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ROCK CITY- SESTO EPISODIO: King Nico

Pubblicato: 6 aprile 2011 da Willoworld in FANTASY, MUSICA, NARRATIVA
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Torna dopo un anno di stop la saga di Rock City. Ecco il sesto episodio di questa avventura fantamusicale sempre generosa di sesso, droga, rock’n’roll e naturalmente lui, il diavolo… Tutta la saga è ispirata al Fantasma del Palcoscenico, film cult di Brian de Palma, e forse questo racconto più degli altri omaggia quella straordinaria pellicola.

King Nico, direttore artistico della Music Dome, centocinquantotto centimetri di pura energia creativa, due occhi azzurri e profondi incorniciati da un nugolo di boccoli dorati, supervisionava le ultime direttive per l’imminente apertura del Fantàsia, il nuovo tempio del rock nella città del diavolo. Seduto tra le ombre in fondo alla platea deserta, ascoltava le performance degli artisti, mentre con gli occhi divorava gli spartiti sottratti dalla suite di Jonathan Leverick, il compositore che si era gettato dalla finestra della sua camera d’albergo un paio di giorni prima. Era stato un brutto colpo, non solo per i fan, ma anche per la Music Dome. La casa discografica aveva investito un bel gruzzoletto sulla sua gallina dalle uova d’oro, certa che lo spettacolo che stava preparando avrebbe decretato l’immediato successo del nuovo locale. Jonathan stava scrivendo un concept epico che ripercorreva le avventure di un grande condottiero del passato che per odio, o forse per amore, aveva rifiutato il suo dio ed era sceso a patti con l’eterno avversario. La composizione era come al solito impeccabile, ma Nico era convinto che Leverick non incarnava l’immagine giusta per un luogo come il Fantàsia. Avrebbe regalato al suo pubblico una performance eccellente, ma Nico non stava al gioco per un semplice “eccellente”. Lui voleva qualcosa di memorabile… (altro…)

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L’ISOLA ROSSA

Annusi l’aria nell’ora del crepuscolo.
Sembra invernale.
Un alito di vento traghetta le mani verso un oggetto segreto, una vela furtiva.
Da lontano senti un ammonimento avvicinarsi, gelido e chiuso… continua…

BRICIOLE DI PANE

Praticamente, come tutta la casa, la cucina era piccola, il tavolo era addossato ad una parete, e il resto era lì, il gas con la bombola, il frigorifero che funzionava anche come piano d’appoggio, il lavello perennemente ingombro di qualcosa… continua…

MARTEDÌ GRASSO

Era trascorso quasi un anno dal loro ultimo incontro.
Lui l’aspettava seduto sulla panca dietro l’oratorio.
Lei arrivò silenziosamente, si sentiva solo il fruscio della stoffa accarezzare il buio della notte… continua…

LA RAGIONEVOLEZZA DI QUANTO DETTO

Certo è che spesso tutto è confuso. Si tratta d’iniziare con il dire qualcosa pensando ad un soggetto differente. Ci si impappina, si tossisce, si prende tempo… continua…

CONTRABBANDO DI TE

Per un po’ ho avuto paura dei tuoi pensieri. Mi sembravano così pesanti.
Sai? Ho creduto davvero che i tuoi fossero dei pensieri.
Questo prima però. Prima di inciampare nel tuo cilindro, di trovare il coniglio bianco abbandonato ai piedi del letto, mentre dormivi… continua…

MELVIN & DESY

Melvin era un bastardo, ma io l’amavo e l’avrei seguito finanche alle porte dell’inferno. Forse fu proprio là che lo trovai, persa in uno strano sogno o più probabilmente tra le spire del Vortice… continua…

…LE POESIE DI…

SENZA FILTRO: UMANAMENTE DENTRO

DI ME FAI MARE

NUDI

…E LE 101 PAROLE DI…

LA MALAVERITÀ

POENA

SUADADE

IL CICLISTA

PROVACI ANCORA GANO!

Leggi anche Letture in un quadro

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DOLCE SUCCO DI MELA

Seduta in sala d’attesa, le ginocchia accavallate, le gambe leggermente inclinate verso sinistra, i polpacci a contatto, l’uno contro l’altro, il tutto avvolto in un paio di Wolford nere, racchiuso dentro a stivali Studio Pollini, neri, a punta, con nove centimetri di tacco, rigorosamente a spillo. Sfogliava distrattamente alcune riviste, aspettando di essere ricevuta… continua…

SCARPE PER CORRERE

Oggi ho messo le scarpe da strega cattiva, quelle col tacco alto. Non sono l’ideale per correre ma io oggi non devo correre; sono stata a perdermi un pò in libreria dopo il caffè con Giulia. Niente di nuovo pare. Tutti mi guardano mentre cammino trafelata, mi sembra così… continua…

25 APRILE – UNA COSCIENZA DI CIVILTÀ

L’uomo passò buona parte del pomeriggio sprofondato nella sua comoda poltrona. Aveva sfogliato un giornale lasciandosi catturare da alcuni articoli sulla politica, e in seguito aveva letto qualche pagina di un libro che portava avanti da un mese ricordando purtroppo ben poco delle pagine precedenti… continua…

ABITO ME STESSA

Il presente sfoglia una verità : tutto ciò che si scopre di essere è già dentro, un segreto che si svela semplice e regalmente troneggia. Illumina il buio, beffeggia le cose finte ma senza rabbia, adesso comprende quanto sia facile spogliare l’illusione con uno scoppio di risa dando valore all’improvviso e al pianto… continua…

LE FANTASIE DELL’INCENDIARIO

-Ha una sigaretta per favore?– Nico si rivolse all’uomo stretto nel vicolo con lui. Attese il gesto o una risposta, ma non arrivarono. Anzi l’uomo fu svelto ad allontanarsi, col passo irritato del critico musicale che capti il rumore di una nota stonata nell’aria tersa… continua…

SOLTANTO DIECI MINUTI

“Non sono nervoso; solo mi pare tu abbia messo sulle labbra un rossetto troppo vistoso, per esempio…”, aveva detto lui con parole tese, senza guardarmi. Io ero rimasta in silenzio, continuando a camminare al suo fianco e cercando come di mordere sulla mia bocca quel colore che a lui aveva dato tanto fastidio… continua…

IL CONIGLIO E L’ARMADILLO

C’era una volta un coniglietto di nome Filippo che viveva in una buca sotto la collina, insieme a tutta la sua comunità di coniglietti, che erano un bel po’… continua…

…LE POESIE DI…

FARMI SPAZIO PERCHÈ DEVO PASSARE

OPERA BUFFA

…E LE 101 PAROLE DI…

FAME DI LUCE

RIGENERATORE DI SANITÀ

L’ERBA DELLE STREGHE

SWEET DREAMS

COME PETALI SFOGLIATI

UOMINI SOLI

Leggi anche: Letture di Veli e di Perle

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IL CORAGGIO DI UNA SOLUZIONE

La vicenda era ordinaria. Un innamoramento giovanile in un paesino campano: un ragazzo e una ragazza che si giurano amore eterno salvo perdersi pochi anni dopo, risucchiati da altre cose, da altre vicende, per poi rincontrarsi dopo molto tempo, ambedue sposati, lei trasferita a Roma, lui rimasto lì ma sempre in giro, a lavorare come rappresentante di commercio, e scoprire di essere stati frettolosi, di aver compiuto uno sbaglio clamoroso… continua…

IL LUNGO INVERNO

Sorseggio distrattamente un tè al gelsomino addolcito con una punta di miele d’acacia, per ammazzare il freddo che mi si è infilato nelle ossa. Sono rientrato in casa da poco. È mattina presto ed in veranda ho dato di sfuggita un’occhiata al termometro, che anche oggi se ne rimarrà abbondantemente sotto lo zero… continua…

MERMAID’S MEMORIES

La bambina abitava in un appartamento, disposto su due piani, sulla Hoffnungstraße. Strano nome da assegnare ad una via che, in realtà, era un vicolo. La sua stanza era al piano inferiore, l’unica apertura era rappresentata da una porta. Su una parete c’era un trompe d’oeil, una finta finestra affacciata sul mare… continua…

VISITE!

È comparsa una scritta sul muro ieri, come se un dito avesse tracciato sulla fuliggine rimasta attaccata alle pareti di casa mia. Diceva solo “ciao a tutti”… continua…

SPIRALI DI SOGNO

Aprii gli occhi. Mi ritrovai in uno strano mondo. Il cielo azzurro splendente era il palcoscenico di strane creature. Due elefanti, uno rosa e uno blu ballavano e saltellavano rimbalzando sulla coda… continua…

IL CANTO DELLE FORMICHE NERE

Cosa ci sta succedendo? Mentre passeggiavo ho visto un vecchio trascinato sull’asfalto. L’hanno derubato, nessuno lo aiuta, i passanti sono ciechi, proprio non lo vedono. Mi ha ricordato un altro vecchio… continua…

POMERIGGIO SOSPESO

Lei aveva indossato una vestaglia da camera, si era seduta al tavolo, aveva aperto il suo piccolo diario. Doveva spingersi in avanti, lo sapeva: avrebbe dovuto riordinare la casa, farsi una doccia, vestirsi per uscire, ma era rimasto in aria il passaggio quasi impalpabile di lui, forse il suo odore, la sua ombra, quel suo esser stato lì in silenzio fino a poco prima, e questo bastava a paralizzale dolcemente qualsiasi movimento… continua…

IL RISVEGLIO

Dm-.à/&00kPr 2OProvòP=?rova Prova… ecco, forse ci siamo. Ci riesco. Riesco a formare i caratteri sullo schermo proiettando la mente fuori dal mio corpo. Non so come sia possibile, ma è esattamente così. Se mi state leggendo, sappiate che il mio nome è Libero Valenti, che sono in stato vegetativo da oltre quindici anni e che mi trovo nella mia stanza da letto in un appartamento alla periferia di Roma… continua…

…LE POESIE…

LA MIA DECADENZA

PETTINAMI LE CIOCCHE DOLCE MADRE

DOVE COMINCI TU, INIZIO IO

…E LE 101 PAROLE…

CITARSI ADDOSSO

IL CUORE AFFLUISCE NEL PUNTO

GROUPIE

Leggi anche: Letture nella Città Vecchia

THE PATROLMAN: Capitolo 16

Pubblicato: 20 aprile 2010 da Willoworld in NARRATIVA
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Arrivo a Saskatoon quando il sole è sorto ormai da un pezzo, percorro Idylwyld Drive; per essere una delle arterie principali della città il traffico è praticamente assente, il caos di Rock City quaggiù è semplicemente un brutto ricordo, tutto è maledettamente ordinato, maledettamente pulito, nemmeno Perrineville è così perfetta.
Dopo un po’ di giri imbocco la North 3rd Avenue, mi fermo nel primo motel che incontro, ho bisogno di sistemarmi un po’. La testa inizia a dolermi e credo dovrò sparami un po’ di morfina, parcheggio la Chevy prenoto una stanza e mi chiudo a chiave. Tiro fuori il necessario, preparo laccio, siringa e soluzione e mi sparo la dose in vena; via via che entra in circolazione il dolore sparisce ed io mi sento forte ed invincibile come un leone. (altro…)

THE PATROLMAN: Capitolo 15

Pubblicato: 19 aprile 2010 da Willoworld in NARRATIVA
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Ci si avvia verso la conclusione di questa affascinante e violenta avventura on the road…

La Chevy sfreccia verso il confine, ho lasciato l’ospedale appena i dottori mi hanno tolto i 140 punti che hanno tenuto la mia calotta cranica attaccata al resto della testa, ovviamente non ho detto nulla a nessuno, sono semplicemente uscito, di notte, nel tepore di una calda serata estiva di Chicago. In qualche modo avrei rintracciato Maria e mi sarei fatto comprare il necessario per andare a riprendere Franky, ma nel parcheggio dell’ospedale è successo qualcosa di veramente strano… (altro…)

THE PATROLMAN: Capitolo 14

Pubblicato: 16 aprile 2010 da Willoworld in NARRATIVA
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Il risveglio è stato estremamente agitato, quattro mani possenti mi hanno tenuto inchiodato al letto, ho percepito voci ostili che mi imponevano di stare fermo e zitto… un tubicino di gomma trasparente usciva dal mio braccio destro, sentivo la gola completamente indolenzita, un fortissimo senso di nausea mi attanagliava lo stomaco… ho pensato ad una sorta di esecuzione con iniezione letale… maledetti… perché ho meritato tutto questo?
Volti sconosciuti tutti intorno, parole, sguardi cattivi; il sangue mi si è gelato nelle vene quando ho intravisto una sagoma familiare… non è possibile… Maria! Mi ci è voluto tanto, troppo tempo prima di realizzare, prima di aver raggiunto la consapevolezza di ciò che mi è accaduto… di ciò che mi sta accadendo dal giorno in cui le ombre si sono manifestate… forse da prima! (altro…)

Clikka sulla copertina per ascoltare la canzone

THE PATROLMAN: Cap. 13

Nel silenzio della mattina Maria mi fa accomodare sul divano in soggiorno, sto tremando, non voglio pensare a quali siano le cattive notizie su Franky… mi faccio coraggio -“Non vorrai mica dirmi che Franky è…”
-“No Joe, l’ho sentito ieri sera, ancora non è morto… spero… ma… credo si trovi in un brutto guaio…”
-“Che diavolo gli è successo?”
-“Dopo che è fuggito da Perrineville si è messo con della brutta gente, una banda di trafficanti di Vancouver, droga, armi… forse prostituzione… sai com’è, ogni tanto ci sentiamo, è lui che chiama… ieri sera si è fatto vivo, aveva la voce strana… era spaventato Joe, impaurito da morire… mi ha detto che se gli fosse capitato qualcosa avrei dovuto in tutti i modi avvertirti… ho cercato di capire cosa gli stesse succedendo, poi ho sentito una specie di colpo secco… ha urlato… qualcuno gli ha strappato il telefono di mano… ho sentito delle voci, gli urlavano che gliel’avrebbero fatta pagare, gli davano del bastardo… l’ultima cosa che ho sentito è stata la sua voce straziata… chiedeva aiuto!” (altro…)

Sempre più avvincente, sempre più emozionante, sempre più violento… Continua l’epopea di Joe Roberts e dei suoi “amici-ombra”, un racconto di Massimo Mangani per Rivoluzione Creativa.

Guido come un razzo sulla 276, è notte fonda, al bivio svolto sulla 195… nei pressi di Allentown lascio la Interstate e prendo la statale verso Perrineville. Praticamente senza soste ho percorso tutti gli Stati Uniti da Sud a Nord, una sorta di Kerouac anche se meno fighetto e soprattutto meno tossico.
Durante il viaggio ho ingurgitato soltanto qualche compressa di Excedrina e qualche sorso di burbon, la radio mi ha fatto compagnia. Progressivamente il deserto ha fatto posto ad ampie foreste lussureggianti, poi a montagne innevate ed ora i dolci prati del New Jersey scorrono nell’oscurità. Il cuore mi batte fortissimo, non so ancora bene cosa sto andando a fare, né se ho intenzione di vedere Maria e i ragazzi… qualcosa mi dice che sto correndo inesorabilmente verso il baratro… i miei amici non si sono più fatti vivi, nessuna ulteriore spiegazione. Dentro di me ripeto che se dovessi dare la caccia a Franky, sarà soltanto per assicurarlo alla giustizia, non gli torcerei mai un capello! In caso la richiesta fosse diversa troverò il modo di oppormi… come se lo troverò! (altro…)

Ogni bella storia c’ha la sua bella colonna sonora. Nel trailer che preannunciava The Patrolman abbiamo potuto assaggiare un po’ di questi Kain, hard-rock band che canta in spagnolo e che per le tematiche del racconto credo ci stia molto bene. L’album dal quale è stata estratta la canzone “Cegado” s’intitola “Cuestión de principios “ ed è ascoltabile, scaricabile e riproducibile dal sito di Jamendo. Questo è il link. Buona lettura e buon ascolto!

THE PATROLMAN: Capitolo 11

Mi agito sotto le lenzuola, percepisco suoni e rumori provenire dalla stanza accanto, faccio per alzarmi ma qualcosa mi tiene incollato al letto… voci di bambini, rumore di una cinepresa in azione, uomini che ansimano, non posso restare tranquillo, mi rigiro ed improvvisamente sento il pavimento freddo sul mio corpo. Un tremendo colpo alla testa mi fa perdere conoscenza, le ultime cose che percepisco sono tre sagome scure davanti a me. (altro…)

THE PATROLMAN: Capitolo 10

Pubblicato: 12 aprile 2010 da Willoworld in NARRATIVA
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Il risveglio è davvero traumatico, non riesco nemmeno a rendermi conto di cosa mi stia succedendo intorno… immagini sfocate passano davanti ai miei occhi, rivedo la scena sulla strada… il cambiamento repentino delle ombre mi dà molto da pensare… qual’è davvero il loro piano? Adesso non sono altro che un burattino nelle loro mani, non posso tirarmi indietro, devo eseguire i loro ordini… ma perché? L’unica cosa che mi resta da fare prima di tornare a Rock City è attendere che tornino a trovarmi, che mi diano qualche spiegazione… in fondo volevo soltanto restarmene tranquillo per un po’, poi sarei comunque tornato a fare giustizia… la nostra giustizia! (altro…)

Ci sono poche città al mondo dove puoi sparire con la certezza di non farti trovare mai più, El Monstruo è una di queste: 20 milioni di abitanti, una distesa di palazzi, baracche, grattacieli a perdita d’occhio, senza nessun piano regoltore alle spalle. Mentre percorro il Paseo de la Reforma mi rendo conto del perché Mexico City si meriti un soprannome tanto sgradevole; soltanto questo viale a 12 corsie che taglia la città come un’orrenda cicatrice ha in sé qualcosa di veramente mostruoso!
La stanchezza si fa sentire, ho viaggiato tutta la notte e buona parte della mattina senza fermarmi, qualche compressa di Excedrina mi ha aiutato a stare sveglio ma adesso l’effetto sta passando. Devo trovare un tugurio dove poter dormire ed ho anche maledettamente bisogno di mangiare qualcosa. I soldi per ora non sono un problema, nel cruscotto della Oldsmobile ho trovato 5.000 bigliettoni in contanti, una carta di credito della banca delle Cayman e un libretto di assegni. In questo Paese posso fare la bella vita per molti, molti giorni, poi mi procurerò una nuova identità e cercherò un lavoro… anche se non sono così sicuro di rimanere qui per sempre; in fondo ho promesso a Maria di tornare… (altro…)

Non riesco a rendermi conto del tempo che passa, vedo scorrere una miriade di persone lungo il marciapiede, l’attesa mi sembra interminabile. Ho la sensazione di stare per esplodere, continuo a stringere il volante della Oldsmobile come se volessi frantumarlo… cerco di non pensare a cosa sta succedendo in quel cazzo di albergo. Improvvisamente qualcosa si muove, vedo i ragazzini che escono dal portone, hanno la faccia sconvolta e stanno masticando, forse quelle dannate caramelle alla fragola. Dopo che si sono allontanati arriva il consigliere, viene salutato con mille salamelecchi dal personale dell’hotel, deve averli unti moooolto bene! Sale nuovamente sul sedile posteriore, è tempo di rientrare a Rock City… te li sei fottuti per bene eh? (altro…)

Finisco di incollare le lettere ritagliate dal giornale, apro la busta e ci ficco dentro tre bossoli di 44, spero che il piano funzioni, è la prima volta che “cammino con le mie gambe”. I miei piccoli amici non sono più venuti a trovarmi, per ora… la cosa non mi sta turbando minimamente, sento che posso tranquillamente farcela, in fondo non ho che da far lavorare la fantasia! Chiudo la busta, l’indirizzo l’ho scritto a macchina, dovrebbe funzionare senza grandi problemi. Mentre percorro la strada per arrivare in centrale mi fermo ed imbuco la busta, cerco il più possibile di non farmi notare, non si sa mai, se il piano fallisse sarebbe un vero peccato.
Arrivato a destinazione saluto l’agente di guardia, salgo le scale e mi reco nel mio nuovissimo ufficio: la mia domanda per il servizio scorte è stata accettata ma per ora non c’è nessun nuovo inserimento nel piano di protezione personale. Sbrigo un pò di lavoro amministrativo, scartoffie inutili destinate al macero a breve tempo, poi vado a prendere un caffé con il Tenente. (altro…)

THE PATROLMAN: Capitolo 6

Pubblicato: 6 aprile 2010 da Willoworld in NARRATIVA
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L’asfalto ribolle sotto i grattacieli di downtown, quello che ho in mente potrebbe costarmi caro… moooolto caro!
Il Municipio è proprio davanti a me, aspetto che la notte si faccia più scura e che tutti, anche gli ultimi impiegati escano per tornarsene dalle rispettive famigliole. I miei piccoli amici mi hanno fatto una sorpresa: tornando a casa, dopo la carneficina sull’autostrada, ho trovato un pacchettino azzurro sul tavolo del soggiorno. Conteneva una chiave, la chiave di una cassaforte avvolta in un biglietto di pergamena gialla. Caratteri arcaici in china nera erano stati usati per avvertirmi. -“La nostra parte l’abbiamo fatta, ora cammina con le tue gambe!” (altro…)