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MASSACRO NATO A TRIPOLI

Pubblicato: 22 agosto 2011 da Willoworld in GUERRA, STRAGI
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Rinchiuso in un albergo di Tripoli, Thierry Meyssan ha mandato questo messaggio alle 0.35 di oggi (notte fra domenica e lunedì).

Massacro NATO a Tripoli – di Thierry Meyssan

Sabato 20 agosto 2011 alle ore 20, e cioè subito dopo l’Iftar, la fine del digiuno di Ramadan, la NATO ha lanciato l’”Operazione Sirenetta”.

Le “sirenette” sono gli altoparlanti delle moschee che AlQuaeda ha usato per mandare il segnale della rivolta. Immediatamente “cellule dormienti” dei ribelli sono entrate in azione. Piccoli gruppi, altamente mobili, hanno continuato a moltiplicare gli attacchi. Gli scontri della notte hanno lasciato 350 morti e 3.500 feriti.

La situazione si è stabilizzata durante la giornata di domenica.

Una nave della NATO è approdata a Tripoli, ha scaricato armi pesanti e jihadisti di Al Quaeda, sotto la supervisione di ufficiali dell’Alleanza.

Gli scontri hanno ripreso ad infuriare domenica sera, raggiungendo un livello di violenza altissimo. Aerei e droni della NATO bombardano in ogni direzione. Gli elicotteri colpiscono le persone in strada per aprire la via ai jihadisti.

In serata un convoglio di auto ufficiali che trasportava personaggi importanti è stato attaccato. Si sono rifugiati nell’Hotel Rixos, dove è alloggiata anche la stampa straniera. La NATO non ha osato bombardarlo, per non colpire i propri giornalisti. L’hotel in cui mi trovo è stato pesantemente colpito dal fuoco.

Alle 23.30 il Ministro della Sanità non ha potuto fare altro che constatare che gli ospedali sono saturi. Entro le prime ore della sera si erano registrati altri 1.300 morti e 5.000 feriti.

La NATO ha ricevuto dal Consiglio di Sicurezza l’incarico di proteggere i civili. In realtà, la Francia e l’Inghilterra sono tornate per riprendere i loro massacri coloniali.

Thierry Meyssan

Fonte: Réseau Voltaire

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GHEDDAFI E AL QAEDA

Pubblicato: 15 marzo 2011 da Willoworld in FUMETTI, HUMUR
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Altre di Gor

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RE EUROPA

Pubblicato: 19 febbraio 2011 da Willoworld in FUMETTI, HUMUR
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Sebastian Errazuriz è un artista cileno che vive a New York. Grazie ad un’accurata ricerca in rete ha scoperto che il totale dei suicidi tra le truppe americane impegnate in guerra nel 2009 supera il doppio dei caduti in Iraq. In principio Sebastian voleva postare i risultati della sua ricerca su Facebook, poi, armato di vernice nera, scaleo e pennello, ha deciso di usare il mondo reale per condividere questa scomoda verità. Qui sotto il risultato del suo lavoro.

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Fonte: http://www.designboom.com/weblog/cat/10/view/11233/sebastian-errazuriz-american-kills.html

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25 aprile festa della Liberazione: per ricordarsi che non è la festa del comunismo ma bensì la festa dell’antifascismo (quello mussoliniano).

Fonte

Saluti

IL SEQUESTRO DI HAITI

Pubblicato: 2 febbraio 2010 da Willoworld in GUERRA, POLITICA, STRAGI
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DI JOHN PILGER
johnpilger.com/

Il sequestro di Haiti è stato rapido e grossolano. Il 22 gennaio gli Stati Uniti hanno ottenuto il “formale beneplacito” delle Nazioni Unite di impossessarsi dei porti ed aeroporti di Haiti, e di “mettere in sicurezza” le strade. Nessun Haitiano ha firmato questo accordo, che non ha niente di legale. Regna l’egemonia, col blocco navale americano e l’arrivo di 13.000 marines, forze speciali, spie e mercenari, nessuno di questi addestrati ai soccorsi umanitari.

L’aeroporto della capitale Port-au-Prince è adesso una base militare americana e i voli di soccorso sono stati dirottati sulla Repubblica Dominicana. Per tre ore, tutti i voli sono stati sospesi all’arrivo di Hillary Clinton. I feriti gravi haitiani hanno dovuto aspettare mentre 800 residenti americani di Haiti venivano sfamati ed evacuati. Sei giorni sono trascorsi prima che l’aviazione statunitense paracadutasse bottiglie d’acqua alla gente assetata e disidratata… continua a leggere…

FONTE: http://latuff2.deviantart.com/

NO COMMENT

Pubblicato: 21 agosto 2009 da Willoworld in FUMETTI, HUMUR
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Beh e’ un po’ vecchio ma mi e’ capitato di risentirlo ieri sera, ed e’ troppo Toccante, con quel discorso seppur breve Obama e’ riuscito a scuotere il cuoere di Migliaia di Ellettori elettrici ed Elettrodi.
Paventando una chiarezza limpidezza e sincerita’ Uniche nel suo genere, e mettendo a nudo la sua vera identita’ Obama ha toccato il cuore degli Americani, e non solo anche il Nostro
Grazie Obama!!

WHERE IS YOUR BRAIN?

Pubblicato: 18 giugno 2009 da Willoworld in POLITICA, RIFLESSIONI
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Riporto questo articolo e lo segnalo a 3my78. Interessante come un sito filo comunista prenda a schiaffi i centri sociali, non trovi? L’ennesimo segnale che conferma il ribaltamento ideologico (a destra e a sinistra) in corso. Vogliamo ancora parlare di destra e sinistra?

di G.P. (Riepensare Marx)

Quello che sta accadendo in Iran è molto grave e potrebbe avere serie conseguenze per l’indipendenza di questo paese e per gli assetti geopolitici dell’area medio-orientale, con anche pesanti ripercussioni nella trama di rapporti che tale nazione ha intessuto, in questi anni, con altre potenze emergenti (vedi la Russia). Ma prima di addentrarci nei fatti dobbiamo commentare una notizia riportata dall’Ansa ieri.
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di Paolo Barnard

Che il Times di Londra arrivi a scrivere un editoriale dove chiama il capo di governo di un Paese europeo “clown” e  “buffone sciovinista”, e ciò solo per motivi di indignazione politica, lo lascio credere ai giornalisti, ma noi persone raziocinanti dobbiamo andare oltre. Un quotidiano della portata del Times, storico bastione del conservatorismo mondiale, voce internazionale dei Consigli di Amministrazione più potenti del pianeta, non si muove così violentemente per così poco (Noemi e festini), né è pensabile che abbiano scoperto solo oggi che Silvio Berlusconi alla guida del G8 è come un orango alla guida di un pullman. La scusante ufficiale per quell’editoriale di fuoco ai danni del Cavaliere è un insulto all’intelligenza. Rattrista, ma non stupisce, che in Italia nessuno dei paludati opinionisti pro o anti ci stia pensando.

Il motivo è altro, non v’è dubbio, ed è assai più importante. Per farvi capire, cito la caduta dal potere del dittatore indonesiano Suharto nel 1998. Uno dei peggiori assassini di massa del XX secolo, nulla da invidiare a Hitler per numero di morti, era il cocco di mamma degli USA e della Gran Bretagna, media inclusi, che lo adoravano perché obbediva puntigliosamente a ogni diktat dell’establishment economico neoliberale d’Occidente e soddisfaceva ogni sua voracità di profitto, naturalmente a scapito dell’esistenza di milioni di disgraziati suoi connazionali. Nel 1997 Suharto fece l’errore delle sua vita: disobbedì al Tesoro americano (leggi Fondo Monetario Internazionale), una sola volta. L’allora Segretario di Stato di Clinton, Madeleine Albright, gli disse due parole secche. Fine di Suharto.
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USAMA BIN BUM BAM!

Pubblicato: 11 giugno 2009 da Willoworld in FUMETTI, HUMUR, POLITICA
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GHEDDAFI

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ATOMICHE ELETTE

Pubblicato: 5 giugno 2009 da Willoworld in POLITICA, RIFLESSIONI
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di Israel Adam Shamir

dal sito www.israelshamir.net

traduzione di Gianluca Freda

Franco e Ciccio (oppure Stanlio e Ollio) potrebbero recitarlo alla perfezione:

– Gli Eletti hanno armi atomiche. Sono diventati nucleari!

– E che novità sarebbe? Israele ha centinaia di bombe atomiche da vent’anni a questa parte, secondo Vanunu, ma solo gli antisemiti ne fanno menzione.

– Scusa, non intendevo il Popolo Eletto, ma il Popolo che è “Eletto”; “Chosen”, cioè “eletto”, è il nome coreano della Corea del Nord.

– Quegli Eletti? Come osano sfidare la comunità internazionale! Da dove hanno preso questi “Eletti” l’idea di essere degli eletti?

Il riuscito test nucleare sotterraneo in Corea del Nord ha scatenato un’ondata enorme: un’ondata di ipocrisia, per la precisione. Il paese con l’arsenale nucleare di gran lunga più grande del mondo, il paese che ha già usato l’atomica contro la popolazione civile, gli USA, ha espresso il proprio sdegno. L’ambasciatore americano Susan Rice ha detto: “Gli Stati Uniti pensano che ciò rappresenti una grave violazione del diritto internazionale e una minaccia per la pace e la sicurezza regionale e internazionale; pertanto gli Stati Uniti adotteranno una dura risoluzione con misure altrettanto dure”. Secondo Rice non si tratterà di invasione, né di occupazione, né di aggressione, bensì di premunirsi contro una probabile invasione, occupazione e aggressione che violi il diritto internazionale. Non si è però curata di riportarci alla memoria un fatto caduto ormai nel dimenticatoio: per molti anni è stata proprio la Corea del Nord a chiedere che l’intera penisola coreana venisse trasformata in zona libera dalle armi nucleari, mentre sono stati gli USA che hanno insistito a piazzare le proprie armi atomiche sul portone della Corea del Nord.

La Corea del Nord, o “Chosen” nella sua lingua nazionale, è un paese di uomini e donne irriducibili. Persone forti, indipendenti, grandi lavoratori. La loro stretta di mano è una morsa d’acciaio. I loro nomi sono brevi, i loro cavoli [piatto tipico] sono di fuoco, il loro orgoglio nazionale è senza limiti. E per ottimi motivi: hanno combattuto contro gli USA durante la loro giovinezza e sono sopravvissuti al peggior massacro mai architettato dall’uomo. Pensate a Dresda, moltiplicatela per Gaza e aggiungete l’Iraq per avere un’idea di ciò che accadde in Corea negli anni ’50. Gli USA e i loro satrapi sganciarono su questo piccolo paese montuoso più bombe di quante ne avessero lanciate sulla Germania. Il generale Douglas Macarthur voleva usare l’atomica, ma Harry Truman lo fermò: non c’erano obiettivi degni dello spreco di un’arma nucleare, visto che ogni singola struttura di fabbricazione umana era già stata distrutta. La Guerra di Corea fu uno sterminio di massa a lettere maiuscole: milioni di coreani vennero uccisi, carbonizzati dal napalm, colpiti dalle armi da fuoco e giustiziati dagli americani e dai loro alleati. In qualsiasi villaggio coreano il tasso di mortalità poteva competere con quello di Auschwitz.

I coreani sopravvissero e ricostruirono il loro paese. Ma i massicci bombardamenti lasciarono una cicatrice indelebile sulla psicologia della nazione. Una nazione non sarà mai più la stessa dopo un bombardamento a tappeto, proprio come un individuo che abbia subìto uno stupro di gruppo. Solitamente si cade, per un’intera generazione, in un atteggiamento di totale sottomissione (ecco perché lo stupro di gruppo è il sistema utilizzato dai carcerieri per ottenere il controllo su un detenuto disobbediente): così fu per i serbi, così per i tedeschi, così per i giapponesi dopo essere stati sodomizzati dalle bombe americane. La sindrome post-traumatica coreana si concretizzò nell’isolamento, nella smisurata autostima e nella paura infinita di un nuovo attacco. Questa paura aveva solide basi nella realtà: le truppe e le basi militari americane occupano ancora il sud della penisola coreana. La Corea del Sud è ancora oggi tanto lontana dall’indipendenza quanto lo era prima della Seconda Guerra Mondiale, con la sola differenza che gli Stati Uniti hanno sostituito il Giappone nel ruolo di potenza coloniale.

Cosa più importante, gli Stati Uniti hanno condotto un’incessante guerra di sanzioni contro la Corea invitta e indipendente. Questa scrupolosa strategia di blocco economico è stata utilizzata con successo contro Iraq e Cuba e ora gli Stati Uniti pensano di sfruttarla contro l’Iran. Noam Chomsky ha dato una perfetta definizione della strategia americana: non arrenderti mai; continua a distruggere le nazioni finché non si sottomettono, utilizzando tutti i mezzi a disposizione, inclusa la guerra economica. Chiunque rifiuti di arrendersi dovrà essere riportato all’età della pietra.

La Corea era pronta a smantellare i propri impianti nucleari, purché gli Stati Uniti ponessero fine alla guerra economica. Avevano firmato un accordo e chiuso i reattori, ma gli USA rinnegarono quell’accordo e ripresero le ostilità. L’America, come insegnano i suoi “Chicago boys”, è neoliberista fino al midollo e non può tollerare l’esistenza di uno stato socialista. La Corea non avrebbe mai permesso alle compagnie americane di controllare la sua economia, ed è per questo che gli USA e i loro satelliti continuarono a confiscare conti correnti della Corea e a interferire con le sue attività commerciali. I media dell’impero profusero grande impegno nel diffondere terribili racconti (in realtà leggende metropolitane anticomuniste rigurgitate dall’era McCarthy) sui poveri coreani che morivano di fame sotto il giogo comunista. Alla Corea non sarebbe stato consentito di vivere seguendo il proprio modello, quello comunista.

Quando il popolo della Corea del Sud espresse il desiderio di unirsi al Nord indipendente, la Corea del Sud fu ridotta alla fame dai Mammoniti, che architettarono la grande crisi delle tigri asiatiche del 1997. Tutto ciò che state sperimentando oggi, durante la crisi del 2009, i coreani del sud lo hanno già sperimentato dodici anni fa. La loro grande economia venne fatta a pezzi e svenduta a prezzo di noccioline dalle multinazionali. Tutto il lavoro compiuto in molti anni venne distrutto da George Soros e dai suoi colleghi. Allo stesso tempo, l’offensiva americana contro la Corea indipendente si intensificò.

Il presidente G. W. Bush (o meglio David Frum, che gli scriveva i discorsi) indicò la Corea, accanto a Iraq e Iran, come parte dell’Asse del Male. In tale situazione, i coreani fecero benissimo a dotarsi di un’arma di difesa definitiva. E la stessa cosa vale oggi per l’Iran. Un deterrente nucleare coreano e iraniano rappresenterebbe uno scudo difensivo per queste nazioni indipendenti.

La Corea non dorme sugli allori. Questo piccolo e lontano paese, debilitato dal blocco economico e dalle sanzioni, contribuisce ben oltre il dovuto alla più importante battaglia per la Palestina. I coreani, che hanno sofferto moltissimo per l’assedio imposto dagli americani, aiutano Gaza assediata e altri popoli confinanti con lo stato ebraico a dotarsi di armamenti. Non necessariamente armi nucleari: anche le armi convenzionali possono interferire con la totale libertà degli israeliani di ammazzare i palestinesi e di violare lo spazio aereo di Beirut e Damasco.

Usando come pretesto la questione nucleare, la lobby filoisraeliana ha fatto pressione per ottenere l’autorizzazione a perquisire ogni spedizione di merce coreana. Ha anche orchestrato una massiccia campagna mediatica, mettendo insieme anticomunisti e pacifisti impauriti dal nucleare contro la Corea socialista. Secondo questa propaganda, noi dovremmo essere terrorizzati dall’atomica coreana e supplicare Obama e Netanyahu di disarmare i ribelli.

Dio sa che io sono un uomo pacifico, ma non sono un pacifista. Le armi sono necessarie per difendere i popoli contro il terrorismo di stato israelo-americano. Un cosiddetto “pacifista” che appoggi i tentativi americani e israeliani di mantenere il monopolio sulle armi nucleari è solo, nel mio modo di vedere le cose, un altro sostenitore della macchina da guerra giudeo-americana. Se è in buona fede, allora che chieda prima di tutto il disarmo al Popolo Eletto d’Israele e all’America, rimandando il confronto con il popolo eletto di Corea e con gli iraniani a quando le installazioni di Dimona saranno state smantellate e le atomiche americane trasformate in aratri.

La lotta della Corea per l’indipendenza nucleare è di estrema importanza per il Medio Oriente e soprattutto per il progetto nucleare iraniano. E’ vero che l’Iran non è alla ricerca di applicazioni militari per la sua industria nucleare, accontentandosi di ottenere energia in modo pacifico. In ogni caso, gli interessi giudeo-americani vogliono trasformare la Corea del Nord in un monito per l’Iran. Vogliono fare qualcosa di brutto alla non troppo rilevante Corea, in modo da ottenere che l’Iran si rimetta in riga.

Obama potrebbe sistemare le cose con la Corea al prezzo, piuttosto ragionevole, di smetterla di interferire con la sua vita. Firmare un trattato di pace, porre fine alle minacce, eliminare le sanzioni, interrompere la campagna di odio. I coreani ripagherebbero la normalizzazione dei loro rapporti con gli USA rinunciando alle installazioni nucleari. Ma questo non spaventerebbe né convincerebbe l’Iran. Perciò Obama potrebbe optare per un’azione violenta, incluso un blocco navale, così che un Iran debitamente impressionato si rassegni a chiudere i suoi reattori.

Sarebbe un vero peccato. Un peccato per i coreani, che meritano, come chiunque altro, di vivere le proprie vite come più gli aggrada. Un peccato per i nemici della Corea, perché i coreani non sono facili da sconfiggere. E un peccato per il Medio Oriente, che ha un disperato bisogno di un Iran dotato di capacità di deterrenza nucleare.

I media israeliani hanno pubblicato un sondaggio secondo il quale “circa il 23 per cento degli israeliani prenderebbero in considerazione l’idea di abbandonare il paese se l’Iran si dotasse di armi nucleari”. L’idea è quella di spingere gli Stati Uniti e l’Europa verso una frenesia di azioni anti-iraniane, visto che a nessun paese piacerebbe dover assorbire due milioni di rifugiati israeliani. E’ questa la segreta Arma del Giudizio della propaganda sionista: se messi alle strette, ce ne torneremo nei vostri paesi e questo non vi piacerà. Tuttavia, le parti scritte in piccolo di questo sondaggio rivelano che la paura dell’Iran è diffusa soprattutto tra gli israeliani suggestionabili, il 39 per cento delle donne contro il 22 per cento degli uomini. Si sono semplicemente bevuti la propaganda del loro governo, tutta d’un fiato e senza respirare.

Paradossalmente, per noi israeliani un Iran nucleare rappresenta una speranza di pace, non una minaccia alla pace. Il rischio più grave che corriamo sta nell’atteggiamento aggressivo dei nostri generali e dei nostri politici. Essi hanno già provocato una quantità di guerre non necessarie, attaccando il Libano, la Siria, i palestinesi. C’è bisogno di un contrappeso, di un grande e potente stato che tenga i nostri falchi sotto controllo. Da quando l’Iraq è stato soggiogato dall’esercito americano e l’Egitto da manovre politiche, i generali israeliani sono andati in guerra ogni due anni. Solo un Iran nucleare potrebbe tenere a freno i guerrafondai israeliani e costringere Israele a fare progressi nel processo di pace.

Nessun esperto israeliano che sia sano di mente, nemmeno il falco più radicale, può ritenere che un Iran nucleare rappresenterebbe un pericolo o una minaccia per Israele. Israele è troppo potente, perfettamente in grado di rispondere con un mortale secondo attacco. Ma questa oltraggiosa libertà d’azione che piace tanto ai militari israeliani avrebbe fine, e ciò sarebbe un bene.

L’equilibrio del terrore o MAD (mutual assured destruction) è ancora l’unico sistema per controbattere la minaccia israelo-americana. Fu questa la ragione del martirio di Julius ed Ethel Rosenberg: aiutando l’URSS a realizzare una propria bomba nucleare salvarono innumerevoli milioni di persone da una morte orribile, seppure al prezzo della loro vita.

Link:  http://blogghete.blog.dada.net/post/1207093340/LA+VOCE+DI+SARUMAN#more

RIPORTO DA COMEDONCHISCIOTTE

A CURA DI IAR NOTICIAS

Centinaia di morti, cadaveri insepolti, e feriti senza cure mediche

Secondo osservatori internazionali, quello che sta succedendo in Sri Lanka solo è paragonabile col massacro militare compiuto da Israele nella Striscia di Gaza nel gennaio passato. Circa 50.000 persone sono rimaste intrappolate – come successe a Gaza – in una piccola striscia di territorio per 24 ore sotto il fuoco incrociato di batterie terrestri, carri armati ed aeroplani del Governo, alleato degli stati Uniti e “dell’asse occidentale”.

Come ha scritto un corrispondente della BBC: “L’esercito stà praticando una specie di ‘tiro al piccione’ coi rifugiati”, tra i quali combattono i ribelli dell’Esercito delle Tigri Tamil (Ltte). Alcuni corrispondenti risaltano la ferocia senza limiti del massacro e l’impotenza (e/o complicità) degli organismi internazionali nel fermarla. Si tratta di un genocidio su grande scala il cui sviluppo ed interessi in gioco vengono sistematicamente occultati o deformati dalla stampa “occidentale”, che lo presenta come un conflitto tra un gruppo “terroristico” ed il governo che “cerca” di ristabilire l’ordine. Al contrario, lo sterminio in massa di civili in Sri Lanka non è determinato da una guerra contro il “terrorismo Tamil”, come si vuole fare credere, bensì da interessi geoeconomici e geopolitici militari strategici, che hanno a che vedere col controllo dell’Oceano Indiano e delle rotte del petrolio.
(altro…)

ET Telefono Obama!

Pubblicato: 7 novembre 2008 da cainos in HUMUR, POLITICA, RIFLESSIONI
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obamaNon e’ certo una delle notizie piu’ importanti ma ha comunque un suo spessore.
la Vittoria di Obama e’ arrivata a scuotere il mondo, su questo non si puo’ discutere, come gia detto, gli americani al di la di che persona realmente sia Obama, hanno dato dimostrazione di sapere cambiare e sorprendere.
Berlusconi con la dipartita del suo vecchio amicone Bush, vede bene di fare una chiamata al neo presidente per congratularsi, io dico, visto i commenti che ha rilasciato in precedenza io avrei spedito un telegramma.
Per chi non lo sapesse i commenti di Berlusconi sono stati, 1 che dato che Obama e’ un bel giovine alto slanciato e intelligente, e lui invece ben piu’ Anziano, potra’ consigliarlo.
Secondo che oltre ad essere cosi’ bravo slanciato e intelligente e’ anche molto Abbronzato.
MMMMhhhh interessante.
Cmq questa mattina mentre andavo in macchina ho sentito una notizia Carina,
(ANSA) – NEW YORK, 7 NOV – Il presidente eletto degli Stati Uniti, Barack Obama, ha telefonato a 9 leader mondiali che lo avevano chiamato per congratularsi. Obama ha chiamato per ringraziarli il presidente francese Nicolas Sarkozy, il messicano Felipe Calderon, il sudcoreano Lee Myung-bak e i premier australiano Kevin Rudd, canadese Harper, israeliano Ehud Olmert, giapponese Taro Aso, britannico Gordon Brown e la cancelliere tedesca Angela Merkel.
Come si puo’ ben notare a il nostro caro Zilvio non e’ stato tirato in Carica…. se qualcuno di voi volesse fare notare la mancanza di Zapatero, potrei ricordare la sua inclinazione politica Laica che male si abbinerebbe alla natura cattolica Americana, e la Gaff che stava facendo in fase di elezioni Obama quando per un attimo stava per dichiararsi Musulmano……..

Insomma direi che e’ giustificabile la mancanza di Zapatero, per quanto riguarda Il caro buon Zilvio Berlusconi, sicuramente ci delucidera’ su questa mancanza, Non e’ vero che non gli ha telefonato, e’ lui che non gli ha risposto, ma mica per cattiveria sai, era impegnatissimo con affari importanti e la segretaria essendo educata non parla mai con la bocca piena!

da cainos e’ tutto I Lie I Cheat I Steal