Posts contrassegnato dai tag ‘Giulia Riccó’

Segnalo con piacere la mostra che si terrà per tutto il mese di febbraio nel comune di Pennadomo (Ch). I quadri di Antonio Conte saranno accompagnati da alcuni brevi testi dalla Silente G., nostra collaboratrice ed immancabile funambola del circuito willoworld.net. Il soggetto di questa mostra è davvero interessante e riprende in qualche modo il manifesto di Rivoluzione Creativa, la community di Willoworld.

“C’e una battaglia ideologica che si sta combattendo in questi anni, anche se i media ne parlano unilateralmente. La cultura del file-sharing, se non verrà bandita dalle leggi che si moltiplicano ogni giorno, trasformerà la percezione del prodotto mediatico. Se nessuno pagherà più un centesimo per godere di un’opera, non sarà la fine delle correnti creative anzi, sarà l’inizio di una grande rivoluzione artistica. Cadranno i miti, i simboli di facciata costruiti dalle industrie dell’intrattenimento, e con tutta probabilità (in realtà sta già succedendo), il ciclo di fruizione dell’opera sottostarà a nuovi modi. Diventeremo fan di noi stessi, oppure dei nostri amici, o delle persone che faranno parte della nostra community. Questa decentralizzazione dell’immagine potrà fomentare nuove correnti, migliaia di nuove correnti, e si riscoprirà il vero significato dell’arte, che è fine al creare. Il processo creativo é terapeutico. Gli altri potranno attingere da noi, copiare, stravolgere, riscrivere la storia cento altre volte. Slegati dalle catene del mercato, liberi dal cerchio che imprigiona la grande “C” del copyright, saremo finalmente liberi di conoscere noi stessi e non temeremo più di farci conoscere agli altri.”

Tratto dal Manifesto di Rivoluzione Creativa

Antonio Conte – FACCE DA FACEBOOK (ognuno sarà famoso x 15 persone)

Facebook è la prova tangibile che Warhol aveva ragione, tutti noi avremmo avuto i nostri quindici minuti di celebrità anche se forse non è più una questione di tempo,oggi siamo famosi non per quindici minuti ma per quindici persone, il nostro pubblico. Il Web permette, di fatto, di avere un costante ‘controllo sulla notorietà’: ognuno di noi è in grado istantaneamente di verificare da quante persone si è letti, osservati, (eventualmente) apprezzati: si creano “micro celebrità” a colpi di click. Facebook ti «fotografa», ti trasforma in personaggio, solletica abilmente il tuo egocentrismo,con face book ognuno diventa personaggio famoso e attenzione attenzione ognuno è anche critico dell’altro in un continuo gioco delle parti ,Il vecchio critico decretava un successo o un fallimento parlando da solo alla massa: ora è una ‘massa critica che parla a se stessa. Tutti famosi per un giorno? No. Tutti famosi per qualcuno.

Due immagini della mostra

ANTONIO CONTE

Immaginate un uomo, che guarda verso l’orizzonte.
Non c’è più nulla, solo colori e forme che possono divenire qualsiasi vostro pensiero.
Ci sono artisti come Antonio Conte che nascono per esprimersi solo con l’arte e ci riescono.
Se ci può essere un connubio tra Surrealismo,
Dadaismo e Astrattismo
con una punta di Pop-art alla Wharol…
questo è Antonio.
In un’era in cui l’Arte è divenuta puro accessorio e commercio, qui troviamo ancora risposte e sogni a colori. Parole dall’ ironia e dalla malinconia e la vita nei visi e negli occhi delle tele di chi ha respirato l’aria di Napoli ma è pronto per ogni dove!
Dategli un rosso magenta e un blu cobalto e salverà il mondo…
salvando se stesso.

Silvia Paganini

GIULIA RICCO’

Si dedica da alcuni anni alla scrittura creativa. Ha pubblicato diversi racconti sul circuito Willoworld.net e sulla community Rivoluzione Creativa. Lo scorso agosto si era già cimentata nel medesimo ruolo scrivendo i testi di accompagnamento per la mostra di Daniele Frisina.

I LAVORI DI GIULIA RICCÒ APPARSI SU RIVOLUZIONE CREATIVA

ECCO I 14 PROFILI DI G. RICCO’ SUI QUADRI DI A. CONTE

NEL PAESE DELLE MERAVIGLIE

Ho solo dei fogli per raccontare.
“Quando arriva il sole, guardando il mare, si ricordano grandi storie e la mente smette di essere prigioniera di uomini e di donne, di case o città, ed ecco che il tempo altro non sembra che… un miracolo di carta.”
E la carta brucia, che contenga delle verità indissolubili o la storia di un orrore piagnucolante, la carta brucia… continua…

L’ALLUCE

Potrei rimanere delle ore ad osservarmi l’alluce. In quel dito vi è nascosto un mistero, ne sono certo.
La botta non è quella di sempre. Non mi ricordo neanche com’era di solito, perché sono tre mesi che non mi faccio un giro coi santi, il creatore e le sue puttane, ma qualcosa mi dice che questa volta è diverso. Con la coda dell’occhio rilevo Friz in collasso pieno nell’angolo, ma non mi distraggo dall’alluce, per paura di perderlo… continua…

IL MALE

Iniziai con un sottile dolore a una gamba, in una zona appena sopra al ginocchio. Passarono i giorni ma quel penetrante dolore non voleva passare. Concentrai i miei pensieri proprio intorno a quel male, per parecchie sere, da solo, in silenzio. Infine scomparve… continua…

LA NEBULOSA DEL CANCRO

Che cosa nasconde quel messaggio, quell’assurda accozzaglia di simboli, quel suono ipnotico sparato da una distanza di milioni di anni luce?
Ve lo dico io cosa nasconde… continua…

L’UOMO DI CASA

Era da quando aveva compiuto otto anni che la nonna aveva iniziato a rivolgersi a lui dicendo: “ecco il mio ometto…”; oppure: “eccolo qua il nostro uomo di casa…”; e Robertino quelle volte si era sentito ancora più timido di come era davvero, non all’altezza, tanto da arrossire e abbassare i suoi occhi, nonostante gli piacesse da matti sentirsi grande, importante, o forse anche proprio per questo… continua…

DIO TAGLIA 60

La piscina comunale era l’unico posto dove andare in estate. Con le scuole chiuse e il campetto di calcio occupato dalle prime roulotte di zingari, non ci rimaneva che infilarci il costume, e correre lì con le bici. Grazielle, Bmx e strani ibridi di ferro con ruote di dimensioni diverse e senza freni. Qualche volta con l’acciaio dei cerchioni a far scintille sull’asfalto… continua…

L’UTILITÁ E IL DANNO DEL BIDET PER LA VITA

– È bellissimo. Vero? – ci stringiamo attorno a quella culla, spalla a spalla nell’ambiente angusto e caldissimo, con occhi intenti. È arrivato oggi, da pochi minuti e, siamo ancora increduli e indecisi. È nelle occasioni solenni che la famiglia si stringe come un pugno. Oggi siamo qui e ci siamo ritrovati proprio tutti… continua…

E le 101 Parole di…

AMPLESSO FURTIVO

NOTTURNO D’AMORE

E per finire le poesie…

ACQUA

ANONIMO DILUIRSI NELLA FELICITÁ DI TE

NON C’É

Leggi anche: Letture Eleganti

(L’)ODE AL MAIALE

Pubblicato: 25 novembre 2009 da Willoworld in ALIMENTAZIONE, HUMUR, NARRATIVA, RIFLESSIONI
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Ecco, io qui voglio elencare le dolci motivazioni che mi portano ad addurre il fatto che, il caro animale quadrupede suino, altresì detto comunemente Maiale, sia per me la bestia che più si avvicina alla perfezione divina.

Mi soffermerò poco sulla grande catena di distribuzione e sugli allevamenti intensivi, che non fanno altro che degradare l’animale divino, rendendolo più simile all’uomo che a se stesso.
Mi voglio invece dedicare a quelle piccole perle di saggezza che ancora ci sono in giro per il mondo, e che allevano con cura e amore questa siffatta bestiola. Iin particolar modo mi voglio dedicare agli abili norcini che rendono ancor più divino questo,e qui ci stà una ripetizione, divino animale.
Sì, perchè solo tra le abili mani dei norcini, che ancora macellano e lavorano le carni e il resto di questo animale dalla rosea pelle, esso assume la perfezione più assoluta. PErchè per i norcini è una missione, non un lavoro, essi scelgono con cura le bestie, solo quelle allevate meglio diventeranno opere dal gusto raffinato.
Salsiccie, prosciutti, bistecche pancetta… quante bontà sgorgano da questa bestia che il nostro signore ci ha voluto donare.

Riflettiamo sulle banalità che sempre si ascoltano ma che, come ogni banalità, altre non sono che semplici e quindi formidabili verità.
Del maiale,tutti sanno, non si butta via nulla, la carne si mangia, il sangue si fa dolce, il pelo pennello ecc…s olo per questo andrebbe esaltato in mille maniere.

Il maiale è, inoltre, economico da nutrire. Qualcuno potrebbe avere da ridire, ma ragioniamo.
Se invece di dargli pastoni comprati, e dilapidare così capitali, per ottenere un animale dalle carni mediocri, pieno solo di grasso e di chissà quali intrugli chimici noti per il loro potere di annientare le cellule di chiunque ne venga in contatto, pensate, a chi lo lascia placidamente grufolare in un bosco, libero di cibarsi delle più pregiate ghiande, e quando il freddo incalza gli butta i propri scarti. Si sà che il maiale è onnivoro e mangia tutto, ben lo sapevano pure i mafiosi quando gli davano in pasto le loro vittime per farne sparire il corpo.
Ah! Pensate allora, a che meraviglia del signore potrete avere davanti, a che carni deliziose con il prelibato grasso che, messo su una buona brace fatta di ottimo legno diventi croccante e delicato e, una volta a contatto con la saliva si sciolga in un crogiuolo di delizie elevando così noi poveri esseri di dubbia intelligenza al massimo livello di illuminazione divina.
Potremmo anche parlare della scrofa che intelligentemente mette alla luce una quantita di piccoli atta a pensare che sappia già come stanno le cose al mondo. Alcuni verranno egreggiamente portati su tavole imbandite quando ancora sono maialini da latte (i sardi in questo sono veri maestri!), altri verranno tenuti per diventare grandi e creare le massime opere dell’arte culinaria. Poi ovviamente alcune saranno femmine e diventeranno altre procreatrici di altri divini maiali e uno verrà tenuto come verro per la riproduzione e quindi farà la vita del maiale gaudente(o godente?).

Potrei andare avanti per ore ma mi limito a questo dicendo inoltre a coloro che sono vegetariani: anche io quando ero giovine lo sono stata, per anni e anni(10 per l’esattezza) ho snobbato qualsivoglia tipo di carne e di nutrimento animale, perchè sostenevo che gli allevamenti intensivi,la macellazione indiscriminata portasse alla morte spirituale nostra e alla degradazione di ogni essere vivente nonchè all’inquinamento della nostra madre terra. Ancora sostengo questa tesi, e ancora sono convinta di ciò, ma quando entrai nel tempio dei norcini e vidi, ma soprattutto potei annusare quella meraviglia di odori,e potei ascoltare la filosofia di chi di questo mestiere fa un’arte sublime scegliendo, allevando amando questa sacra bestia, ecco lì allora le mie remore sono cadute lasciando il posto ad una filosofia che si avvicina quasi più a una religione.
Quindi ora io dopo aver parlato a lungo, alzo le braccia al cielo e grido la mia (L’)ode al Maiale!

Giulia Riccó – Altre diavolerie

LA STORIA SI RIPETE

Pubblicato: 16 novembre 2009 da Willoworld in HUMUR, NARRATIVA, PENSIERO, RELIGIONE, RIFLESSIONI
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Sede del parlamento europeo.
Davanti ad esso, una folla di fedeli cristiani manifesta contro l’ultima decisione di abolire, per legge, dalle aule delle scuole pubbliche il crocifisso. D’un tratto la folla si apre al passaggio di un uomo. L’aspetto di quest’ultimo non è proprio dei migliori: scalzo, con una tunica sdrucita addosso, barba e capelli incolti, emaciato, un poveraccio insomma.
Privo d’ogni qualsivoglia oggetto di stile e di moda ha con se però una forza carismatica che alle persone più sensibili non potrebbe sfuggire, ma le persone sensibili, a questo mondo, si contano sulla punta delle dita, infatti, i più allontanano i bambini da lui con aria disgustata e si mettono a parlare sottovoce col vicino di quello strano individuo che si sta facendo largo tra loro.
“Fratelli!” Improvvisamente la voce del mendicante interrompe il brontolio dei presenti.
“Fratelli ascoltatemi, sono tornato tra voi per portarvi l’ammonimento di nostro Padre. Fratelli cosa fate? Perché siete qui? A combattere per cosa? Per la mia immagine morente? No fratelli così dimenticate il vero insegnamento che vi lasciai. Il Padre nostro vuole che ascoltiate nuovamente le sue parole per mia bocca. Spogliatevi dei vostri averi terreni, abbandonate il materiale, la fede la troverete nei vostri cuori. E’ l’amore incondizionato per i propri fratelli che bisogna coltivare. Non quello per il bene materiale momentaneo. Ricordatevi le mie antiche parole: E’ più facile che un cammello passi attraverso la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno di Dio. Venite,dunque, venite con me, seguitemi. Abbandonate il superfluo e il materiale e riconquistate l’amore di Dio ….”
La folla, alle parole di questo poveraccio vestito di stracci, che li redarguiva sul loro modo di essere dei cristiani, ebbe una profonda indignazione, poi una voce di un uomo si alzò tra la folla: “Bestemmiatore…come osi crederti il figlio di Dio?!”
Il mendicante non fece nemmeno in tempo  a rispondere che una folla inferocita di amorevoli cristiani lo travolse. Mancavano solo i forconi e le torce poi sembrava di stare in una scena di un qualche film di mostri.

Alla fine della rivolta il pover’uomo giaceva esanime sul marciapiede.
Qualcuno, con un sasso, lo aveva colpito alla testa.
Una donna, che passava casualmente di là, e che aveva assistito alla scena, teneva la testa del poveretto e chiamava aiuto perché qualcuno avvertisse i soccorsi.
“Io ti  ho creduto, la  tua parola non sarà sprecata.” sussurrò poi piano all’orecchio del morto.
Passato che fu un po’ di tempo, però, tutto tornò come sempre e nessuno parlò più di quel mendicante pazzo, delle sue parole e dei suoi moniti.

“Ecco la storia che si ripete! Babbo, la prossima volta che vuoi salvare questi umani che hai creato, per favore mandaci Gabriele o chiunque altro ma non me. Io mi sono stufato di prenderle di santa ragione, per poi farmi ascoltare dai soliti due cani e gli altri addio, capiscono solo quello che vogliono capire, o non capiscono proprio.”
“Hai ragione figliolo. Pensavo che questa volta avessero imparato e che ti sapessero riconoscere meglio, in fondo sono più 2000 anni che ci venerano. Mi sono nuovamente sbagliato vabbè dai nessuno è perfetto. Lo so, lo so io dovrei essere perfettissimo ma voglio vedere te figliolo a creare il mondo e tutto il resto in sette giorni, la stanchezza si faceva sentire anche per me sai!? Sai una cosa? Facciamo così, fra qualche tempo, se non si riprendono, li affoghiamo tutti e li progettiamo da capo ci stai?”
“Si ma questa volta niente arca a salvarne qualcuno, si riparte dal fango!”
“Concordo figliolo, concordo!”

Giulia Riccó

Letture scollate

IL SENSO AUTOCRITICO

I ragazzi adesso apparivano tutti abbastanza tranquilli. Si erano agitati nel pomeriggio, tutto per causa di due o tre incomprensioni, ed erano subito volate parole offensive, frasi di scherno, segnali che dimostravano la scarsa volontà di capire ognuno le ragioni dell’altro… continua…

GENERAZIONE DISTACCATA

– Perché fai quella faccia? –
– Niente… –
– Dai, su col morale! È Natale! –
– Appunto. Il minimo sarebbe passarlo insieme a mà e pà, invece guardali… chissà dove sono adesso… –
Jeremy e Gaia facevano colazione sul tavolino della cucina, fiocchi d’avena e latte biologico… continua…

IL RACCONTO PIÚ BREVE

Quando il mio editore mi chiese di scrivere il racconto più breve che si era mai visto, io gli porsi furioso la mia ultima storia priva del finale… continua…

I DIVINATORI DEI CRISTALLI

Tra le spire del tempo riposa una storia che non si deve sapere.
I custodi delle storie proibite sono demoni con zanne affilatissime, che pattugliano gli scrigni in cui esse risiedono. Vergate sopra antiche pergamene, corrose dal tempo ma pur sempre indelebili, attendono il giorno in cui qualcuno le rivelerà al mondo. Perché per quanto le si possa nascondere, per quanto le fauci digrignanti di mostri alieni vi stiano di guardia, queste storie desiderano uscir fuori… continua…

SERATA FM

La radio quella sera sputava pezzi jazz, roba acid tipo Jimmy Smith, oppure il vecchio Coltrane.
Vecchia buona radio, ricordo ancora quando la comprai, ormai saranno passati quasi dieci anni… continua…

L’ISOLA DEI RICORDI

Nel mare si perdono i ricordi. Quelli più belli vengono subito trascinati al largo dalle correnti. Poi si depositano sui fondali, a fare compagnia alle razze e ai cavallucci marini.
Un dio mi disse che se avessi saputo trovare il posto giusto, avrei potuto ripescarli. Tutto quello di cui avevo bisogno era una canna da pesca ed una buona esca… continua…

GLI AMANTI DELLA FINE DEL GIORNO

Il silenzio nella radura era perfetto. Il Presidente dell’Associazione, una volta che tutti erano scesi dalle loro auto private parcheggiate alla meglio al bordo della strada statale, e affrontato con le loro scarpe da trekking il lungo sentiero che li aveva portati fin lì, si era auspicato, da parte di tutti, e nella sua mente sin da quando aveva convocato quella bella comitiva di quasi cinquanta persone in quell’insolito posto di meditazione e d’incontro, un riguardo adeguato al motivo che li aveva spinti in quel luogo, ed un rispetto coerente con gli scopi della loro escursione… continua…

LE TRE CARAFFE

Il vecchio piumato continuava ad osservarmi, in bilico su una sola zampa, con le spalle rivolte al tempio ed il becco all’insù, come se stesse annusando il vento.
– Hai riempito le tre caraffe oggi? – domandò ad un tratto.
– Le tre caraffe? -… continua…

IL FIUME

Asia se ne stava appoggiata al parapetto del ponte e guardava lo scorrere del fiume in piena. Accanto a lei un fagotto di lenzuola arrotolate.
Restava lì, immobile, nella notte ad ascoltare i suoi pensieri sommersi dallo scrosciare dell’acqua.
A quell’ora non passava più nessuno.
Era sola nella notte e così voleva essere… continua…

LEGGI ANCHE: LETTURE IN OMBRA

E_T

In questo diciottesimo numero del corriere di Willoworld: continua la saga di Sebastian Claw con un nuovo episodio e una veloce immagine di 101 parole. Seguono i racconti di Davide Bandinelli, GM Willo, Giulia Riccó e per finire una poesia di Gano.

Scaricate il documento in PDF a questo link e poi STAMPATE, SPILLATE E FATE GIRARE!

Per scaricare gli arretrati consultate la Pagina del Corriere.

FONTE: www.willoworld.net

L’arte incontra la buona cucina. Venerdì 7 agosto, a partire dalle ore 20, presso il Ristorante Artegaia a Fiesole, avrà inizio la mostra d’Arte contemporanea di Daniele Frisina, giovane artista pontino. Comodamente seduti ai tavoli del ristorante sarà possibile apprezzare le opere esposte, oltre che gustare le specialità di pesce proposte dal locale di via Faentina.Ogni quadro sarà corredato da una sintetica descrizione/interpretazione a guisa di arricchimento del titolo dell’opera scritta dalla giovane scrittrice Giulia Riccò.
Appuntamento dunque per questo fine settimana in una delle più importanti città etrusche alle pendici dell’Appennino tosco-emiliano. La mostra resterà aperta fino al 25 settembre negli orari del ristorante.

Per un piccolo highlight sulle opere proposte visitate questo link di Rivoluzione Creativa.

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L'Albero delle Parole cop p

Esce finalmente L’Albero delle Parole, il secondo libro di Willoworld, a celebrazione dei due anni di attività del sito www.willoworld.net. Questo nuova pubblicazione dà un seguito al precedente “Complici di un gioco di dadi“, uscito alla fine del primo anno, e presenta in versione cartacea e in PDF (scaricabile gratuitamente) molte delle opere apparse negli ultimi 12 mesi sulle pagine di Rivoluzione Creativa e Willoworld. La copertina è opera di Kirsten Wagenaar (www.kartworks.net).
Come tutti i libri della Edizioni Willoworld, anche questo si avvale della licenza del Creative Commons. Potrete acquistarlo attraverso due differenti servizi per l’autopubblicazione; Blurb, in versione più economica ma con maggiori spese postali, oppure quello di Lulu, in versione più grande e ad un costo più elevato ma con spese postali inferiori. A voi la scelta.

VISITATE LA PAGINA UFFICIALE DEL LIBRO

ALTRE EDIZIONI WILLOWORLD

DUE ANNI DI WILLOWORLD (Introduzione al libro)

Sono passati due anni dall’apertura di Willoworld, il mio mondo virtuale, una piccola oasi fatta di byte, nella quale posso liberare la mia voglia di creare, comunicare, mettermi in gioco e rappresentarmi. Esattamente così, il gioco della rappresentazione, quello che continua fuori dal tavolo su cui ruzzolano i dadi. Questo libro dà un seguito al precedente “Complici di un gioco di dadi”, anche se a dire il vero i giocatori se ne sono andati da tempo. Rimangono invece le intuizioni e la voglia di raccontare.
Ma il gioco ha sempre una parte importantissima in tutto quel che faccio. Se scrivo per gioco non significa che non lo faccia con passione o convinzione. Il significato della parola “gioco” può distorcersi, se visto da altri punti di vista. Giocare non è solo divertirsi, ma anche sperimentare, testare i nostri limiti, capire il mistero, rischiare, imparare, misurarci con gli altri. Insomma, il gioco va avanti, insieme a vecchi e nuovi giocatori… continua…

FONTE: Willoworld Homepage

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