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JOHN & JACK

Pubblicato: 31 agosto 2010 da Willoworld in LIBRI
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Questo libro raccoglie gli ultimi lavori di Jonathan Macini e Jack Lombroso, due autori crudi e sofferenti che riversano nelle loro storie tutta la loro rabbia per la società bugiarda nella quale viviamo. Il loro descrivere situazioni morbose è un modo per esorcizzare i mali del mondo.
Il libro si apre con un racconto a quattro mani iniziato alla fine del 2009 e rimasto incompiuto a causa della scomparsa di Jack. Non si hanno infatti sue notizie da svariati mesi. Lombroso è sempre stato un personaggio sfuggente. È riapparso qualche anno fa dopo più di una decade di vita borderline, ma tutti sapevano che non sarebbe durata. L’alcol, la droga, la depressione, e chissà quale altro mostro, hanno reclamato la sua anima. Jonathan non se l’è sentita di chiudere il racconto da solo e ha deciso di lasciarlo così, come la vita di Jack Lombroso, senza un inizio e senza una fine.

GM Willo – 26 Agosto 2010

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Fonte: Edizioni Willoworld

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Ecco i nuovi interventi apparsi recentemente sul sito della community Rivoluzione Creativa e sulle pagine degli altri progetti di Willoworld.

DOLCE SUCCO DI MELA

Seduta in sala d’attesa, le ginocchia accavallate, le gambe leggermente inclinate verso sinistra, i polpacci a contatto, l’uno contro l’altro, il tutto avvolto in un paio di Wolford nere, racchiuso dentro a stivali Studio Pollini, neri, a punta, con nove centimetri di tacco, rigorosamente a spillo. Sfogliava distrattamente alcune riviste, aspettando di essere ricevuta… continua…

SCARPE PER CORRERE

Oggi ho messo le scarpe da strega cattiva, quelle col tacco alto. Non sono l’ideale per correre ma io oggi non devo correre; sono stata a perdermi un pò in libreria dopo il caffè con Giulia. Niente di nuovo pare. Tutti mi guardano mentre cammino trafelata, mi sembra così… continua…

25 APRILE – UNA COSCIENZA DI CIVILTÀ

L’uomo passò buona parte del pomeriggio sprofondato nella sua comoda poltrona. Aveva sfogliato un giornale lasciandosi catturare da alcuni articoli sulla politica, e in seguito aveva letto qualche pagina di un libro che portava avanti da un mese ricordando purtroppo ben poco delle pagine precedenti… continua…

ABITO ME STESSA

Il presente sfoglia una verità : tutto ciò che si scopre di essere è già dentro, un segreto che si svela semplice e regalmente troneggia. Illumina il buio, beffeggia le cose finte ma senza rabbia, adesso comprende quanto sia facile spogliare l’illusione con uno scoppio di risa dando valore all’improvviso e al pianto… continua…

LE FANTASIE DELL’INCENDIARIO

-Ha una sigaretta per favore?– Nico si rivolse all’uomo stretto nel vicolo con lui. Attese il gesto o una risposta, ma non arrivarono. Anzi l’uomo fu svelto ad allontanarsi, col passo irritato del critico musicale che capti il rumore di una nota stonata nell’aria tersa… continua…

SOLTANTO DIECI MINUTI

“Non sono nervoso; solo mi pare tu abbia messo sulle labbra un rossetto troppo vistoso, per esempio…”, aveva detto lui con parole tese, senza guardarmi. Io ero rimasta in silenzio, continuando a camminare al suo fianco e cercando come di mordere sulla mia bocca quel colore che a lui aveva dato tanto fastidio… continua…

IL CONIGLIO E L’ARMADILLO

C’era una volta un coniglietto di nome Filippo che viveva in una buca sotto la collina, insieme a tutta la sua comunità di coniglietti, che erano un bel po’… continua…

…LE POESIE DI…

FARMI SPAZIO PERCHÈ DEVO PASSARE

OPERA BUFFA

…E LE 101 PAROLE DI…

FAME DI LUCE

RIGENERATORE DI SANITÀ

L’ERBA DELLE STREGHE

SWEET DREAMS

COME PETALI SFOGLIATI

UOMINI SOLI

Leggi anche: Letture di Veli e di Perle

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IL CORAGGIO DI UNA SOLUZIONE

La vicenda era ordinaria. Un innamoramento giovanile in un paesino campano: un ragazzo e una ragazza che si giurano amore eterno salvo perdersi pochi anni dopo, risucchiati da altre cose, da altre vicende, per poi rincontrarsi dopo molto tempo, ambedue sposati, lei trasferita a Roma, lui rimasto lì ma sempre in giro, a lavorare come rappresentante di commercio, e scoprire di essere stati frettolosi, di aver compiuto uno sbaglio clamoroso… continua…

IL LUNGO INVERNO

Sorseggio distrattamente un tè al gelsomino addolcito con una punta di miele d’acacia, per ammazzare il freddo che mi si è infilato nelle ossa. Sono rientrato in casa da poco. È mattina presto ed in veranda ho dato di sfuggita un’occhiata al termometro, che anche oggi se ne rimarrà abbondantemente sotto lo zero… continua…

MERMAID’S MEMORIES

La bambina abitava in un appartamento, disposto su due piani, sulla Hoffnungstraße. Strano nome da assegnare ad una via che, in realtà, era un vicolo. La sua stanza era al piano inferiore, l’unica apertura era rappresentata da una porta. Su una parete c’era un trompe d’oeil, una finta finestra affacciata sul mare… continua…

VISITE!

È comparsa una scritta sul muro ieri, come se un dito avesse tracciato sulla fuliggine rimasta attaccata alle pareti di casa mia. Diceva solo “ciao a tutti”… continua…

SPIRALI DI SOGNO

Aprii gli occhi. Mi ritrovai in uno strano mondo. Il cielo azzurro splendente era il palcoscenico di strane creature. Due elefanti, uno rosa e uno blu ballavano e saltellavano rimbalzando sulla coda… continua…

IL CANTO DELLE FORMICHE NERE

Cosa ci sta succedendo? Mentre passeggiavo ho visto un vecchio trascinato sull’asfalto. L’hanno derubato, nessuno lo aiuta, i passanti sono ciechi, proprio non lo vedono. Mi ha ricordato un altro vecchio… continua…

POMERIGGIO SOSPESO

Lei aveva indossato una vestaglia da camera, si era seduta al tavolo, aveva aperto il suo piccolo diario. Doveva spingersi in avanti, lo sapeva: avrebbe dovuto riordinare la casa, farsi una doccia, vestirsi per uscire, ma era rimasto in aria il passaggio quasi impalpabile di lui, forse il suo odore, la sua ombra, quel suo esser stato lì in silenzio fino a poco prima, e questo bastava a paralizzale dolcemente qualsiasi movimento… continua…

IL RISVEGLIO

Dm-.à/&00kPr 2OProvòP=?rova Prova… ecco, forse ci siamo. Ci riesco. Riesco a formare i caratteri sullo schermo proiettando la mente fuori dal mio corpo. Non so come sia possibile, ma è esattamente così. Se mi state leggendo, sappiate che il mio nome è Libero Valenti, che sono in stato vegetativo da oltre quindici anni e che mi trovo nella mia stanza da letto in un appartamento alla periferia di Roma… continua…

…LE POESIE…

LA MIA DECADENZA

PETTINAMI LE CIOCCHE DOLCE MADRE

DOVE COMINCI TU, INIZIO IO

…E LE 101 PAROLE…

CITARSI ADDOSSO

IL CUORE AFFLUISCE NEL PUNTO

GROUPIE

Leggi anche: Letture nella Città Vecchia

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CUCCIOLO

Al piccolo Giacomo piaceva la sua scimmietta di peluche, quella con le calamite sui palmi e gli occhi leggermente storti. Gliel’avevano regalata a maggio durante la gita al parco degli animali, un’occasione speciale per festeggiare il suo quarto compleanno, trascorso meravigliosamente insieme ai suoi genitori, che purtoppo vedeva solo nel weekend, o a sera tardi prima di andare a letto… continua…

POMERIGGIO DA DISPERATI

La mamma li aveva lasciati nel giardino di casa a giocare; era dovuta uscire per un impegno improvviso, “Una mezz’ora, un’ora al massimo”, aveva detto, e si era raccomandata più di una volta specialmente con Teresa, la figlia più grande che aveva già nove anni, di comportarsi per bene e ad ambedue di fare il più possibile i bravi… continua…

ROSSO NATALE

La vigilia di natale mi vesto di rosso, per via delle macchie…
Mi metto il cappello con le campanelle, la barba finta, con quei fastidiosi pilucchi che mi entrano in bocca e mi fanno sputare, gli stivali alti foderati di pelliccia e alle otto di mattina incomincio il giro della città… continua…

FIENO O VOGLIA DI ESTATE

Capita abbastanza spesso che un odore captato per caso stimoli i nostri ricordi, riportando la mente a fatti accaduti anche molto lontano nel tempo. Basta una lieve percezione, un sapore frizzantino che si insinua nelle nostre narici per darci quella sensazione di soave malinconia che ci empie il cuore e ci offusca il cervello… continua…

CAPPUCCETTO ROSSO 2010

C’era una volta…
…beh, lei si faceva chiamare Susy, ma il suo vero nome era un altro e nessuno lo conosceva, almeno nel quartiere in cui viveva, che era tutto il suo mondo ormai… continua…

ZEUS

I ragazzi della compagnia si erano abbondantemente annoiati anche quella sera, restandosene lì seduti in maniera scomposta sulle solite panchine del giardinetto nel loro quartiere… continua…

LE POESIE…

SUSSURRI E FRAMMENTI

VIA D’AMORE

RIASILLA PER LE PERIFERIE DELL’ANIMA

NEI MIEI VUOTI DI TE

…E LE 101 PAROLE DI…

LA MAESTRA

MICHELA E I SUOI GATTI

IL LENIMENTO DI MORFEO

…COME SE TUTTO SI ESAURISSE…

QUANDO LA VITA FA SCHIFO

STRAPPO CORRETTIVO

IL CASSETTO DELLE MERAVIGLIE

Leggi anche: Letture a bordo piscina

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LA SAGGEZZA DEL VECCHIO

Tutto è già stato spiegato; la comprensione delle cose non ha più scopo: tutto è ormai chiaro, evidente, palese… continua…

OGGETTI SENZA SOGGETTI

Qualche volta mi accade di essere risucchiato in una stanchezza deprimente.
Allora lascio la presa sui miei pensieri, che ne approfittano immediatamente, dileguandosi ognuno per suo conto, come i servi infedeli appena il padrone si allontana da casa… continua…

NOTTE SILENTE

Un elicottero tagliò il cielo notturno come una lama di rasoio gettando luci rosse e blu tutt’intorno. Rallentò in prossimità di un’imponente edificio scuro. Dalla finestra il Commissario lo vide scomparire dalla propria visuale, immaginandoselo mentre si poggiava delicato sul tetto e un drappello di poliziotti saltava giù, portandosi dietro il loro uomo… continua…

F I N E S T R E I N S O N N I

Una donna guarda fuori dalla finestra, un uomo le cinge le spalle e le bacia il collo, lei continua a guardare fuori quasi impassibile, sembra che in quel buco di vetro trovi riposo, un passaggio segreto da un dentro apparentemente ordinato ad un fuori caotico ma interessante. Anche in inverno, molte finestre rimangono aperte, molti i volti scrutare dalle trasparenze, gli sguardi rivolti verso l’alto come cercando di se il più intimo pensiero… continua…

CINDERELLA

Chiara era un ricordo, o forse solamente un sogno. Il corpo magro privo di forme, la pelle candida, gli occhioni da cucciola, le efelidi attorno al naso all’insù e i lunghi capelli castani formavano un delizioso avatar di carne… continua…

LE POESIE…

COCCODE’

A MIO FIGLIO, NATO MENTRE CADEVA IL MURO DI BERLINO

FANTASIA FRENETICA

E LE 101 PAROLE DI…

L’UOMO CON TUTTE LE RISPOSTE

POI TI HA BACIATA

PAMELA

LEGGI ANCHE: LETTURE YOGA

Foto di Pieter Morlion: http://www.flickr.com/photos/pietermorlion/

10 piccole storie da leggere sotto l’albero. Un e-book scaricabile gratuitamente della Edizioni Willoworld

L’ARTE DEL REGALO

Questo e-book nasce come un regalo, anche se forse non lo è… In fondo quest’opera è priva di costo, di conseguenza è possibile chiamare regalo una roba priva di valore? Eppure esistono cose che non hanno prezzo, e di solito sono le più preziose…

Negli ultimi tre anni ho allenato la mia mente a pensare “out of the box”. Il mondo diventa curioso quando incominci a guardarlo dai punti di vista più disparati, un po’ come quando contempli un oggetto attraverso la lente di un caleidoscopio. Il vero diventa falso, il falso diventa possibile e niente pare delimitato da dei confini indelebili.

Si diceva del regalo… che cos’è? Il valore materiale di un dono dovrebbe aiutare il ricevente a capire quanto la persona che ha di fronte tiene a lui, ma il paradigma è soggetto alle leggi delle proporzioni. L’impegno economico di chi tira a campare è diverso da quello del riccone, e di conseguenza il paradigma non funziona. Certo, il regalo va anche pensato, non è sufficiente mettere mano al portafoglio. Eppure tutta la pratica del scegli-compra-confeziona-scarta-e-sorridi mi sa tanto di posticcio. Ecco perché mi piace produrli da me i regali.

È anche vero che tutto quello che faccio in rete è una sorta di regalo, dato che i miei libri sono scaricabili gratuitamente e acquistabili al prezzo di stampa. E qui, per capire il perché di tutta questa cuccagna, bisogna fare quello sforzo di cui vi dicevo prima: pensare “fuori dalla scatola”.

Allora il natale diventa la celebrazione del nuovo anno, delle giornate che tornano ad allungarsi, del ciclo della vita. Il regalo è l’augurio per un anno di buone cose, di fratellanza, di genuinità e di pace. La stella cometa ci indica la strada nell’oscurità, l’inverno che è appena iniziato ci dona la promessa della primavera, e questa ci aiuterà nelle fredde giornate di febbraio. Perché in realtà siamo una specie molto stoica, noi umani!

Alcuni racconti contenuti in questo e-book potrebbero sembrare negativi. Non vi lasciate ingannare. Le emozioni si suscitano punzecchiando certi nervi, ed è proprio così che ci si accorge di essere vivi. In ogni parola di questo libro vi è racchiusa una briciola d’amore, anche dentro quelle più brutte, come le parolacce e le bestemmie… Come ho detto, ho smesso di pensare in confini delineati, invece uso sfumature che insieme, viste da lontano, possono formate un disegno di speranza e positività.

Auguri a tutti e buon 2010!

GM Willo

NOTE

Questo libricino raccoglie dieci piccole storie di natale scritte da alcuni autori del circuito willoworld.net e Rivoluzione Creativa e appartenenti a diversi progetti in corso. 101 parole è un formato di racconto brevissimo legato al blog: 101parole.blogspot.com/
Gano, Jonathan Macini e Aeribella Lastelle sono degli autori immaginari che scrivono attraverso la penna di GM Willo per il progetto “La Giostra di Dante”: www.lagiostradidante.co.nr/
“Raccontami sulle note di…” è un altro gioco di scrittura creativa proposto da Willoworld ispirato dalla musica e presentato sul blog: colonyofslippermen.wordpress.com/

LE STORIE

GENTIL NOVELLA DI NATALE di GM Willo
VIENI CON ME! di Aeribella Lastelle
NATALE NICHILISTA di GM Willo
GENERAZIONE DISTACCATA di GM Willo
CHRISTMAS CAROL di Fida
IL SOCIO di GM Willo
NATALE AL BAR di Gano
ROSSO NATALE di Jonathan Macini
NICCO di Gano
ELISA A NATALE di Bruno Magnolfi

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LA PAGINA UFFICIALE DEL LIBRO

LE EDIZIONI WILLOWORLD

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FONTE: Willoworld Homepage

Ecco qui sotto gli ultimi interventi di Rivoluzione Creativa e degli altri progetti del circuito Willoworld.net. Entra in Rivoluzione Creativa e inizia anche te a creare insieme a noi!

MASTRO LINDO

«Che c’è Ciccio?»
Al bar Mastro Lindo chiamava tutti “Ciccio”, perché i nomi non erano il suo forte. L’interesse disinvolto che dimostrava per le persone aveva un che di genuino. Lungo e magro come un giunco, si chinava con la testa pelata per guardarti in faccia e stabilire un contatto. Aveva gli occhi lucidi, inumiditi dai troppi camparini, ma azzurri e sinceri come quelli di un cucciolo. Riusciva a vederti dentro, non so se mi spiego… continua…

IL NASTRO ROSSO

Il salice piangente è la mia casa: non fraintendetemi, non ho né una capanna sull’albero né vivo accampato sotto di esso. Ogni salice ha un suo spirito guida ed io sono uno di loro: il mio nome è Ghitash. Il mio compito? È aiutare i puri di cuore a riconoscere e perseguire il proprio destino. Non si tratta di magia, ma è una questione di propria consapevolezza interiore. Sono relativamente giovane. Ho solo 1300 anni… continua…

SIMILE SONO IO CHE PARLO DA SOLA

Tra le lamiere di questa luminosa città, i topi se la ridono nascosti sotto le macchine. All’angolo di una strada, una banda di volti segnati dal freddo fa partire una bella canzonetta, una marcia gioiosa, sui suoni di trombe e tromboni, fa ricordare a chi siede con le spalle ricurve su solitarie panchine, le belle serate del dopo guerra trascorse ubriache a ballare sui tavoli, le piccole lucine e le penombre di teste che oscillano, le voci delle donne tra cristalli e brindisi… continua…

IL PENSIONATO

Seduto su una vecchia poltrona, sto leggendo un Elizabeth George d’annata circondato dal silenzio della mia casa solitaria. Sono ormai arrivato alla rispettabile età di 75 anni, da circa 10 sono stato collocato a riposo dopo 35 anni di insegnamento, mai un giorno di assenza, sempre ligio al mio dovere di servitore dello Stato… continua…

LA CALZA DELL’ACROBATA

E’ la notte di San Lorenzo e fa un caldo cane, me sento tutto appiccicoso, così, me dico, vado sul terrazzo del palazzo a fumamme ‘na sigaretta in santa pace. Stasera il cielo sembra più scuro, non ne vedo molte di stelle. Me rilasso cò ‘na bella sigaretta e poi domani che è sabato sai che faccio?
Me ne vado prima al bar a fà colazione, quello vicino alle poste, dove c’è Gina la bionda che me fà sempre l’occhietto quando me allunga la tazzina der caffè e se sporge sempre a mostrà la scollatura quando me chiede se lo voglio “corretto”… continua…

…E LE 101 PAROLE DI…

LE POLITICHE

Mirco dondolava insieme alla sua Tennent’s, la cenere lunga sul punto di cadere, il corpo magro piegato innaturalmente dall’ultima pera… continua…

L’UNICORNO

L’unicorno era confinato in un recinto di filo spinato e corrente elettrica. I dottori gli facevano di continuo dei prelievi per trasformare il suo sangue dorato in costose medicine… continua…

IL PICCOLO TOBIAS

La mamma del piccolo Tobias era diversa quella sera. Se n’era rimasta tutto il pomeriggio a fissare la TV sintonizzata su un canale morto, due vacui occhi ancorati al tremolante nevischio grigio… continua…

TERRORISTA PER FORZA

Vorrei non avere ancora nelle orecchie il sibilo delle sirene. In questura mi trattarono male, mi interrogarono per tutta la notte… continua…

E per finire le poesie di sVanna

LEGGI ANCHE: Letture a gambe incrociate

Vieni con me

Corriere di Willoworld, numero venti! Si concludono le avventure di Sebastian Claw, l’investigatore dell’incubo. Seguono i racconti di GM Willo, Cainos, Aeribella Lastelle e Gano, le 101 Parole di GM Willo e Marco Filipazzi e per concludere le poesie di Notorius e Valentino Vannozzi.

Scaricate l’enzine di Willoworld a questo link e mi raccomando…

STAMPATE, SPILLATE E FATE GIRARE!

Per gli arretrati consultate la pagina del corriere.

FONTE: Willoworld.net

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Diciannovesimo numero del Corriere di Willoworld, e-nzine dedicata alla scrittura creativa. Continuano le avventure cthuloidi di Sebastian Claw. Seguono le metafisiche esperienze di Demiurgus, un racconto cyberpunk di GM Willo, tre brevi immagini di 101 Parole e le poesie di Grazia Longo e GM Willo. Scaricate il PDF a questo link.

STAMPATE, SPILLATE E FATE GIRARE!

Per gli arretrati consultate la pagina del corriere.

FONTE: www.willoworld.net

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In questo diciottesimo numero del corriere di Willoworld: continua la saga di Sebastian Claw con un nuovo episodio e una veloce immagine di 101 parole. Seguono i racconti di Davide Bandinelli, GM Willo, Giulia Riccó e per finire una poesia di Gano.

Scaricate il documento in PDF a questo link e poi STAMPATE, SPILLATE E FATE GIRARE!

Per scaricare gli arretrati consultate la Pagina del Corriere.

FONTE: www.willoworld.net

Letture da tappeto

CLARISSA

La notte che uccisi Clarissa scoprii l’irresistibile fascino della morte. Ma prima di raccontarti questa storia, mia cara lettrice, desidero che tu conosca una grande verità: più ti è vicina la persona reclamata dalla nera signora, più meravigliosamente profondo è l’abisso in cui la tua anima vorrebbe abbandonarsi… continua…

QUEL GIORNO A ZACATECAS

Quando la Division del Norte riuscì a sfondare la resistenza delle truppe federali, il caldo si era fatto ormai insopportabile e l’acqua iniziava a scarseggiare.
I giovani soldati si arrendevano nella speranza di non essere fucilati mentre gli ufficiali, che sarebbero andati incontro a morte certa, si davano alla fuga dopo essersi tolte le uniformi.
A mezzogiorno Zacatecas era tornata ad essere libera e gli abitanti, affacciati alle finestre, salutavano i rivoluzionari sventolando lenzuola e fazzoletti bianchi… continua…

LA BABELE DI CARNE E CATRAME cap 1

Non ricordo perché ero lì, né perché bevessi così tanto. Come di rientro da un sogno mai iniziato, mi guardai intorno, il bar era vuoto, le luci soffuse del locale regalavano un senso di pace. La birra davanti a me si era scaldata… continua…

VIRTUAL SOTHOTH

Mi auguro che quello che sto per raccontarvi sia a tutti gli effetti il delirio di un uomo in preda a strane febbri. Che gli eventi ai quali il mio avatar ha assistito, siano solamente il risultato di un’alterazione improvvisa delle droghe in circolo. Che il mondo dentro al quale mi sono proiettato non sia altro che la burla di un server criptato… continua…

LA PIOGGIA DI STELLE

La luna era stata letta. Non lasciava molte speranze.
I Sarti rammendarono i palloni aerostatici. Tre grandissimi: uno giallo, uno verde ed uno rosso. Il primo si chiamava Linandir, il secondo Oussa e il terzo, cremisi come i tramonti delle spiagge di Boxala, Yuldra. Ogni cesta poteva ospitare dieci guerrieri. Trenta di loro non sarebbero bastati… continua…

L’ANELLO

«Amore, hai visto per caso il mio anello?»
«Ce l’hai al dito…»
«Ma no, non la fede. L’anello che avevo al mignolo, quello fine d’argento…»
«Avevi un anello al mignolo?»
«Ma certo… che fai, mi prendi in giro?»
«Ti giuro che non te l’ho mai visto… ma sei sicuro?»
«Certo che sono sicuro…»
Quinto Bertocchi se ne esce di casa alle otto meno un quarto, in leggero ritardo e con un evidente malumore… continua…

… e le poesie di Grazia Longo.

Leggi anche: LETTURE FRESCHEGGIANTI IN ODORE D’AUTUNNO

PASSAMI LA CICCA

Un disperato bisogno di  vita… danneggiando i rivestimenti in pelle del sedile sulla carrozza 24, Stefano ripercorreva i chilometri passati come un risucchio doloroso. Niente ti avrebbe riportato indietro e la fuga era ora possibile… continua…

C’ERA UNA VOLTA

Maddalene conserva negli occhi i sogni di suo padre. L’ha lasciata una notte d’inverno, su quella curva a gomito a poche centinaia di metri da casa. L’asfalto era bagnato. Il buio e poi la nebbia, che ricopriva ogni cosa, come la patina di povere che riveste i mobili antichi, come il tempo che si adagia sui ricordi offuscandoli, senza mai però cancellarli… continua...

I VEGGENTI DEL NUOVO MONDO

Il collasso del mondo non avvenne dal giorno alla notte, come molti si aspettavano. Accadde lentamente, attraverso gli anni e le generazioni.
Fu come un complicato meccanismo, messo in moto da molteplici fattori; lo scontro tra religioni, l’esaurimento delle risorse energetiche, lo scioglimento dei ghiacciai, il divario tra i ricchi e i poveri e soprattutto l’odio e l’ignoranza accumulata nei secoli… continua…

JESSICA

Un sogno, nient’altro che un sogno.
Eppure ancora mi pare di riviverlo. Il profumo di orchidee, la bocca carnosa che mi sfiora la schiena, il respiro caldo sul mio corpo. E poi gli artigli, accarezzanti sulle costole, lenti ma inarrestabili verso il linguine. Il sesso nelle sue mani, ed io completamente perduto nel suo gioco… continua…

IL PALAZZO DEL BARONE PREZZEMOLO

«Figliolo, vedi il palazzo ritratto in quella foto lassù?»
«Si zio, lo vedo».
«Un giorno il Barone Prezzemolo decise di demolirlo, malgrado tutti fossero dell’opinione che il palazzo fosse il cuore di quel paesaggio. Infatti come vedi era proprio una bel palazzo… continua…

RADIO BLUES

La radio sta andando con un mood lento, da estate, perché fuori non tira un alito di vento ed è pieno di dannati moscerini. É rimasta solo lei a raccontarmi le storie, vecchia scatola nera con l’antenna rotta, riesci ancora a prendere quella stazione blues, e chissà perché continua a trasmettere. Ma quanti ubriaconi come me vivono in questa maledetta città, e ascoltano vecchi pezzi di Tom Waits e dei primi Deep Purple? Quanti…  continua…

CORRI DEMONE, CORRI!

Il rumore della discoteca era assordante anche nel parcheggio. Jeco infilò a fatica la chiave nella serratura della sua scattante millesei con motore compresso, camuffata da utilitaria, e si mise al volante… continua…

E LE POESIE:

Amarti non é stato vano

Lettera al figlio adoloscente

LEGGI ANCHE: Letture di Settembre

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Letture di Settembre

AVREBBE FATTO MEGLIO A NON VOLTARSI

Avrebbe fatto meglio a non voltarsi; per non rimpiangere quello che stava per lasciare; per non vedere quanto male avrebbe fatto; per dimenticare per sempre lo sguardo impassibile di chi l’aveva accusata. Ma la sua mente era troppo fragile in quel momento, e la sua paura più grande di qualsiasi responsabilità: fuggiva per quell’istinto di sopravvivenza che ci avvicina così tanto agli animali, da far sembrare un delitto un semplice evento nel corso inarrestabile della natura, eppure nella sua testa una frase batteva come un martello: “non è possibile”… continua…

IL LOMBRICO CALZOLAIO

Viveva in Lombricolandia il Lombrico Calzolaio.
Un giorno venne la guerra e il generale dell’esercito dei millepiedi chiese al Lombrico Calzolaio di preparare gli stivali per la campagna militare. Ma nel momento in cui il povero lombrico terminò il suo lavoro, la guerra era già finita… continua…

NOTTE A SHANGHAI

Osservo il mio viso allo specchio dopo essermi truccata, cerco qualche imperfezione, dopo un’attenta analisi mi ritengo soddisfatta. I capelli perfettamente acconciati come la moda occidentale impone, il viso un ovale perfetto accarezzato dalla cipria, sugli occhi un velo di trucco, le ciglia marcate da una linea nera. La bocca rossa, un piccolo cuore morbido in cui sbocciare… continua…

SUL TETTO DEL MONDO

Le avevano detto che il suo nome traeva origine dalla Luna, e con essa poteva crescere e ciclicamente rinnovarsi, le avevano detto di chiamarsi Thana, e che i raggi della luna l’avrebbero protetta, come la giovinetta che nel pericolo di essere violata venne soccorsa da essi, uccidendo il persecutore… continua…

IL PORTICO

Un soffio di vento le pettinava i capelli…”che miseria” pensava,  aveva da poco intravisto il bagliore di un amore e lo aveva perso per la testardaggine di una convinzione troppo ostinatamente espressa. Ora, quello che era una sirena sparata a 10.000 decibel delle sue urgenze di, ormai ex, adolescente, le ritornava  come l’eco di un fischio lamentoso fra costole e costole… continua…

UNA TERRIBILE ESTATE

New Orleans, 1922

Domenica 13 Agosto

Caro Teodor,

sono già passati quattro mesi dalla mia partenza da Chicago e trovo finalmente tempo per scriverti. New Orleans è calda e appiccicosa e questa condizione sembra riversarsi anche sull’ambiente che mi circonda. Ogni cosa, case, strade e persone hanno le sfumature dell’ambra, come se tutto fosse ricoperto di miele;  mi pare ormai di sentirne perfino l’odore nell’aria. Siamo ancora in America ma il grigiore di Chicago ha lasciato posto a colori e suoni quasi caraibici… continua…

LEGGI ANCHE: Letture da Spiaggia

la leggenda di udrien e altre fantastiche storie p

Per augurare a tutti i visitatori dei siti del circuito Willoworld una felice estate, ho raccolto in questo e-book tutti i racconti prettamente fantasy presentati negli ultimi due anni. Una pubblicazione unicamente in formato digitale, scaricabile gratuitamente a questo link. Sbattevela nel vostro laptop da spiaggia, o se siete davverio avanti, nel vostro e-book reader. Magari ve la leggete sotto l’ombrellone!

Andate a visitare la pagina ufficiale del libro, con tanto di introduzione al progetto e indice dei racconti. La copertina (bellissima) é del solito Charles Huxley.

Tutti i siti di Willoworld.net non verranno aggiornati nelle prossime settimane causa ferie meritatissime! Nel frattempo mi auguro che i miei amici Silenti si facciano vivi.

Cogliete l’opportunitá di visitare tutti progetti in corso, le pagine (che sono tantissime) e le altre pubblicazioni delle Edizioni Willoworld.

Buona Estate!

FONTE: WILLOWORLD HOMEPAGE

veldule-miste-e-liso

di Jonathan Macini

La città é una maschera grigia di nebbia. Copre ogni cosa col suo silenzio. Sembra dormire la città, sotto una soffice coltre. Ma la città non dorme mai, nemmeno alle quattro del mattino, in quelle nottate invernali lunghe e gelide. Neanche i gatti per i vicoli, i semafori lampeggiano d’arancio, un neon rotto e una sirena in lontananza. La città è immobile, ma respira ancora, come un vecchio randagio che chiede l’elemosina alla stazione, una serpe in agguato, un felino pronto a scattare. La città diventa pericolosa quando dorme. La abitano strane creature, animali della notte, girano nascosti nelle ombre, vergognandosi delle proprie deturpazioni, quelle dell’anima s’intende.
Poi ci sono quelli come me, che osservano, che aspettano, che fumano. Un’altra sigaretta, mentre l’orologio segna le quattro e diciannove. Il posacenere dell’auto ne è ricolmo. Guardo oltre la carreggiata, il vicolo buio, quello sul retro del ristorante cinese. Distinguo appena le sagome di Chon e del suo scagnozzo… grembiuli e cappelli da cuochi. Aspettano le provviste.
Il ragazzo è appena stato assunto alla pasticceria all’angolo della strada. Ha solamente diciassette anni e dovrebbe andare a scuola, ma sono tempi difficili, e poi il padre è disoccupato da quasi due anni. Passeggia ad ampie falcate sul marciapiede opposto. Lo vedo approssimarsi al vicolo, quello di Chon. Che sia lui il piatto giorno? Meglio non farsi sorprendere…
Scendo dall’auto e divento un’ombra sgusciante che attraversa la strada, raggiungo il lato opposto e mi fermo dietro una vettura parcheggiata a ridosso del vicolo. Nessuno mi nota, e ringrazio la nebbia, sempre lei, sorella e puttana di questa assurda città. La città dormiente. La città sognate. La città in balia del suo prossimo incubo.
Il ragazzo è risucchiato dentro al vicolo con una rapidità impressionante. Faccio fatica a distinguere i movimenti, ma risaltano all’occhio le lame dei coltelli da cucina. Un urlo strozzato e tutto è finito. A questo punto entro in gioco io.
«Quanti involtini pensi di farci, Chon?»
L’automatica è ben in vista e punta direttamente alla faccia gialla del cuoco.
Il chinaman sbraita nella sua lingua, lo scagnozzo mi guarda con il terrore negli occhi, poi afferra la vittima e la trascina dentro le oscurità del vicolo.
«Quanto vuoi, sbillo meldoso?»
«Beh, per te farò un buon prezzo. Tre testoni e tengo la bocca chiusa.»
«Bastaldo!» impreca il cuoco. Poi estrae dalla tasca un mazzetto di banconote e me ne allunga sei di quelle grandi.
«É un piacere fare affari con te, chinaman!»
«Non posso dile attlettanto…» sbuffa lui.
Sto quasi per andarmene quando mi viene in mente di chiedergli una cosa.
«Com’è che lo cucini?»
«Con veldule miste e liso…»
«Buono… lasciamene da parte un piatto, mi raccomando!»
Ve lo dicevo che erano tempi difficili.

Tratta dal libro:

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