Posts contrassegnato dai tag ‘RIFLESSIONI’

Non so quanto ancora ci vorrà prima di essere scoperto.
Attendo trattenendo il respiro, nascosto dietro questa tenda damascata.
Nella stanza i tredici vecchi parlano con voci gravi.
Sono quasi difficili da capire le loro parole, come contornate da atichi saperi.
Lo stato di angoscia va sempre aumentando mentre la cadenza di ogni singola parola rallenta, rallenta, rallenta.
Percepisco distintamente il passare dei secondi tra ogni sillaba.
Non hanno fretta di farsi capire.
Nessuna fretta di comunicare.
Sembra più un gioco al massacro: vince chi inganna di più lo scorrere del tempo.
Voci gravi e lente, lente e accordate, sicure, pesano e misurano ogni sillaba, lentamente.
Temo di non sopportare ancora per molto l’immobilità in cui mi sono costretto.
Ho paura di essere rapito da l’istinto di saltar fuori da questo mio nascondiglio e urlare.
Solo per rompere questo rituale infinito.
Non so quanto tempo mi rimane o quanto ci vorrà ad essere scoperto.
Peggio ancora ad abituarmi a questa nenia di voci; assopirmi e farmi cullare dalla melodia assassina.
Poi una luce che rischiara la tenebra.
L’idea che salva la mia mente preda dell’oblio.
Apro la finestra che mi sta alle spalle.
Un veloce sguardo alla luna.
E spicco il volo.
“Il Mostro”
Sulle note di “D’angelo” dei Diablo swing orchestra
From: NOVOCAINA

 

Ma cosa è che vuoi?
Di cosa necessiti? E sopratutto cosa è che desideri realmente.
Sicuro che questa voglia non sia “inflitta”?
Si, intendo inflitta. Come una ferita nel cervello, che lascia una cicatrice indelebile.
Credi che sia una necessità e invece non è altro che una cicatrice.
Percepisci l’odore di un roseto nella primavera appena accennata…
Poi ti volti e ti accorgi che una nuvola grigia di smog è dietro di te.

Sulle note di “You can’t alwais get what you want” dei Rolling Stones

RACCONTAMI SULLE NOTE DI…

Povera patria

Pubblicato: 30 ottobre 2008 da Charles Huxley in MUSICA, POLITICA, RIFLESSIONI
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Ma sul serio ogni popolo ha i politici che merita?…

Sono affacciato alla finestra di casa mia. Sto fumando una sigaretta. Abito vicino lo stadio di Firenze e oggi è giorno di partita. Vedo il comportamento della gente, la determinazione la foga l’arroganza e la forza che mettono in quello in cui credono. Una maglia color viola. Vi assicuro che osservare la massa in una situazione di aggregazione come lo sciame che si avvia verso lo stadio, da una visione veramente fredda e neutrale della situazione. La gente getta la maschera, mostra ciò che è quando si sente al sicuro del branco. Se la metà di quella energia fosse sprecata per far valere i propri diritti, per far capire a questi governanti che non siamo schiavi…  Ma chi prendo in giro… Forse è proprio vero, abbiamo i governanti che meritiamo… E ora via… Sù… A far la fila per l’ I-phone