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In Dubiis Abstine continua inesorabile con la sua crociata politica, si butta a capofitto e crea piccoli video semplici e dal messaggio ben chiaro, Intuizioni ovvie come direbbe Byoblu ma che poi cosi’ Ovvie non sembrano essere, ecco che dunque vi giro questo post del suo blog che vi invito a leggere e guardare.

Il suo Post mi ha spinto a creare una piccola Vignetta che lo riassume, abbiate pazienza fatta in tutta fretta fra una mansione e un’ altra durante il lavoro e con quello che ho trovato in Internet, ma come sempre e’ solo Il pensiero il messaggio cio’ che conta!!!

Mi connnscenta!

Mi connnscenta!

a voi il video esplicativo

In dubiis abstine E’ un Blog appena aperto da il mio piu’ Caro amico 3my78 ci conosciamo dalla piu’ tenera e felice eta’ e sono felicissimo di ritrovarlo e opresentarvelo sulla rete a trattare i vari problemi dell’ informazione e le altre piaghe che affliggono l’Italia e oltre.
Riporto l’ Interessante articolo da lui scritto proprio in Apertura del suo Spazio Empireo dove cita tra l’ altro nel finale il nostro gia conosciuto e stimato Byoblu.
Vi Invito tutti a seguire il suo Blog perche’ un’ altro Silente e’ fra Noi………. e nel dubbio Astenetevi!

Ed eccomi qui,ad aver aperto come tanti un blog.
Mi auguro sarà una bella esperienza…e come primo post non potevo che trattare lo strumento che adesso stiamo usando:INTERNET!

Probabilmente molti di voi non saranno al corrente che l’azienda del Biscione (Mediaset) ha intentato una causa milionaria verso Google-Youtube.Vi chiederete “per quale motivo??”! Semplice,a detta loro non hanno rispettato il copyright su migliaia e migliaia di filmati che circolerebbero tranquillamente nella rete recando un grave danno economico a mediaset.

Approssimativamente sembra che i video “non in regola” siano 4.500…recante un danno economico pari a 500 milioni di €,questa è la richiesta di risarcimento,per mancati introiti pubblicitari.
Almeno questo è quello che cercano di farci credere,perché a pensier comune;analizzando un attimo più approfonditamente la questione sorgono molti dubbi in proposito…

Seguitemi nel ragionamento:

Berlusconi ha in mano l’informazione in Italia,sia televisiva che cartacea.Ha 3 reti Nazionali (di cui una abusiva; Rete4),ne controlla 2 pubbliche (Ra1 e 2) e detiene una forte influenza sulla terza rete (quella che dovrebbe essere della inesistente Sinistra).E’ proprietario (direttamente e/o indirettamente) di diverse testate giornalistiche; Il Giornale di Paolo Berlusconi (ndr il fratello),Il Foglio (ndr di sua moglie),della Mondadori…che gestisce molti settimanali,fra cui Panorama, ed è appoggiato da molti altri giornali con i quali ha più o meno interessi trasversali.E’ proprietario di radio.In tutto questo detiene una foltissima schiera di giornalisti sempre pronti a “informare” il Paese con notizie e articoli molto spesso distanti dalla realtà,perché è più comodo e carrieristico asservire il potente in tutto e per tutto…
Questa è anche chiamata informazione tradizionale,cioè quella che noi tutti abbiamo sempre conosciuto e seguito.Con la quale però non c’è modo di interagire,dialogare,mettersi a confronto a livello paritario…puoi solo assorbirla in quanto sei limitato a leggerla in qualche articolo o seguirla su qualche schermo,senza però avere la possibilità di dare una risposta immediata a chi divulga informazioni o dati.Passatemi il confronto ma oserei dire una informazione strutturata come una cupola mafiosa; dove a capo c’è il proprietario (capo clan?!?!) e man mano che si scende tutti i collaboratori.Dai vari direttori,capo redattori,giornalisti etc. etc. tutti (o quasi) con l’unico intento di riportare “informazione” che piaccia al Capo Clan (proprietario?!?!)!
Ora in un Paese realmente democratico,dove il Presidente Del Consiglio non detenesse il 90% dell’informazione,anche questo modo di fare giornalismo potrebbe andare bene,in quanto essendo democratico ci sarebbe pluralismo informativo e libertà di pensiero dove il giornalista potrebbe liberamente esprimere il proprio lavoro in forma totalmente libera.Ma siamo in Italia e non è così.
Ora state cominciando a capire perché sta facendo una causa a Youtube e probabilmente cercherà di fare norme che ristringano il potere di internet?
Sì,proprio per quello,bravi! Da qualche anno i nostri politicanti hanno dovuto far fronte a una nuova realtà,che piano piano sta sostituendo tutti i punti di riferimento avuti fino ad oggi.Questa nuova realtà si chiama Internet.
Il problema (per loro) è che all’interno della rete non esistono censure,ci sono meno filtri informativi e per chi cerca notizie (anche scomodissime) con un po’ di pazienza le trova.Perché è libera,fatta da noi.Dove lo scambio di informazioni viene per passaparola,dove molta gente epurata dalle tv,perché scomoda,qui ha la possibilità di esprimere il suo pensiero senza censura.Gente come Travaglio,Grillo,Beha e tanti altri hanno trovato con Internet la possibilità di tenerci informati realmente sullo stato del paese.E di questo cominciano ad aver paura,perché la rete prende sempre più piede e il coperchio che hanno creato potrebbe non bastare più per difenderli dalle bugie che ci propinano ogni giorno!

Vi chiedo,siete sempre convinti che la causa intentata da Mediaset sia puramente economica?

Magari approfondirò l’argomento più avanti.Voglio solo dirvi che hanno già intrapreso un cammino buio e aspro per la libertà.La riforma sulla Giustizia è allucinante; dove rendono veramente difficoltose le indagini.Per non aprire sul disegno di legge sulle intercettazioni.Dove iniziò l’opera il mirabolante Ministro di Grazia e Giustizia Mastella (dello schifosissimo Governo Prodi) e ora,dove finirà l’opera Berlusconi.
Un disegno di legge che vieta ai giornalisti di riportare,riassumere e/o menzionare intercettazioni fin quando la giustizia non sarà arrivata alla fine del suo corso,(pena per chi sgarra: detenzione e multa per il giornalista e mega multa per l’editore che fa pubblicare queste cose nel proprio giornale),cioè dopo anni,vista la lentezza dei 3 gradi di giudizio.Ma lo sapevate che con questa legge non avremmo saputo niente delle scalate bancarie truffaldine del 2005!Quelle di Fazio e Fiorani,come non sapremmo niente della scalata Unipol che ha coinvolto Consorte più i nostri brillanti politici di sinistra! Non avremmo saputo nulla sullo scempio sanitario che si era creato al Santa Rita di Milano,non avremmo saputo niente sui “furbetti del quartierino” (Ricucci,Coppola etc. etc.),niente su Moggi e calciopoli,niente su vallettopoli e sulle tangenti prese in basilicata tramite le asl,niente sulle tangenti romane,sempre sulla sanità…e mi fermo perché potrei dilungarmi molto…! Bene tutti questi reati non li avremmo saputi e tutta quella gente che li ha commessi ora sarebbe al proprio posto,le ruberie continuerebbero senza freni e noi saremmo sempre più poveri…e non solo di soldi!
Per chiudere il discorso,l’intento che stanno perseguendo mi sembra molto semplice: 1) mettere i bastoni nelle ruote della giustizia 2)tappare la bocca all’informazione consueta,tv e giornali 3) cercare di imbavagliare anche internet,ultime vera fonte di libertà!

Vi lascio un bel video di un ragazzo che si dà da fare per noi,per la nostra informazione libera:

Qui potete raggiungere il blog di Byoblu:

Byoblu.Com - Il Videoblog di Claudio messora

LA MANTIDE BERLUSCOSA

Pubblicato: 20 luglio 2008 da Willoworld in POLITICA, RIFLESSIONI
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In una delle ultime dichiarazioni pubbliche di Marco Travaglio, il segalitico e brillante giornalista torinese se ne esce con una battuta deliziosa; “Perché lui (Berlusconi) è così. I capi dell’opposizione li attira. Come la mantide religiosa. Li attira, ci fa un scopatina e poi se li mangia. Ha fatto così con D’Alema negli anni ’90, adesso sta facendo la stessa cosa con Veltroni, che praticamente è già stato mangiato e digerito.”

In onore a questo splendido paragone allego il video del fatidico rituale. Davvero una creatura meravigliosa!!

Per rispondere al precedente commento del willowsky, e per citare travaglio, e’ questo che sta accadendo, delle prove tecniche per il fascismo, vediamo un po’ come va, vediamo se se ne accorgono.

Mi riferisco alla proposta di legge, che probabilmente riusciranno a fare passare, che vietera’ l’ uso di intercettazioni telefoniche da parte dei magistrati, che le ordinano, e poi in seguito dalla polizia che le applica, per tutti quei reati che non siano a Sfondo Mafioso (comprensiva ovvio andrangheta e camorra) o terroristico.

Questa proposta di legge che tra l’altro era presente nella campagna elezioni del Cavaliere ( ma sembra che il piu’ grande pregio di berlusconisia proprio essere sottovalutato, le persone sembrano non credere che sia possibile che attui certe situazioni) fa presente che talora le intercettazioni non vengano disposte per i casi sopracitati vi sara’ fino a 5 anni di carcere per i magistrati che le richiedono, stessa pena per la polizia che le applica e visto che ci siano anche per la stampa che diffonderebbe le informazioni appunto scoperte da tale intercettazione, per la serie Ho messo a tacere tutti e la cosa piu’ buffa e’ di per se gia piuttosto grave e’ che si va apunire non chi commette il reato e che e’ stato intercettato, ma chi ha indagato sul reato.

La situazione potrebbe divenire molto pericolosa, perche’ ricordiamo come le intercettazioni siano basilari per la disfatta di numerosi crimini (non necessariamente quelli Finanziari che sono cosi’ a cuore alla classe dirigente) si pensi al semplice Omicidio, viene uccisa una ragazza la polizia mette sotto controllo i telefoni dei genitori e amici per vedere se salta fuori qualcosa, e la maggior parte delle volte e’ cosi’. si pensi al rapimento, alle semplice molestie, le estorsioni e tutta una serie di crimini comuni che vengono spesso sgominati tramite le intercettazioni.

Questo significa che per tutelare i crimini finanziari, sio va a salvaguardare tutta un’ altra serie di crimini che se non sono a stampo mafioso o terroristico andranno a proliferare indisturbati o quasi.

Sicuramente indisturbati andranno a proiferare i crimini finanziari dove le intercettazioni sono piu’ necessarie, dato che in questi crimini non si sa se siano stati commessi, si deve andare a scoprire il crimine, data che la natura stessa dei suddetti crimini se fra le due parti vi e’ accordo e il lavoro e’ fatto bene il tutto si risolve nel migliore dei modi.

Non voglio dilungarmi oltre ha spiegato Travaglio tutto dettagliatamente e meglio di me, dico solo che ieri Il CFavalier berlusconi ha raddrizzato il tiro facendo presente che tale legge contro le intercettazioni non si applicava anche per tutti quei crimini che prevedono una pena di 10 anni o superiore, cio’ non cambia che tale legge non ha senso.

La giustificano come violazione della privacy, ma a prescindere che esiste gia una legge piuttosto tutelante (anche troppo se vogliamo) riguardo la privacy, proprio su di essa e’ stata messa una postilla d’ obbligo e ragionevolmente giusta, che tale tutela viene a mancare qualora si ritenga che vi sia in corso una azione o crimine che potrebbe danneggiare terzi. Io decido di mettere da parte ala mia privacy permettendo allo stato di investigare perche’ un domani lo stato possa proteggermi da qualcuno che vuole estorcermi denaro o farmi del male. Credo che su questo tutti siamo d’ accordo.

La giustificano dicendo che le intercettazioni sono troppe!, come se ci fosse un numero ideale di intercettazione, ci sono intercettazioni dove si possono riscontrare eventuali crimini, e la magistratura le documenta tutte con approvazione e timbro di un giudice di terza!

Lo giustificano dicendo che hanno un costo proibitivo, si e’ fatta una stima di 240milioni di euro, equivale a 4 euro al cittadino in un anno, io non so voi ma glieli darei volentieri.

E quando dico glieli darei volentieri usando il condizionale e’ d’ obbligo, in quanto la spesa di tale denaro e’ fatta perche’ le compagnie telefoniche che sono sono sotto lo stato in quanto servizio pubblico e che quindi lo stato potrebbe tenere per le palle mettendo una piccola clausola, costringe la magistratura a pagare le suddette telefonate.

Giusto per fare un esempio Se la magistratura per scopo investigativo chiede ad una banca di effettuare un controllo bancario su un sospetto la banca non si fa pagare l’ operazione, e stiamo parlando di un ente privato!!!

Insomma ci stanno raccontando un sacco di Balle a chi serve questa legge??? solo a coloro che potrebbero trarre enormi vantaggi economici in tutta tranquillita’ a scapito della sempre piu’ precaria situazione economica dei cittadini normali.

da Cainos e’ tutto I Lie I Cheat I Steal

Pubblico insieme a questi tre video, che appartendono alla puntata di Annozero di ierisera (gli altri due sono piú avanti nel post), la lettera aperta a Travaglio redatta dal giornalista Paolo Bernard e la risposta del paladino dagli occhi celesti (con il commento sempre di Bernard). Personalmente devo ancora assimilare tutte queste informazioni, quindi non ho un’opinione precisa riguardo a quello che Bernard dice. Sta di fatto che la presenza di Sgarbi ad Annozero (personaggio improponibile ma non del tutto incoerente) lascia trasparire la volontá di Santoro e Travaglio di ricreare nel loro studio una situazione circense, non tanto per informare quanto per intrattenere il pubblico. La domanda sorge spontanea: fanno anche loro parte, insieme a Grillo, di quella zuppa del supermercato di cui ci parla sempre Ascanio Celestini?

LETTERA APERTA A MARCO TRAVAGLIO
DI PAOLO BARNARD

Caro Travaglio, io ho le prove che tu non sei libero. Non mi dilungo, te le espongo in breve e ti assicuro che non sto parlando del fatto che, ad esempio, tu ti rifiuti di parlare di temi come il Signoraggio bancario, nonostante esso sia una piaga aberrante artificiosamente inflitta alla vita di ogni singolo italiano, che ne paga un prezzo altissimo.

No, Marco, parlo di altro. Tu non sei libero perché tu oggi sei una Star; perché sei in prima serata TV ogni settimana e proprio nel luogo dove secondo te “…chi non ha il guinzaglio in questo momento non lavora e chi ci lavora in un modo o nell’altro un suo guinzaglio ce l’ha”; perché sei lì anche tu, col trucco di scena, con i riflettori sparati su di te, col megaschermo dietro le spalle che amplifica il tuo verbo; perché giri l’Italia fra il tripudio dei fans club, che ti adorano; perché sei un’Icona. Tutto questo è Potere, è meravigliosamente forte, è oppio. Una volta assaporato, non se ne può più fare a meno. E allora Marco, quando dovesse capitarti di scorgere qualcosa che non va, e proprio nelle strutture che ti garantiscono quel Potere, quell’inebriante vivere, quel tuo oppio, e intendo una stortura, magari proprio del marcio, un’omertà, o la negazione di un qualsiasi principio morale o di un diritto, tu che faresti Marco? Lo denunceresti? Spareresti cioè un siluro alla base stessa delle fonti della tua inebriante fama? Li manderesti a gambe all’aria assieme a gran parte del tuo status di celebrity? Cioè svergogneresti e denunceresti chi ti trasmette e il loro megaschermo? Chi ti pubblica ogni parola senza fiatare? Chi ti amplifica nelle piazze dei centomila? Chi ti fornisce il tuo oppio? Oppure chiuderesti un occhio? E magari anche tutti e due? Perché lo sai bene come reagirebbero alla tua denuncia: sarebbe rancore, veleno, isolamento per te, cellulari che non ti rispondono più, inviti che non ti arrivano più, amici che, ops, non ci sono più, il tuo volto che scompare dagli schermi e dalla memoria.

Te lo dico io, caro Marco: tu li chiuderai gli occhi. E sai perché? Perché una volta assaporata la fama, lo stradom, e cioè il Potere, non se ne può più fare a meno. Dall’oppio non ci si stacca, dal Potere neppure. Tu non torni Guarino, Staiano, Ferrieri, e cioè uno per cui la TV è un oggetto del salotto, spenta più spesso che no, e non un palcoscenico fondamentale. Tu non torni uno da serate con 23 spettatori a chiacchierare pacatamente di un libro da 2000 copie se va bene, forse due autografi alla coppia di pensionati all’uscita. Tu non potresti più oggi vederti oscurato a 360 gradi e sepolto nella dimenticanza del grande pubblico. Non ce la faresti. E allora ti chiuderai gli occhi all’occorrenza, eccome che li chiuderai, e non sei più libero.

Io non so se ti è già capitato di abdicare così alla tua libertà e alla missione di libero informatore; forse sì, forse non ancora. Ma ti porto un esempio dove questo è già accaduto, accaduto a una persona a te vicina, che tu stimi, a un’altra ‘paladina’ della libera informazione a mezzo stardom: Milena Gabanelli. Come te lanciata da quell’emittente pubblica dove, secondo le tue stesse parole, “ci può essere qualcuno che ha il guinzaglio ed è pure bravo, è difficile, ma non è escluso; la regola è comunque che ciascuno deve essere controllabile e ciascuno deve essere prevedibile, ciascuno deve avere qualcuno che garantisce per lui altrimenti sulla base delle proprie forze e delle proprie gambe lì dentro non ci si entra”. Come te adorata, presente sulle riviste patinate, premi a profusione, fama, tanta… oppio. Ebbene quando nel 2004 Milena Gabanelli si trovò a dover scegliere fra l’adesione al principio sacro della difesa della libertà di informazione, con i rischi tremendi che essa comportava per la sua fulgida carriera, o la difesa di quest’ultima, ella chiuse entrambi gli occhi, senza esitazione, né rimorso, né patema alcuno. E gettò alle ortiche la sua missione di ‘paladina’ del coraggio televisivo, per assecondare proprio le fonti del suo Potere, della sua celebrità, del suo oppio. In collusione con l’editore RAI, partecipò a uno dei peggori casi di Censura Legale che si ricordi, e ancora oggi vi partecipa, ovvero un colpo al cuore della libertà d’informazione in questo Paese. Proprio lei.

Concludo Marco. Con dei nomi e tre domande.

Ivan Illich, Noam Chomsky, Howard Zinn, John Pilger, Rachel Corrie… Giovanni Ruggeri, Giorgio Ambrosoli, Corrado Staiano, Ilaria Alpi, Peppino Impastato… Li hai mai visti in prima serata RAI, CBS o FOX, ogni giovedì, tutto l’anno, primo piano, trucco di scena, megaschermo alle spalle?

Sono mai sopravvissuti per 20 anni in RAI, CBS o FOX, scalando i gradini della carriera per poi posizionarsi in prima serata sei mesi all’anno, pubblicità e inserzionisti al seguito, editoriali su riviste di prestigio? Hanno mai tuonato dalle piazze di Roma, New York o Los Angeles, al culmine di tourné teatrali con biglietti prezzati alla Rolling Stones, e fulmineamente impacchettate in Dvd, libri, compilations, pronta vendita su carta di credito?

Sono mai stati tutto questo, Ivan Illich, Noam Chomsky, Howard Zinn, John Pilger, Rachel Corrie, Giovanni Ruggeri, Giorgio Ambrosoli, Corrado Staiano, Ilaria Alpi, Peppino Impastato?

No.

Il coraggio di chi è veramente libero porta altrove, lo si trova altrove, mai lì dove sei tu. Pensaci Marco.

Cordialmente,

Paolo Barnard

FONTE: Comedonchisciotte

LA REPLICA DI MARCO TRAVAGLIO A PAOLO BARNARD
Mail di Paolo Barnard al sito:

Come talvolta accade nella vita, la verità si offre da sé. Mi è arrivata la più cristallina conferma che quanto vado dicendo di certi nuovi ‘paladini’ di questa povera Italia è vero. Essi necessitano adulazione, ma una volta sottoposti a critica reagiscono esattamente come i personaggi del Sistema-Potere, quelli cioè che proprio loro così alacremente contestano.

Marco Travaglio non mi ha ovviamente risposto, ma ha replicato a un cittadino che gli chiedeva del caso Censura Legale e di cosa pensasse della mia ‘Lettera aperta’ a lui destinata. Ora leggete:

From: “piero deola” piero.deola@****
To: “travaglio” marco.travaglio@****
Cc :
Date : Wed, 30 Apr 2008 10:23:20 +0200
Subject : Lettera aperta a Marco Travaglio. Di Paolo Barnard

Caro Travaglio
La leggo e la seguo in tutti i modi possibili per la chiarezza di esposizione e per la mancanza di peli sulla lingua. Ricevo però da Barnard l’allegata (Lettera aperta, nda) e sarei anch’io felice se assieme
allo staff di “Anno Zero”, avesse il coraggio, fin quì negato, di trattare la questione Gabanelli/Barnard. Ho piu’ volte scritto alla redazione della trasmissione senza avere riscontro (siamo in un regime democratico o piu’ o meno tutti hanno imparato dal Caimano?). Non mi deluda e dipani questa intricata matassa che doverosamente gli uomini liberi e giusti, come io La intendo, dovrebbero sentire il dovere forte di fare. Con stima Le invio i piu’ cordiali saluti.
Piero Deola
__________

To: “piero.deola” Sent: Thursday, May 01, 2008 2:18 PM
Subject: Re:Lettera aperta a Marco Travaglio. Di Paolo Barnard

SONO TUTTE BALLE.
SALVE
MT
__________

From : “piero deola” piero.deola@****
To: marco.travaglio@****
Cc :
Date : Thu, 1 May 2008 15:24:50 +0200
Subject : Re: Re:Lettera aperta a Marco Travaglio. Di Paolo Barnard

Grazie per il riscontro ma non per la frettolosa risposta. In certi casi anche la forma richiede di essere onorata e la sostanza giustificata. Cordialmente Piero Deola
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From: To: “piero.deola” Sent: Thursday, May 01, 2008 3:31 PM
Subject: Re: Re:Lettera aperta a Marco Travaglio. Di Paolo Barnard

è che non ho tempo da perdere dietro ai delirii di uno squinternato che mi diffama su internet senza avermi mai visto nè coniosciuto con processi alle intenzioni. ciao m,t
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“Sono tutte balle”. Ho fornito le prove nero su bianco in atti giudiziari pubblici della collusione di Milena Gabanelli con la RAI in Censura Legale. Inoltre io e il gruppo di cittadini censurati da Report e da Beppe Grillo abbiamo fornito le prove nero su bianco di quella censura. A montagne. Abbiamo lanciato un allarme perché quei fatti, incontestabili, colpiscono al cuore la libera informazione italiana, e proprio per mano di coloro che si autoproclamano i suoi ultimi bastioni. Ho scritto che “il giorno in cui dovessimo scoprire che ‘Il nemico marcia alla nostra testa’, quello sarebbe il giorno più tragico per le speranze della società civile italiana”.
Marco Travaglio, attento esaminatore di documenti, non ha letto nulla e non si è documentato su nulla in questo caso, e spara sentenze esattamente come faceva Berlusconi quando gli contestavano i suoi misfatti prove alla mano: “Tutte balle”. Questa è ignoranza e tracotanza, Travaglio come Berlusconi, come Ferrara o Feltri. Vedete quanto poco ci vuole a replicare il Sistema?

“I delirii di uno squinternato”. Sono giornalista da quando Travaglio era al liceo. Ho co-fondato Report e ho lavorato in RAI per 14 anni partendo da Samarcanda, poi Report per arrivare a RAI Educational; sono scrittore e saggista pubblicato da alcune delle maggiori testate italiane; sono ideatore e membro di una Consulta presso il Ministero della Salute.
Giovanni Minoli ha detto pubblicamente di me: “Su un giornale e anche su un blog, leggevo di una polemica di un socio fondatore di Report, Paolo Barnard, che è stato sicuramente uno che a Report ha dato tantissimo, che ha fatto la maggior parte delle inchieste di grande successo dei primi anni di Report e anche successivamente. E lui era severo, severo con Milena . Però mi colpiva che un uomo etico come Barnard, una persona che dedica molto del suo tempo, della sua vita, ad assistere i malati terminali, quindi un uomo e una persona che ha un impegno sociale e civile di primissimo ordine, chiedeva conto a Milena del perché è stato abbandonato”.
L’ex magistrato di Mani Pulite Gherardo Colombo mi ha definito per iscritto “una persona molto stimata nella società civile”.
Giuliano Amato mi ha telefonato per commentare così il mio ‘Per un Mondo Migliore’: “Lei ha finalmente detto ciò che lo fa accadere (il cambiamento, nda). L’ho citata e la citerò”.
Alex Zanotelli ha scritto di me “Ho sempre ammirato il lavoro giornalistico di Paolo Barnard. Penso che le sue puntate su Report siano le più belle del giornalismo italiano”.
Ma soprattutto migliaia di cittadini mi hanno scritto per esprimermi la loro gratitudine e il loro apprezzamento.

Io ho posto a Marco Travaglio una questione che va al cuore dell’etica del nostro mestiere: il rapporto fra fama/potere e libertà di espressione. Lui non mi risponde e mi insulta volgarmente per interposta persona con, di nuovo, una tracotanza impressionante. L’impasto di ignoranza del tema trattato e di arroganza volgare sono in Marco Travaglio, qui, la replica esatta di come hanno sempre reagito i peggiori personaggi del Sistema Potere a chi li criticava o a chi ne esponeva le ipocrisie.

“I processi alle intenzioni”. Sabina Guzzanti ha replicato così alla lettura della mia Lettera aperta a Marco Travaglio: “Tu dici che Marco starà in tv 20 anni? Che si corromperà? Può darsi, ma è un pò prematuro darlo per certo non ti pare? Tua Sabina”.
Le ho risposto: “Marco si è già corrotto. Come fa a stare nel salotto di uno che ha fatto scempio del mandato elettorale di tanti italiani per scendere da Strasburgo (dove ha soggiornato a spese dei cittadini) a riprendersi il suo ‘giocattolo’ preferito? Cos’è un mandato elettorale? Un parcheggio temporaneo? Una cura ricostituente? E costui, cioè Santoro, oggi sta in TV a bacchettare il malcostume della politica (sic). Può Marco dire quanto sopra in faccia a Santoro in diretta ad Anno Zero? Eppure è un fatto, conclamato. Può? Lo ha fatto?
Può Travaglio dire che la sua casa editrice Chiarelettere è diventata il fans club di un magistrato e della magistratura con tanto di striscione e motto sul sito (caso unico in occidente), facendo così a pezzi il più sacro dei principi dei checks and balances nel giornalismo? Può? Lo ha fatto?”.

E aggiungo qui: può Travaglio spiegarci cosa ci sta facendo in prima serata TV dopo aver perentoriamente dichiarato nel 2006 quanto segue:
“In televisione è vietato tutto ciò che è libero, indipendente e autonomo. Perché? Perché non si sa mai cosa può dire uno libero, che non risponde, non si sa mai cosa potrebbe fare, non si sa mai cosa potrebbe raccontare… Se uno è asservito è controllabile, si conoscono le dimensioni del suo guinzaglio, e si sa anche chi lo tiene in mano il guinzaglio. Chi non ha il guinzaglio in televisione in questo momento non lavora e chi ci lavora in un modo o nell’altro un suo guinzaglio ce l’ha.
Si tratta a volte di scoprirlo, per quelli più furbi, che lo nascondono meglio, per altri si tratta di capire quanto è lungo, ma non c’è dubbio che chiunque lavori in televisione nei posti chiave, che si occupano di informazione, di attualità, o che si occupano disettori limitrofi, il guinzaglio c’è e lo tiene in mano qualcuno. Poi ci può essere qualcuno che ha il guinzaglio e pure è bravo (sic, nda), non è mica escluso, è difficile, ma non è escluso; la regola è comunque che ciascuno deve essere controllabile e ciascuno deve essere prevedibile , ciascuno deve avere qualcuno che garantisce per lui altrimenti sulla base delle proprie forze e delle proprie gambe lì dentro non ci si entra”?

Quanto sopra, dovrebbe in un pubblico sano destare una profondissima preoccupazione e molte domande.

Nel mio Considerazioni sul V-day (http://www.disinformazione.it/lettera_paolo_barnard.htm) e nelle mie interviste su Arcoiris TV ho lanciato appelli alla società civile organizzata, cioè all’ultimo residuo di speranza dell’Italia di emergere dal buio. Potete leggerli e ascoltarli, ma ripeto qui alcuni punti fondamentali.

Primo. Non esistono spiriti liberi nel circo delle Star e della fama. La fama dà potere e, una volta acquisito, il suo mantenimento diviene prioritario rispetto alla libertà d’espressione (come dimostrato sopra). Inoltre il potere e la fama inducono spesso a comportamenti meschini. Nell’estate del 2006, per fare un esempio, Beppe Grillo negava al cineamatore Pietro Campoli il permesso di diffondere su Arcoiris Tv le immagini del suo intervento alla marcia di Quarrata “perché non ricordo ciò che ho detto e non posso più sostenere le cause che mi arrivano” (sic). Grillo denuncia un reddito di 4,2 milioni di euro all’anno. Arcoiris vive di contributi volontari.

Secondo. Il lavoro di Travaglio e soci nella ‘Industria della Denuncia e della Indignazione’ che hanno fondato è inutile. Inutile perché 16 anni dopo Mani Pulite, e dopo 16 anni di denunce e di indignazione sfornati a ritmo ossessivo, con decine di libri fotocopia, l’Italia è messa peggio di prima. E sapete chi lo ha scritto questo? Marco Travaglio nel suo libro ‘Mani Sporche’. E qui sta l’ironia: Travaglio ha scritto di suo pugno che quello che fa non serve a un accidenti. Ma non se nè accorto. L’‘Industria della Denuncia e della Indignazione’ ha fallito interamente i suoi scopi, e naturalmente i suoi ‘industriali’ sono ben lontanti da qualsiasi autocritica su questa evidenza. E ben lontani dal pensare di fare altro.

Terzo, lavoro di Travaglio e soci è anche dannoso. Dannoso perché i Travaglio, Grillo, Stella e co., con gli attacchi ossessivi alla Casta, stanno fornendo agli italiani un alibi colossale per fuggire dall’unica verità che sarebbe utile all’Italia: e cioè che la Casta siamo noi, tutti noi, noi mafiosi, parrocchiali, omertosi, e ladri di 270 miliardi di euro di sola IVA, confronto ai quali il mantenimento della Casta politica, la mafiosità di un pugno di amministratori, l’omertà dei furbetti italici sono ben poca cosa. Va riportato il cittadino al centro, al centro delle sue responsabilità per il Paese che ogni giorno crea con le sue azioni, e gli va detto che Berlusconi, Mangano, Consorte, Pio Pompa, Bossi e gli altri sono solo la proiezione sul muro della sua ombra. Null’altro.

Ma dannoso soprattutto perché questi nuovi Personaggi/eroi della nuova Italia hanno finito per replicare lo Star system del sistema commercial-mediatico. Sono oggi vere celebrità. Ponendosi come tali, inevitabilmente trasmettono alle persone la sensazione di sapere sempre più di loro, di contare più, di avere più carisma, più coraggio, più visibilità. E più sapere, capacità, importanza, carisma, coraggio e visibilità le persone gli attribuiscono, meno ne attribuiscono a se stessi. Il paragone inevitabile fra la (generalmente fragile) autostima della gente comune e l’immagine di ‘grandezza’ dei Personaggi, fra il limitato potere della gente e quello invece di chi è famoso, è ciò che finisce per annullare tantissimi. E infatti in assenza dei Personaggi, la maggioranza dei loro seguaci non osa più esporsi, anzi, scompare. Ecco perché le migliaia che si riversano nelle piazze ogni anno sembrano regolarmente sparire nel nulla all’indomani.
I Travaglio, Grillo e soci dovrebbero rimpicciolisi, sgonfiare la loro ipertrofica presenza e aiutare invece i cittadini a ingrandirsi, a divenire infatti i Personaggi di se stessi, i Travaglio-Grillo-Ciotti-Zanotelli ecc. di se stessi, a ‘scrivere’ cioè il ‘libro’ della propria denuncia dei fatti, a fare loro personale Tg, a credere solo nella propria verità, senza mai, mai e mai aderire acriticamente alla verità di alcuno, chiunque esso/a sia, qualunque sia la sua fama, provenienza, carisma o potere. Insomma, a scintillare non dovrebero essere i Grillo e i Travaglio, ma ogni singola persona comune, per sé, in sé.
Solo il percorso sopraccitato avrebbe garantito la nascita di un insieme di cittadini capaci di agire sempre, indipendentemente da qualsiasi cosa, capaci di combattere anche da soli, anche in assenza dei trascinatori, per sé e con sé, dunque potenti, affidabili e durevoli, protagonisti. Questo avrebbe fatto tremare i palazzi, questo li avrebbe spazzati via, questo e solo questo avrebbe cambiato la nostra Italia.

Sono queste le riflessioni che da due anni pongo a Marco Travaglio e ai suoi colleghi ‘paladini’. Le risposte non sono mai venute. Da loro ho unicamente censure, insulti, disprezzo.

Ma il punto è ben altro. Il punto siete voi che leggete. Le domande che non vi fate. L’affettività del tutto irrazionale con cui difendete questo triste stato di cose e i suoi ‘eroi’. Dopotutto le evidenze di quanto poco distanti siano alcuni di questi ‘paladini’ dai modi del Sistema-Potere che vorrebbero abbattere sono davanti ai vostri occhi. Perché non fate qualcosa per voi stessi? Perché non aprite gli occhi e non vi mettete voi sui palchi da centomila, dietro ai tavoli coi microfoni, al centro del mondo delle idee per cambiare?

Paolo Barnard

FONTE: Comedonchisciotte

PERCHÉ HA VINTO BERLUSCONI

Pubblicato: 18 aprile 2008 da Willoworld in POLITICA
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