendicato da qualcuno. Valutò quanto fosse stato sciocco fare la guerra e uccidere per conquistare qualcosa che non si può possedere. L’imperatore osservò il gabbiano uscire dall’acqua con un pesce nel becco e poi spiccare il volo, capì che mai sarebbe stato libero e felice come quell’animale. Avrebbe dato tutte le sue armi e ogni suoi ricchezza per barattare la sua vita con la semplice esistenza di quell’uccello.

FONTE: Willoworld Creativity

LA PROFEZIA DEI PAPI

Pubblicato: 3 dicembre 2008 da Willoworld in EVENTI, OCCULTISMO, RELIGIONE
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ratzinger

Un interessante segnalazione della silente G. La Fine del Mondo é da sempre un argomento di successo. Molti ci danno per spacciati nel 2012 (il 21 dicembre per essere precisi), altri vanno dietro ai papi, Chissá come andrá a finire.

LA PROFEZIA DEI PAPI

Non sappiamo a quando risalga con esattezza e da chi sia stata realmente scritta la famosa “Profezia dei Papi”, nota anche come Profezia di San Malachia, in quanto attribuita al monaco cistercense irlandese Malachia, che l’avrebbe scritta in epoca medioevale (intorno al 1140), ma è certo che è stata pubblicata per la prima volta nel 1595 dal benedettino Arnold Wion nel suo libro Lignum vitae.

Il Santo irlandese Malachia nella Profezia indica una lista – che avrebbe visto in sogno – dei Papi che si sarebbero succeduti a partire dal 1143 fino alla fine dei giorni. Ma non li indica con nome e cognome, bensì con 111 brevi motti in latino corrispondenti ad altrettanti Papi, mentre sotto il 111° motto vi è un’inquietante frase: “In persecutione extrema sacrae romanae ecclesiae sedebit Petrus romanus, qui pascet oves in multis tribulationibus; quibi transactis, civitas septis collis diruetur, ed Judex tremendus judicabit populum suum. Amen.”

La traduzione in italiano di quest’importante frase è la seguente: “Durante l’ultima persecuzione della Santa Romana Chiesa siederà Pietro il romano, che pascerà il suo gregge tra molte tribolazioni; quando queste saranno terminate, la città dai sette colli sarà distrutta, ed il temibile giudice giudicherà il suo popolo. E così sia”.

Analizzeremo nella sezione sulla Fine del mondo l’interpretazione di tale frase. Di seguito ci limiteremo a mostrare l’impressionante aderenza tra i motti e (in particolare) gli ultimi 11 Papi; ma anticipiamo che, quasi certamente, il 111° motto e la frase finale si riferiscono al medesimo Papa: per cui Benedetto XVI sarebbe l’ultimo Papa della Storia, dopodiché ci sarebbe il “giudizio di Dio”.

Ecco i motti corrispondenti ai Papi più recenti (subito dopo la lista troverete anche quello del 111° Papa, cioè Benedetto XVI):

110°) Giovanni Paolo II (1978-2005) – Motto “De labore solis”
Il motto attribuito a Papa Wojtyla (n. 18/5/1920 m. 2/4/2005), “della fatica del Sole”, è un chiaro riferimento al fatto che egli nacque del giorno di un’eclisse solare, e che anche il suo “addio” ha coinciso con un’eclisse, una doppia circostanza estremamente rara.

109°) Giovanni Paolo I (1978) – Motto “De medietate lunae”
La Profezia di San Malachia (“della metà della luna”) sembra aver previsto in modo impressionante, anche nel caso di Papa Luciani (n. 17/10/1912 m. 28/9/1978), il fatto che il suo brevissimo pontificato (che durò appena 33 giorni) iniziò e terminò quando la Luna era visibile esattamente a metà. Più calzante di così…

108°) Paolo VI (1963-1978) – Motto “Flos florum”
Papa Montini (n. 26/9/1897 m. 6/8/1978) era il “fiore dei fiori”, e infatti la famiglia Montini aveva tre gigli nel proprio stemma. Un altro tipico genere di motto (azzeccato) della Profezia dei Papi.

107°) Giovanni XXIII (1958-1963) – Motto “Pastor et Nauta”
Egli (n. 25/11/1881 m. 3/6/1963) fu patriarca di Venezia prima di diventare Papa, donde “pastore e marinaio”. Senza dubbio uno dei tanti motti che risultano molto aderenti al personaggio.

106°) Pio XII (1939-1958) – Motto “Pastor Angelicus”
Questo Papa (n. 2/3/1876 m. 9/10/1958) di grandissima spiritualità riconobbe in alcune encicliche, come guida più sicura per la dottrina cattolica, la filosofia di San Tommaso d’Aquino, tradizionalmente noto come “Il dottore angelico”. Donde, forse, “Pastore angelico”.

105°) Pio XI (1922-1939) – Motto “Fides intrepida”
Egli (n. 31/5/1857 m. 10/2/1939) sfidò senza paura Stalin, Mussolini, e Hitler, subendo, come mostrano documenti vaticani pubblicati di recente, fortissime pressioni da questi ultimi due. Nel ’37 pubblicò l’enciclica Mit Brennender Sorge per denunciare il razzismo e l’antisemitismo nazista. Dunque è azzeccato “Fede intrepida”.

104°) Benedetto XV (1914 -1922) – Motto “Religio depopulata”
Papa (n. 21/11/1854 m. 22/1/1922) durante i massacri della Grande Guerra e l’epidemia della “spagnola”, eventi che provocarono la morte di milioni di Cristiani, e nel 1917 vide l’inizio della Rivoluzione russa che portò alla fine della vita religiosa in questo Paese in precedenza cristiano. Donde il motto di “religione spopolata”.

103°) Pio X (1903-1914) – Motto “Ignis Ardens”
Questo Papa (n. 2/6/1835 m. 20/8/1914) fu probabilmente il più zelante propagandista del suo tempo e i suoi sforzi furono diretti al promuovere la pietà e la fede. “Fuoco ardente” descrive benissimo Pio X, il cui impegno zelante fu volto alla rinascita spirituale della Chiesa.

102°) Leone XIII (1878-1903) – Motto “Lumen in coelo”
L’ultimo Papa del XIX secolo (n. 2/3/1810 m. 20/7/1903) era “una luce nel cielo”, e infatti il simbolo della sua casata, quella dei Pecci, era una cometa. Si noti che nel suo motto non viene usata la parola “astro” perché già usata in un motto analogo precedente.

101°) Pio IX (1846-1878) – Motto “Crux de cruce”
Il Papa del Risorgimento (n. 13/5/1792, m. 7/2/1878), che dai Savoia subì vessazioni e sequestri, era “La croce (dunque, la sofferenza) che viene dalla croce”: e una grande croce bianca in campo rosso è lo stemma, appunto, dei Savoia.

100°) Gregorio XVI (1831-1846) – Motto “De Balneis Etruriae”
Papa Gregorio XVI (n. 18/9/1765, m. 1/6/1846) iniziò la sua vita religiosa nell’ordine dei Camaldolesi, che fu fondato nel Tredicesimo secolo in Etruria, in una località chiamata in latino “balneum”.

Naturalmente, non è teoricamente corretto cercare di interpretare il motto di Papa Benedetto XVI in questo momento, poiché alcuni altri motti della lista possono esssere compresi solo al termine del pontificato. Comunque, per soddisfare la curiosità:

111°) Benedetto XI (2005-regnante) – Motto “De gloria olivae”
Il motto di Papa Ratzinger (n. 16/4/1927), “la gloria dell’olivo”, sembra un chiaro riferimento al nome Benedetto, poiché i membri dell’ordine benedettino sono anche noti come gli Olivetani, il cui stemma è proprio un ramo d’olivo. Ma, soprattutto, egli è nato nel Sabato Santo del 1927, il 16 aprile, al culmine del periodo Pasquale, e tutto il periodo è notoriamente sotto il segno dell’ulivo.

FONTE: http://www.lultimopapa.it/profezia.htm

Altre fonti: http://it.wikipedia.org/wiki/Profezia_sui_papi

http://www.vitella.it/mikami/cattolicesimo_malachia_profezia.html

LA FINE DELLA COMMEDIA

Pubblicato: 13 giugno 2008 da nekradamus in RIFLESSIONI
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Nella caduta, la velocità dell’oggetto è legata al suo peso.
Il vostro mondo sta per finire. L’asfalto è poche centinaia di metri dal corpo in caduta. Il paracadute non si aprirà. Inutile far finta di niente. No, non si aprirà.
La torre dove risiedo appartiene a un interstizio del tempo. Non ne subirà alcun danno. Potrò rimanermene a guardarvi rotolare nei resti di questa vostra società in disfacimento. Osserverò il vostro attaccamento alla vita, l’accanimento terapeutico su una razza in estinzione.
Gor ha comprato il vino. Sarà uno spettacolo impedibile.

Potreste arrivare a pensare che coloro che muovono i fili non hanno nessun interesse alla distruzione. In fondo, come potrebbero dominare un mondo che non esiste più. Che senso avrebbe distruggere il proprio regno, la propria casa, e tutto quello che sostiene il proprio trono. No, non ha nessun senso per voi piccoli mortali. Non ha senso perché non credete in altre possibilità se non quella che vi viene dipinta sugli occhi.
Ma se io vi dicessi che esistono altri mondi, altre realtà, sorprendenti manifestazioni di vita, che trascendono il vostro comprendonio. No, non guardate lo spazio infinito sopra le vostre teste. Non riuscite neanche ad afferrare quello, figuriamoci se io vi parlassi dei multimondi, i microuniversi, le entità cosmiche, e naturalmente, i demoni…

Coloro che hanno in mano il vostro destino aspirano ben più che all’oro e al potere. Ne hanno quanto ne vogliono, ormai. Neanche l’immortalità della loro anima è un prezzo abbastanza prestigioso per loro. No, loro hanno un’altra agenda. Vogliono scalare le montagne della follia, sporgere la testa fuori dal drappo, guardare con occhi di lava il volto dei grandi antichi, e ridere insieme a loro. Per l’eternità.
È un gioco di poteri più alti, una scacchiera in cui voi tutti fate la parte dei pedoni sacrificabili. Non contate nulla per loro.
Vi do un consiglio: dormite. Continuate a dormire. Sognate… E mentre sognate, preparatevi all’avvento. Il vostro mondo è alla fine.
Esercitatevi. Forse farete parte della prossima commedia.

FONTE: Nekradamus