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KING CRIMSON: A Scarcity of Miracles

Pubblicato: 30 maggio 2011 da Willoworld in MUSICA
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Quando Robert Fripp e Jakko Jakszyk si sono ritrovati nel febbraio 2009 non avrebbero mai pensato che le sedute iniziali di improvvisazioni per chitarra sarebbero diventate un album in piena regola, o che sarebbero diventate in ultima analisi, un progetto dei King Crimson. Con lo svilupparsi del materiale di quelle prime sedute fu ovvio che il progetto si stava trasformando in qualcosa di molto più grande del previsto. L’arrivo del sassofonista ed ex membro dei King Crimson, Mel Collins, ha aggiunto ulteriore colore e consistenza alle canzoni che andavano formandosi. La line-up è stata completata con l’aggiunta del bassista Tony Levin ed il batterista dei Porcupine Tree, Gavin Harrison (entrambi membri dell’incarnazione 2008 dei King Crimson), che hanno aggiunto le loro parti al materiale nei loro rispettivi studi. (altro…)

L’ultimo decennio di questa personale classifica (a dire il vero le classifiche non sono il mio forte e non mi piacciono neppure, ma ho voluto lo stesso provarci) é forse quello piú difficile da valutare, per due motivi ben precisi. Primo perché il prog, dopo i belli episodi underground degli anni ’90, ha cominciato a fare capolino nelle charts. La crisi del disco infatti ha premiato la qualitá e rallentato le vendite dei grandi nomi. In questo modo il prog é rinato anche per il grande pubblico, e di conseguenza si sono avute negli ultimi dieci anni moltissime produzioni di qualitá (anche se forse si é risentita una carenza di creativitá). Secondo perché i miei gusti sono cambiati e ho allargato i miei ascolti, scostando l’occhio critico dal genere.

Comunque questi qui sotto sono a mio avviso gli album piú importanti degli ultimi dieci anni, estratti anno per anno.

1999: Stupid Dream – Porcupine Tree

2000: SMPTe – Transatlantic

2001: Lateralus – Tool

2002: Six degrees of inner turbulence – Dream Theater

2003: The Power to Believe – King Crimson

2004: Be – Pain of Salvation

2005: Ghost Reveries – Opeth

2006: Amputechture – The Mars Volta

2007: Act II: The Meaning Of, And All Things Regarding Ms. Leading – The Dear Hunter

2008: The Bedlam in Goliath – The Mars Volta

Guarda anche:

I MIGLIORI DISCHI DI ROCK PROGRESSIVO DEGLI ULTIMI 40 ANNI: 1969-1978

I MIGLIORI DISCHI DI ROCK PROGRESSIVO DEGLI ULTIMI 40 ANNI: 1979-1988

I MIGLIORI DISCHI DI ROCK PROGRESSIVO DEGLI ULTIMI 40 ANNI: 1989-1998

Fonte: The Colony of Slippermen

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Qualcuno mi ha fatto notare d’avere le traveggole, e forse solo per non ammettere a me stesso di cavalcare l’onda verso gli “anta”, ho scritto nel precedente articolo, poi corretto, che avrei stilato la classifica degli ultimi 30 anni di rock progressivo, scordandomi un intero decennio. Ma puó anche essere che mi sia inconsciamente dimenticato il periodo in questione. É risaputo infatti che con l’avvento del punk il rock progressivo venne letteralmente fatto a pezzi.

Nonostante gli anni ottanta abbiano rigettato il barocchismo del genere, l’underground progressivo ha continuato comunque a sfornare album. Questa é la selezione che ho fatto dal 1979 al 1988, rimanendo comunque sui grandi nomi.

1979: The Wall – Pink Floyd

1980: Drama – Yes

1981: Discipline – King Crimson

1982: 4 (Security o Mask) – Peter Gabriel

1983: 90125 – Yes

1984: Grace under pressure – Rush

1985: Misplaced Childhood – Marillion

1986: Gone to earth – David Sylvian

1987: Crest of a knave – Jethro Tull

1988: Spirit of Eden – Talk Talk

Vedi anche: I MIGLIORI DISCHI DI ROCK PROGRESSIVO DEGLI ULTIMI 40 ANNI: 1969-1978

Fonte: Colony of Slippermen

Il rock progressivo compie proprio quest’anno 40 anni, se si incomincia a contare dall’uscita del masterpiece In The Court of the Crimson King dei King Crimson del 1969. Sicuramente molti potrebbero obbiettare, perché giá l’anno prima c’erano i Pink Floyd, Frank Zappa, Moody Blues, e via dicendo. Ma questa é una classifica personale e non ha nessuna pretesa. Vuole solo omaggiare il trentennio e dare qualche consiglio di ascolto.

Questa prima parte dell’articolo “I migliori album di rock progressivo degli ultimi 40 anni” incomincia con il primo decennio: 1969 – 1978.

1969: In the court of the crimson king – King Crimson

1970: Emerson Lake & Palmer – Emerson Lake & Palmer

1971: Fragile – Yes

1972: Darwin – Banco del mutuo soccorso

1973: Selling England by the pound – Genesis

1974: The lamb lies down on Broadway – Genesis


1975: he Minstrel in the Gallery – Jethro Tull

1976: Still Life – Van der Graaf Generator

1977: Forse le lucciole non si amano piú – Locanda delle Fate

1978: Hemispheres – Rush

FONTE: The Colony of Slippermen

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I Beardfish si formano nel 2000 in Svezia. Ai fondatori (il chitarrista David Zackrisson e il cantante-chitarrista-tasterista Rikard Sjöblom) si affiancano il bassista Robert Hansen e il batterista Magnus Östgren. Il primo album viene registrato con la collaborazione di Stefan Aronsson alle tastiere e al flauto. Le influenze sono chiare: Zappa, King Crimson e Gentle Giant.

A distanza di otto anni dalla loro nascita, i Bearfish si affermano come una delle realtà più importanti del panorama progressive mondiale. La continuazione del concept Sleeping with the traffic, che giá aveva entusiasmato l’anno scorso, è un autentico capolavoro. Registrato nel periodo natalizio in un rifugio sperduto nei boschi svedesi, questo disco è quasi un omaggio ad ogni precedente interpretazione del genere. Proprio quando ti sembra che assomigli a un vecchio lavoro dei Genesis, diventa qualcosa di Zappiano. Mentre la tastiera fa il verso ai Giant, subentra un riff che ti riconduce al presente. Nessuno sbalzo di umori. Un opera liscia che diventa il preludio all’apoteosi: la titletrack che sfonda i 35 minuti. Un appassionante viaggio nel pianeta Prog.
Consigliatissimo!

Track Listings
1. As The Sun Sets (1:13)
2. Into The Night (8:52)
3. The Hunter (5:57)
4. South Of The Border (7:43)
5. Cashflow (6:08 )
6. The Downward Spiral/Chimay (7.10)
7. Sleeping In Traffic (35.44)
8. Sunrise Again (1.37)

Total Time: 74:24

Line-up/Musicians
– Rikard Sjöblom / vocals, keyboards
– David Zackrisson / guitars
– Robert Hansen / bass
– Magnus Östgren / drums

VISITA LA PAGINA MYSPACE DELL’ALBUM

FONTE: Colony Of Slippermen