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Ecco i nuovi interventi apparsi recentemente sul sito della community Rivoluzione Creativa e sulle pagine degli altri progetti di Willoworld.

LA CALMA ARTIFICIALE

L’uomo camminava per strada insieme a tutti i pensieri che gli giravano nella testa, ed i suoi passi cercavano di scansare i piccoli accumuli d’acqua che si erano formati sui marciapiedi, dopo la pioggia insistente di quel pomeriggio… continua…

NUVOLE

Ho imparato a guardare il cielo, a leggerlo cogliendone il significato. Anche oggi sono qui, da questa finestra vedo il cielo e le nuvole… continua…

IL DISEGNO PER LA COPERTINA DI UN LIBRO

La lampada illumina il piano dello scrittorio in modo implacabile, con la sua luce decisa, definita. Osservo i pochi oggetti là sopra, le carte disordinate, le matite, i piccoli abbozzi di disegno che ho già tentato più volte… continua…

UNA PENNA A SFERA DI NOME LINDA

C’era una volta una penna a sfera, di colore blu e col cappuccio, di quelle semplici ma che funzionano sempre bene, e corrono veloci tra le righe piroettando come ballerine. Si chiamava Linda e sapeva il fatto suo, perché si era già figurata che sarebbe diventata famosa… continua…

DUBLINO

Dublino credo sia l’unica città al mondo dove anche un razionalista come me può convincersi che i fantasmi esistono davvero… continua…

SOLO UN MURO CHE SI ABBASSA E LA TERRA CHE AVANZA

Non so bene come spiegartelo, ma con una matita posso schizzare sul vuoto lo scorrere delle vite che crescono, dal piccolo bocciolo alla maturazione piena… continua…

UN CAMPO DI CALCI

Quando entrai nel campo sportivo così piatto e liscio d’erba rasata, forse appena troppo alta ai margini, ma rada e quasi inesistente nelle zone più calpestate, mi parve subito troppo grande per me, per quei miei piedi piccoli, serrati nelle scarpe troppo nuove, da calcio, appena comperate per l’occasione, soltanto un numero più grandi in considerazione della mia crescita veloce… continua…

E LE 101 PAROLE DI…

L’OCCHIO PRIVATO

FILI D’ERBA

FEÉ VERTE

PAROLE CATTIVE

IL PROFUMO DEL SORRISO DEI BAMBINI

UNA BOLLA FATTA DI SILENZIO

Leggi anche: Letture con lo smalto

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L’ISOLA ROSSA

Annusi l’aria nell’ora del crepuscolo.
Sembra invernale.
Un alito di vento traghetta le mani verso un oggetto segreto, una vela furtiva.
Da lontano senti un ammonimento avvicinarsi, gelido e chiuso… continua…

BRICIOLE DI PANE

Praticamente, come tutta la casa, la cucina era piccola, il tavolo era addossato ad una parete, e il resto era lì, il gas con la bombola, il frigorifero che funzionava anche come piano d’appoggio, il lavello perennemente ingombro di qualcosa… continua…

MARTEDÌ GRASSO

Era trascorso quasi un anno dal loro ultimo incontro.
Lui l’aspettava seduto sulla panca dietro l’oratorio.
Lei arrivò silenziosamente, si sentiva solo il fruscio della stoffa accarezzare il buio della notte… continua…

LA RAGIONEVOLEZZA DI QUANTO DETTO

Certo è che spesso tutto è confuso. Si tratta d’iniziare con il dire qualcosa pensando ad un soggetto differente. Ci si impappina, si tossisce, si prende tempo… continua…

CONTRABBANDO DI TE

Per un po’ ho avuto paura dei tuoi pensieri. Mi sembravano così pesanti.
Sai? Ho creduto davvero che i tuoi fossero dei pensieri.
Questo prima però. Prima di inciampare nel tuo cilindro, di trovare il coniglio bianco abbandonato ai piedi del letto, mentre dormivi… continua…

MELVIN & DESY

Melvin era un bastardo, ma io l’amavo e l’avrei seguito finanche alle porte dell’inferno. Forse fu proprio là che lo trovai, persa in uno strano sogno o più probabilmente tra le spire del Vortice… continua…

…LE POESIE DI…

SENZA FILTRO: UMANAMENTE DENTRO

DI ME FAI MARE

NUDI

…E LE 101 PAROLE DI…

LA MALAVERITÀ

POENA

SUADADE

IL CICLISTA

PROVACI ANCORA GANO!

Leggi anche Letture in un quadro

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DOLCE SUCCO DI MELA

Seduta in sala d’attesa, le ginocchia accavallate, le gambe leggermente inclinate verso sinistra, i polpacci a contatto, l’uno contro l’altro, il tutto avvolto in un paio di Wolford nere, racchiuso dentro a stivali Studio Pollini, neri, a punta, con nove centimetri di tacco, rigorosamente a spillo. Sfogliava distrattamente alcune riviste, aspettando di essere ricevuta… continua…

SCARPE PER CORRERE

Oggi ho messo le scarpe da strega cattiva, quelle col tacco alto. Non sono l’ideale per correre ma io oggi non devo correre; sono stata a perdermi un pò in libreria dopo il caffè con Giulia. Niente di nuovo pare. Tutti mi guardano mentre cammino trafelata, mi sembra così… continua…

25 APRILE – UNA COSCIENZA DI CIVILTÀ

L’uomo passò buona parte del pomeriggio sprofondato nella sua comoda poltrona. Aveva sfogliato un giornale lasciandosi catturare da alcuni articoli sulla politica, e in seguito aveva letto qualche pagina di un libro che portava avanti da un mese ricordando purtroppo ben poco delle pagine precedenti… continua…

ABITO ME STESSA

Il presente sfoglia una verità : tutto ciò che si scopre di essere è già dentro, un segreto che si svela semplice e regalmente troneggia. Illumina il buio, beffeggia le cose finte ma senza rabbia, adesso comprende quanto sia facile spogliare l’illusione con uno scoppio di risa dando valore all’improvviso e al pianto… continua…

LE FANTASIE DELL’INCENDIARIO

-Ha una sigaretta per favore?– Nico si rivolse all’uomo stretto nel vicolo con lui. Attese il gesto o una risposta, ma non arrivarono. Anzi l’uomo fu svelto ad allontanarsi, col passo irritato del critico musicale che capti il rumore di una nota stonata nell’aria tersa… continua…

SOLTANTO DIECI MINUTI

“Non sono nervoso; solo mi pare tu abbia messo sulle labbra un rossetto troppo vistoso, per esempio…”, aveva detto lui con parole tese, senza guardarmi. Io ero rimasta in silenzio, continuando a camminare al suo fianco e cercando come di mordere sulla mia bocca quel colore che a lui aveva dato tanto fastidio… continua…

IL CONIGLIO E L’ARMADILLO

C’era una volta un coniglietto di nome Filippo che viveva in una buca sotto la collina, insieme a tutta la sua comunità di coniglietti, che erano un bel po’… continua…

…LE POESIE DI…

FARMI SPAZIO PERCHÈ DEVO PASSARE

OPERA BUFFA

…E LE 101 PAROLE DI…

FAME DI LUCE

RIGENERATORE DI SANITÀ

L’ERBA DELLE STREGHE

SWEET DREAMS

COME PETALI SFOGLIATI

UOMINI SOLI

Leggi anche: Letture di Veli e di Perle

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6 GIUGNO 2006

05.06.06, la sveglia suonò alle ore 05.15. Il dott. Giovanni Trizzo – John per gli amici, il dottor Strappacuore per i colleghi – si alzò dal letto, si preparò con la consueta meticolosità ed uscì di casa. Mentre guidava verso la clinica universitaria pensò al programma della giornata: la sala operatoria lo stava aspettando, mentalmente ripassò la tipologia degli interventi che sarebbero stati eseguiti. Nulla di difficile, solita routine, almeno per lui… continua…

L’UOMO DELLE MONTAGNE

La foresta non era sempre stata laggiù.
Ai tempi in cui la comunità dei Falconieri decise di stabilizzarsi nella Valle dei Canti, una larga striscia di terra ricca di alberi da frutto e ruscelli, vi era solo un paesaggio piatto ed incolore oltre la collina più alta, all’orizzonte del quale brillava violentemente un enorme sole azzurro… continua…

SOLO UN SUONO NELLA TESTA

Corrado Barresi camminava sul marciapiede lungo la strada. Non gli interessava il traffico delle auto, le nuvole nere che indicavano minaccia di pioggia, la direzione verso cui era diretto. Camminava e basta, disinteressato a tutto il resto… continua…

LA VERITÀ DEL MALE

È arrivato il giorno. Il vestito nuovo è stato cucito. Sento mia madre che ride in cucina, mio padre le sbuccia un’arancia. Questo è il suo primo gesto ogni mattina, come rinnovato dono di nozze per lei… continua…

IL GELO NELLE SCARPE

All’alba ho fatto un sogno strano. Ero appeso a un filo di luce; sospeso nell’aria che delineava i contorni della mia figura. Da quella distanza di immagini fluttuanti mi vedevo tra trent’anni. Annegavo nei giorni di domani. Non c’era neppure una voce da ascoltare né dietro né davanti, ma i pensieri parlavano direttamente nella mia testa, cantavano, e la canzone diceva… continua…

OGGI CINEMATOGRAFO

In fondo cosa potrà mai essere questa sensazione di vuoto che capita talvolta di provare? Non bisogna darle peso, sono tutte cose che succedono, che si voglia o meno. Si gira per le strade, si corre certe volte, poi quando ci si ferma sembra che tutto quanto non abbia più alcun senso… continua…

IL TRENO DI ALÌ

C’era una volta un bambino di nome Alì che amava moltissimo i treni, e ogni tanto li vedeva passare dalla finestra di camera sua, una baita di legno che dava sulla valle e sul paesino vicino, dove c’era una piccola stazione di mattoni rossi… continua…

LE 101 PAROLE DI…

GLI OCCHI DEL DIAVOLO

AMANTI

IL PROBLEMA

LADY DIED

… E PER FINIRE…

TAUTOGRAMMI 1

TAUTOGRAMMI 2

TAUTOGRAMMI 3

Leggi anche: Letture sul Portico

Foto di Katie Tegtmeyer – http://www.flickr.com/photos/katietegtmeyer/

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IL CORAGGIO DI UNA SOLUZIONE

La vicenda era ordinaria. Un innamoramento giovanile in un paesino campano: un ragazzo e una ragazza che si giurano amore eterno salvo perdersi pochi anni dopo, risucchiati da altre cose, da altre vicende, per poi rincontrarsi dopo molto tempo, ambedue sposati, lei trasferita a Roma, lui rimasto lì ma sempre in giro, a lavorare come rappresentante di commercio, e scoprire di essere stati frettolosi, di aver compiuto uno sbaglio clamoroso… continua…

IL LUNGO INVERNO

Sorseggio distrattamente un tè al gelsomino addolcito con una punta di miele d’acacia, per ammazzare il freddo che mi si è infilato nelle ossa. Sono rientrato in casa da poco. È mattina presto ed in veranda ho dato di sfuggita un’occhiata al termometro, che anche oggi se ne rimarrà abbondantemente sotto lo zero… continua…

MERMAID’S MEMORIES

La bambina abitava in un appartamento, disposto su due piani, sulla Hoffnungstraße. Strano nome da assegnare ad una via che, in realtà, era un vicolo. La sua stanza era al piano inferiore, l’unica apertura era rappresentata da una porta. Su una parete c’era un trompe d’oeil, una finta finestra affacciata sul mare… continua…

VISITE!

È comparsa una scritta sul muro ieri, come se un dito avesse tracciato sulla fuliggine rimasta attaccata alle pareti di casa mia. Diceva solo “ciao a tutti”… continua…

SPIRALI DI SOGNO

Aprii gli occhi. Mi ritrovai in uno strano mondo. Il cielo azzurro splendente era il palcoscenico di strane creature. Due elefanti, uno rosa e uno blu ballavano e saltellavano rimbalzando sulla coda… continua…

IL CANTO DELLE FORMICHE NERE

Cosa ci sta succedendo? Mentre passeggiavo ho visto un vecchio trascinato sull’asfalto. L’hanno derubato, nessuno lo aiuta, i passanti sono ciechi, proprio non lo vedono. Mi ha ricordato un altro vecchio… continua…

POMERIGGIO SOSPESO

Lei aveva indossato una vestaglia da camera, si era seduta al tavolo, aveva aperto il suo piccolo diario. Doveva spingersi in avanti, lo sapeva: avrebbe dovuto riordinare la casa, farsi una doccia, vestirsi per uscire, ma era rimasto in aria il passaggio quasi impalpabile di lui, forse il suo odore, la sua ombra, quel suo esser stato lì in silenzio fino a poco prima, e questo bastava a paralizzale dolcemente qualsiasi movimento… continua…

IL RISVEGLIO

Dm-.à/&00kPr 2OProvòP=?rova Prova… ecco, forse ci siamo. Ci riesco. Riesco a formare i caratteri sullo schermo proiettando la mente fuori dal mio corpo. Non so come sia possibile, ma è esattamente così. Se mi state leggendo, sappiate che il mio nome è Libero Valenti, che sono in stato vegetativo da oltre quindici anni e che mi trovo nella mia stanza da letto in un appartamento alla periferia di Roma… continua…

…LE POESIE…

LA MIA DECADENZA

PETTINAMI LE CIOCCHE DOLCE MADRE

DOVE COMINCI TU, INIZIO IO

…E LE 101 PAROLE…

CITARSI ADDOSSO

IL CUORE AFFLUISCE NEL PUNTO

GROUPIE

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UNA SERATA BENE INIZIATA

Fredda e piovosa sera invernale; il bar di via Pistoiese è praticamente deserto, il ticchettio della pioggia sull’asfalto si confonde con la musica della radio all’interno del locale.
Mario è seduto ad un tavolino, uno di quelli di plastica bianca da quattro soldi ricoperto da una tovaglia a fiori mezza bruciacchiata dalle cicche di sigaretta… continua…

COME UN FILO DI MIELE STRETTO IN PUGNO

Mi preparai con la massima cura. Cercavo spasmodicamente un vestito bianco, da indossare in quell’occasione. Lo trovai nell’armadio di mia madre. Strappati via i nastri che appesantivano la sagoma, tagliai via l’ultimo lembo che copriva le ginocchia, poi piegai con garbo le maniche sin quasi ai gomiti. Di fronte allo specchio infilai me stessa in un immagine diversa che nei suoi riflessi raccontava di un desiderio alimentato e nutrito come un avido figlio, un figlio che ai primi morsi della fame urla nello stomaco il suo bisogno d’abbandono… continua…

UNA DONNA ESTROVERSA

La donna allo specchio si osservava i piccoli difetti del viso. Avrebbe dovuto uscire di casa tra non molto, ma siccome si doveva incontrare con alcune persone tra cui un uomo che lei reputava bello, tutto questo la metteva in forte disagio. I loro rapporti erano soltanto di lavoro, non sussistevano dubbi su questo, però ciò non significava affatto che lei dovesse sfigurare al suo fianco, recandosi a quella colazione tra colleghi d’ufficio… continua…

STILETTO

Seduta sul lettino, nel giardino di casa, guardava i propri piedi nudi accarezzare l’erba soffice, morbida ed umida. Le sensazioni che ne riceveva erano seducenti, anche se avrebbe preferito sentirli stretti ed avvolti in un paio di décolleté di vernice. Come quelle che aveva indossato quella volta.
Da giorni si stava chiedendo come fosse finita in quella storia. Entrata, scivolata, catapultata… continua…

IL PIFFERAIO DELLE STEPPE

Oltre le montagne si trova il deserto, ed una strada lunga e polverosa che taglia in due il continente. A sud di questa la vegetazione diventa selvaggia, le strade intricate, i villaggi sporadici e pieni di misteri. Laggiù i giovani sognano Rock City, mentre i vecchi siedono sui porticati a cantare vecchi pezzi blues… continua…

WHITE AS THE SNOW

Biancaneve si affacciò alla finestrella della piccola casetta sperduta nel bosco, guardò l’orizzonte e si convinse che fortunatamente la sua matrigna non l’aveva ancora scovata.Chissà che colpo sarebbe stato se la povera vecchiarella avesse scoperto che i sette nani erano in realtà spogliarellisti rimorchiati un giorno di tempesta nel pub vicino al porto, e che per rendere la storia della sua vita adatta ai bambini aveva mentito tutti quegli anni… continua…

ROOSTER CRANE

Il concerto degli Abyss era terminato in un tripudio di urla di disperazione e pianti isterici. La band più “scura” di Rock City aveva lasciato il palco tra i rintocchi di campana della tenebrosa e bellissima “Funeral”, dopo un concerto di quasi tre ore. Per l’occasione il cantante e leader della band si era fatto rinchiudere in un cofano d’ebano posizionato al centro del palco. Un becchino smilzo e incappucciato scandiva il tempo del finale per solo piano conficcando dei lunghi chiodi d’acciaio nella bara. I quarantacinquemila dell’Arena Nord erano in estasi… continua…

LE 101 PAROLE DI…

LA FINESTRA DI FRONTE

DANCE

È PRIMAVERA

L’ERBA DEL VICINO È SEMPRE PIÙ VERDE

TRAUMA

FARFA E SHAULA

VIAGGIO AL CENTRO DELLA TERRA

AFFOGATI ALLA NUTELLA

ASK NOT

E INFINE LA POESIA DI

CARNI E ACCIAIO

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ELISA A NATALE

Molte volte si era ripetuta tra sé nei momenti in cui lo sconforto era stato maggiore, che lo svolgere quel lavoro di positivo aveva diversi elementi: le permetteva di conoscere molte persone, per esempio, di interagire con loro, di imparare cosa dire, come sorridere, come parlare, in poche parole ad essere più socievole di come non fosse mai stata in precedenza… continua…

BIRRA O CASETTA IN CANADA

“Ecco, vai là e scrivi” mi dice mia moglie, come se potesse servire a qualcosa, che io manco ci riesco a mettere una parola dietro l’altra senza fare errori. Però è convinta che mi faccia bene, che in questa maniera possa schiarirmi un po’ le idee… continua…

LAMIA

Udrien mosse un passo dentro il sepolcro e capì in quell’istante che aveva appena commesso un errore. Ma l’orgoglio parlò e fece tacere il buon senso. O forse era la curiosità, quella spinta che ispira ogni vero uomo. La scoperta, il mistero, il segreto; queste sono le ragioni di una vita randagia, senza un domani, senza una casa che possa dirsi tale. Solo la strada davanti ai tuoi piedi, ed il vento, a volte impietoso e gelido, portatore di pioggia, altre volte così caldo da toglierti il respiro… continua…

IL FANTASMA DI PENELOPE PEARL

I ragazzi sedevano sulle panchine del parco, quello dietro l’Agorà, il più grande dei centri musicali della Dream Records, sessantamila metri quadri di negozi di strumenti, sale di registrazione, bar, ristoranti, negozi di dischi, e poi parrucchieri, tatutatori, tabaccai e rivenditori di gadget di ogni tipo. Il tutto sorgeva intorno a due grandi palcoscenici sui quali ogni sera dava spettacolo la crema del pop di Rock City… continua…

FUGADIOMBRE

La cecità! Sarebbe un sollievo per me ora?

Appena sveglio ho accostato di nuovo l’orecchio alla finestra, per sentire le voci del mare.

La stanza dove abito è tutto un pullulare buio di ombre, che sfilaccia la solidità delle pareti… continua…

LE POESIE DI…

FACT OR FICTION?

SINFONIA DELLE BALENE

TI RICORDI DI MARIA DI MAGDALA?

…E LE 101 PAROLE DI…

INSONNIA

L’ATTESA

MAGNETOTERAPIA

CYBER LOVE

WAITING FOR

THE HEART IN B.E.D.

Leggi anche: Letture con la cicca in bocca

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COSIMO E VIOLANTE (Omaggio al “Barone Rampante” di I. Calvino)

Cosimo e Violante oscillavano sulle altalene del parco e davanti ai loro occhi sfrecciavano le auto sulla tangenziale sopraelevata, un flusso continuo, statico nella suo moto perpetuo, così come il rumore, un rombo persistente e sommesso a cui l’udito dei ragazzi era ormai abituato. Il cielo era grigio ma privo del profumo di pioggia, ed era caldo per esser già novembre, così caldo che Violante aveva indosso soltanto il suo vestitino azzurro con le maniche sbracciate, mentre Cosimo sfoggiava con orgoglio la maglietta della sua squadra di calcio… continua…

SUICIDE IS PAINLESS

Immagini scorrono davanti ai miei occhi stanchi.
Seduta, nella sala d’aspetto di una stazione, mi osservo riflessa nel vetro.
Mi sento dolcemente indifesa, terribilmente impotente, penosamente importante, inesorabilmente diversa… continua…

IL VINCITORE

“Adesso mi hai stufato”, le dice l’uomo con voce decisa sollevandosi dalla posizione che aveva assunto per effettuare quel difficile rinquarto al biliardo. Di fatto la sua palla ha assunto troppo effetto, va a colpire di lato ed il suo tiro risulta sbagliato anche se non disastroso… continua…

RADIO BLUES

La radio sta andando con un mood lento, da estate, perché fuori non tira un alito di vento ed è pieno di dannati moscerini. É rimasta solo lei a raccontarmi le storie, vecchia scatola nera con l’antenna rotta, riesci ancora a prendere quella stazione blues, e chissà perché continua a trasmettere. Ma quanti ubriaconi come me vivono in questa maledetta città, e ascoltano vecchi pezzi di Tom Waits e dei primi Deep Purple?… continua…

UOVA INFRANTE

Il sole era accecante. L’uomo stava sdraiato sotto la grande quercia al margine del campo. Sentì alle sue spalle che due ragazzini si fermavano e bisbigliavano qualcosa tra di loro. Si mise ad abbaiare come se fosse un cane feroce… continua…

L’UOMO NERO

L’uomo nero ha sempre avuto mani vanitose, ciondolavano stanche all’inizio, stremate dalle fuliggine e dagli acidi che gli corrodevano la pelle fino alle ossa. Di notte però cambiavano, alla luce della luna gli sembravano di nuovo belle, con armoniche dita dipingere paesaggi sempre verdi, di quelli che non conoscono stagioni, se non quella che risponde ogni giorno con la vita alla morte pressante di ogni sogno colpito a morte… continua…

LA FILOSOFIA DEL CALCIO SECONDO IL CARRAI

Non sono mai stato uno sportivo, anche se devo ammettere che il tennis è un bello spettacolo; pulito e preciso, un gioco di linee e rimbalzi, dritti e rovesci che ha tutta una sua musica. Se poi è giocato dalle signore, con quei loro completini corti, candidi come le confezioni dei confetti, allora ci puoi perdere anche un paio d’ore davanti al maledetto schermo, con la Vecchia Romagna a farti compagnia, la boccia s’intende… continua…

L’ESPRESSIONE BEFFARDA

E’ sotto al mio piede sinistro tutto il segreto. Fin da quando ero piccolo si era rivelata una strana macchia nella pianta di quel piede, dapprima appena accennata, poi con gli anni sempre più chiara, che a dire la verità non mi aveva mai dato fastidio, anzi, mi aveva spesso fatto ringraziare la natura per non averla piazzata in parti del corpo ben più vistose, ma che verso la maggiore età era andata ancora trasformandosi, assumendo poco per volta i contorni della faccia di qualcuno, un’espressione arcigna di un essere che pareva rivelarsi così… continua…

ROCK CITY – Primo Episodio

La spiaggia era l’ultima attrazione underground, una striscia di terra non completamente soggetta alle regole della città, forse a causa della marea che la rendeva accessibile solamente dopo le dieci di sera. Fino al calar del sole infatti i bagnanti si accanivano per un metro quadrato di sabbia, che dall’argine che divideva il lungomare fino al bagnasciuga non c’erano più di dieci metri, per un tratto di appena un chilometro… continua…

LE POESIE DI…

I FIGLI DELLA FOLLIA

31 GENNAIO 2010

…E LE 101 PAROLE DI…

LIPS OF AN ANGEL

LÀ DOVE IL TEMPO MUORE

DEA

SOSTA VIETATA

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CUCCIOLO

Al piccolo Giacomo piaceva la sua scimmietta di peluche, quella con le calamite sui palmi e gli occhi leggermente storti. Gliel’avevano regalata a maggio durante la gita al parco degli animali, un’occasione speciale per festeggiare il suo quarto compleanno, trascorso meravigliosamente insieme ai suoi genitori, che purtoppo vedeva solo nel weekend, o a sera tardi prima di andare a letto… continua…

POMERIGGIO DA DISPERATI

La mamma li aveva lasciati nel giardino di casa a giocare; era dovuta uscire per un impegno improvviso, “Una mezz’ora, un’ora al massimo”, aveva detto, e si era raccomandata più di una volta specialmente con Teresa, la figlia più grande che aveva già nove anni, di comportarsi per bene e ad ambedue di fare il più possibile i bravi… continua…

ROSSO NATALE

La vigilia di natale mi vesto di rosso, per via delle macchie…
Mi metto il cappello con le campanelle, la barba finta, con quei fastidiosi pilucchi che mi entrano in bocca e mi fanno sputare, gli stivali alti foderati di pelliccia e alle otto di mattina incomincio il giro della città… continua…

FIENO O VOGLIA DI ESTATE

Capita abbastanza spesso che un odore captato per caso stimoli i nostri ricordi, riportando la mente a fatti accaduti anche molto lontano nel tempo. Basta una lieve percezione, un sapore frizzantino che si insinua nelle nostre narici per darci quella sensazione di soave malinconia che ci empie il cuore e ci offusca il cervello… continua…

CAPPUCCETTO ROSSO 2010

C’era una volta…
…beh, lei si faceva chiamare Susy, ma il suo vero nome era un altro e nessuno lo conosceva, almeno nel quartiere in cui viveva, che era tutto il suo mondo ormai… continua…

ZEUS

I ragazzi della compagnia si erano abbondantemente annoiati anche quella sera, restandosene lì seduti in maniera scomposta sulle solite panchine del giardinetto nel loro quartiere… continua…

LE POESIE…

SUSSURRI E FRAMMENTI

VIA D’AMORE

RIASILLA PER LE PERIFERIE DELL’ANIMA

NEI MIEI VUOTI DI TE

…E LE 101 PAROLE DI…

LA MAESTRA

MICHELA E I SUOI GATTI

IL LENIMENTO DI MORFEO

…COME SE TUTTO SI ESAURISSE…

QUANDO LA VITA FA SCHIFO

STRAPPO CORRETTIVO

IL CASSETTO DELLE MERAVIGLIE

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