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Si conclude oggi con questi due ultimi capitoli l’epopea di Joe Roberts, una storia mozzafiato di Massimo Mangani. Il racconto è ispirato al famoso pezzo di Bruce Springsteen “Highway Patrolman”. L’autore, chiedendosi che fine avesse fatto il Franky della canzone, ha incominciato a buttar giù questa sorta di “pulp on the road” che da Rock City, città immaginaria che ricorda Los Angeles, ci ha condotti fino al Canada.

I miei più sentiti complimenti a Massimo che ci ha reso partecipi di questa bellissima avventura. Leggetela dall’inizio sfogliando tutti gli interventi a questo link. Per chi invece ci ha seguito fino ad oggi, ecco qui sotto i capitoli conclusivi del racconto. Buona lettura e buon ascolto! (più avanti troverete anche la versione di Johnny Cash).

CAPITOLO 18

Non riesco a credere alle mie orecchie, lo hanno chiamato “capo”… Franky… non è possibile, qualcosa non quadra, devo assolutamente parlare con lui, dentro di me sento strane vibrazioni… probabilmente prima che mi asportassero il tumore sarebbe stato il preambolo dell’apparizione dei miei piccoli amici… devo raggiungere mio fratello, non riesco a costruire la storia… deve spiegare… ha moooolto da spiegare.
Sento la porta che si apre, passi che scendono le scale, sono almeno due uomini. Da dietro il pancale dove sto nascosto riesco a intravedere gli ultimi gradini, Individui armati appaiono, sono almeno tre, si guardano in giro con circospezione. Stringo l’AK 47 pronto a fare fuoco, non ne lascerò vivo nemmeno uno, devo liberare il campo e salire quella maledetta scala. I tre si separano, uno viene verso di me, gli altri due spariscono nella semi oscurità… (altro…)

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PRIMA PARTE

Ho girovagato tutto il giorno senza meta, Saskatoon è una cittadina piacevole, piccola, tranquilla, è quasi impossibile pensare che anche qui possano svolgersi attività criminali. Mi fermo a mangiare un hot dog in un parco pulito e ben curato, la voglia di fare i bagagli e ripartire per andarmene a crepare a Rock City è davvero forte, non fosse per mio fratello!
Il sole inizia a calare, mi avvio verso la 3rd, devo iniettarmi una dose di morfina e presentarmi all’appuntamento con il mio intermediario, devo agire prima possibile considerato che il tempo a mia disposizione è estremamente limitato, il mostro dentro il mio cervello potrebbe decidere di farla finita da un momento all’altro, in quel caso anche Franky andrebbe a farsi benedire! (altro…)

THE PATROLMAN: Capitolo 16

Pubblicato: 20 aprile 2010 da Willoworld in NARRATIVA
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Arrivo a Saskatoon quando il sole è sorto ormai da un pezzo, percorro Idylwyld Drive; per essere una delle arterie principali della città il traffico è praticamente assente, il caos di Rock City quaggiù è semplicemente un brutto ricordo, tutto è maledettamente ordinato, maledettamente pulito, nemmeno Perrineville è così perfetta.
Dopo un po’ di giri imbocco la North 3rd Avenue, mi fermo nel primo motel che incontro, ho bisogno di sistemarmi un po’. La testa inizia a dolermi e credo dovrò sparami un po’ di morfina, parcheggio la Chevy prenoto una stanza e mi chiudo a chiave. Tiro fuori il necessario, preparo laccio, siringa e soluzione e mi sparo la dose in vena; via via che entra in circolazione il dolore sparisce ed io mi sento forte ed invincibile come un leone. (altro…)

THE PATROLMAN: Capitolo 15

Pubblicato: 19 aprile 2010 da Willoworld in NARRATIVA
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Ci si avvia verso la conclusione di questa affascinante e violenta avventura on the road…

La Chevy sfreccia verso il confine, ho lasciato l’ospedale appena i dottori mi hanno tolto i 140 punti che hanno tenuto la mia calotta cranica attaccata al resto della testa, ovviamente non ho detto nulla a nessuno, sono semplicemente uscito, di notte, nel tepore di una calda serata estiva di Chicago. In qualche modo avrei rintracciato Maria e mi sarei fatto comprare il necessario per andare a riprendere Franky, ma nel parcheggio dell’ospedale è successo qualcosa di veramente strano… (altro…)

THE PATROLMAN: Capitolo 14

Pubblicato: 16 aprile 2010 da Willoworld in NARRATIVA
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Il risveglio è stato estremamente agitato, quattro mani possenti mi hanno tenuto inchiodato al letto, ho percepito voci ostili che mi imponevano di stare fermo e zitto… un tubicino di gomma trasparente usciva dal mio braccio destro, sentivo la gola completamente indolenzita, un fortissimo senso di nausea mi attanagliava lo stomaco… ho pensato ad una sorta di esecuzione con iniezione letale… maledetti… perché ho meritato tutto questo?
Volti sconosciuti tutti intorno, parole, sguardi cattivi; il sangue mi si è gelato nelle vene quando ho intravisto una sagoma familiare… non è possibile… Maria! Mi ci è voluto tanto, troppo tempo prima di realizzare, prima di aver raggiunto la consapevolezza di ciò che mi è accaduto… di ciò che mi sta accadendo dal giorno in cui le ombre si sono manifestate… forse da prima! (altro…)

Clikka sulla copertina per ascoltare la canzone

THE PATROLMAN: Cap. 13

Nel silenzio della mattina Maria mi fa accomodare sul divano in soggiorno, sto tremando, non voglio pensare a quali siano le cattive notizie su Franky… mi faccio coraggio -“Non vorrai mica dirmi che Franky è…”
-“No Joe, l’ho sentito ieri sera, ancora non è morto… spero… ma… credo si trovi in un brutto guaio…”
-“Che diavolo gli è successo?”
-“Dopo che è fuggito da Perrineville si è messo con della brutta gente, una banda di trafficanti di Vancouver, droga, armi… forse prostituzione… sai com’è, ogni tanto ci sentiamo, è lui che chiama… ieri sera si è fatto vivo, aveva la voce strana… era spaventato Joe, impaurito da morire… mi ha detto che se gli fosse capitato qualcosa avrei dovuto in tutti i modi avvertirti… ho cercato di capire cosa gli stesse succedendo, poi ho sentito una specie di colpo secco… ha urlato… qualcuno gli ha strappato il telefono di mano… ho sentito delle voci, gli urlavano che gliel’avrebbero fatta pagare, gli davano del bastardo… l’ultima cosa che ho sentito è stata la sua voce straziata… chiedeva aiuto!” (altro…)

Sempre più avvincente, sempre più emozionante, sempre più violento… Continua l’epopea di Joe Roberts e dei suoi “amici-ombra”, un racconto di Massimo Mangani per Rivoluzione Creativa.

Guido come un razzo sulla 276, è notte fonda, al bivio svolto sulla 195… nei pressi di Allentown lascio la Interstate e prendo la statale verso Perrineville. Praticamente senza soste ho percorso tutti gli Stati Uniti da Sud a Nord, una sorta di Kerouac anche se meno fighetto e soprattutto meno tossico.
Durante il viaggio ho ingurgitato soltanto qualche compressa di Excedrina e qualche sorso di burbon, la radio mi ha fatto compagnia. Progressivamente il deserto ha fatto posto ad ampie foreste lussureggianti, poi a montagne innevate ed ora i dolci prati del New Jersey scorrono nell’oscurità. Il cuore mi batte fortissimo, non so ancora bene cosa sto andando a fare, né se ho intenzione di vedere Maria e i ragazzi… qualcosa mi dice che sto correndo inesorabilmente verso il baratro… i miei amici non si sono più fatti vivi, nessuna ulteriore spiegazione. Dentro di me ripeto che se dovessi dare la caccia a Franky, sarà soltanto per assicurarlo alla giustizia, non gli torcerei mai un capello! In caso la richiesta fosse diversa troverò il modo di oppormi… come se lo troverò! (altro…)

Ogni bella storia c’ha la sua bella colonna sonora. Nel trailer che preannunciava The Patrolman abbiamo potuto assaggiare un po’ di questi Kain, hard-rock band che canta in spagnolo e che per le tematiche del racconto credo ci stia molto bene. L’album dal quale è stata estratta la canzone “Cegado” s’intitola “Cuestión de principios “ ed è ascoltabile, scaricabile e riproducibile dal sito di Jamendo. Questo è il link. Buona lettura e buon ascolto!

THE PATROLMAN: Capitolo 11

Mi agito sotto le lenzuola, percepisco suoni e rumori provenire dalla stanza accanto, faccio per alzarmi ma qualcosa mi tiene incollato al letto… voci di bambini, rumore di una cinepresa in azione, uomini che ansimano, non posso restare tranquillo, mi rigiro ed improvvisamente sento il pavimento freddo sul mio corpo. Un tremendo colpo alla testa mi fa perdere conoscenza, le ultime cose che percepisco sono tre sagome scure davanti a me. (altro…)

THE PATROLMAN: Capitolo 10

Pubblicato: 12 aprile 2010 da Willoworld in NARRATIVA
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Il risveglio è davvero traumatico, non riesco nemmeno a rendermi conto di cosa mi stia succedendo intorno… immagini sfocate passano davanti ai miei occhi, rivedo la scena sulla strada… il cambiamento repentino delle ombre mi dà molto da pensare… qual’è davvero il loro piano? Adesso non sono altro che un burattino nelle loro mani, non posso tirarmi indietro, devo eseguire i loro ordini… ma perché? L’unica cosa che mi resta da fare prima di tornare a Rock City è attendere che tornino a trovarmi, che mi diano qualche spiegazione… in fondo volevo soltanto restarmene tranquillo per un po’, poi sarei comunque tornato a fare giustizia… la nostra giustizia! (altro…)

Ci sono poche città al mondo dove puoi sparire con la certezza di non farti trovare mai più, El Monstruo è una di queste: 20 milioni di abitanti, una distesa di palazzi, baracche, grattacieli a perdita d’occhio, senza nessun piano regoltore alle spalle. Mentre percorro il Paseo de la Reforma mi rendo conto del perché Mexico City si meriti un soprannome tanto sgradevole; soltanto questo viale a 12 corsie che taglia la città come un’orrenda cicatrice ha in sé qualcosa di veramente mostruoso!
La stanchezza si fa sentire, ho viaggiato tutta la notte e buona parte della mattina senza fermarmi, qualche compressa di Excedrina mi ha aiutato a stare sveglio ma adesso l’effetto sta passando. Devo trovare un tugurio dove poter dormire ed ho anche maledettamente bisogno di mangiare qualcosa. I soldi per ora non sono un problema, nel cruscotto della Oldsmobile ho trovato 5.000 bigliettoni in contanti, una carta di credito della banca delle Cayman e un libretto di assegni. In questo Paese posso fare la bella vita per molti, molti giorni, poi mi procurerò una nuova identità e cercherò un lavoro… anche se non sono così sicuro di rimanere qui per sempre; in fondo ho promesso a Maria di tornare… (altro…)

Non riesco a rendermi conto del tempo che passa, vedo scorrere una miriade di persone lungo il marciapiede, l’attesa mi sembra interminabile. Ho la sensazione di stare per esplodere, continuo a stringere il volante della Oldsmobile come se volessi frantumarlo… cerco di non pensare a cosa sta succedendo in quel cazzo di albergo. Improvvisamente qualcosa si muove, vedo i ragazzini che escono dal portone, hanno la faccia sconvolta e stanno masticando, forse quelle dannate caramelle alla fragola. Dopo che si sono allontanati arriva il consigliere, viene salutato con mille salamelecchi dal personale dell’hotel, deve averli unti moooolto bene! Sale nuovamente sul sedile posteriore, è tempo di rientrare a Rock City… te li sei fottuti per bene eh? (altro…)

Finisco di incollare le lettere ritagliate dal giornale, apro la busta e ci ficco dentro tre bossoli di 44, spero che il piano funzioni, è la prima volta che “cammino con le mie gambe”. I miei piccoli amici non sono più venuti a trovarmi, per ora… la cosa non mi sta turbando minimamente, sento che posso tranquillamente farcela, in fondo non ho che da far lavorare la fantasia! Chiudo la busta, l’indirizzo l’ho scritto a macchina, dovrebbe funzionare senza grandi problemi. Mentre percorro la strada per arrivare in centrale mi fermo ed imbuco la busta, cerco il più possibile di non farmi notare, non si sa mai, se il piano fallisse sarebbe un vero peccato.
Arrivato a destinazione saluto l’agente di guardia, salgo le scale e mi reco nel mio nuovissimo ufficio: la mia domanda per il servizio scorte è stata accettata ma per ora non c’è nessun nuovo inserimento nel piano di protezione personale. Sbrigo un pò di lavoro amministrativo, scartoffie inutili destinate al macero a breve tempo, poi vado a prendere un caffé con il Tenente. (altro…)

THE PATROLMAN: Capitolo 6

Pubblicato: 6 aprile 2010 da Willoworld in NARRATIVA
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L’asfalto ribolle sotto i grattacieli di downtown, quello che ho in mente potrebbe costarmi caro… moooolto caro!
Il Municipio è proprio davanti a me, aspetto che la notte si faccia più scura e che tutti, anche gli ultimi impiegati escano per tornarsene dalle rispettive famigliole. I miei piccoli amici mi hanno fatto una sorpresa: tornando a casa, dopo la carneficina sull’autostrada, ho trovato un pacchettino azzurro sul tavolo del soggiorno. Conteneva una chiave, la chiave di una cassaforte avvolta in un biglietto di pergamena gialla. Caratteri arcaici in china nera erano stati usati per avvertirmi. -“La nostra parte l’abbiamo fatta, ora cammina con le tue gambe!” (altro…)

THE PATROLMAN: Capitolo 5

Pubblicato: 5 aprile 2010 da Willoworld in NARRATIVA
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Mi sento maledettamente bene, non riesco fino in fondo a comprendere questo stato di eccitazione che mi pervade nonostante abbia allentato con le anfetamine, cercando di rimanere sobrio tutto il giorno. I miei piccoli amici mi sostengono e forse comincio a comprendere a cosa si riferiscono quando parlano del “piano”, anche se esplicitamente non me lo dicono. Le notizie della strage giù ad Alvarado continuano ad arrivare: una manica di assassini pervertiti in meno… peccato per le due donne.
Tutte le sere chiacchieriamo a lungo, non riesco mai a ricordare cosa ci diciamo, tutto quello che mi resta in mente è soltanto la parola “piano”. Rock City è sempre più violenta ed i suoi abitanti sentono il bisogno di qualcuno che li protegga, qualcuno che applichi rigidamente la legge e la faccia rispettare senza la minima concessione. La merda ormai ha raggiunto i palazzi del potere, corruzione e malaffare si sono impossessati di questa maledetta città, dei suoi fottuti grattacieli e di tutto quello che ci sta dentro! La tolleranza sta raggiungendo i limiti di guardia… ordine e disciplina presto torneranno a regnare… (altro…)

THE PATROLMAN: Capitolo 4

Pubblicato: 2 aprile 2010 da Willoworld in NARRATIVA
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Una storia di Massimo Mangani ispirata a Rock City

Dopo quell’episodio le ombre non mi hanno più lasciato, tutte le sere vengono a trovarmi per pianificare meglio il mio destino ed io, lo confesso, mi sento maledettamente bene! Non penso più a Franky a Maria ed ai ragazzi, il mio unico scopo adesso è quello di portare a termine il piano; d’altra parte un uomo deve assolutamente avere un obiettivo chiaro nella vita! Così eccomi qui, lavato e sbarbato a dovere, l’uniforme perfetta con tutte le mostrine lucidate, pronto per una nuova giornata nella giungla di Rock City!
Come al solito guido moooolto lentamente osservando tutto quello che mi accade intorno, pronto ad intervenire, l’orecchio teso per captare eventuali chiamate radio, la 44 a pallettoni nella fondina, rigorosamente senza sicura! Mentre percorro Alvarado Street noto un tizio, un ciccione in maglietta bianca e calzoncini marroni, si muove con troppa circospezione ma, dopo un attimo di riflessione decido di lasciarlo perdere. Appena prima di lasciarmelo alle spalle sento un fruscio provenire dalla radio, poi un’inconfondibile voce inizia a sussurrare: “Il ciccione Joe, segui il ciccione!” (altro…)