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Se vi va di scoprire un genio indiscusso del progressive moderno, artista sfuggente, un po’ antipatico e molto prolifero, che gli amanti del genere conoscono con il nome di Steve Wilson, consiglio vivamente di partire dai Blackfield, progetto che il polistrumentista inglese porta avanti ormai da sette anni insieme all’autore israeliano Aviv Geffen. Il formato della canzone classica, le melodie “easy-listening”, la presenza degli archi e del piano, le atmosfere oniriche ed autunnali, vi faranno subito innamorare del talento di questo personaggio. Poi potrete passare alle altre avventure di Wilson, leader degli ormai famosi Porcupine Tree e produttore di molti gruppi e progetti del genere progressive.

È uscito di recente il terzo capitolo della saga Wilson-Geffen, Welcome to my DNA, un album che tiene testa ai precedenti, per altro magnifici, in cui risaltano soprattutto gli ottimi arrangiamenti orchestrali. È un disco che aspettavo dall’inizio dell’anno quando ne ho letto l’annuncio, e naturalmente consiglio vivamente a tutti i lettori del blog. Lasciatevelo scorrere addosso, anche se è primavera e magari avreste voglia di qualcosa di più frizzante. I Blackfield parlano di pancia e suonano con l’anima; non sono solo canzonette… (altro…)

the incident

I Porcupine Tree sono felici di annunciare l’imminente uscita del loro decimo album in studio, che si intitolerà The Incident. Il disco uscirà in tutto il mondo per la Roadrunner Records il 21 settembre 2009 e si tratterà di un album doppio.

Il pezzo principale sarà la title track, una lunga suite di 55 minuti che occuperà la prima parte del disco. La canzone è una sorta di viaggio surreale improntato sull’inizio e la fine delle cose, nel senso in cui, una volta che sono passate, le cose non saranno mai più le stesse.

La seconda parte è invece una specie di EP di quattro composizioni sviluppate lo scorso dicembre durante una session in studio di registrazione.

Video e immagini relativi al concept album saranno pubblicate regolarmente sul sito ufficiale della band, che inizierà il tour dopo l’estate.

Songs / Tracks Listing

Disc 1
1. The Incident
I. Occam’s Razor
II. The Blind House
III. Great Expectations
IV. Kneel and Disconnect
V. Drawing the Line
VI. The Incident
VII. Your Unpleasant Family
VIII. The Yellow Windows of the Evening Train
IX. Time Flies
X. Degree Zero of Liberty
XI. Octane Twisted
XII. The Séance
XIII. Circle of Manias
XIV. I Drive the Hearse

Disc 2
1. Flicker
2. Bonnie the Cat
3. Black Dahlia
4. Remember Me Lover

Line-up / Musicians

Steven Wilson – vocals, guitar, piano
Richard Barbieri – keyboards, synthesizer
Colin Edwin – bass guitar
Gavin Harrison – drums
Releases information

Release Date: September 21, 2009.
Label: Roadrunner.

FONTE: The Colony of Slippermen

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IL PROGETTO INSURGENTES

Pubblicato: 5 novembre 2008 da Willoworld in 1, MUSICA
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Insurgentes é il primo lavoro da solista di Steve Wilson, uno dei musicisti che amo di piú in assoluto. Leader di band quali Porcupine Tree e Blackfield, ma anche collaboratore di Opeth, Anathema e altri gruppi progressive, Wilson si è affermato lentamente, un passo alla volta, lavorando sodo e senza mai vendersi. Una carriera ormai ventennale, uno stile, il suo, facilmente riconoscibile per quell’approccio melanconico-sognante (ma anche graffiante) di cui la sua musica è ricca.
Non ho ancora ascoltato il disco, che per altro non è più possibile ordinare perché è già sold-out. La tiratura era limitata e l’edizione da negozio uscirà forse nel 2009. Mi auguro che presto sarà comunque possibile trovarlo in rete.

E proprio su questo punto vorrei soffermarmi, perché tutto il progetto Insurgentes, sviluppato insieme al regista Lasse Hoile e a Susana Moyaho, è un messaggio contro la nuova cultura del download e dell’mp3. L’opera completa infatti include, oltre alla musica, un reportage di 120 fotografie e seguirà un documentario che vedrà la luce in primavera. Il senso è quello di proporre un oggetto di qualità, godibile fino in fondo solo se assimilato nella sua forma originale, e non attraverso una misera copia digitale.

Wilson dice: “La mia paura è che la nuova generazione di ragazzi, nata in questa rivoluzione informatica e cresciuta con internet, cellulari, i-pods, downloads, american idols, reality show, prescrizioni di psicofarmaci e playstation, venga distratta da quello che è realmente importante nella vita, ovvero sviluppare un senso di curiosità verso ciò che si trova fuori.”

In passato ho manifestato molte volte il mio compiacimento verso la cultura dello sharing musicale e ho criticato il legame feticista che lega l’ascoltatore al pezzetto di plastica (cosa che ho sofferto anche io per molti anni). Ciononostante riconosco ancora il valore dell’oggetto, quando lo merita. Credo che un regalo come questo possa davvero meritare.
Eppure sono convinto che Insurgentes rimarrà un fenomeno separato, l’ennesimo tentativo di tornare alle origini, come hanno fatto altre band attraverso espedienti simili, digipack, vinili, superconfezioni e via dicendo. La nuova cultura non la puoi fermare. La tecnologia va a cento all’ora, e i ragazzi sono i suoi primi target.

La riflessione fatta da Wilson e dal suo progetto è interessante, ma è fine a se stessa. Credo ancora che l’unica alternativa allo sharing sfrenato sia la musica dal vivo. Alla fine è la performance sul palco l’espressione più vera del musicista.
Per quanto riguarda la rivoluzione tecnologica… aspetteremo i concerti olografici…
…in streaming!!!!!

VAI ALLA PAGINA DI INSURGENTES: http://www.insurgentes.org/

ASCOLTATE L’ALBUM A QUESTO LINK

FONTE ARTICOLO: The Colony of Slippermen