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LA PAURA DELLA MORTE

Pubblicato: 20 gennaio 2011 da Willoworld in FILOSOFIA, PENSIERO, RIFLESSIONI
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C’è una differenza tra l’avere un forte desiderio di vivere o l’avere una terribile paura della morte. La paura della morte cresce insieme al sentimento di non aver vissuto nel modo giusto, di aver condotto una vita senza gioia e senza senso. Un uomo davvero vitale non ha paura della morte perché trova la sua identità nel proprio essere e nella propria attività interiore.

Invece tutte le persone che, come la maggior parte di coloro che vivono nella nostra cultura, si identificano con ciò che hanno (con i beni materiali che posseggono, con la loro posizione sociale, con il loro prestigio, il loro potere e così via), si riconoscono nel motto: “Io sono ciò che ho”. Il loro Sé è la somma di ciò che hanno; la loro preziosa proprietà è il loro io, la loro persona. In loro la paura della morte non è tanto quella di non vivere più, ma la paura di perdere la cosa più preziosa che posseggono, la loro persona.

Bisogna prendere in considerazione le manifestazioni della paura della morte e del morire tanto consce che inconsce [tra cui vanno annoverati la negazione della morte, l’illusione dell’immortalità e il desiderio necrofilo di morte].

Molti uomini hanno infatti una grande paura di morire e perciò considerano un tabù la morte – in particolare la propria morte – tanto che hanno paura di fare testamento. Per tale motivo spesso questo atteggiamento patologico viene razionalizzato a livello conscio affermando che “non bisogna sfidare la sorte”. In realtà in ciò si annida un atteggiamento superstizioso: certe cose spaventose non possono essere nominate, perché già solo questo potrebbe farle accadere. Ci sono casi di persone che si suicidano perché hanno un’enorme paura della morte.

Erich Fromm – La Volontà di Vivere

Leggi anche: Da che parte stai?

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LA PERSISTENZA DEL SUICIDA RUSSO

Pubblicato: 8 Maggio 2009 da Willoworld in CRONACA
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Quando si dice la persistenza…

Il trentenne Vladimir, residente nella periferia di Mosca, è riuscito a portare a termine il suo piano suicida solamente dopo quattro tentativi consecutivi. Secondo gli agenti che hanno trovato il corpo senza vita dell’uomo, nella vasca da bagno del suo appartamento con i polsi tagliati, Vladimir avrebbe prima tentato di impiccarsi, ma la corda si è rotta. Ne ha poi trovata un’altra più resistente, ma il gancio a cui era stata fissata al soffitto non ha retto. Poi ha provato a pugnalarsi il cuore con un coltello, ed infine, con lo sesso coltello, si è tagliato le vene.

L’uomo era caduto in depressione a causa della fidanzata che lo aveva lasciato. Si era licenziato e aveva incominciato a bere.

Secondo le statistiche gli uomini commettano quattro volte più suicidi delle donne, anche se quest’ultime ci provano più spesso, senza però riuscirci. Mi chiedo a questo punto se la causa non sia la mancanza di determinazione, anche se tendo più a credere che le donne usino il tentato omicidio come ultima richiesta d’aiuto.

Quale onta per un uomo, invece, non riuscire neanche a togliersi la vita!

FONTE: http://www.mosnews.com/society/2009/05/06/suicidal/

MARLENA

Pubblicato: 17 settembre 2008 da Willoworld in INTERNET, NARRATIVA
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Marlena decide di farla finita.
È un impulso improvviso, nel pomeriggio d’autunno. Accompagna il figlio a nuoto, poi passa a fare la spesa: un chilo di pane, due etti di prosciutto e un litro di latte. Monta in auto e corre a casa. Si è dimenticata di stendere il bucato. E poi c’è da scongelare il pesce per la cena…
La prima tentazione si affaccia mentre svuota la lavatrice, ma riesce ad ignorarla. Ritorna più forte, quando è in cucina. Non la comprende, ma ne è lusingata.
Si avvicina al cassetto, quello chiuso a chiave. C’è lei.
La impugna gentilmente.
Farfalle…

101 Parole