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ROCK CITY – Primo Episodio

Pubblicato: 23 febbraio 2010 da Willoworld in MUSICA, NARRATIVA, PROGETTI
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Unire la passione per la fantasy con la mitologia rock era una sfida che mi ero preposto già da diverso tempo. Riascoltandomi e rivedendomi le scene di quella chicca di Brian De Palma, Phantom of Paradise, mi è sorta l’ispirazione per una mini-saga da presentare ad episodi sul sito The Colony of Slippermen. Rock City è una città immaginaria collocata ai tempi del vinile. All’interno di questo ipotetico scenario si muovono i personaggi classici del mondo del rock, tutti rigorosamente reinventati ed enfatizzati per l’occasione. Musica, magia, droga, sesso, money e naturalmente lui, il diavolo. Una zuppa glamour da rimescolare per gioco ed assaggiare nelle serate balorde, quando la cassa della birra è a metà…

Buona lettura!

PRIMO EPISODIO

La spiaggia era l’ultima attrazione underground, una striscia di terra non completamente soggetta alle regole della città, forse a causa della marea che la rendeva accessibile solamente dopo le dieci di sera. Fino al calar del sole infatti i bagnanti si accanivano per un metro quadrato di sabbia, che dall’argine che divideva il lungomare fino al bagnasciuga non c’erano più di dieci metri, per un tratto di appena un chilometro. Il resto della costa apparteneva agli scogli o al porto di Rock City, lo scalo per carghi più importante del litorale. Ma le attività portuali non erano certo la risorsa economica principale della città. Rock City era il centro nevralgico dell’industria musicale, “the place to be”, una metropoli sconfinata che dalle montagne rocciose si estendeva fino all’oceano; case, palazzi, giardini e una rete intricata di strade sulle quali ogni giorno milioni di autovetture disegnavano quel moto perpetuo che incorniciava la macchina da soldi più redditizia di tutto il paese. Rock City rappresentava il traguardo dei giovani rockers che rincorrevano le chimere di denaro e popolarità. In realtà, dietro il sipario dorato dell’industria musicale, si nascondevano orde di affamati avvoltoi e zannuti caimani. Una volta che l’aspirante star veniva irretita dalle suadenti parole dei discografici, non c’era possibilità di salvezza. I contratti stipulati dalle due grandi major del paese imprigionavano la creatività del musicista trasformandolo in un animale da allevamento, una gallina costretta a cagare uova dal culo fino al giorno della sua morte. Alla maggior parte degli artisti poteva anche andar bene trascorrere la loro dorata esistenza dentro le ville bunker, assediati dai fan guardati a vista dalle guardie del corpo, intontiti per buona parte della giornata dalle droghe più in voga dell’ambiente. Gli sciamani facevano ottimi affari. Molti di loro lavoravano per le major e avevano il compito di tenere i “ragazzi” tranquilli.
Rock City vantava nove enormi stadi e centinaia di edifici per ospitare concerti ed eventi musicali. Ognuna di queste strutture apparteneva o alla Music Dome o alla Dream Records, le due case discografiche che detenevano il patrimonio artistico musicale del paese. Se volevi far suonare la tua band, dovevi essere pronto a firmare un patto di sangue, altrimenti ti rimanevano i marciapiedi oppure i luoghi improvvisati, come la spiaggia appunto… continua…

MOTORPSYCHO – Heavy Metal Fruit

Pubblicato: 20 febbraio 2010 da Willoworld in MUSICA
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Tornano i grandi Motorpsycho con un disco non facilissimo ma assolutamente coinvolgente. Il menù ci offre sei cavalcate in salsa psichedelica, ipnotiche e dilatate, in odore di metallo. Consigliato per i sabati ragionevolmente alcolici… Cercatelo qui!

MOTORPSYCHO – Heavy Metal Fruit
Studio Album, released in 2010

Songs / Tracks Listing

1. Starhammer (12:56)
2. X-3 (Knuckelheads In Space) / The Getaway Special (9:03)
3. The Bomb-Proof Roll And Beyond (for Arnie Hassle) (6:01)
4. Close Your Eyes (3:39)
5. W. B. A. T. (9:43)
6. Gullible’s Travails (pt I – IV) (20:42)

Total Time 62:04

Line-up / Musicians

– Bent Saether / vocals, bass, guitars, keyboards
– Hans Magnus Ryan / vocals, guitars, keyboards
– Kenneth Kapstad / drums
– Mathias Eick / trumpet (track 2)
– Hanne Hukkelberg / vocals (tracks 2, 4-6)
– Kaare Vestrheim / keyboards

FONTE: The Colony of Slippermen

Dall’esperimento “Colony of Slippermen Awards” ho potuto constatare che gli esperti di musica di mia conoscenza hanno tutti qualcosa in comune, ovvero una contagiosa passione per il revival. Quasi nessuno è stato capace di pescare dal calderone delle nuove uscite l’album dell’anno, e tutti mi hanno confessato di essere presi da roba vecchia, per lo più anni settanta.

Eppure di roba bella ne è uscita quest’anno, almeno secondo il mio punto di vista. Anzi, devo dire che il 2009 è stato davvero una bella sorpresa, soprattutto per quanto riguarda il progressive. Ma andiamo per ordine.

Incominciamo col nominare i sei album progressivi fondamentali di quest’anno, quelli che dovete assolutamente spararvi nel vostro lettore mp3.

1. Blood degli Office Strategic Influence (OSI)
2. Anno Domini High Definition dei Riverside
3. Act III – Life and Death dei Dear Hunter
4. Octahedron dei Mars Volta
5. The Incident dei Porcupine Tree
6. The Whirlwind dei Transatlantic

Tutte grandi produzioni, grandi nomi, grandi ascolti. Forse non troverete niente di nuovo dentro queste opere, ma di sicuro vi solleticheranno i timpani.
Non bisogna poi dimenticare Shadow Gallery, Dream Theater e Beardfish, anche se personalmente ho apprezzato molto di più i sei citati più su. Scostandosi poi sul rock più genuino, come non dimenticare l’ultimo degli Wolfmother “Cosmic Egg” e quello dei folkloristici Big Elf.

Anche per quanto riguarda il panorama italiano mi va di citare un paio nomi; l’ultimo lavoro di Cammeriere, forse non all’altezza del primo gioello e di Sul Sentiero, ma comunque valido e poi la sorpresa di Niccolò Fabi che col suo “Solo un uomo” mi ha regalato momenti davvero piacevoli. Cantautore giovane e di indubbio talento, nella seconda splendida traccia “Attesa inaspettata” è riuscito a farmi ritrovare anche i vecchi Genesis. Un album magnifico!

Passiamo adesso alle recensioni che mi sono arrivate e nel dare la parola a Gherardo e Michele, colgo l’occasione per ringraziarli della collaborazione. Ecco qui i loro personali podi del 2009.

LA TOP THREE di Michele C.

1) “Cosmic Egg” dei Wolfmother

Secondo album per i Wolfmother sicuramente all’altezza (se non addirittura migliore) del precedente che già era fantastico… Questo gruppo, per me, sono la “prova provata” che si sbagliano coloro che sostengono che “oggigiorno l’intera produzione musicale è scadente”!
Ogni brano è a suo modo fulminante e coinvolgente: la voce, i riff di chitarra e i cambi di ritmo rimandano dritti agli anni settanta il tutto però attualizzato con sound più “moderni”…
L’album è immediato: basta un primo assaggio per capire bene di che pasta è fatto e dopo molteplici ascolti si ha la conferma che la prima impressione era quella giusta!!!
…per me al primo posto non potevano esserci altro che loro.

2) “Them Croocked Vultures” dei Them Croocked Vultures

John Paul Jones al Basso, Dave Grohl alla Batteria, Joshua Homme alla chitarra e voce formano un inedito terzetto dalle altissime potenzialità artistiche e il loro disco è all’altezza delle aspettative: un miscuglio di diversi stili e sound che alla fine produce uno splendido album fortemente Rock!

3) “Humbug” degli Arctic Monkey

Questo loro terzo album crea una discontinuità rispetto ai due precedenti… c’è meno dinamica ed energia a favore invece di sound più cupi e ricercati: si percepisce bene l’influenza di Joshua Homme (è il produttore di quasi tutti i pezzi dell’album) che se da una parte aiuta il gruppo a non ripetersi dall’altra rischia di eclissare il loro stile… il risultato finale, secondo me, è comunque eccellente e sopratutto è da apprezzare il tentativo di esplorare percorsi diversi dai precedenti.

Citerei volentieri anche l’ultimo dei Pearl Jam, che a detta di molti è il loro ennesimo album valido, ma purtroppo non ho ancora avuto modo di ascoltarlo in maniera approfondita!

LA TOP THREE di Gherardo D.L.

1) “Black Gives Way To Blue” degli Alice In Chains

In tempi di reunion, molto orientate al fatturato, il ritorno discografico di questi tizi non mi aveva molto colpito. In particolare, vista la fine di Staley mi ero implicitamente ripromesso di non ascoltare più niente, nel caso fosse uscito. Poi mi capita questo CD, per caso, e sono costretto a esultare. Esultare per un prodotto magnifico, in cui la vena “grungesca” non è per niente morta (quindi nessuno parli di trasformazione) e, come per la storia che ha contraddistinto gli AIC, si sposa con un bell’abbrivio di distorsione e onesta ignoranza. Molto, molto gradevole, un songwriting all’altezza dei bei tempi, e non certo le ballate dei Nirvana, quanto, semmai, lo stile eclettico con concessioni heavy dei Soundgarden. Poi basta, perché della scena ’90 di Seattle in realtà non ci capisco una sega, e molti saranno più informati di me. A me piacciono i gioielli come l’unico CD dei My Sister’s Machine, e questo lo dico solo per fare il figo.

2) “Sing Along Songs for the Damned & Delirious” dei Diablo Swing Orchestra

Questi tizi, di cui non so nulla, mi sono tornati in mente perché li hai messi di contorno a uno dei tuoi post su uno dei tuoi diecimila blog. Più che altro, il passaparola su questa band è stato maestoso: ho avuto il loro album dopo che frotte di amici me li segnalavano, al punto di donarmi il CD, copiatissimo. Personalmente, è una band che mi viene a noia dopo 2/3 ascolti. Però in quei 2/3 ascolti, diamine!
Proposta molto originale, e molto profetica. In una scena ormai fatta soltanto di contaminazioni, i Diablo sembrano sussurarti: “Sì, se vuoi, possiamo metalleggiare anche sul jazz caldo”.
A proposito, che cos’è il jazz caldo?

3) “A sangue freddo” del Teatro degli Orrori

Tutti i recensori, eminenti o meno, parlano dei Teatro facendo riferimento alla storia di Capovilla. Una specie di eminenza veneta dell’indie italiano, come se l’indie italiano fosse mai stato agli onori delle cronache. Personalmente, ho avuto la grande occasione di sentire gli One Dimensional Man dal vivo, anni e anni fa, credo che aprissero agli Afterhours. Mi hanno fatto cagare, non ho nessuna remora a dichiararlo. Già si senitva che erano parecchio preparati, questo è vero, ma una formula che dal vivo stentava a decollare. Poi, con qualche trasformazione, arrivano questi Teatro degli Orrori, che invece valgono qualcosa. In particolare questo secondo album, che sposa la poetica urlata e personalissima di Capovilla a (finalmente) qualche riff di impatto. Questa uscita, ad ascoltarla bene, pare meno autoreferenziale della precedente, e regala delle belle soddisfazioni. Consigliata per davvero.

LA TOP THREE di GM Willo

1) “Act 3 – Life and Death” dei The Dear Hunter

Oltre ad essere il perfetto sequel al precedente capolavoro Act II, il nuovo album dei Dear Hunter, band di Boston che ho scoperto un annetto fa e che mi ha completamente devastato, si arricchisce di nuovi interessanti arrangiamenti, come dice anche lo stesso leader Crescenzo in una recente intervista su youtube. La band sta crescendo insieme alle sue ambizioni. Ancora tre album per finire questo mega-concept, in uno strepitoso crescendo di melodia ed emozione. Grandi!!!

2) “Octahedron” dei Mars Volta

Pensatela pure come vi pare ma queste otto perle melodiche, a volte anche stucchevoli, di questo ennesima fatica dei pazzi messicani mi ha letteralmente strapazzato il cuore. Perchè alla fine dei giochi le cose che davvero contano nell’ascolto sono le emozioni, e questo album ne ha da vendere.

3) “Solo un uomo” di Niccolò Fabi

Di nuovo come ho detto più sopra, le emozioni in prima linea. Se devo ricordarmi il 2009 attraverso la musica devo per forza metterci quest’album, che presenta comunque molte caratteristiche progressive.

A questo punto dovremo incoronare il vincitore, ma siccome io non ho mai amato le classifiche, chiuderò questo primo “Colony of Slippermen Awards” con una bel super-a-pari-merito. Perchè l’importante è seguire il ritmo, cavalcare la melodia e tuffarsi nel sound, non credete anche voi?

Buon ascolto a tutti!!!!

FONTE: The Colony of Slippermen

Mentre si aspettano le charts dei collaboratori di “Colony of Slippermen” per il 2009, ecco qui sotto una personalissima classifica del grande Mike Portnoy, batterista e autore dei Dream Theater. I venti album più belli della prima decade degli anni 2000 e le 10 migliori canzoni.

ALBUM

1. Muse – Absolution
2. Bigelf – Cheat The Gallows
3. Opeth – Blackwater Park *
4. Spock’s Beard – Snow
5. The Flaming Lips – At War With The Mystics
6. Endochine – Day Two
7. Beardfish – Sleeping In Traffic Pts 1&2
8. Metallica – Death Magnetic
9. Lamb Of God – Ashes Of The Wake
10. Peter Gabriel – Up
11. Between The Buried & Me – Colors
12. Machine Head – The Blackening
13. Wilco – Yankee Hotel Foxtrot
14. Slipknot – Vol 3: The Subliminal Verses
15. Pain Of Salvation – Remedy Lane
16. Coldplay – A Rush Of Blood To The Head
17. King Crimson – The Power To Believe
18. Weezer – Green Album
19. Porcupine Tree – Fear Of A Blank Planet
20. Mastodon – Crack The Skye

SONGS

1. Opeth – “The Baying Of The Hounds”
2. Spock’s Beard – “The Great Nothing”
3. Beck – “Lonesome Tears”
4. The Flaming Lips – “Do You Realize?”
5. Sixx AM – “Accidents Can Happen”
6. Keane – “Bedshaped”
7. Mastodon – “Capillarian Crest”
8. Muse – “Stockholm Syndrome”
9. Dillinger Escape Plan – “When Good Dogs Do Bad Things”
10. Bigelf – “Counting Sheep”

FONTE: The Colony of Slippermen

Il mio consiglio musicale per il giorno di natale é sicuramente Christmas Album dei Jethro Tull, magari la riedizione del 2008 con tanto di cd supplementare dal vivo (Christmas at St Bride’s). Potreste provare ad inserire questo link (http://is.gd/5r11k) e vedere cosa succede. Un regalo di Webabbo Natale…

Già che siamo in tema vi lascio (piú sotto) con il mio ultimo “Raccontami sulle note di…” legato alla vecchia “Christmas Song” dei fantomatici menestrelli rock di Albione. Buon ascolto e buona lettura!

CHRISTMAS ALBUM
Jethro Tull

Studio Album, released in 2003

Songs / Tracks Listing

1. Birthday Card At Christmas (3:37)
2. Holly Herald (4:16)
3. A Christmas Song (2:47)
4. Another Christmas Song (3:31)
5. God Rest Ye Merry Gentlemen (4:35)
6. Jack Frost And The Hooded Crow (3:37)
7. Last Man At The Party (4:48)
8. Wheathercock (4:17)
9. Pavane (4:19)
10. First Snow On Brooklyn (4:57)
11. Greensleeved (2:39)
12. Fire At Midnight (2:26)
13. We Five Kings (3:16)
14. Ring Out, Solstice Bells (4:04)
15. Bourée (4:25)
16. A Winter Snowscape (Martin solo) (4:57)

Total Time: 62:51

CD2 Live: Christmas at St Bride’s (on 2008 reissue)
1. Weathercock
2. Introduction/What Cheer
3. Christmas Song, A
4. Living In These Hard Times
5. Silent Night
6. Marmion
7. Jack In The Green
8. Another Christmas Song
9. Gods Grandeur
10. Oh Come All Ye Faithful
11. Ballad Of Breadman, The
12. Winter Snowscape, A
13. Christmas
14. Fires At Midnight
15. We Five Kings
16. Gaudete
17. God Rest Ye Merry Gentlemen / Thick As A Brick
Lyrics

Line-up / Musicians

– Ian Anderson / vocals, flute, acoustic guitars, mandolin, piccolo, percussion
– Martin Barre / electric guitar, acoustic guitar
– Andy Giddings / keyboards, accordion, bass, organ
– Doane Perry / drums, percussion on tracks 1, 4, 6, 8, 10, 12 and 14
– Jonathan Noyce / bass on tracks 2, 5, 9, 11, 13 and 15

Guest musicians:
– David Pegg / mandolin on track 3 and bass guitar on track 4
– James Duncan / drums on tracks 2, 5, 9, 11, 13 and 15, and percussion on track 3
– The Sturcz String Quartet arranged by Laszlo Bencker / Gábor Csonka – 1st violin, Péter Szilágyi – 2nd violin, Gyula Benkö – viola, András Sturcz – cello, all on track 10

Line-up on ”Christmas at St Bride’s”:
– Ian Anderson / vocals, flute, acoustic guitar
– Martin Barre / guitar and mandolin
– David Goodier / acoustic bass guitar
– James Duncan / percussion
– John O’Hara / keyboards, accordion
– James Duncan / cajon and other percussion
Releases information

IL SOCIO

Ehi vecchio Santa, come stai? Facile la vita con una consegna all’anno… io invece ho appena iniziato il giro, quello che faccio tutte le mattine, per quanto? Appena mille euro il mese… che bastano appena per comprare due regalini ai miei bimbi. Si chiamano Giorgio e Letizia e sono due gioielli, anche se a volte mi fanno dannare…
Che cosa c’è? Hai bisogno di una mano? Aspetta ti aiuto a caricare quei pacchi sulla slitta… nessun disturbo, ma ti pare…. Ecco fatto. Sai com’è, è anche il mio lavoro. A proposito, se hai bisogno di qualcuno, che so un braccio oppure un socio, sono disponibilissimo. Vengo lassù con tutta la famiglia, ci sistemiamo in un igloo, che non si sta male, e poi dev’essere bellissimo con tutta quella neve e le notti che durano mesi ed i giorni con il sole fermo all’orizzonte. Una dieta a base di pesce è quello che mi ci vuole, guarda che pancia… Dai, ci organizziamo….
Ehi, passa quella boccia, che mi è preso freddo…

GM Willo sulle note di “Christmas Song”

FONTE: The Colony of Slippermen

Tori Amos – Midwinter Graces (2009)

Pubblicato: 25 ottobre 2009 da Willoworld in MUSICA
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A distanza di soli pochi mesi dall’uscita dell’acclamatissimo Abnormally Attracted to Sin l’affascinanate strega del pianoforte se ne esce con una raccolta di canzoni e canti popolari estratti direttamente dal repertorio di quando da bambina usava cantare nella chiesa del padre, un metodista di Baltimora. L’ennesimo gioiello di una grande musicista che riesce sempre a emozionare e sorprendere.

L’uscita dell’album é prevista per il 10 novembre prossimo ma si puó giá scaricare a questo link. Buon ascolto!

Midwinter Graces (2009)

1. “What Child, Nowell” (traditional) 3:45
2. “Star Of Wonder” (John Henry Hopkins, Jr.) 3:50
3. “A Silent Night With You” (Tori Amos) 3:22
4. “Candle: Coventry Carol” (traditional) 3:18
5. “Holly, Ivy And Rose” (traditional) 4:44
6. “Harps Of Gold” (traditional) 3:10
7. “Snow Angel” (Tori Amos) 3:43
8. “Jeannette, Isabella” (traditional) 4:28
9. “Pink And Glitter” (Tori Amos) 4:57
10. “Emmanuel” (traditional) 3:00
11. “Winter’s Carol” (Tori Amos) 5:19
12. “Our New Year” (Tori Amos) 4:13

FONTE: The Colony of Slippermen

COMPILATION ESTATE 2009 – WILLOWORLD

Pubblicato: 7 luglio 2009 da Willoworld in MUSICA
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Copertina di Charles Huxley

Ogni estate raccolgo i pezzi più significativi del mio anno musicale e ci faccio una compilation”da spiaggia”. Fino a oggi la facevo direttamente su cd ma quest’anno mi limiterò a pubblicare la lista dei pezzi sul blog insieme alla copertina e un link esterno per scaricare la compilation.

Buon ascolto a tutti e buona estate!

1. Since we’ve been wrong – The Mars Volta
2. If crimson was you color – Witchcraft
3. Left Out – Riverside
4. Flavor – Tori Amos
5. Stockholm – OSI
6. Heroes and beacons – Agents of Mercy
7. Hurricane – The Hush Sound
8. Borrowing time – Aimee Mann
9. The Tank – The Dear Hunter
10. Winter is never – Gazpacho
11. Stargazer – Dream Theater (Rainbow’s cover)

La copertina é del grande Charles Huxley.

Scarica la compilation inserendo questo link nella barra di navigazione:
http://is.gd/1pJUW

FONTE: The colony of slippermen

Riporto i link dei portali piú interessanti in cui mi sono imbattuto negli ultimi giorni.

MYEBOOK é una community e tool per la creazione di e-books.

INSTANT ACTION é un sito che ti permette di giocare subito 8 videogames on line ad alta risoluzione.

COMETDOCS ti permette di convertire moltissimi file.

QOOB invece é una TV interattiva partecipativa con tantissime funzioni (grazie a G. per la segnalazione).

ALLMUSIC é un’immenso database per la musica, facile da consultare.

mars-volta

Il quinto album dei Mars Volta s’intitolerà OCTAHEDRON e uscirà in Europa con il singolo Cotopaxi il 22 Giugno prossimo (il 23 in Nord America e lì il singolo sarà Since We’ve Been Wrong)

Questa la line-up: Marcel Rodriguez Lopez, Thomas Pridgen, John Frusciante, Isaiah Ikey Owens, Juan Alderete de la Pena, Cedric Bixler Zavala and Omar Rodriguez Lopez. Si, avete capito bene, c’è anche John Frusciante. Non è la prima volta che i Mars Volta collaborano con il chitarrista dei Red Hot Chili Peppers.

E chi ce la fa ad aspettare Giugno!!!

FONTE: The Colony of Slippermen

Let’s Rock!

Pubblicato: 22 settembre 2008 da Charles Huxley in ARTE, CRONACA, INTERNET, MEDIA, MUSICA, VARIE
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Sono  in vena di musica!

La random search di stumble ci regala queste due chicche impigliate nella rete…

La prima è Soungle.com

Soungle è un database di campionature musicali

completamente gratuite e libere da qualsiasi copyright.

Tramite il motore di ricerca è possibile cercare lo strumento

che si desidera: drum, bass, guitar etc. e ascoltarlo prima di decidere se scaricarlo o meno.

Una risorsa enorme per chi fa musica col pc.

Il secondo sito è DigitalDreamDoor.com

Presenta la classifica delle top 100 rock song

ascoltabili in streaming, molte anche con relativo video e testo.

Le onde della rete continuano sempre di più a farci navigare verso acque libere dai copyright e da intermediari vari…

Riusciranno i nostri eroi a sconfiggere la malefica

“c cerchiata” e il suo aiutante “Mr. SIAE” ?

Chi lo sa!?

…Alla prossima puntata…