Posts contrassegnato dai tag ‘Grande fratello’

GRANDE FRATELLO 2010

Pubblicato: 22 gennaio 2010 da Willoworld in CINEMA, POLITICA
Tag:, , , , , ,

Una grande produzione dei Silenti in corsa al prossimo Festival di Berlino…

E qui la seconda parte…

…quante sono le mie dita?

Più si scandaglia la rete, e più ne usciamo tramortiti, delusi, arrabbiati e in un certo senso sopraffatti. Non esistono verità assolute, non esistono opinioni oggettive, non esiste una vera e propria linea guida per riuscire almeno un po’ a comprendere come stiano in effetti le cose. Riuscire a farsi un idea di quello che avviene davvero nel mondo non è mai stato così difficile.

Le tragedie si trasformano in reality show per la manipolazione del consenso. Le nobili istituzioni alle quale ci siamo sempre rivolti diventano gli strumenti più subdoli per ribaltare la realtà. Il baco del dubbio ci infetta, e a volte è miracoloso, altre volte può portare alla pazzia.

Cosa possiamo fare? Come riuscire a mettere fuori la testa da questo mare di informazione incrociata forza otto? Erano belli i tempi in cui potevamo aggrapparci alla controinformazione, ma adesso ha acquistato mille sfumature, mille direzioni tutte diverse. È incominciata l’era del Bush Sorridente, in cui tutti ci sentiamo migliori, e siamo di nuovo pronti a indossare il cappellino con la bandierina a stelle e strisce. Ma sono davvero cambiate le cose?

Il bene più grande. Alla fine è sempre quello l’obbiettivo di chi manovra le pedine del gioco. Si sacrifica una manciata di pedoni, a volte una torre o un cavallo, l’importante è mettere sotto scacco il nemico, costi quel che costi. Gli interessi del popolo vengono prima di tutto, specialmente quelli del proprio. Non è forse questo il fine ultimo di un capo di stato, di un comandante, di un leader?
… il bene più grande.

Bookmark and Share

Ci risiamo… bombe sui civili, bambine uccise al check point, violenza, tortura e pratiche di morte. Ormai le notizie di questo tipo ci entrano da una parte e ci escono dall’altra. Siamo diventati immuni alle ingiustizie di guerra. Assimiliamo le notizie come fossero pezzi di pasticceria, le addentiamo, le digeriamo e poi le risputiamo fuori dal culo. Ci ricordiamo solo delle più succulente, quelle ripiene alla crema, le avventure del Bilosco con le ragazzine, il vincitore del Grande Fratello, il finale del campionato. Tutto ciò è deplorevole, gente. Si, esattamente. Tutto questo è assolutamente inammissibile.

Riappropriamoci di un po’ di coerenza, e smettiamola di aver paura. Tendiamo la mano. Facciamo qualcosa di utile, di giusto, di vero. A volte mi fermo a riflettere su quello che questa gente c’ha dentro, giornalisti, politici, professionisti, imprenditori, banchieri, poliziotti… possibile che ci sia solo merda? No, non ci voglio credere…

Potrei sembrare patetico, ma oggi mi va di sfogarmi e di parlare di quello che sento. Condividerlo, con parole semplici, in questi dieci minuti che mi sono ritagliato per il blog. Niente paroloni. Ne conosco pochi e poi ultimamente le parole mi stanno antipatiche. Preferisco comunicare un blues, non so se rendo l’idea. Un’idea, una scintilla, una fiammella di cambiamento. Infonderla insieme a una canzone, come questa che ho allegato al post.

Cambiare si può! Cambiare si deve… non sto parlando del fumo negli occhi di Obama. Il cambiamento non avviene dall’oggi al domani. Il cambiamento non è una faccia. Il cambiamento non è mai dall’alto. Per prima cosa iniziamo a piacerci. Riguadagniamo la nostra dignità. È il passo più importante, più difficile… se ci piacciamo diventa più facile dimostrare il nostro apprezzamento per gli altri.

C’è un’escalation di intolleranza che mette i brividi. Bisogna stare attenti… Una parola di troppo e ti lanciano addosso le peggiori ingiurie. E insieme a questo fanatismo troviamo la frivolezza dei tabloid. Chiesa e Veline, Crocifissi e Campionato, Porta a Porta e la Santa Messa. Connubi esplosivi!

Si cambia rincominciando da zero. Non è necessario buttare via tutto, ma è indispensabile iniziare a fare un bel ripulisti. Rincominciamo ad ascoltarci. Cos’è che davvero sentiamo? Che cosa veramente vogliamo? Se riusciremo a risponderci in sincerità, avremo fatto il primo passo.

Buona giornata a tutti!

Anti Gentiloni Divide

anti_Gentiloni_divide.jpg

Paolo Gentiloni ha fatto il bando sul WiMax. Paolo è uno che non ha tempo da perdere. E’ sempre al tennis con il suo amico Ermete e nei momenti di relax è immerso nella lettura di Liala. Ha fatto carriera, da portavoce di Rutelli al Comune di Roma è diventato ministro delle Comunicazioni. Un ministero che richiede grande impegno e competenza. Paolo conosce i suoi limiti. Le leggi e i bandi li fa scrivere agli addetti del settore:
– per la deroga dei termini del digitale terrestre ha telefonato a Confalonieri che gli ha dato un paio di dritte. Ora Fede non ha nulla da temere: non diventerà digitale fino al 2012. Rete4 è salva
– per dare nuovi contributi alla stampa e tappare la bocca ai blog ha usato un prestanome. Dato che Paolo è il prestanome di Rutelli, si tratta quindi di un presta-prestanome, il mitico Ricardo (con una c sola) Levi. La Levi-Prodi, scritta sotto dettatura di Berlusconi e De Benedetti, lui non l’ha letta. L’ha anche confessato ai 700.000 blogger italiani e ha detto che in futuro sarà più attento
– per il WiMax, la tecnologia che trasmette a 50 chilometri con costi di impianto molto bassi che dovrebbe risolvere il problema dell’ultimo miglio, Paolo ha avuto un’intuizione straordinaria: chi meglio dei responsabili del nostro digital divide può risolvere il problema del digital divide? Dopo un rapido consulto con Telecom, Vodafone, H3G e Wind ha deciso di farli partecipare al bando. “Per incrementare la competizione nelle telecomunicazioni” ha spiegato. Le frequenze per il WiMax di proprietà dello Stato saranno consegnate ai responsabili del ritardo dell’Italia che, secondo i dati dell’Unione Europea, è sotto la media dell’Europa allargata dei 27. Per facilitare l’ingresso dei grandi operatori Paolo ha fissato il prezzo d’asta complessivo di tutte le licenze WiMax in 45 milioni di euro. Un’elemosina per lo Stato. Un prezzo così basso era giustificabile per fare entrare nuovi operatori, come è successo in Francia, non per i soliti noti che guadagnano miliardi di euro. Dopo la pubblicazione del bando, preso dall’entusiasmo per aver superato Gasparri, Paolo ha dichiarato: “Il Governo conferma così gli impegni a ridurre il divario digitale ancora presente in molte Regioni italiane”.

Grazie a un ricorso della società MGM che non vuole l’ammissione degli operatori UMTS (quelli attuali) alla gara il bando WiMax ha subito un colpo d’arresto. Proviamo noi a dargliene uno mortale con una petizione alla Comunità Europea.

Firmate la petizione e diffondete il box di Anti Gentiloni Divide in Rete come un virus.

Il grande fratello ti osserva

Scrivere questo post non sarà facile,

ma vi prego di avere pazienza e di non trarre conclusioni affrettate.

UTOPIA è una parola magica, capace di suscitare reazioni contrastanti,

un miraggio che affascina, un ideale che attira e seduce.

Se riflettiamo a fondo, in essa è sempre presente il germe della DISTOPIA,

tra l’utopia e la distopia non c’è un rapporto di contraddizione; tutt’altro.

Appartengono entrambe ad un particolare filone della fantascienza a sfondo sociale,

che descrive tanto luoghi immaginari dove regna il benessere e la felicità (utopia),

quanto terribili ipotesi di mondi futuri invivibili (distopia).

alla base di questi due atteggiamenti

c’è la denuncia di una realtà avvertita come dolorosa e oppressiva

e la sollecitazione costruttiva a porvi rimedio

attraverso l’esercizio della ragionevolezza.

Ovviamente ci sono delle differenze:

l’utopia recide i legami col passato e con il luogo presente,

opera una cesura tra la storia reale e lo spazio riservato alla progettazione utopica;

la distopia invece intende collocarsi in continuità con il processo storico

amplificando quelle tendenze negative operanti nel presente che,

se non vengono smascherate e ostacolate,

condurranno alle società perverse da essa tratteggiate.

Alcuni autori, spesso ignorati, ci hanno messo in guardia dall’utopia stessa;

Huxley e Berdjaev insistono sulla pericolosità della realizzazione materiale,

concreta, delle utopie: ed io mi chiedo…

Un mondo senza reati, è utopico o distopico?

E’ un mondo dove regna il benessere, la libertà e la felicità (utopico),

o un mondo futuro invivibile (distopico)?

Davvero vi affascina una società completamente trasparente,

dove ogni conversazione viene intercettata,

ascoltata, giudicata, interpretata, immagazzinata?

In questi giorni si parla molto di intercettazioni, del senso di sicurezza,

della necessità delle intercettazioni per individuare e arrestare i “cattivi”…

Molto utopico e idilliaco, a prima vista…come ogni utopia del resto…

Eccoci arrivati al punto dolente, amici silenti…

Siamo sicuri che dietro questa apparente soluzione per risolvere i mali del mondo

non si nasconda un male invisibile più diabolico del male stesso?

Che ci piaccia o no, il mondo è frutto di contraddizioni,

una società si basa spesso su assunti pragmatici,

dove legalità ed illegalità svaniscono,

lasciando il posto a ciò che è utile, a ciò che funziona.

Se ogni impresa, pubblica o privata, venisse intercettata,

l’intero sistema economico crollerebbe come un castello di carta…

Siete pronti a radere al suolo tutto, in nome della trasparenza?

Siamo coscienti che in ogni strumento di controllo

si nasconde uno strumento di potere?

Che un occhio che guarda per controllare

si può trasformare in un occhio che spia e giudica,

che sfrutta il suo potere per opprimere, reprimere,

censurare preventivamente, ogni dissonanza?

Barattare la propria LIBERTA’ con un miraggio di SICUREZZA,

mi appare, oggi più di ieri,

il più grande errore che un essere umano può compiere.

“Io non voglio essere sicuro: desidero essere libero”.

Quando questo si trasforma in “io non voglio essere libero: desidero essere sicuro”

qualcosa dentro di noi si rompe e la società si trasforma, inevitabilmente…

Ed intanto il grande fratello Orwelliano ci aspetta, dietro l’angolo…