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Mylo contava le pause ed i margini che componevano la giornata. Le guardie Arenty non avevano più bisogno di tenerlo d’occhio. Solo nella tenda, attendeva il ritorno del maestro, dileguatosi al mattino insieme a Tawares, primo ministro dei Testimoni di Seidon. Aveva smesso di porsi domande. Gli avevano fatto rientrare il mal di testa e si era sentito uno sciocco. Uno strano senso di abbandono aveva preso il posto della frustrazione. Adesso non temeva più per la sua vita, per questo gli era più facile lasciarsi andare.
Si era invece concentrato sul crepitio, improvvisando parole e gesti legati a dei piccoli incantesimi di sua conoscenza. Aveva provato a smorzare il rumore, ad evocare il potere sottilmente, schermando, mutando, offuscando l’eco della magia, come aveva visto fare al suo maestro il giorno prima. Nella semi oscurità della tenda era stato cauto, ed era riuscito anche ad ottenere alcuni risultati positivi. Se qualcuno lo avesse sorpreso a manipolare la realtà si sarebbe cacciato nuovamente nei guai.
«Non passa giorno senza che tu riesca a sorprendermi.» La voce era quella di Rivier, ma il maestro fece il suo ingresso solo dopo aver terminato la frase. Mylo sobbalzò, nascose le mani impegnate in strani gesti e solo dopo essersi reso conto che la voce era quella del suo amico riuscì a riprendere fiato… continua…

«Muovi quelle gambe!» disse l’uomo senza capelli.
«Lo sto facendo, maledizione!» rispose il giovane, mentre cercava di evitare i fendenti del maestro.
«Solo quelle possono salvarti» aggiunse l’uomo disarmando alfine il suo allievo.
Tzadik si afferrò le ginocchia e provò a riprendere fiato. La sua spada di legno giaceva a qualche passo di distanza, sprofondata nell’alta erba delle piane. Riusciva a percepire lo sguardo di Nicon sopra di lui.
«Stai migliorando, ma non abbastanza…»
«Non è vero. Tre stagioni fa non riuscivo neanche ad impugnare una spada, mentre adesso…»
«Adesso la tieni in pugno, per pochi istanti» terminò per lui l’uomo calvo.
Il giovane avvertì la tentazione di abbandonarsi allo sconforto. Era una trappola del maestro, lo sapeva. L’addestramento non si limitava ad affinare le abilità fisiche dell’allievo, ma anche quelle psicologiche. Le lezioni finivano spesso con un litigio o con un pianto. Nicon era abilissimo a farti arrabbiare. Si stupì del fatto che nessuno aveva mai perso la testa al punto da volerlo uccidere, o forse qualcuno ci aveva anche provato, pagandone ovviamente le conseguenze… continua…

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Il sole era nascosto da un velo di foschia color ocra, il paesaggio era privo di ombre e baluginava come una visione di un sogno, il vento soffiava ma era muto.
Jade vide la tenda in mezzo alle dune. Si proteggeva gli occhi con una mano mentre la sabbia le vorticava intorno. Sentiva il terreno sotto i piedi pulsare, oppure era il suo cuore che batteva più forte del normale e le rimbombava in ogni centimetro del corpo. Non avrebbe saputo dirlo. Ciò che sapeva era che suo padre si trovava in quella tenda, ed era sul punto di morire.
Si era fermata a due passi dalla sua guida, un uomo che si faceva chiamare Misar. Era vecchio, ma aveva un portamento elegante. Si sorreggeva con un bastone e la guardava con due occhi profondi, due fessure verdi sotto folte sopracciglia striate di grigio.
Lei era minuta ma aveva il volto fiero. I capelli le accarezzavano in onde brune gli alti zigomi. Gli occhi erano due pozze di tenebra, ma il loro taglio era dolce. Erano gli occhi di sua madre… continua…

FONTE: http://limbo2009.wordpress.com/

Sono ormai tre anni che lavoro a questo progetto, e devo ammettere che mi ha fatto diventare matto. Non ho abbastanza disciplina per dedicarmi totalmente ad un solo progetto per un tempo dilatato, e l’idea di un romanzo fantasy, benché quasi scontata per un amante del genere come me, si é trasformata col tempo in una vera e propria missione. Voglio finire questo maledettissimo Limbo, e questa volta ce la faró!

Ecco perché mi é venuta l’idea del libro-blog. Ad oggi ho scritto giá 13 capitoli di questo romanzo, piú diversi racconti e una cinquantina di pagine di appendici. Mi sono arentato piú volte, naturalmente, ma ho deciso di non postporre piú questa storia, perché poterle dare un degno finale ne vale davvero la pena, credetemi.

Limbo é una fantasy diversa. Ve la potrei spiegare con due righe ma vi rivelerei il mistero che é un po’ l’essenza di questa storia. Ho cercato di scostare il velo un po’ alla volta, capitolo per capitolo. Se desiderate scorire che cosa si nasconde dietro i cieli multicolori di Limbo, dovrete avventurarvi tra le pagine di questo nuovo blog.

Da domani, 4 settembre 2009, inizierá l’avventura. Ogni venerdí uscirá un nuovo capitolo o una storia legata a Limbo. Potrete visionarla sul blog o scaricare il formato pdf e leggerla con calma su qualsiasi supporto. Ogni capitolo sará illustrato dal mio compagno di avventure cibernetiche, Charles Huxley, che col photoshop non se la cava davvero male.

Se riusciró (e sputatemi in faccia e non terró fede alle aspettative) a terminare questo progetto, pubblicheró un libro attraverso la Edizioni Willoworld.

Segnatevi i venerdí sul calendario e il sito: http://limbo2009.wordpress.com

FONTE: Willoworld.net