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Il bambino e la Bicicletta

Pubblicato: 7 ottobre 2008 da cainos in NARRATIVA, PENSIERO, VARIE
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Allora cosa potremmo inventare oggi? una semplice domanda, in una semplice giornata di sole nel mezzo dell’ estate, quando la scuola e’ un ricordo e le meritate vacanze estive gia vissute da un bel po’ ma ancora lontane da finire.
Beh non saprei, potremmo giocare a tana delle Tigri…
Nooo, tu vuoi sempre fare grande tigre e io mi sono un po’ scocciato,
allora che so, vediamo se ci sono Filippo la Lucia e la Marianna, loro andavano sempre insieme, un po’ come i tre Moschettieri, solo stretti da un rapporto di parentela piuttosto che di Lavoro/dovere.
No, non mi va…. e poi finiamo sempre a fare i soliti giochi inventiamo qualcosa di diverso.
I due ragazzetti parlavano da un bel po’ di tempo, abbastanza tempo da decidere che sebbene non sapessero cosa combinare per passare la giornata, erano d’ accordo sul fatto di mangiarsi un bel gelato e rinfrescare quelle bocche aride dai troppi progetti!!
La scelta ricadeva su Lemonissimo, se faceva da vero caldo e si aveva sete, Fior di fragola, semplice e gustoso!! Piedone, se la voglia di Fragola era irresistibile o granulato all’ Amarena!!! Di sera la musica invece cambiava e si facevano strada i vari Gran Rico, meglio se al wiskey e la coppe Rica rigorosamete al caffe’!!!
Dunque con il gelato alla mano e la mente facilitata dal pensare grazie agli zuccheri, i due ragazzetti si ritrovano in un’ ampia stanza, un tempo sala ricreativa del Bar di proprieta’ del padre, adesso adibita per meta’ a parcheggio e l’ altra a magazzino. Nel discutere nuovamente su cosa giocare l’attenzione cade su di una Bicicletta gialla senape, per la precisione una Graziellina, mezza sgangherata e con una ruota BUcata!!!
E quella?? chiede uno dei due?
E’ una bicicletta che usava da PIU’ piccola mia sorella chi sa da quanto e’ che e’ li!!
Dai proviamola!!!!
Ma non vedi che e’ tutta rotta!!! non girera’ neanche la catena!!!
Dai Dai Dai!!
Cosi’ il ragazzetto piu’ piccolo si lascia convincere e monta sulla bicicletta della sorella, l’ effetto e’ anomalo, quanto divertente, la catena e’ rugginosa quindi gira male e oppone una discreta resistenza, tuttavia la spinta che concede e’ notevole, Il pavimento della sala e’ in mattonelle e la superfice liscia fa slittare la gomma bucata della ruota!!.
L’effetto che viene prodotto e’ grottesco ma divertente allo stesso tempo, lo slittare della gomma fa sbandare il ragazzino che quasi cade per terra, ma nel cadere la nuova pressione dell’ altro piede sul pedale lo fa sbandare dall’ altra parte e raddirizza il tiro!! 🙂
E’ strano, impegnativo, divertente!!
Comincia a pedalare sgangheratamente come un vecchio ubriaco per la sala, ogni due pedalate rischia di cascare ma ogni volta si riprende, inutile dire il ragazzetto e’ un ciclista nato, l’altro bambino lo guarda ed e’ divertito, molto divertito, tanto che ridendo lo incita, Ecco ora c’e’ il lato lungo della sala e il ragazzetto azzarda tre vigorose pedalate che quasi lo mandano a sbattere contro il vecchio tavolo da biliardo, per un attimo c’e preoccupazione da entrambi, ma una volta superato il pericolo ecco riscoppiare le adrenaliniche risa!!!
Che bello, che bello, voglio provare anche io!!! l’ altro ragazzetto non e’ abile come il primo ma cio’ non gli impedisce dopo un paio di tentativi e una sonora boccata per terra, di fare anch’ esso i suoi giri fra le risa.
Il gioco e’ stato trovato, ma forse non e’ ancora abbastanza, andare su quel trabiccolo e’ gia di per se una sfida, ma perche’ non giocare ad essere ancor piu’ spericolati!
Ecco che dal nulla nasce un’ altro gioco gli spericolati, ed ecco il ragazzino piu’ piccolo che comincia a correre per la sala, passando velocemente e repentinamente a cavallo della Grazielina giallo Senape a varie distanze dal suo compagno di gioco, deve essere molto abile, deve essere molto veloce, perche’ sta correndo un grave rischio, il suo Antagonista ha in mano u manico di scopa e lo impugna a mo’ di guerriero Spartano, pronto da un momento all’ altro a scagliare il suo improvvisato giavellotto fra i raggi di una delle due ruote della Bicicletta!
Poco importa se la ruota e’ quella di dietro, o quella davanti.
Poco importa se quella sera i ragazzetti erano lividi e con le ginocchia scorticate.
Poco importa se in quei giorni con un volo in avanti causa un bel colpo andato a segno sui raggi della ruota davanti avessero rischiato di passare il mese seguente da un buon dentista.
Importava solo che quel giorno avevano creato un nuovo gioco, forse il piu’ bello e indimenticabile della loro vita! e come sempre sul piu’ bello ricordo quella voce un po’ stridula un po’ nasale che chiamava!
Emiiliiianoo!! La vuoi la merenda??
Oh Jury te c’hai fame??
io Si!!
Siii Nonna, ora SEviene!

L’ISOLA DEI RICORDI

Pubblicato: 12 settembre 2008 da Willoworld in FANTASY, GIOCHI, NARRATIVA
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L’ennesimo racconto di Aeribella Lastelle, incluso nella raccolta che uscirá il prossimo mese: STORIE DI NUVOLE.

FONTE: Willoworld Creativity

Nel mare si perdono i ricordi. Quelli più belli vengono subito trascinati al largo dalle correnti. Poi si depositano sui fondali, a fare compagnia alle razze e ai cavallucci marini.
Un dio mi disse che se avessi saputo trovare il posto giusto, avrei potuto ripescarli. Tutto quello di cui avevo bisogno era una canna da pesca ed una buona esca.
Così m’imbarcai sul peschereccio di capitano Arsella, un tipo davvero strano. La sua ciurma era la più ubriaca del porto. Prima di prendere il mare i marinai facevano un triplo giro di Grog, e alla fine di ogni turno spettava a tutti una razione extra. Per questo motivo il peschereccio di capitano Arsella era quello che si spingeva più a largo, ed io volevo proprio andare il più lontano possibile, laggiù dove dimorano i ricordi più belli.
Ma a quel vecchio burlone che siede sul bagnasciuga dell’universo, non manca certo il senso del buonumore. Gli venne in mente di mandarci addosso una tempesta coi controfiocchi.
L’equilibrio precario della ciurma, dovuto allo smodato uso di alcolici, compensava il movimento delle onde. Perciò procedevamo dritti come fusi, mentre le alte onde ci sovrastavano.
Nonostante il nostro bell’andare, il timoniere non poté evitare l’iceberg. Non riuscì neanche a capire se fosse solamente uno. Infatti in principio urlò che erano due, e poi ne vide addirittura tre. Ma vi posso assicurare che fu solo uno l’iceberg che ci colpì.
L’impatto distrusse completamente il peschereccio, ed io mi ritrovai ad annaspare nel gelido mare come una gattina spaurita. Intravidi il capitano Arsella avvinghiato all’ultima botte di rum, e parte della ciurma che si dimenava nell’acqua cercando di raggiungerlo. Poi riuscii ad afferrare un pezzo dell’albero maestro e a tirarmi fuori dall’acqua.
Come sono strane le correnti… A volte sottostanno a strani disegni. Da una parte i marinai, issatisi su una scialuppa di salvataggio, vennero trasportati nella direzione dalla quale eravamo arrivati. Io invece venni trascinata dalla parte opposta.
Sarei sicuramente finita assiderata se non ci fosse stato quel piccolo isolotto. Già, perché circondati da quel buio pesto (mi ero dimenticata di dirvi che era notte!), nessuno si era accorto che lì vicino spuntava dal mare una piccola striscia di terra. Le onde mi trascinarono sulla sua riva ghiaiosa e, arrancando nell’oscurità, riuscii a trovare un riparo; una grotta. Trascorsi una notte umida e fredda, ma il mattino dopo il sole splendeva bello, e i miei vestiti si asciugarono subito.
Decisi di esplorare l’isola, ma non c’era molto da scoprire. Era poco più di uno scoglio in mezzo al mare, sul quale crescevano solo delle sterpaglie pungenti. Incominciai a disperare. Non avevo neanche la mia canna da pesca, quella che mi ero portata dietro per catturare qualche bel ricordo.
Ma all’improvviso vidi un gabbiano posarsi su uno scoglio vicino a me. Mi disse: «Che ci fai tu qui?»
Io lo guardai meravigliata. Toh, un gabbiano parlante!
«Ma tu parli?» gli dissi.
«Perché, non si può?» e mi venne da ridere…
«Da dove vieni?» mi domandò l’uccello.
«Sono una naufraga. Ero sul peschereccio di capitano Arsella. Lo conosci?»
«Certo! Un vecchio briccone, mi deve ancora sedici pezzo d’argento. Ma io so come fargli saldare il debito…»
«Come?»
«Quando i marinai sono sbronzi, atterro vicino alle reti e mi abbuffo di merluzzini.»
« E perché ti deve sedici pezzi d’argento?»
«Ah, è una lunga storia, e non ha molto a che fare con questa. Perciò pensiamo a non annoiare i lettori e andiamo avanti.»
«Giusto!»
«Vuoi sapere perché riesci a parlare con un gabbiano? Beh, o sei annegata insieme ai marinai di capitano Arsella (ma sono sicuro che lui è riuscito a salvarsi perché, come ti ho detto, è per davvero un vecchio briccone, e ne sa una più del diavolo!) e adesso appartieni a una storia in cui i gabbiani parlano, oppure sei arrivata sull’isola dei ricordi.»
«E tu cosa pensi?» domandai confusa.
«Beh, tutte e due le cose! Sei annegata e hai raggiunto l’isola dei ricordi.»
«No, non posso essere annegata, altrimenti non potrei scrivere la storia che sto scrivendo.»
A questo punto il gabbiano si fece perplesso. Guardò un attimo verso l’orizzonte, distratto da alcuni pescetti volanti.
«Mi spiace, ma è l’ora della colazione. Devo andare.»
«Ma non puoi lasciarmi così!» gli gridai, mentre dispiegava le ali e prendeva il volo.
Ero di nuovo sola e ancora più avvilita che mai. Non mi piaceva l’idea di essere annegata. No, non mi andava proprio per niente.
Tornai alla spiaggia di ghiaia, praticamente a qualche metro da dove il gabbiano aveva spiccato il volo. Tengo a precisare che l’isola non era più grande di un piazzetta di paese. A parte quei dieci metri di riva sulla quale ero naufragata, era circondata da scogli. La grotta dove avevo passato la notte non era altro che una rientranza di un scoglio più grande.
Mi sedetti su quel tappeto di sassolini ed incomincia a gettarli uno ad uno nel mare. Ploc, ploc, ploc…
Fu così che i ricordi cominciarono ad arrivare.
Trasportati dalle onde, vidi mia madre e mio fratello, nel giorno del suo quarto compleanno. La giostra con i cavalli bianchi e lo zucchero filato. Il gatto della vicina di casa che aveva fatto i cuccioli, undici piccini un po’ grigi, un po’ neri e uno rosso.
Venne un’altra onda. Era il ricordo di mio nonno, quando mi portava fuori in barca a pescare. Tornavamo al tramonto, e ci fermavamo ogni volta sugli scogli a guardare il sole fermo sopra l’orizzonte. Lui mi diceva: “Vedi tesoro, quello è l’occhio di dio!”
Poi ricordai mio padre, che mi abbracciava forte. Il treno fischiava, la mamma piangeva, e c’era un gran via vai di gente. Partiva per la guerra, ma era un viaggio di sola andata.
«Perché piangi?»
Era tornato il gabbiano e si era appollaiato accanto a me. Nel becco stringeva un pesciolino che si dimenava forsennatamente.
«Piango perché ricordo… Finalmente!» risposi.
Allora il gabbiano divenne mio padre. Era sempre stato mio padre.
«Si è davvero salvato capitano Arsella?» gli chiesi.
«Si tesoro. Sopra quella botte di rum…»
Ed insieme ridemmo fino a quando il sole si spense.

Aeribella Lastelle

Apro il mio vecchio cainos.blogspot.com e mi parte una Canzone, November Rain.

Poco prima avevo come di consueto aperto la pagina dei Silenti, trovandomi davanti un bello scorcio del faccione del Willo che fuma un Sigaro.

Guardo meglio il mio Blog che da tanto non frequentavo e con piacere ritrovo sulla destra la carrellata dei personaggi della mia gioventu’.

C’e’ il Willy c’e’ il Wally c’e’ il Giommo, c’e’ il Tommy

C’e’ il Blakky, c’e’ il Mirky, c’e’ il Dona c’e’ il Cionco

C’e’ il Lucas e Samu, con dietro l’ Ombra del malvagio Nostradamus.

Capace solo di predir tragedie,che la vita facilmente gli concede

Grazie alle sue insidie e a volte a le sue invidie.

Momento Poetico…………

Beh cmq tornando a November Rain era il 1991, il Willo aveva da poco preso la Patente, me lo ricordo bene questo particolare, anche perche’ fra noi non si faceva che dire…….

Cazzo che bello il Willy ha la patente.

In quell’ anno si giocava molto, da vero tanto,

si giocava con Flora si giocava con Merp

e anche a Chtulu di tanto in tanto.

Altro momento poetico

Una volta ricordo il Willy porto a far vedere anche Ciberpunk …………….. aspettate che forse riesco a ricordarmi tutta la scena ve la dono perche’ probabilmente voi neanche l’ avete Salvata,

Eravamo a casa del Mirko nella sua stanza da letto eravamo credo tutti,

tutto il gruppone, poi suona il campanello e Mirko va a chiedere chi e’ :

çhì è!!??

§àlì Bé§tìà!!!

Attacca il Citofono si volta verso di noi Affacciati nel corridoioSi da una grattata di palle e dice E’ il Willo!

Dopo poco arriva il Willo, fa i saluti come sempre due battute poi Giu’ nell’ Antro del Mirkovich!

Ragazzi Ho fatto un salto a Stratagemma e ho comprato questo!

E’ li a sedere sul letto con noi intorno curiosi (o forse solo io ero il curioso, ero sempre curioso) tira fuori questo manuale, stupenda copertina e interessantissimo contenuto!!

poi qualche parola qualche impressione e poi il ricordo svanisce.

Ora mi chiedo perche’ ho questo ricordo?

perche’ se devo pensare alla persona che maggiormente mi ha fatto conoscere il gdr e’ proprio il Willo.

Ho questo ricordo perche’ Per me il Willo era come il cappellaio matto, portava sempre qualcosa di nuovo, Fu il primo con cui parlai di D&D per Creare il personaggio, fu il primo a spiegarmi Merp ………..

ecco un’ altro stralcio di ricordo

Siamo sempre nella stanza da letto del Mirko solo che abbiamo piazzato un tavolone lungo la sua camera in pratica e’ tutta occupata, siamo da vero in tanti Wally masterizza e’ la prima parte di Flora credo, dovremmo essere usciti dalla torre con il Bambino non propriamente morto che aveva quel maledetto pugnale Piantato nel petto, e mentre altri trattenevano Aramis A Shuren fu dato il pugnale e il libro per distruggerlo, dunque scappo’ a cavallo.

Qualcuno non ricordo perche’ nomina Merp forse uno di quei momenti di distrazione che sovente ci coglievano durante le partite, e il Willo si volta verso di me dicendomi

Vedi merp e’ molto diverso, e’ piu relistico sotto certi punti di vista,…….. ci sono Le Criticals in pratica potresti uccidere un nemico anche con un solo colpo……………………. vedi per esempio, per farti capire il maggior realismo, tu con una piastre hai CA3 che e’ migliore di un ca7 di un cuoio rinforzato, il nemico non ti colpisce………… in Merp se hai una piastre vieni colpito molto facilmente ma i danni sono limitati, contrariamente senza armatura difficilmente ti colpiranno ma i danni saranno gravi!!!

La presentazione di Chtulhu avvenne invece nella cucina, ovviamente sempre a opera del Willo, Jaime cercava di far funzionare il barracano! (la macchina per il caffe’ espresso) e nel frattempo il Willo mi dice anche se non ricordo il perche’ entrammo nel discorso.

Chtulhu e’ un gioco dell’ universo di Lovercraft con i suoi miti, ambientato negli anni 20

Li storsi il naso, lui se ne accorse

Invece no e’ bella come atmosfera perche’ devi capire che l’ impostazione di gioco e’ molto investigativa…………………..

Volevo scrivere un articolo e si sta trasformando in un esperimento di scrittura compulsava!! Cazzo bello!!

Cmq tornando a Novembre rain era il 1991 un anno in cui si giocava tanto e a tutto, era l’anno in cui il Willo aveva la patente e mi ricordo che fu proprio in una gita in macchina verso i Boschi della Garfagnana credo, o cmq una di quelle zone forestose che solo un buon Druido quale il Willo puo’ conoscere, che ascoltammo questa melodia bellissima.

E Li subito mi ricordo il commento del Willy che disse,

Questa e’ la canzone fantasy per eccellenza mi immagino un cavaliere sopra di una collina,(questo in uno dei primi passaggi della canzone) Poi i commenti aumentarono ognuno disse la sua mentre in macchina ascoltavamo quella canzone.

Poi mi ricordo una bella giornata fra i Boschi a parlare di gdr e fare comparazioni fra la nostra passeggiata e il cammino di Pipino e Merry dentro bosco Atro, con il Willo che ogni tanto si lamentava perche’ da un po’ di minuti aveva una sensazione terrificante e non faceva altro che toccarsi l’ orecchio

Mi volto :_Willo cosa hai all’ orecchio

No Nulla e’ che ho come la sensazione che mi cammini qualcosa

E va beh che sara’ mai

Scherzi!!! E se e’ una Zecca? Ho il terrore che una Zecca mi entri nell’ orecchio…………… (poi mi narro’ anche un aneddoto successo forse a qualcuno che conosceva o che aveva sentito raccontare ma come vedete non ricordo).

E in questo momento mi chiedo perche’ ho questo ricordo…..

Il 1991 e’ stato anche l’ anno in cui avevo il videoregistratore,e quindi passavo le giornate a registrare Videomusic per beccare quella canzone, Novembre Rain e cosi’ fu!!!

Qui ricordo alcune serate in casa mia dove mostravo soddisfatto il Video, mi ricordo che Jaime mando’ avanti e indietro non so quante volte la scena in cui lei sposa lecca il coltello con la torta Nuziale, me lo fa mettere in pausa mandare avanti e indietro al rallenting e ci spiega doviziosamente TUTTO cio’ che c’era da sapere sulla sua teoria di Sensualita’!!

La sottile differenza che intercorre fra un’ opera d’ arte e una Lorda Maiala!

Era innamorato di quella scena.

Il Willo o forse Walter era stupito di come Axel Rose avesse fatto una canzone del genere, soprattutto per l’ inizio dove tutto ordinato suona il piano con tanto di orchestra!!!

E mi ricordo quando alla fine partono con la macchina per il viaggio di nozze il volto di lei che da felice per un attimo diviene triste, e Il Dona si chiede

Chi sa perche’ e’ triste!

Jaime: forse perche’ sa che e’ malata!

Willo: No perche’ ha gia letto il copione e sa che Deve Morire fra 2 Minuti!! E giu’ una Cinica Risata!!!

November Rain mi da dei bellissimi ricordi non solo qui a Firenze ma anche su in Montagna dove andavo per le vacanze estive, anche li mi ricordo che la prima cosa che feci visto che l’ avevo in Cassetta fu farla sentire al Mio Amico 3my78.

E nella macchina di mio padre parcheggiata sulla strada davanti a casa di mia Zia , la cassetta girava nel mangianastri con due ragazzotti seduti davanti ad ascoltare

Senti questa canzone e’ troppo bella…………

Ecco qui mi immagino un cavaliere su di una collina………….

Ora e’ tranquilla ma poi parte anche una parte piu’ movimentata…………..

Qui dovresti vedere il video troppo bello………………..c’e’ lei che lecca

E qui inizia un diluvio con gli invitati che scappano dalla pioggia c’e’ un pandemonio tavoli rovesciati e una bottiglia di vino versata su di una tovaglia che sembra sangue!!

Si ! e’ simbolico perche’ lei Muore!

Allora Emy ti e’ piaciuta la canzone??

Mmmh insomma Jury Si e’ carina mi piace di piu’ la parte finale pero!

Di Li a una settimana non facevamo altro che ascoltarla!