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Pubblicato: 25 novembre 2009 da Willoworld in PLCCT, RIFLESSIONI
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L’inganno lo puoi svelare soltanto facendo un passo di lato.
Il treno prosegue la sua corsa, lanciato a cento all’ora su un tracciato ciclico; la valle, il mare, le praterie, la città e poi di nuovo la valle. Non te ne accorgi che stai girando introno perché quando guardi dal finestrino il paesaggio sembra sempre cambiare. Non ti soffermi sui dettagli, che immancabilmente ritornano, uno dopo l’altro.
Con il treno in corsa fare un passo di lato significa abbandonarsi ad una caduta azzardata. Puoi trovare dell’erba soffice sulla quale rotolare, oppure speroni rocciosi sui quali sfracellarti. Eppure il gioco può valere la candela.
Ti rialzi tramortito, dolorante per le contusioni, polveroso ed arruffato. Osservi il treno che continua la sua corsa e finalmente ti soffermi sul paesaggio. C’è un edificio in lontananza, un vecchio fienile e la fattoria di un contadino. C’è anche un fuoco che arde. Te ne accorgi dal fumo che fuoriesce dal comignolo. Forse c’è anche un bicchiere di vino che ti aspetta…
Di quello buono.

PICCOLE LETTURE CON CARNE DI CUORE TRITATA

Foto di: http://www.flickr.com/photos/drumsnwhistles/

IL TRENO

Quando il treno corre non mi preoccupo. Il tempo rimane sospeso, e niente può succedermi. Per questo motivo amo viaggiare, specialmente di notte, quando tutto sembra dormire. Mi perdo nelle luci lontane; case, lampioni, auto…
42 chilometri separano le mie due vite, una tratta che l’intercity copre in meno di mezz’ora. Ed io, due volte al giorno, 14 volte la settimana, seduto nello scompartimento di seconda classe, con la testa poggiata al finestrino, con gli alberi e le case che mi sfrecciano davanti, mi sento finalmente sereno.
Potrei chiedere di più?
E perché mai? Io sono un tipo che si accontenta.

MAZI

Il sergente Mazi conservava un buon 57% di umanità, sufficiente per non venir considerato un bionico. Come lei ne erano rimasti pochi, dalla parte degli umani.
«Situazione Livello 4?»
«Libero sergente. Può entrare.»
Settecento metri separavano la donna dal generatore, quello che ricaricava regolarmente le protesi dei bionici di tutti i livelli. Con quello fuori uso, gli umani avrebbero facilmente ripreso possesso degli impianti fotovoltaici, assicurandosi un netto vantaggio nella guerra che andava avanti ormai da anni.
«Nessuno in visuale. Procedo come da….»
«Sergente Mazi? Mi sente?»
«É stata colpita! Hanno imparato ad oscurare i segnali.»
«Il livello è perduto, generale!»

GIOCHI DEMIURGICI

Estrai un numero da 1 a 100.
Fatto?
Ecco, adesso prova a dargli un senso.

15, perché a 15 anni ho conosciuto l’amore.
49, era l’autobus che prendevo per andare a lavoro.
77, sono le ultime cifre del mio numero di cellulare.
4, le donne che ho avuto.
82, i mondiali di calcio, quelli vinti in Spagna.
99, il numero civico del mio migliore amico.
21, uno dei miei numeri fortunati.
50, la metà precisa, l’eterna indecisione.
19, il mio giorno di nascita, 19 marzo.
28, il voto con cui mi sono laureato.

Ehi, hai finito di giocare a fare dio?

L’AMICO

L’amico mi venne incontro con le braccia allargate e gli occhi umidi. Puzzava di grappa e si reggeva poco bene sulle gambe.
«Che è successo?»
«Niente Gano, ho solo bisogno di parlare un po’.»
E difatti lui parlò tutta la sera, e nel frattempo si scolò quattro pinte. Io non fui da meno…
Il giorno dopo era tornato alla sua vita; moglie, figli, lavoro…
Lo rividi un anno dopo. Stessa storia. Una serata al bar, qualche birra e poi più nulla.
Esistono amici buoni solo per bere. Sono un po’ paraculo, ma che vi devo dire? Ognuno c’ha i suoi problemi…

FONTE: 101 Parole