I Silenti

La comunitá virtuale di un gruppo di balordi

DUE DI LATUFF

Fonte: http://latuff2.deviantart.com/

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EPISTOLARIA: YAMUN OKTAI E ARAMIS

Qualche mese fa scrissi le regole per un giochino di scrittura creativa applicabile anche al gioco di ruolo. Lo chiamai “Epistolaria” e fino ad oggi l’ho utilizzato tre volte per baloccarmi un po’ insieme a due cari amici. Il primo tentativo dette luogo ad uno scambio epistolare intricato e rocambolesco ambientato negli anni venti, il secondo fu invece un goliardico esperimento ai limiti della decenza. (Vedi “Una Terribile Estate” e “Compagni di Merende” dal sito Rivoluzione Creativa).

Questo che riporto qui è strettamente legato a Dungeons and Dragons e a una campagna che si trascina ormai da quasi due decadi. Yamun Oktai è forse il personaggio al quale sono più affezionato, shamano del Khanato di Ethengar acerrimo nemico del proprio destino. Aramis, temibile vendicatore, è il suo più improbabile amico. Queste sono le due lettere che si sono scambiati, all’alba di un mondo nuovo, devastato dalle guerre e dalla follia degli uomini.


Ethengar, alcuni mesi dopo il Grande Botto

Il vento del nord che fa svolazzare i lembi della mia tenda mi riporta alla mente le notti trascorse ad ascoltare l’ululato dei lupi, davanti ad un fuoco amico e ad un compagno con il quale perdersi piacevolmente in stravaganti ragionamenti. Sono passati molti anni e gli eventi più bizzarri ed impensabili si sono susseguiti, mentre rincorrevamo il nostro destino, o forse venivamo entrambi trascinati dal filo invisibile che ci tiene prigionieri dal giorno della nostra nascita.
Ti confesso di essere stato sempre turbato da questo pensiero. Anche le mie ultime scelte di vita sono state dettate più dalla rabbia e da un irrefrenabile senso di ribellione a quella che pareva come una strada già delineata. Non ho mai amato le scelte scontate, le porte aperte, le strade battute… lo sai benissimo. Forse sei l’unico capace ancora di capirmi.
Il mondo è diventato troppo vecchio. La rivoluzione di cui siamo stati entrambi testimoni non è un vero cambiamento. È come se gli dei avessero spruzzato del profumo per nascondere i loro sporchi affari, ma anche menti giovani come le nostre sono capaci di afferrare l’inganno. Il ciclo delle cose non è sempre un disegno felice. A volte il ciclo ristagna, e perché nessuno si accorga di nulla qualcuno ci getta sopra una manciata di essenze di lavanda… e tutto sembra rinascere. Ma agli immortali interessa solamente una cosa: la stasi. Read the rest of this entry »

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L’ULTIMO TSUNAMI


Nonostante le evidenti differenze gerarchiche che ci separano, vorrei scusarmi con i miei lettori per la prolungata assenza, non una condizione dettata dalla distanza ma dall’apatia, dal distacco mentale ed empatico dal vostro mondo. Più passa il tempo e più trovo difficile continuare questo diario. Ho riletto i miei interventi e li ho trovati monotoni e ripetitivi. Le cose che vi dovevo dire ve le ho già dette più volte. Se mi ritrovo qui nuovamente a parlare a voi, progenie di demoni di basso rango, è per sfogarmi, per esternare ancora una volta il mio disappunto, per sbollire la mia furia di demone integro, creatura non divina ma almeno degna di sedere nelle prime file del grande spettacolo dell’universo.

Vi ho già detto che non vedo speranze per voi. Il vostro mondo è destinato ad una caduta in picchiata, un effetto valanga che seppellirà voi e le vostre torri più alte. Forse solamente chi è ancora aperto a certi messaggi potrà avvertire l’arrivo della slavina, come quei popoli indigeni che al tempo del tragico tsunami si ritirarono nell’entroterra, scampando alla morte. I segnali sono evidenti, ma la vostra capacità di recepirli è completamente sballata. Temete la crisi economica e il terrorismo, ma non sono questi i vostri veri nemici. Alcuni invece temono i propri governanti, e forse potrebbero avere anche ragione, ma non sono neanche loro il problema. Il problema siete voi!

E forse potreste anche e provare a riprogrammarvi, a debellare il vostro stato mentale, a svuotare le cartellette del vostro cervello e riempirle con un bagaglio di buone intenzioni. Lodevole, certo, ma sempre fallimentare. Il problema non sono le informazioni nelle vostre cartellette, ma è lo stesso sistema a cartellette che vi frega. E smontare quel sistema è un procedimento cento volte più complesso dell’arte di disimparare.
Accettare la vostra esistenza come qualcosa di fluido e connesso, un rifluire statico e senza tempo, una corrente che converge fino agli abissi primordiali del cosmo, è il passo che vi permetterà di vincere tutte le vostre paure, perché sono loro la causa di tutti i vostri mali.

E poi smettetela con questo vostro assurdo “dio”. Smettetela di sentirvi orfani, di dipingere padri e madri a vostra immagine e somiglianza, di dare loro poteri incommensurabili, di ringraziarli per tutti i vostri successi e di scagionarli per tutti i vostri guai. La povera madre che grida al miracolo, mentre recupera la figlia ancora viva dalle macerie di quel terremoto che ne ha ammazzati migliaia, è pura propaganda teologica. Se proprio siete affezionati a questa parolina di tre lettere, cercate di dargli il significato che meglio gli appartiene; il “fluire”, il “divenire assieme”, l’ “appartenere”, l’ “essere”, il “partecipare”. Energie che collimano e si fondono, per creare nuove energie. Il respiro dell’universo…

Non so quando mi riaffaccerò da questa finestra per parlarvi. Potrebbero passare altri tre mesi, oppure tre anni. Mi sento già un po’ meglio… Ho scaricato quello che dovevo scaricare… Adesso chiederò al mio fedele servitore Gor di andarmi a prendere una bottiglia di Calvados, dalla cantina segreta sotto la torre. Addolcirà la mia bocca, mentre rimarrò ad osservare i colori dell’apocalisse dipingere il cielo sopra le vostre teste. Buona fine, umani…
…sta arrivando lo tsunami!!!!

FONTE: Nekradamusblogspot

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Il principe felice: Oscar Wilde

Nel punto più alto della città, su un’alta colonna, stava la statua del Principe Felice. Era tutto coperto di sottili lamine di oro preziosissimo, come occhi aveva due zaffiri lucenti, e un grande rubino brillava sull’impugnatura della spada.
Era molto ammirato da tutti.
“E’ bello come una banderuola – notò un membro del Consiglio della Torre che si vantava di essere un esperto d’arte, – ma non è altrettanto utile” aggiunse, temendo che la gente potesse pensare che era una persona dotata di scarso senso pratico.
“Perché non assomigli al Principe Felice? – domandava una mamma al suo bambino che era solito piangere per niente. – Il Principe Felice non si sogna neppure di piangere per qualcosa”.
“Mi fa piacere che ci sia qualcuno al mondo che è sempre felice” mormorò un uomo deluso dalla vita alzando lo sguardo sulla magnifica statua.
“Sembra proprio un angelo” dissero i ragazzi della Carità mentre uscivano dalla cattedrale con le loro lucenti mantelline scarlatte e i lindi grembiulini.
“Come lo sapete? – disse il Maestro di Matematica. – Non ne avete mai visto uno”.
“Ah, ma noi li vediamo, nei nostri sogni” risposero i bambini; e il Maestro di Matematica corrugò le sopracciglia e li guardò con molta severità, perché non approvava che i bambini sognassero.
Una notte volò sulla città un piccolo Rondone. Read the rest of this entry »

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LE ULTIME PAROLE DI JACK DANIEL

C’era una volta un ragazzo di nome Jack, di sangue misto, inglese, scozzese e irlandese, ma nato in America come si soleva fare nel lontano 1846, o forse era il 1950, perché all’epoca ci si sbagliava facilmente con i numeri… Americano DOC insomma, e come tanti altri americani il piccolo Jack aveva un sogno (che cosa sarebbero gli americani senza i loro sogni?), aprire una distilleria. E così fece… era il 1866.

Oggi il Jack Daniel’s non è solo un whiskey ma un vero e proprio manifesto di vita, il simbolo della bevuta on-the-road, la benzina del bluesman, il compagno migliore per quelle serate passate in solitario, ad arreggerti le trippe aspettando l’alba.

Era il 1911 quando, per colpa di una ferita all’alluce, procuratasi tirando un violento calcio alla cassaforte (il povero Daniel non riusciva mai a ricordarsi la combinazione, chissà come mai…) Jack contrasse una terribile infezione che lo portò sul letto di morte. Ma prima del trapasso, prima cioè di diventare il distillatore personale di dio e di tutti i santi, Jack, rivolto probabilmente al nipote al quale aveva lasciato la distilleria, sussurrò: “One last drink, please…” E quelle furono le sue ultime parole.

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CHARLES BUKOWSKY: Unbruttoviaggio

Un brutto viaggio

Ci avete mai fatto caso che LSD e televisione a colori hanno fatto una comparsa simultanea nel mondo dei consumi? due divisioni martellanti e colorate. e noi, cosa facciamo? mettiamo l’una fuorilegge e incasiniamo l’altra. la tv è una cosa inutile, così com’è oggi n mano a certa gente. questo è poco ma sicuro. ho letto sul giornale che durante una recente retata un poliziotto avrebbe ricevuto in pieno viso una bacinella di acido, scagliatali, si afferma, da un presunto fabbricante di allucinogeni. anche questo è uno spreco. vi son fondati motivi per mettere fuori legge LSD e affini (questi stupefacenti possono far uscire di senno) ma altrettanto dicasi del raccogliere barbabietole, dell’avvitare bulloni in una fabbrica d’auto, o lavar piatti o insegnare lettere all’università. se mettessimo fuorilegge tutto ciò che fa diventar matta la gente, l’intera struttura sociale crollerebbe: il matrimonio, la guerra, i trasporti pubblici, il mattatoio, l’apicoltura, la chirurgia, tutto quanto. qualsiasi cosa può far diventare matta la gente poiché la società è fondata su basi false. finchè non avremo ribaltato tutto, i manicomi resteranno pieni. e i recenti tagli ordinati dal nostro governatore al bilancio dei manicomi, in California, mi fanno capire che: la società non ritiene suo dovere curare quelli che la società stessa ha atto impazzire, specie in periodi di strettezze e inflazione e supertasse. meglio usare quei soldi per costruire strade, o farne piovere qualche grullo, leggero leggero, sui negri, tanto per tenerli buoni, chè non diano fuoco alle nostre città. io ho un’idea migliore: perché non ammazzarli i matti? pensate, quanto denaro risparmiato. perfino un pazzo mangia, e tocca dargli da dormire. eppoi sono disgustosi: cacciano quegli urli bestiali, berciano di merda le pareti, e così ia. basta istituire un tribunale medico, che prenda le decisioni del caso, e arruolare qualche bella infermiera (femmine e maschi) per soddisfare i bisogni sessuali degli psichiatri-giudici.
ma torniamo più o meno all’ LSD. com’è vero che hi non risica non rosica, è anche vero che più arrischi e più ottieni. qualsiasi attività creativa complessa (dipingere, scrivere poesie, svaligiare banche, fare il dittatore e così via) ti conduce al punto in cui pericolo e miracolo sono come fratelli siamesi. raramente arrivi al traguardo, ma durante il tragitto hai modo di trovare la vita interessante. è bello andare a letto con la moglie di un altro ma, lo sai, un giorno o l’altro sarai colto con le braghe calate. ciò serve a rendere il fatto più piacevole. i nostri peccati vengono fabbricati in cielo per creare il nostro inferno, di cui evidentemente abbiamo bisogno. diventa bravo in qualsiasi campo, e ti crei subito dei nemici. i campioni vengono innalzati affinché la folla provi poi maggior gusto a vederli rotolare, battuti, fra la merda, e gode a subissarli di fischi. gli stolti perlopiù la fanno franca. un vincitore può essere abbattuto da un fucile ordinato per posta (così dice la favola) oppure dal suo stesso fucile da caccia in una piccola città come Ketchum. o come Adolf e la sua puttana far harakiri all’ultima pagina della loro storia.
l’LSD può farti a pezzi perché non è un’arena per leali impiegati delle poste, certo, l’acido cattivo al pari di una cattiva puttana può metterti fuori gioco. anche il gin fattincasa nella vasca da bagno ha avuto, durante il proibizionismo, i suoi bei dì. la legge crea la propria malattia in velenosi mercati neri. ma, perlopiù, i brutti “viaggi” psichedelici sono dovuti al fatto che chi vi si imbarca era già avvelenato. dalla stessa società. se un uomo ha preoccupazioni, per l’affitto, la rata dell’auto, il cartellino da timbrare, mandar il figlio all’università, portar l’amante a cena in un locale carissimo, l’opinione dei vicini di casa, il bene della patria, allora una compressa di LSD lo farà, probabilmente, impazzire perché, in certo senso, è già pazzo e tira avanti solo perché è trascinato dalla corrente, sostenuto dalla routine, intontito da tutto il fracasso che l’esenta dal pensare con la propria testa. per un trip ci vuole uno che non sia già stato messo in gabbia, che non sia stato già inculato dalla grande Paura che, in tal modo, spinge avanti l’intera società. purtroppo, molti uomini sopravvalutano se stessi come liberi pensatori. ed è un grosso sbaglio della generazione hippie, non fidarsi di nessuno oltre i 30 anni. trent’anni non vuol dire un accidenti. molte persone vengono catturate e addomesticate già all’età di sett’ott’ anni. molti giovani SEMBRANO liberi ma si tratta solo di un fatto chimico e energetico che riguarda il corpo e non già di una realtà che riguarda lo spirito. ho conosciuto uomini liberi nei posti più strani e a TUTTE le età (portieri, ladri d’auto, benzinai) e anche alcune donne libere (infermiere o cameriere perlopiù) e di QUALSIASI età. l’anima libera è rara, ma quando la vedi la riconosci: soprattutto perché provi un senso di benessere, quando gli sei vicino.
un viaggio psichedelico vi mostra cose non soggette ad alcuna norma. vi mostrerà cose che non sono nei libri di testo e cose contro cui non potete sporgere querela, o reclamare in municipio. l’erba rende semplicemente più sopportabile l’attuale società: l’LSD è invece una nuova società a sé stante. se tu sei un inserito, puoi pure rubricare l’LSD come “droga allucinogena” e lavartene le mani. ma quel che s’intende per “allucinazione” varia a seconda di dove ti trovi, ovvero del polo sul quale ti orienti. qualsiasi cosa ti succede quando ti succede diviene realtà: sia un film, un sogno, un atto sessuale, ammazzare, venir ammazzato o mangiare una pizza. solo le bugie vengono imposte dopo. quel che succede, succede. allucinazione è solo un vocabolo, e un piedistallo sociale. quand’uno muore, per lui la faccenda è molto reale; per gli altri, solo una disgrazia o un ingombro da levar di torno. e per questo c’è il cimitero. quando il mondo ammetterà che TUTTE le parti rientrano nel quadro d’insieme, si potrà cominciare a sperare. qualsiasi cosa l’uomo vede è vera. non è mica stata portata lì da una qualche forza estranea: era lì prima che lui nascesse. non biasimatelo per il fatto che egli adesso la vede, e non date a lui la colpa se diventa matto solo perché maestri e sacerdoti non furono abbastanza saggi da insegnargli che l’esplorazione della realtà non ha mai termine, e che siamo degli stronzi a limitarci all’abbiccì del mondo. non è l’LSD la causa del brutto viaggio: ma tua madre, il governo, la ragazza di rimpetto, il gelataio dalle mani sudicie, lo studio imposto controvoglia dell’algebra o dello spagnolo, la puzza di un cesso del 1926, un uomo dal naso troppo lungo quando a te t’hanno detto che i nasoni sono brutti; sono stati i lassativi, la causa, è stata la Brigata Abramo Lincoln, la pubblicità della margarina, la faccia di Roosvelt, sono state le caramelle al limone, è stato lavorare per 10 anni in una fabbrica e venirne licenziato perché sei arrivato in ritardo di 5 minuti, è stato per via di quel fregnone che t’insegnava la storia in quinta elementare, è stato per via del tuo cane investito da un’auto e nessuno che ti fa da testimone, è stato per via di tante cose la cui lista verrebbe lunga 5 chilometri.
un brutto viaggio? tutto questo Paese, tutto il mndo sta compiendo un brutto viaggio, amico mio. ma a te t’arrestano per aver ingoiato una compressa.
io vado ancora a birra perché, a 47 anni ho molti ganci conficcati nel corpo. sarei un bel cretino se pensassi di essere sfuggito a tutti i loro trabocchetti e incastri. credo che Jeffers l’abbia detta giusta, quando ha detto, più o meno, stai attento alle trappole, amico, ce n’è un sacco, e anche Dio c’è cascato ain una trappola quando una volta scese su ’sta terra. naturalmente, molti di noi dubitano che fosse davvero Dio. ma, a quanto parlava troppo. chiunque può parlare troppo. anche Timothy Leary. pure io.
oggi è sabato e fa freddo, il sole sta andando sotto. cosa fate voialtri alla sera? fossi Liza, mi pettinerei i capelli, ma però non sono Liza. bene, ho qui un vecchio numero del National Geographic e le foto sulla carta patinata dan l’idea di qualcosa di vero, qualcosa che accade. non è così, naturalmente. in questo caseggiato sono tutti ubriachi. un alveare di persone sbronze in attesa della fine. passano delle donne per la via, sotto la mia finestra. io esalo, sibilo, una parola stanca e gentile come “merda,” poi strappo via ’sto foglio dal rullo della macchina da scrivere. e ve lo regalo.

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I VELENI DI TRAFIGURA E IL BAVAGLIO DELLA BBC

Parte 2 del servizio cancellato dal sito della BBC

La scorsa settimana la BBC ha deciso di cancellare dal proprio sito web una schiacciante indagine della serie “Newsnight” sullo scandalo Trafigura, a seguito delle minacce della compagnia e dei suoi controversi avvocati, Carter-Ruck.

Precedentemente, altre fonti di informazione inclusi il Times e l’Independent, hanno ritirato articoli sul caso, tra la preoccupazione che la stampa britannica stia scegliendo di autocensurarsi piuttosto che rischiare un confronto con una compagnia così potente in uno dei soliti processi inglesi per diffamazione, arcaici e a senso unico.

La BBC è un pezzo grosso tra i media britannici, e la sua indipendenza – che si suppone garantita dai milioni che riceve ogni anno dai contribuenti con il canone – è vitale sia per la sua funzione di servizio pubblico che per la sua reputazione mondiale.

La libertà di parola significa molto poco senza una effettiva indipendenza dei media – se è vero che l’indipendenza della BBC può essere compromessa così facilmente da minacce legali, allora siamo di fronte a un pericoloso precedente.

I principali media inglesi hanno accuratamente evitato di riportare la rinuncia della BBC. Eppure è un argomento che solleva domande serie sullo stato della libertà di stampa in Inghilterra in un periodo di attacchi senza precedenti ai media.

Per aiutare a sabotare quest’ultimo tentativo di mettere il bavaglio alla stampa, per favore includete questo video sul vostro blog e linkate a questo PDF con la storia originale.

TRADUZIONE DEL PDF CON LA STORIA ORIGINALE, DALLA CACHE DI GOOGLE

E’ il più grande scandalo sulla discarica di rifiuti tossici del 21° secolo, il tipo di vandalismo ambientale per prevenire il quale si suppone i trattati internazionali esistano. Ora Newsnight può rivelare la verità su un carico di rifiuti che è stato portato illegalmente nella più grande città della Costa d’Avorio, Abidjan. Una enorme multinazionale è stata citata all’ Alta Corte di Londra da migliaia di Africani che sostengono di essere stati danneggiati di conseguenza.

Le nostre investigazioni ci hanno portato ad Amsterdam, dove il carico di rifiuti tossici avrebbe potuto essere smaltito in maniera sicura. Invece la compagnia Trafigura ha scelto l’opzione economica di scaricarlo ad Abidjan.
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Artemisia Jewelry- Creazioni artistiche

Su questo blog potrete trovare le creazioni in fimo, pietre e wire copper di una giovane artista.

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IL SEQUESTRO DI HAITI

DI JOHN PILGER
johnpilger.com/

Il sequestro di Haiti è stato rapido e grossolano. Il 22 gennaio gli Stati Uniti hanno ottenuto il “formale beneplacito” delle Nazioni Unite di impossessarsi dei porti ed aeroporti di Haiti, e di “mettere in sicurezza” le strade. Nessun Haitiano ha firmato questo accordo, che non ha niente di legale. Regna l’egemonia, col blocco navale americano e l’arrivo di 13.000 marines, forze speciali, spie e mercenari, nessuno di questi addestrati ai soccorsi umanitari.

L’aeroporto della capitale Port-au-Prince è adesso una base militare americana e i voli di soccorso sono stati dirottati sulla Repubblica Dominicana. Per tre ore, tutti i voli sono stati sospesi all’arrivo di Hillary Clinton. I feriti gravi haitiani hanno dovuto aspettare mentre 800 residenti americani di Haiti venivano sfamati ed evacuati. Sei giorni sono trascorsi prima che l’aviazione statunitense paracadutasse bottiglie d’acqua alla gente assetata e disidratata… continua a leggere…

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VUP: Very Unimportant Person

Se la più banale delle apparizioni televisive può trasformarti in una “Persona Molto Importante” (VIP), allora io voglio essere un VUP, “a very unimportant person”. Osservando da vicino quei personaggi che riscuotono un certo successo (specialmente tra i giovani) ci facciamo velocemente un’idea della loro caratura. Non sto solamente parlando delle loro doti tecniche ed artistiche, che nella maggior parte dei casi lasciano molto a desiderare, ma di quelle virtù etiche e morali che contraddistinguono un bel modello di persona. La stessa cieca rincorsa verso la celibrità è una chiara dimostrazione della vanità di questi personaggi.

Eppure questa tendenza a voler diventare famosi a tutti i costi ce l’abbiamo più o meno tutti. Se si osservano i comportamenti degli utenti dei social network, specialmente tra i giovani, si denota una spiccata propensione per il mostrarsi e l’affermarsi senza alcun pudore. Le gallery fotografiche dei teenagers sembrano dei tabloid di moda o di gossip, creature-fotocopie degli insipidi personaggi di cellulosa sbattuti in prima serata dalle TV spazzatura italiane (e non solo).

Ma il fenomeno non si ferma qui. Filosofi improvvisati, poeti dell’ultim’ora, aspiranti artisti, fotografi del lunedì e naturalmente (mi ci metto pure io) pseudo-scrittori da due soldi. O almeno è questa la percezione che in molti potranno avere scorrendo gli interventi pubblicati regolarmente sulle pagine di Facebook.

Qual’è il fattore che nobilita la rappresentazione di una pesona (o anche di un’opera)? Non certo il talento, se si pensa al programma “Grande Fratello” e ai vari reality show. Semplice, è il “fattore lotteria”. Se viene estratto il tuo nome puoi far parte dell’olimpo dei privilegiati. Una vera e propria maledizione, se si pensa a come vengono trasfigurate le perone dal successo e dai soldi. Mi auguro non mi succeda mai, almeno non in questo mondo… Eppure la tentazione rimane forte, incisa a fuoco nel nostro subconscio da decenni di TV-Bombing.

Come possiamo uscire da questo paradigma? Facile (a dirsi)! Cambiare atteggiamento nei confronti degli status quali “successo”, “fama”, “importanza”, “valore” come ci sono stati imposti dalla nostra società, la stessa che incorona persone prive di qualsiasi talento o virtù quali idoli per le nuove generazioni. Se il gioco è sporco, o accetti di sporcarti le mani oppure decidi di non giocare. Per quanto riguarda me, io ho deciso di giocare un altro gioco, con le mie regole.

E il gioco di cui parlo può essere giocato proprio con l’aiuto dei social network e degli strumenti messi a disposizione da internet 2.0. È un gioco di percezione che non gira attorno al prodotto o al personaggio ma all’azione in se, il creare o l’essere. È un gioco che non ha niente a che vedere con le classifiche, con i numeri o con una qualsiasi retribuzione economica. Non è importante il valore della tua opera ma il fatto che tu ci abbia messo dentro un pezzo di te. Non conta cosa rappresenti ma chi realmente sei. Liberarsi dalla trappola del Super-Io, che quotidianamente nel nostro occidente crea migliaia di nuovi consumatori di prozac e altre droghe antidepressive, è essenziale. Fatto ciò non ci resta che fare i funamboli, coinvolgere una decina di contatti e ritagliarci i propri piccoli momenti di popolarità.

Paradigma vago? Può darsi, ma se la tendenza è quella di voler diventare “famoso”, preferisco sembrare “fumoso”. L’era dei VUP incomincia oggi. ENTRA IN RIVOLUZIONE CREATIVA!

FONTE: www.willoworld.net

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LE RASOIATE DI FESTER…

Un nuovo personaggio si affaccia su queste pagine virtuali. Si firma “Fester” e non ho idea di chi sia o cosa faccia. Quel che è certo è che ci va giù pesante…

Ierimattina, mentre uscivo di casa, sono scivolato su un lastrone di ghiaccio. Vivendo in un quartiere pieno di mussulmani la mia vicina si è subito insospettita… mi si è avvicinata e mi ha detto “Secondo me qui c’e’ lo zampino di Al Quaeda!”
Io l’ho guardata arreggendomi la schiena che mi doleva da impazzire. Le ho sorriso gentilmente, come si fa con le vecchie signore, poi le urlato con tutto il fiato che c’avevo: “No, qui c’è lo zampino di quel budello di dio!!!”
Lei si è fatta il segno della croce ed è rientrata in casa. La giornata è proseguita nella migliore delle maniere…
Perchè a volte un moccolo può risolvere…

Le Rasoiate di Fester

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LETTURE A BORDO PISCINA

Ecco i nuovi interventi apparsi recentemente sul sito della community Rivoluzione Creativa e sulle pagine degli altri progetti di Willoworld.

LA FACCENDA DELLA STIRERIA

Davanti a questo foglio bianco voglio una volta per tutte chiarire la misteriosa faccenda della stireria, che col passare del tempo si è trasformata in una storia di cattivo gusto che al bar, ma ormai anche in tutto il quartiere, sta lentamente pregiucando la mia reputazione. Ora, non c’è bisogno di tante introduzioni, il Gano lo conoscono tutti e solo chi c’ha da la coda di paglia può affermare che io non sia una persona di parola. Non ho peli sulla lingua, forse ce n’ho qualcuno nel culo, ma quelli servono per tenere alla larga i manganelli di carne. Ed è esattamente di questo che vi voglio parlare… continua…

LA POTENZA DEL RESPIRO

Giorno per giorno.
Lo apro come si scarta il regalo di una lettera d’amore, di quelle che si scrivono a fatica, sotto candele gocciolanti che non consentono errori né stanchezze assopite.
Il sudore come cera, ghiaccia a contatto con l’alba, il suo, un salto che diviene morbido lenzuolo di un pensiero nuovo… continua…

IL RAGAZZO E LA STRADA

Le giostre andavano avanti come sempre avevano fatto. C’era stato un periodo di crisi negli ultimi due anni, ma con qualche rinnovamento alle attrezzature le cose adesso sembravano avere ripreso. La vita dietro alle quinte del mio Luna Park era sempre la stessa… continua…

SHARONA

Tra meno di un’ora sarà qui. Lei, con quel portamento elegante da fotomodella, sofisticata come una straniera, lunghe ciglia di velluto che ombreggiano uno sguardo austero in cui adoro perdermi. Lei, Sharona come la canzone, che stringe il mio corpo con le sue lunghe gambe quando mi vuole dentro, che urla disinibita con le finestre aperte, mentre l’orgasmo le esplode nella gola. Al solo pensiero tremo, e mi sento già in tiro… continua…

SCOPPIAMIDENTRO

Nel buio nebbioso che si alza tra queste pietre antiche distinguo la sua forma di donna: rannicchiata all’angolo del letto dorme e sorride. La guardo. Un lampo sibila nel volo dei corvi e la sveglia. Mi sorride ancora. Il suo sapore affiora ovunque, deglutisco forte annusando la sua intimità a fior di pelle. E’ notte alta… continua…

LA LIBERTA’ DELL’UOMO

Il monaco, immobile sul grande macigno, osservava le ombre allungarsi, e pensava che niente e nessuno le avrebbe mai potute fermare. Allora sentì l’impulso di chiedere consiglio al suo Maestro… continua…

… E LE POESIE…

TACE IL MONDO

CONNESSIONI

… E INFINE LE 101 PAROLE DI…

MAGRA CONSOLAZIONE

RITRATTO DI DONNA

PASSO FELPATO

Leggi anche: Letture in Camicia

Foto di Aeter: http://www.flickr.com/photos/aeter/

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SADE – Soldier of Love

Ho sempre avuto un debole per quelle atmosfere soul vagamente etniche dei Sade, la band inglese capeggiata dall’affascinante Sade Adu divenuta famosa negli anni ‘80. Ecco che tornano a distanza di dieci anni dal loro ultimo lavoro. Soldier of Love è un disco facile fin dal primo ascolto, che di sicuro vi regalerà un po’ di salmastro estivo…
…proprio quello che ci vuole dopo questo buio e freddo inverno.

TRACKLIST

1. The Moon And The Sky
2. Soldier Of Love
3. Morning Bird
4. Baby Father
5. Long Hard Road
6. Be That Easy
7. Bring Me Home
8. In Another Time
9. Skin
10. The Safest Place

L’album uscirà nei negozi il 9 febbraio ma potete già trovarlo qui.

FONTE: The Colony of Slippermen

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LIMBO – CAPITOLO 12: La notte improvvisa

PREVIOUSLY ON LIMBO…

Jade degli Arceri Rossi è un Keeper, protettore degli oggetti sacri di Seidon. Insiema a Misar e il gigante Yumo, si reca presso la Gilda di Nicon, dove conosce il giovane Tzadik…

…nel frattempo il mago Rivier e il suo apprendista Mylo vengono catturati dai Testimoni di Seidon, fanatici religiosi pronti a muovere battaglia contro gli eretici della Gilda di Nicon. Una volta che i due prigionieri sono condotti al cospetto del primo ministro Tawares, vengono misteriosamente rilasciati…

…segretamente i due maghi fuggono dall’accampamento per andare ad avvertire Nicon dell’imminente battaglia. Una volta giunti presso la gilda irrompono nella tenda nella quale Nicon e il gruppo di Jade discutono animatamente. Pochi istanti più tardi la ragazza viene colta da un malore…

…Jade è caduta in sonno magico propiziato da Sawar, che la cerca disperatamente manovrando la sua Torre Galleggiante e seminando distruzione in tutte le terre di Limbo. L’elenty Rivier, con l’aiuto della magia, riesce a riportare l’anima della Keeper nel suo corpo. Poi la gilda si mette in movimento, preparandosi alla battaglia contro i Testimoni…

…lo scontro tra i Testimoni di Seidon e la Gilda di Nicon esplode inevitabilmente sulle pianure del vespro. Il risultato della battaglia e’ incerto quando la torre galleggiante di Sawar irrompe sul luogo dello scontro.

CAPITOLO 12
La notte improvvisa

La Torre Galleggiante sovrastava il campo di battaglia, con le sue rocce appuntite, i bassi torrioni merlati e il grande bastione centrale. Dalla finestra più alta un uomo guardava estasiato le scene di violenza che prendevano luogo più sotto. Esseri deformi fatti di pietra e gesso azzannavano e stritolavano gli Arcon dei due schieramenti, che nella peggiore delle ipotesi si erano uniti per combattere il nemico comune. I Testimoni cadevano di fianco ai cavalieri della Gilda, fratelli di spada davanti alla follia omicida dell’Elenty corrotto.
Davinia si stringeva al suo amante e guardava oltre il mare di corpi maciullati. Avvertì l’eccitazione del suo compagno e avrebbe voluto approfittarne, ma in quei momenti Sawar non voleva essere assolutamente disturbato. Rimase vicino a lui, stringendosi ancora più addosso, accarezzandolo nelle parti intime. L’avrebbe avuto più tardi, quando tutto si sarebbe concluso e le urla sarebbero cessate… continua…

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Antonio Conte – FACCE DA FACEBOOK (ognuno sarà famoso x 15 persone)

Segnalo con piacere la mostra che si terrà per tutto il mese di febbraio nel comune di Pennadomo (Ch). I quadri di Antonio Conte saranno accompagnati da alcuni brevi testi dalla Silente G., nostra collaboratrice ed immancabile funambola del circuito willoworld.net. Il soggetto di questa mostra è davvero interessante e riprende in qualche modo il manifesto di Rivoluzione Creativa, la community di Willoworld.

“C’e una battaglia ideologica che si sta combattendo in questi anni, anche se i media ne parlano unilateralmente. La cultura del file-sharing, se non verrà bandita dalle leggi che si moltiplicano ogni giorno, trasformerà la percezione del prodotto mediatico. Se nessuno pagherà più un centesimo per godere di un’opera, non sarà la fine delle correnti creative anzi, sarà l’inizio di una grande rivoluzione artistica. Cadranno i miti, i simboli di facciata costruiti dalle industrie dell’intrattenimento, e con tutta probabilità (in realtà sta già succedendo), il ciclo di fruizione dell’opera sottostarà a nuovi modi. Diventeremo fan di noi stessi, oppure dei nostri amici, o delle persone che faranno parte della nostra community. Questa decentralizzazione dell’immagine potrà fomentare nuove correnti, migliaia di nuove correnti, e si riscoprirà il vero significato dell’arte, che è fine al creare. Il processo creativo é terapeutico. Gli altri potranno attingere da noi, copiare, stravolgere, riscrivere la storia cento altre volte. Slegati dalle catene del mercato, liberi dal cerchio che imprigiona la grande “C” del copyright, saremo finalmente liberi di conoscere noi stessi e non temeremo più di farci conoscere agli altri.”

Tratto dal Manifesto di Rivoluzione Creativa

Antonio Conte – FACCE DA FACEBOOK (ognuno sarà famoso x 15 persone)

Facebook è la prova tangibile che Warhol aveva ragione, tutti noi avremmo avuto i nostri quindici minuti di celebrità anche se forse non è più una questione di tempo,oggi siamo famosi non per quindici minuti ma per quindici persone, il nostro pubblico. Il Web permette, di fatto, di avere un costante ‘controllo sulla notorietà’: ognuno di noi è in grado istantaneamente di verificare da quante persone si è letti, osservati, (eventualmente) apprezzati: si creano “micro celebrità” a colpi di click. Facebook ti «fotografa», ti trasforma in personaggio, solletica abilmente il tuo egocentrismo,con face book ognuno diventa personaggio famoso e attenzione attenzione ognuno è anche critico dell’altro in un continuo gioco delle parti ,Il vecchio critico decretava un successo o un fallimento parlando da solo alla massa: ora è una ‘massa critica che parla a se stessa. Tutti famosi per un giorno? No. Tutti famosi per qualcuno.

Due immagini della mostra

ANTONIO CONTE

Immaginate un uomo, che guarda verso l’orizzonte.
Non c’è più nulla, solo colori e forme che possono divenire qualsiasi vostro pensiero.
Ci sono artisti come Antonio Conte che nascono per esprimersi solo con l’arte e ci riescono.
Se ci può essere un connubio tra Surrealismo,
Dadaismo e Astrattismo
con una punta di Pop-art alla Wharol…
questo è Antonio.
In un’era in cui l’Arte è divenuta puro accessorio e commercio, qui troviamo ancora risposte e sogni a colori. Parole dall’ ironia e dalla malinconia e la vita nei visi e negli occhi delle tele di chi ha respirato l’aria di Napoli ma è pronto per ogni dove!
Dategli un rosso magenta e un blu cobalto e salverà il mondo…
salvando se stesso.

Silvia Paganini

GIULIA RICCO’

Si dedica da alcuni anni alla scrittura creativa. Ha pubblicato diversi racconti sul circuito Willoworld.net e sulla community Rivoluzione Creativa. Lo scorso agosto si era già cimentata nel medesimo ruolo scrivendo i testi di accompagnamento per la mostra di Daniele Frisina.

I LAVORI DI GIULIA RICCÒ APPARSI SU RIVOLUZIONE CREATIVA

ECCO I 14 PROFILI DI G. RICCO’ SUI QUADRI DI A. CONTE

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Un Mondo a Gambe Aperte é una raccolta di racconti e poesie di Gano, poeta ubriacone, meraviglioso personaggio della Giostra di Dante.



Il Mondo oltre lo Spazio Disco é una raccolta di racconti cyberpunk di GM Willo.



La Leggenda di Udrien e altre fantastiche storie é una raccolta di racconti fantasy di GM Willo.


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